Infamous

Infamous
di Douglas McGrath

Infamous01
(Toby Jones e Daniel Craig)

McGrath racconta Truman Capote. Anzi, racconta la genesi della sua opera forse più interessante: quel famoso "In Cold Blood" (in italiano "A sangue freddo") citato come primo esempio di reportage di cronaca scritto in forma di romanzo. La storia vede due giovani delinquenti, trasformatisi in spietati assassini di un'intera famiglia quando una rapina finisce male e poi condannati alla pena capitale, raccontarsi a Capote, che a sua volta ha già raccolto testimonianze sulle vittime nella cittadina del Kansas teatro del fatto di sangue.
Il film si apre con un lungo ritratto di Capote anima della vita mondana newyorkese, e questi sono momenti di grande commedia, e quindi lo accompagna in Kansas dove, nella raccolta di testimonianze, deve affrontare molte difficoltà nel fare breccia nella diffidenza degli abitanti prima e in quella di uno dei due assassini dopo, e questa è la parte drammatica in cui non ci viene risparmiato alcun luogo comune sul registro drammatico-strappalacrime.
"In Cold Blood" sarà l'ultimo libro davvero riuscito di Capote, che dopo, forse anche segnato dalla vicenda (lo suggerisce il flim), faticherà a ritrovare l'ispirazione.
Il film funziona benissimo ma la seconda parte suona troppo hollywoodiana per sembrare vera. Però una sala che applaude per 10 minuti a fine proiezione può essersi sbagliata? no, ed effettivamente il film funziona.
Storia identica a quella narrata in Capote di Bennett Miller (2005).
Ottimo il protagonista Toby Jones, già visto in Finding Neverland e Mrs. Henderson Presents di Frears. Uno dei due omicidi è interpretato dal nuovo James Bond Daniel Craig.

Albert Maysles aveva realizzato un documentario-intervista con Truman Capote proprio sulla realizzazione del libro "In Cold Blood". Se n'è parlato sul numero speciale monografico di Cinemino dedicato a Albert Maysles.

(Roberto Rippa)

Infamous
(Titolo italiano: Una pessima reputazione, USA, 2006)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Douglas McGrath (dal romanzo di George Plimpton)
Musiche: Rachel Portman
Fotografia: Bruno Delbonnel
Montaggio: Camilla Toniolo
Interpreti principali: Toby Jones, Peter Bogdanovich, Daniel Craig, Sandra Bullock, Jeff Daniels
35mm
117'

Bunny Lake Is Missing

Bunny Lake Is Missing
(titolo italiano: Bunny Lake è scomparsa, Gran Bretagna, 1965)
di Otto Preminger

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Questo noir del 1965, uno dei film meno visti del regista, narra di una bambina, figlia di una giovane donna americana giunta in Inghilterra per andare a vivere con il fratello giornalista, che scompare nel nulla dall'asilo che dovra frequentare, proprio il primo giorno di scuola. Mentre la madre la cerca disperatamente, la polizia non riesce a trovare una prova della sua esistenza. Sarà lei a dover risolvere il mistero.
Il film, appena restaurato, ha inaugurato la ventunesima Settimana della critica e rappresenta l'occasione di celebrare i 100 anni dalla nascita del regista (nonché i 20 dalla scomparsa) e di annunciare la completa retrospettiva dedicata a Preminger e organizzata dal Museo del cinema di Torino che avrà luogo nel 2007.
Il film è stato saccheggiato nel tempo da moltissimi registi.

