Cellat

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Cellat di Memduh Un

Un architetto vede sua moglie Filiz e sua sorella Sevgi seviziate e violentate da una banda di delinquenti che penetrano in casa sua sperando di trovarvi del denaro.
Mentre la seconda rimane catatonica per il trauma, la prima muore sul tavolo operatorio.
Dimostrandosi le autorità incapaci di assicurare i colpevoli alla giustizia, Orhan deciderà di vendicarsi da solo liberando le strade di Istanbul dalla criminalità.


Cellat
, ossia The Executioner, è, come molto cinema turco dell’epoca, diretta derivazione di un film famoso a livello internazionale, in questo caso Death Wish (Il giustiziere della notte, 1974) di Michael Winner come dimostra anche il titolo alternativo, con cui è noto in patria, Turkish Death Wish, con atmosfere da poliziottesco italiano (cui le musiche sembrano essere state rubate).
Ed effettivamente il film risale all’epoca (si parla di tre decenni) in cui in Turchia, per evitare di pagare i diritti dei film di successo, americani e non, per mostrarli al pubblico, usava rifarli con attori locali e mezzi decisamente inferiori. Cellat, girato in 16mm, pur non volendo essere altro che un film exploitation, si eleva al di sopra della media grazie a una fotografia più curata e al mestiere del regista Memduh Un, già attore, che dal 1954 ha scelto di lavorare solo come produttore e regista, attraversando in quest’ultimo ruolo qualsiasi genere.
Lo aiuta Serdar Gokham, una sorta di Maurizio Merli turco, che del suo omologo italiano eredita l’espressività ma anche l’efficacia grazie a una fisicità che riesce a riempire lo schermo a dispetto del poco che gli viene chiesto di fare.
I cattivi sono invece da barzelletta: costantemente in preda a un riso irrefrenabile (serve a far capire che sono drogati, ma nella realtà fumano solo erba), molestano vecchiette e si comportano come dementi.

Cellat è un film di grande intrattenimento, grazie anche a un ritmo che non lascia mai spazio a lungaggini o tempi morti, testimonianza di un cinema che fa di povertà virtù.

La greca Onar Film, di cui abbiamo spesso parlato in queste pagine, pubblica con Cellat il suo DVD migliore, grazie anche alla possibilità di recuperare un master in condizioni decenti, e infarcisce la pubblicazione con la consueta pletora di contenuti extra di valore. In questo caso, a parte alcuni trailer, un ottimo documentario dal titolo Turkish Vendetta, che in 25 minuti racconta il genere Revenge attraverso alcuni tra i suoi titoli - turchi - più noti, filmografie, galleria fotografica e il divertente trailer del film.
Molto buono anche il suono, in Dolby 2.0.
Attenzione: il DVD è pubblicato in sole 500 copie numerate!


Cellat
(Turchia, 1975)
Regia: Memduh Un
Fotografia: Kaya Ererez
Montaggio: Mehmet Ozdemir
Interpreti principali: Serdar Gokhan, Mahmut Hekimoglu, Emel Ozden, Reha Yurdakul, Oktar Durukan
83’


Cellat02

DVD

Regione: 0
Editore Onar Films
Lingue: Turco
Sottotitoli: inglese, greco
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Contenuti extra: Turkish Vendetta (documentario sul genere Vendetta. 25’), fimolografia selezionata sul genere Revenge, poster, galleria fotografica, buiografie, trailer del film e di altre oper e turche.

