Cellat

Cellat di Memduh Un
Un architetto vede sua moglie Filiz e sua sorella Sevgi seviziate e violentate da una banda di delinquenti che penetrano in casa sua sperando di trovarvi del denaro.
Mentre la seconda rimane catatonica per il trauma, la prima muore sul tavolo operatorio.
Dimostrandosi le autorità incapaci di assicurare i colpevoli alla giustizia, Orhan deciderà di vendicarsi da solo liberando le strade di Istanbul dalla criminalità.
Cellat, ossia The Executioner, è, come molto cinema turco dell’epoca, diretta derivazione di un film famoso a livello internazionale, in questo caso Death Wish (Il giustiziere della notte, 1974) di Michael Winner come dimostra anche il titolo alternativo, con cui è noto in patria, Turkish Death Wish, con atmosfere da poliziottesco italiano (cui le musiche sembrano essere state rubate).
Ed effettivamente il film risale all’epoca (si parla di tre decenni) in cui in Turchia, per evitare di pagare i diritti dei film di successo, americani e non, per mostrarli al pubblico, usava rifarli con attori locali e mezzi decisamente inferiori. Cellat, girato in 16mm, pur non volendo essere altro che un film exploitation, si eleva al di sopra della media grazie a una fotografia più curata e al mestiere del regista Memduh Un, già attore, che dal 1954 ha scelto di lavorare solo come produttore e regista, attraversando in quest’ultimo ruolo qualsiasi genere.
Lo aiuta Serdar Gokham, una sorta di Maurizio Merli turco, che del suo omologo italiano eredita l’espressività ma anche l’efficacia grazie a una fisicità che riesce a riempire lo schermo a dispetto del poco che gli viene chiesto di fare.
I cattivi sono invece da barzelletta: costantemente in preda a un riso irrefrenabile (serve a far capire che sono drogati, ma nella realtà fumano solo erba), molestano vecchiette e si comportano come dementi.
Cellat è un film di grande intrattenimento, grazie anche a un ritmo che non lascia mai spazio a lungaggini o tempi morti, testimonianza di un cinema che fa di povertà virtù.
La greca Onar Film, di cui abbiamo spesso parlato in queste pagine, pubblica con Cellat il suo DVD migliore, grazie anche alla possibilità di recuperare un master in condizioni decenti, e infarcisce la pubblicazione con la consueta pletora di contenuti extra di valore. In questo caso, a parte alcuni trailer, un ottimo documentario dal titolo Turkish Vendetta, che in 25 minuti racconta il genere Revenge attraverso alcuni tra i suoi titoli - turchi - più noti, filmografie, galleria fotografica e il divertente trailer del film.
Molto buono anche il suono, in Dolby 2.0.
Attenzione: il DVD è pubblicato in sole 500 copie numerate!
Cellat (Turchia, 1975)
Regia: Memduh Un
Fotografia: Kaya Ererez
Montaggio: Mehmet Ozdemir
Interpreti principali: Serdar Gokhan, Mahmut Hekimoglu, Emel Ozden, Reha Yurdakul, Oktar Durukan
83’

DVD
Regione: 0
Editore Onar Films
Lingue: Turco
Sottotitoli: inglese, greco
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Contenuti extra: Turkish Vendetta (documentario sul genere Vendetta. 25’), fimolografia selezionata sul genere Revenge, poster, galleria fotografica, buiografie, trailer del film e di altre oper e turche.
Edizione limitata in 500 copie numerate
Altri titoli pubblicati da Onar e presentati su queste pagine:
Kizil tug – Cenciz Han
Casus Kiran
Tarzan Istanbul’da
Karanlik Sular
Süpermen Dönüyor
Ölüler Konuşmaz Ki
Kilink Istanbul'da
Intervista a Bill Barounis, titolare di Onar Film





