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Bunny Lake Is Missing
(titolo italiano: Bunny Lake è scomparsa, Gran Bretagna, 1965)
Regia: Otto Preminger
Sceneggiatura: John Mortimer, Penelope Mortimer (dal romanzo di Marryam Modell, firmato con lo pseudonimo di Evelyn Piper)
Musiche: Paul Glass
Fotografia: Denys N. Coop
Montaggio: Peter Thornton
Interpreti pprincipali: Laurence Olivier, Carol Lynley, Keir Dullea, Martita Hunt, Anna Massey
35mm
107'

The U.S. Vs. John Lennon

The U.S. Vs. John Lennon
di David Leaf e John Scheinfeld

The U.S. Vs. John Lennon01

Documentario che si concentra sull'attività politica pacifista di Lennon contro le guerre di Nixon e sulla conseguente guerra contro di lui da parte di F.B.I. e C.I.A. - in pratica dal governo americano al, quasi, gran completo. Come sia finita lo sappiamo. Il documentario ha il merito di farci notare che gli Stati Uniti, negli ultimi trent'anni da Nixon a Bush, non sono cambiati per nulla. Interessante. Televisivo, co-prodotto da VH1.

(Roberto Rippa)

The U.S. Vs. John Lennon
(USA, 2006)
Regia, sceneggiatura: David Leaf, John Scheinfeld
Fotografia: James Mathers
Montaggio: Peter S.Lynch
35mm
99'

The Beales of Grey Gardens

The Beales of Grey Gardens
di Albert Maysles

Albert Maysles ha presentato a New York lo scorso mese di luglio The Beales of Grey Gardens, 90 minuti di scene non utilizzate per il montaggio definitivo del capolavoro firmato con suo fratello David nel 1976 Grey Gardens, elemento fondamentale nella storia del cinema verità.
Albert Maysles, riconosciuto come il padre del Reality Cinema americano, è una vecchia conoscenza di Cinemino, che lo aveva intervistato lo scorso anno a Locarno per poi dedicargli un numero monografico della rivista lo scorso marzo. Grey Gardens è disponibile in DVD sia negli Stati Uniti (Criterion Collection) che in Europa, dove la francese G.C.T.H.V. lo ha inserito in un cofanetto unitamente all'altro capolavoro dei fratelli Maysles Salesman del 1968.
Di seguito riportiamo la breve scheda su Grey Gardens pubblicata sul numero monografico di Cinemino.

Grey Gardens
di Albert e David Maysles

Grey Gardens
(foto Maysles Films)

Discusso film di culto su due irresistibili, eccentriche donne, Edith Bouvier Beale e Edith 'Little Edie' Bouvier Beale, prigioniere di un morboso rapporto madre-figlia e di una appariscente quanto cadente casa negli Hamptons.
Le due donne vengono scoperte dai fratelli Maysles nel corso delle ricerche per un film su Jacqueline Bouvier Kennedy (la più anziana le era prima cugina) e decidono che sarà molto più interessante raccontare la loro storia che quella della parente più famosa. I fratelli Maysles filmano le due donne nella loro casa (dalla quale non escono mai) e, secondo lo stile per cui sono famosi, riescono a rendersi quasi invisibili (loro e la cinepresa) documentando così senza filtri, e tantomeno giudizi morali, la loro esistenza quotidiana.
Anteprima al New York Film Festival. Distribuito nei cinema di tutto il mondo. Reperibile in DVD. Presentato ai festival del cinema di Cannes e Edimburgo.
Grey Gardens è un'opera imprenscindibile per capire il modo di lavorare di Albert e David Maysles. Chi altri sarebbe riuscito a penetrare la sfera intima di due donne in evidente difficoltà essendone testimoni presenti ma non al punto di creare interferenze? Il film non esprime giudizi, non emette sentenze: crea semplicemente un ritratto di un momento nella vita di due persone, dicendo con le immagini molto più di quanto potrebbe qualsiasi parola. Un capolavoro.

Un film di David e Albert Maysles, Ellen Hovde, Muffie Meyer, Susan Froemke.

©1976, 94 minuti.

Maysles Films Inc.

Grey Gardens (Criterion Collection) (DVD Criterion Collection)

Grey Gardens (G.C.T.H.V.) (DVD G.C.T.H.V.)