Edizione limitata in 500 copie numerate

Onar Film

 

Altri titoli pubblicati da Onar e presentati su queste pagine:


Kizil tug – Cenciz Han


Casus Kiran

Tarzan Istanbul’da

Karanlik Sular

Süpermen Dönüyor

Ölüler Konuşmaz Ki

Kilink Istanbul'da


Intervista a Bill Barounis, titolare di Onar Film

Pardo d'onore a William Friedkin

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62o
Festival del film Locarno


Pardo d’onore Swisscom 2009 a William Friedkin

Il Pardo d’onore Swisscom della 62a edizione del Festival internazionale del film di Locarno sarà attribuito al regista americano William Friedkin. La Piazza Grande gli renderà omaggio con il film To Live and Die in L.A. (Vivere e morire a Los Angeles, 1985) con William L. Petersen e Willem Dafoe. Allo Spazio Cinema (Forum) è inoltre prevista una masterclass aperta al pubblico.
William Friedkin, nato a Chicago nel 1935, esordisce al cinema nel 1967 con Good Times, film musicale con Sonny & Cher. Quattro anni dopo, il suo primo successo commerciale, The French Connection (Il braccio violento della legge, 1971), vince cinque premi Oscar, tra cui il premio come Miglior regista e Miglior film. Friedkin fa il bis con The Exorcist (L’esorcista, 1973), campione da record d’incassi tuttora considerato da molti uno dei film più terrificanti nella storia del cinema. Il film ottiene dieci nomination agli Oscar, e vale a Friedkin il Golden Globe come Miglior regista.
Tra i 18 lungometraggi realizzati finora da William Friedkin, spiccano Sorcerer (Il salario della paura, 1977) con Roy Scheider, Cruising (1981) con Al Pacino, The Hunted (La preda, 2003) con Tommy Lee Jones e Benicio del Toro, e il recente Bug (Bug - La paranoia è contagiosa, 2006) con Ashley Judd, presentato alla Quinzaine des réalisateurs di Cannes.
Dal 1998 Friedkin ha allestito una decina di opere in tutto il mondo e attualmente sta
preparando La Fanciulla del West di Puccini per l’Opéra di Parigi.
Frédéric Maire, Direttore artistico del Festival, dichiara: «Dall’azione all’horror, dal giallo al film fantastico, William Friedkin ha rivoluzionato il cinema di genere dal cuore stesso del sistema hollywoodiano. Dopo 40 anni di carriera, questo regista virtuoso e perfezionista conquista ancora il pubblico grazie al suo linguaggio spettacolare e fortemente ancorato alla realtà, e al suo universo cupo, specchio dei mali della nostra società». Il Pardo d’onore del Festival di Locarno premia ogni anno un grande cineasta ancora in attività. Tra i vincitori delle edizioni precedenti, Manoel de Oliveira, Jean-Luc Godard, Joe Dante, Ken Loach, Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami, Wim Wenders, Alexander Sokurov, Hou Hsiao-Hsien e, nel 2008, Amos Gitai.
Il pardo d’onore sarà sostenuto per la prima volta quest’anno da Swisscom, uno dei quattro sponsor principali del Festival.


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Rapporto confidenziale - numeroquindici

RC15
 

RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica

NUMERO15 | GIUGNO'09


free download 10,1mb | 5,0mb | ANTEPRIMA



EDITORIALE di Alessio Galbiati

L’impressione è di aver dato alla luce un numero davvero interessante. La quasi totalità dei contributi proposti tratta d’argomenti poco noti, marginali, emarginati, in cerca della giusta ricompensa alla propria qualità. Questo è senz’altro uno scoglio difficile da affrontare per il lettore poco curioso, che nell’informarsi cerca solo conferme a ciò che gli è noto, rifuggendo quel che ancora non è capitato sulla sua strada. Una delle idee principali di Rapporto Confidenziale è quella di trattare ciò di cui nessuno (o quasi) parla, perché per il resto avete a disposizione quintali di carta stampata e terabyte di informazioni online. Il nostro consiglio è dunque quello di lasciarvi coinvolgere ed incuriosire, magari andando a recuperare per gli occhi (e la mente) ciò di cui abbiamo scritto.
L’utilizzatore ultimo sei tu!
Anche noi – come sostiene l’avvocato Ghedini – non ti chiediamo alcun esborso economico per tutto questo, se però vorrai, ricordati che è possibile sostenere attraverso una donazione l’indicibile quantità di ore dedicata a far sì che Rapporto Confidenziale continui ad esistere gratuitamente.