Mah nakorn

Mah nakorn (Citizen Dog)
di Wisit Sasanatieng

Mah Nakorn01
Trama

Pod, giovane tailandese trasferitosi dalla campagna a Bangkok, lavora in uno scatolificio di tonno. Perso un dito per un incidente sul lavoro, setaccia tutti
i supermercati della città alla ricerca della scatola contenente il suo dito. Trovatolo, lascia il lavoro alla fabbrica per iniziare l’attività di guardia giurata. Nel corso di questo lavoro, si innamora di Jin, addetta alle pulizie che porta sempre con sé un libro in italiano, lingua che non conosce, certa che contenga messaggi fondamentali per iniziare una nuova vita. Per poter iniziare, la loro avventura dovrà sganciarsi dalla logica e da un mondo dominato dall’inseguimento del successo e della ricchezza.

Commento

Memore delle lezioni impartite dai grandi delle commedie mute americane, Buster Keaton in testa, e dai Monty Python, Wisit Sasanatieng costruisce uno spettacolo dal ritmo sostenuto e assolutamente esilarante nel suo esercizio continuo di nonsense, un grande spettacolo in cui non esiste un solo momento scontato e la cui pur esile trama non porta mai a un solo momento di noia.

Mah Nakorn02
Mah nakorn (Citizen Dog)
(Tailandia, 2004)
Regia e sceneggiatura: Wisit Sasanatieng (da un racconto di Koynuch)
Fotografia: Rewat Prelert
Montaggio: Dusanee Puinongpho, Polarat Kitikunpairoj
Interpreti principali: Mahasmut Bunyaraksh, Sanftong Ket-u-tong
35mm
99’

Cinemino 03

Trailer (YouTube)

Mah nakorn su IMDb

A proposito di Manetti Bros.

Parlando dei Manetti Bros. nel post precedente, mi è tornato in mente questo fantastico video, da loro diretto:



Paola Cortellesi & The Wooden Chicks feat. Frankie Hi-NRG MC in Non mi chiedermi diretto dai Manetti Bros. (da Raidue)

Non mi chiedermi
(Conforti-Cortellesi-Di Gesù)
Produzione: Rocco Tanica
Anno di uscita: 2004
Etichetta: Hukapan Srl
Registrato da: Mc Costa, Matteo Spinazzè

L’Ispettore Coliandro

L'Ispettore Coliandro
di Manetti Bros.

Lispettore Coliandro01

È andato in onda su Raidue ieri sera il primo episodio della “nuova” (la sua messa in onda era congelata da due anni *) serie L'ispettore Coliandro, scritta da Carlo Lucarelli e diretta dai Manetti Bros.
Nato dalla penna dello scrittore bolognese e già protagonista di un racconto, un fumetto, due romanzi (Il giorno del lupo e Falange armata - editi entrambi da Einaudi), Coliandro è un poliziotto indipendente, deciso, talvolta goffo e piuttosto sfortunato, tanto che a inizio serie il suo compito è quello di occuparsi dell’economato del commissariato (ma in pratica si limita a scaricare casse di yogurt ordinato per errore).
La regia dei Manetti Bros., già autori di numerosi video per gruppi della scena rap romana e non (Assalti Frontali, Cor Veleno, Piotta, Flaminio Maphia, Gemelli diversi, Sergio Cammariere) e per cantanti come Jovanotti, di alcuni inserti video della trasmissione di Raidue Stracult, di un episodio di DeGenerazione (1994) e dei film Zora la vampira (2000) e Piano 17 (2005), faceva ben sperare in quanto a qualità dei lati poliziesco e citazionista della serie e, leggendo i vari commenti di oggi, si nota che il pubblico ideale della serie è spaccato in due tra chi l’ha trovata bella e divertente e chi l’ha trovata noiosa ed improbabile.
Io personalmente sono tra i primi: il personaggio è ben centrato, la storia (tratta da Il giorno del lupo) ben congegnata, il ritmo sostenuto.
Si tratta, sia ben chiaro, di una serie molto distante da quelle dedicate al mondo della polizia che la televisione italiana ci propina di continuo da qualche anno a questa parte, con i suoi distretti di polizia, i suoi orrendi preti investigatori (ma per quanto ancora dovremo sorbirci Don Matteo???), i suoi marescialli Rocca, giù giù fino ai suoi Carabinieri (io salvo solo La squadra di Raitre): qui l’ironia la fa da padrona (e, pur non mettendo in secondo piano la vicenda raccontata, ogni tanto la sbilancia verso la parodia). Nel primo episodio ci sono alcuni momenti non troppo riusciti (i momenti di maggiore azione), certo, ma l’insieme lascia ben sperare per i quattro episodi non ancora andati in onda (l’ultimo martedì di agosto e primo giovedì e martedì di settembre).
E poi, come non amare una serie in cui si nota su un teleschermo Gastone Moschin e Barbara Bouchet in una scena di Milano Calilbro 9 di Fernando Di Leo e il cui tema musicale finale (la colonna sonora è dell'ex New Trolls Aldo De Scalzi) cita Across 110th Street di Bobby Womack (già tema del film omonimo del 1972, poi usata anche da Tarantino nel 1997 per Jackie Brown)?