Buona lettura.


SOMMARIO

04 La copertina. Lorenzo Vecchio

05 Editoriale di Alessio Galbiati

06 Brevi. appunti sparsi di immagini in movimento di Alessio Galbiati e Roberto Rippa

07 Jim Jarmusch’s The Limits of Control di Kathie Smith

09 LO SCHERMO NEGATO Contre toute espérance di Roberto Rippa

10 LINGUA DI CELLULOIDE Il marchese del Grillo cineparole di Ugo Perri

12 Il cinema della mente. Alcune osservazioni su Las Meninas di Velázquez di Luciano Orlandini

13 Che cosa sono le nuvole? di Luciano Orlandini

15 CINEMAHACKING Intervista a Paolo Gioli di Claudia D’Alonzo

Paolo Gioli. filmografia 18

20 IL VIDEOCLIP. Breve storia d’una forma breve di Maria Spezzacatene

30 Viaggio nel catalogo Malastrada. Capitolo primo: Una Ballata bianca di Stefano Odoardi di Alessio Galbiati

32 IL LEGNO, LA CRETA, IL BUFALO E LA RAMAZZA ovvero: L’immagine dell’lavoro di Lorenzo Vecchio

37 SECONDI POSTI IN PIEDI Troppo nude per vivere. The Centerfold Girls, un classico scomparso del cinema slasher, torna in circolazione di Roberto Rippa

40 QUELLA SPORCA DOZZINA. DODICI DOMANDE A... Luca Ruocco redattore di Indie.Horror.it di Alessio Galbiati

con le recensioni di: House of Flesh Mannequins di Giulio De Gaetano 43 Il mondo dei cattivi di Luca Ruocco 43

44 Serenata Calibro 9. Pilot, il primo album di Acusmatic Group di Roberto Rippa

Intervista a Romeo Sandri e Michele Berselli di Roberto Rippa 46

49 ABDICAZIONI Dell’a-bile travaso: ‘i begli occhi del ladro’. FINZIONI, Su Tristan Corbière di Luca Salvatore

51 www.rapportoconfidenziale.org

 

Primi titoli in concorso

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62o
Festival del film Locarno

Film d’apertura in Piazza Grande e primi titoli in Concorso internazionale


Sarà la commedia romantica americana 500 Days of Summer di Marc Webb ad aver l’onore di inaugurare la 62esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno mercoledì 5 agosto in Piazza Grande. Presentato in prima europea, questo lungometraggio d’esordio con Zooey Deschanel (Yes Man, E venne il giorno) e Joseph Gordon-Levitt (Brick – Dose mortale, Mysterious Skin) è distribuito dalla Twentieth Century Fox e uscirà in Europa in autunno.
Inoltre la selezione del Concorso internazionale comincia a prendere forma. Diverse le prime mondiali già confermate, tra cui la coproduzione franco-svizzera Complices, opera prima del regista svizzero Frédéric Mermoud, autore di diversi corti degni di nota (Rachel, L’escalier). Interpretato da Emmanuelle Devos (Les herbes folles) e Gilbert Melki (Crustacés et coquillages), Complices rivisita il film di genere intrecciando indagini poliziesche e storie d’amore. Prodotto da Tabo Tabo Films e coprodotto da Saga Production, il film è presentato da Pyramide Distribution. Altra opera prima in lizza per il Pardo d’oro, Os famosos e os duendes da morte (The Famous and the Dead) di Esmir Filho, diplomato presso la scuola di cinema di San Paulo e giovane promessa del cinema brasiliano. Il suo ultimo cortometraggio, Saliva, è stato presentato alla Settimana della Critica di Cannes nel 2007. Il film, sostenuto da Fonds Sud Cinéma, racconta una storia di adolescenti intrisa di mistero. È prodotto da Dezenove Som e Imagens insieme a Warner Bros. Brazil e Umedia, che è anche il suo distributore internazionale. Un altro titolo confermato del concorso è un film cinese presentato in prima internazionale: The Search di Pema Tseden descrive una ricerca spirituale e cinematografica ispirata a un’opera tibetana. Scrittore e cineasta di chiara fama, il tibetano Pema Tseden, conosciuto anche come Wanma Caidan, è inoltre autore di The Silent Holy Stones (2005). Il film è prodotto da Himalaya Audio & Visual.

La 62esima edizione del Festival di Locarno si terrà dal 5 al 15 agosto 2009.

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Musashi: The Dream of the Last Samurai a Locarno

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62o
Festival del film Locarno

Musashi: The Dream of the Last Samurai a Locarno

Il 62. Festival del film di Locarno presenterà in selezione ufficiale Musashi: The Dream of the Last Samurai, ultimo film ideato e scritto dal celebre regista di animazione giapponese Mamoru Oshii (Ghost in the Shell, The Sky Crawlers) e diretto da Mizuho Nishikubo (Legend of Heavenly Sphere Shurato, Otogi Zoshi). Il film, prodotto dallo studio di animazione Production I.G (Ghost in the Shell, Kill Bill: Vol. 1), uscirà nelle sale giapponesi il 13 giugno 2009.
«Siamo particolarmente entusiasti di presentare Musashi a Locarno» ha dichiarato Frédéric Maire, Direttore artistico del Festival. «La sua estetica rimanda al meglio del cinema di animazione, ma anche ai grandi capolavori della storia del cinema giapponese. Inoltre la combinazione di stili e di generi diversi propone un universo unico e postmoderno che s'inserisce perfettamente nella programmazione del Festival, da sempre attento alla scoperta di nuovi linguaggi».
Il mondo dell’animazione giapponese sarà inoltre omaggiato a Locarno in occasione della retrospettiva “Manga Impact” (www.mangaimpact.com).

La prossima edizione del Festival del film di Locarno avrà luogo dal 5 al 15 agosto 2009.

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Finalisti Open Doors 2009

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12 finalisti per il laboratorio di coproduzione Open Doors 2009

La giuria di esperti del laboratorio di coproduzione Open Doors del Festival di Locarno ha scelto, dalle 114 candidature ricevute provenienti da Cina continentale, Hong Kong e dall’isola di Taiwan, i 12 progetti che approderanno alla fase finale dell’edizione 2009. La Open Doors Factory, dedicata quest’anno alla Cina e al mondo cinese, avrà luogo dal 9 al 11 agosto 2009, nell’ambito della 62a edizione del Festival internazionale del film di Locarno.

I progetti finalisti sono:

ABERDEEN di PANG Ho-cheung – Hong Kong
AN EVERLASTING DAY di Wanmacaidan – Cina continentale
BLOODSHED di GUAN Hu – Cina continentale
BUS N°8 di YANG Qing – Cina continentale
DON'T EXPECT PRAISES di YANG Jin – Cina continentale
ELEVEN FLOWERS di WANG Xiaoshuai – Hong Kong
FATHER di ZHANG Lu – Cina continentale
HELP di LI Ying – Cina continentale
LITTLE WINGS di Emily Tang – Hong Kong
TREE di HAN Jie – Cina continentale
UFO IN HER EYES di GUO Xiaolu – Cina continentale
WINTER VACATION di LI Hongqi – Cina continentale

Da notare che due progetti, Help e Winter Vacation, hanno vinto i primi Open Doors HAF Locarno Awards, attribuiti lo scorso marzo in collaborazione con l’Hong Kong-Asia Film Financing Forum; il premio consentiva ai progetti vincitori l’accesso diretto al laboratorio di coproduzione di Locarno.

«Nel corso dei nostri diversi viaggi di esplorazione», spiega Vincenzo Bugno, responsabile di Open Doors, «abbiamo incontrato numerosi registi e produttori indipendenti, alcuni già noti, altri molto giovani e promettenti. Siamo rimasti colpiti dal loro desiderio forte e comune di raccontare il presente. I progetti scelti affrontano ciascuno a suo modo la grande diversità della società cinese contemporanea e il ruolo dell’individuo in un mondo in piena mutazione. L’edizione 2009 della Open Doors Factory si preannuncia dunque appassionante».

La Open Doors Factory si propone di aiutare i registi e i produttori dei progetti selezionati a trovare partner di coproduzione per completare la realizzazione del loro film. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Industry Office del Festival, che apre le sue porte a produttori europei e della regione prescelta; quest’anno la Open Doors Factory intende favorire le collaborazioni internazionali e gli scambi tra partner provenienti dall’area culturale cinese.

A conclusione del workshop, una giuria congiunta composta da rappresentanti del Festival di Locarno e di «visions sud est», fondo svizzero di sostegno alla produzione cinematografica, assegnerà due premi del valore di 50.000 franchi svizzeri ciascuno. I premi sono offerti dalla DSC - Direzione dello sviluppo e della cooperazione del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero e sono destinati a sostenere la produzione di un progetto.

Parallelamente al workshop, i tradizionali Open Doors Screenings permetteranno ad addetti ai lavori e festivalieri di apprezzare una selezione dei film più significativi realizzati negli ultimi anni in Cina continentale, a Hong Kong e nell’isola di Taiwan.

La 62a  edizione del Festival internazionale del film di Locarno si terrà dal 5 al 15 agosto 2009.

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Festival del film Locarno - Miglior Produttore 2009

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Miglior Produttore 2009

Martine Marignac, Migliore produttrice 2009

In occasione della 62a edizione del Festival internazionale del film di Locarno, la
produttrice francese Martine Marignac riceverà il Premio Raimondo Rezzonico 2009 come
migliore produttrice indipendente.
Laureata in filosofia ed estetica cinematografica, Martine Marignac inizia la sua carriera come addetta stampa a fianco di Simon Mizrahi, con il quale collaborerà per sette anni. Conosce i registi della Nouvelle Vague, fra cui Godard, Truffaut e Rohmer, ma anche cineasti italiani come Comencini, Risi, Scola, Bellocchio e Ferreri. Martine Marignac muove i primi passi nel mondo della produzione cinematografica all’inizio degli anni Ottanta creando una cooperativa, La Cecilia. Tra i primi film da lei prodotti L’Ombre rouge di Jean-Louis Comolli (1981), Le Pont du Nord di Jacques Rivette (1981), Passion di Jean-Luc Godard (1982), Mosse pericolose di Richard Dembo (1984), e ancora Golden Eighties di Chantal Akerman (1986). Nel 1987, fonda insieme a Maurice Tinchant, Vincent Malle e Georges Reinhardt, la società Pierre Grise Productions, della quale è tuttora direttrice, e che ha assunto nel corso degli anni un ruolo importante per il cinema indipendente francese ed europeo.
Il nome di Martine Marignac è strettamente legato a quello di Jacques Rivette, di cui è fedele produttrice da quasi trent’anni. Si ricordano ad esempio il recente La Duchessa di Langeais (2007), ma anche Giovanna d'Arco (1994), La bella scontrosa (1991) e Una recita a quattro (1989); gli ultimi due film sono stati proiettati in Piazza Grande a Locarno all’epoca della loro uscita. Martine Marignac vanta inoltre una lunga collaborazione con il cineasta giorgiano Otar Iosseliani, da Caccia alle farfalle (1992) a Giardini in autunno (2006); senza dimenticare i numerosi film di Danièle Huillet e Jean-Marie Straub che ha  patrocinato, tra cui Antigone (1992) e Sicilia! (1999), o le opere più recenti di Jean-Marie Straub, come Le Streghe, femmes entre elles (2009). Fra i cineasti più giovani Martine Marignac sostiene Sophie Fillières sin dal suo secondo film, Aïe (2000), presentato fuori concorso a Locarno.
Nella ricca filmografia della produttrice francese spiccano anche diverse co-produzioni
internazionali, tra cui Jenatsch (1987) e Fuori stagione (1992) di Daniel Schmid, Il sogno
della farfalla
(1994) di Marco Bellocchio e La commedia di Dio (1995) di João Cesar Monteiro.


«Il Festival di Locarno è lieto di celebrare un’ardente sostenitrice del cinema d’autore, che da trent’anni lavora con i registi più apprezzati ed esigenti del panorama europeo. Il
coraggio delle sue scelte, la fedeltà ai registi con i quali collabora nonché la coerenza del
suo approccio che abbina sinergicamente produzione e distribuzione rendono Martine
Marignac un emblema di passione e indipendenza. Siamo dunque orgogliosi di rendere
omaggio a questa personalità fuori dal comune»
, dichiara Frédéric Maire, direttore
artistico del Festival.
Il Premio Raimondo Rezzonico è stato istituito nel 2002, in memoria di colui che ha
presieduto il Festival per quasi vent’anni. Ogni anno Locarno attribuisce questo
prestigioso premio a un grande produttore del cinema indipendente. Nelle ultime edizioni,
sono stati insigniti del Premio Raimondo Rezzonico Paulo Branco, Ruth Waldburger, Karl
Baumgartner, Jeremy Thomas, il collettivo Agat Films, Lita Stantic e, nel 2008, Christine
Vachon. Il Premio è offerto dal Comune di Minusio.

La 62a edizione del Festival internazionale del film di Locarno si terrà dal 5 al 15 agosto
2009.

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Rapporto confidenziale - numero 14

RC14 

RAPPORTO CONFIDENZIALE. rivista digitale di cultura cinematografica

NUMERO14 | MAGGIO’09

free download 8,5mb | 2,8mb | ANTEPRIMA

EDITORIALE di Alessio Galbiati

Continuiamo ad esserci, online nonostante tutto, che poi è la vita - le faccende in cui siamo affaccendati.
Lo scorso mese abbiamo per la prima volta saltato un’uscita, non era ancora successo dal dicembre 2007 - un miracolo.
Le ore di lavoro dedicate a questo progetto non si contano più; normalmente un editoriale dovrebbe introdurre con tono entusiastico quello che avete di fronte agli occhi ma la realtà è che già penso al numero successivo, ai modi per far compiere ancora il miracolo a Rapporto Confidenziale.

Buona lettura.

SOMMARIO

04 La copertina. Marco Mancuso & ilcanediPavlov!

05 Editoriale di Alessio Galbiati

06 Brevi. appunti sparsi di immagini in movimento di Alessio Galbiati e Roberto Rippa

07 32 di Roberto Rippa

10 LINGUA DI CELLULOIDE Tedioland cineparole di Ugo Perri

13 SPECIALE GUS VAN SANT. GENIO RIBELLE. III parte

Last Days di Alessio Galbiati 14

Paranoid Park di Luciano Orlandini 16

Gus Van Sant. Filmografia 17

18 The Spirit di Antonio Rubinetti

20 Gran Torino, quella vibrante espressione del cavo orale di Gianpiero Ariola

22 Metallo fuso: Spinal Tap Vs. Anvil di Roberto Rippa

25 Il mostro di Francesco Moriconi

26 IL MONDO DI BRUNO BOZZETTO. Bruno Bozzetto cinematografico di Mario Verger

34 Giornalismo e cinema: un passaggio quasi obbligatorio da medium a medium di Alessandra Cavisi

37 L’icóna di Ciro Monacella

38 À Bout de Souffle di Monia Raffi

41 2001 A Mind Odissey. Millennium Actress versus Mulholland Drive di Costanza Baldini

42 www.rapportoconfidenziale.org

43 Arretrati

Hello Ghezzy!

Hello Ghezzy!


Blob, lo storico programma di RaiTre compie venti anni. Hello Ghezzy! è il titolo del cartoon dedicato al suo ideatore Enrico Ghezzi, firmato da Mario Verger.
Dal momento che non è ancora completato, vista la parte dal vero di cui siamo in attesa per la versione definitiva su pellicola 35mm, presto se ne vedranno brani in animazione di cui diamo in anteprima delle immagini.


Hello Ghezzy01
(Hello Ghezzy)


Hello Ghezzy02
(Ghezz Day)


Hello Ghezzy03
(Dr. Ghezzyll & Mr. Blob)


Hello Ghezzy04 (Pope Ghezzingher)


Hello Ghezzy05
(Ghezzinga)

Hello Ghezzy06
(Star Ghezz)


Hello Ghezzy07
(The Ghezzons – Futurghezzi)

Hello Ghezzy08 (Ghezzstein)


Hello Ghezzy09
(Arsenio Ghezzin)

Hello Ghezzy10

(Ghezz Valley)

Hello Ghezzy11

(Leonardo da Ghezzi)


Hello Ghezzy12
(Ghezzolo – L’ottavo nano)


Hello Ghezzy13
(Ghezzi otto e mezzo)

Hello Ghezzy14

(Ghezz Rai)

Hello Ghezzy15 (Hello Ghezzi)

Excellence Award a Toni Servillo

Locarno62


Sarà Toni Servillo uno degli ospiti d’onore della 62a edizione del Festival internazionale del film di Locarno. L’attore e regista italiano riceverà un Excellence Award come premio alla carriera e parteciperà ad un incontro con il pubblico.

Toni Servillo01

Classe 1959, Toni Servillo, originario della provincia di Napoli, ha mosso i primi passi nel mondo teatrale giovanissimo. Dopo aver creato il Teatro Studio di Caserta nel 1977, ha cominciato a lavorare con il regista Mario Martone con il quale ha fondato dieci anni dopo la promettente compagnia napoletana Teatri Uniti. È l’inizio di un’avventura teatrale che continua ancora oggi. Da Molière a Marivaux, da Pirandello a De Filippo, passando per il teatro contemporaneo napoletano, Servillo intreccia con brio recitazione e regia, spesso unendo i ruoli, come nella Trilogia della villeggiatura di Goldoni, attualmente in tournée mondiale. Ormai figura di spicco del teatro italiano, Toni Servillo si cimenta con altrettanto successo nel repertorio lirico mettendo in scena Mozart, Cimarosa, Musogorskij, Strauss e Beethoven nelle più importanti opere italiane ed europee.

È tuttavia il cinema a renderlo noto al grande pubblico. Fin dai suoi esordi cinematografici, lavora con alcuni dei registi più promettenti del panorama italiano: Mario Martone (Morte di un matematico napoletano, 1992; Teatro di guerra, 1998), Paolo Sorrentino (L’uomo in più, 2001; Le conseguenze dell’amore, 2004), e più recentemente Andrea Molaioli (La ragazza del lago, 2007) e Fabrizio Bentivoglio (Lascia perdere, Johnny!, 2007). Per due volte vincitore del David di Donatello come migliore attore italiano dell’anno (per Le conseguenze dell’amore e La ragazza del lago), ha collaborato anche con Antonio Capuano (Luna rossa, 2001) ed Elisabetta Sgarbi (Notte senza fine, 2004; Il pianto della statua, 2007). Attore brillante e poliedrico, interpreta con la stessa disinvoltura un industriale mafioso in Gomorra di Matteo Garrone ed il politico Giulio Andreotti ne Il Divo di Paolo Sorrentino, dando rilievo ai due film italiani protagonisti della stagione 2008 – entrambi presentati in concorso al Festival di Cannes. La sua doppia interpretazione gli è valsa il Premio come miglior attore europeo 2008 agli European Film Awards.

L’Excellence Award del Festival del film di Locarno premia ogni anno uno o più attori di spicco della scena internazionale. Tra i vincitori delle edizioni precedenti: Oleg Menchikov, Susan Sarandon, John Malkovich, Willem Dafoe, Michel Piccoli e Carmen Maura.

62° Festival del film Locarno
5-15 I 8 I 2009
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Foto di Toni Servillo © Marco Caselli
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