Ispettore Coliandro02
(da sinistra: Antonio Manetti, Carlo Lucarelli, Marco Manetti, Giampaolo Morelli)


L’ispettore Coliandro

Interpreti principali: Giampaolo Morelli (Coliandro), Enrico Silvestrin (Trombetti, braccio destro di Coliandro), Veronica Logan (Dottoressa Longhi, sostituto procuratore alla Questura di Bologna), Giuseppe Soleri (Gargiulo, amico fidato di Coliandro).

Primo episodio: Il giorno del lupo, con Nicole Grimaudo, sceneggiatura di Carlo Lucarelli, Giampiero Rigosi e Umberto Contarello.
Secondo episodio: In trappola, con Cecilia Dazzi, sceneggiatura di Maurizio Matrone e Giampiero Rigosi.
Terzo episodio: Vendetta, con Jacelyn Parry, sceneggiatura di Carlo Lucarelli.
Quarto episodio: Magia nera, con Youma Diakite, sceneggiatura di Giampiero Rigosi e Stefano Bises.

L'Ispettore Coliandro (Raidue)

Biografia dei Manetti Bros. (Italica - Rai)

Fumetto su Coliandro (di Carlo Lucarelli e Onofrio Catacchio)

Falange armata (Einaudi)

Il giorno del lupo (Einaudi)

Scums, la Web Series dei Manetti Bros.

* come spiega Simona Mammano nel sito Thriller Magazine, oltre al ritardo di due anni nella messa in onda, la serie ha anche conosciuto difficoltà nella produzione a causa della mancata approvazione della sceneggiatura da parte dell'ufficio preposto della polizia di stato, il che significa per la produzione dover fare a meno del loro aiuto per quanto riguarda il prestito di mezzi nonché l'impossibilità di usare per le scene divise che ricordino quelle vere della polizia.

Podcast Tempi moderni

Logo Tre rose

Tempi moderni è una rivista telematica italiana che presenta recensioni e anticipazioni sul cinema in sala e sull’home video.
Da qualche tempo offre anche due distinti Podcast. Il primo, The Cinema Box, tratta dei film in uscita o già in programmazione mentre il secondo, Tre rose, è interamente dedicato al cinema italiano di genere dal 1962 al 1982. Tre rose è realizzato da Francesco Moriconi con il giornalista Francesco Troiano e si avvale, tra gli altri, della collaborazione di Francesco Grattarola di Cine 70. Si tratta di trasmissioni estremamente curate e approfondite, utili per appassionati e non. Ogni puntata è dedicata a un film e presenta inoltre una sezione dedicata alla recensione dei DVD di genere degni di nota.

Le puntate disponibili di Tre rose:

00 - Basta guardarla (Luciano Salce)
01 - Milano Calibro 9 (Fernando Di Leo)
02 - Il profumo della signora in nero (Francesco Barilli)
03 - Lo strano vizio della signora Wardh (Sergio Martino)
04 - Cannibal Holocaust (Ruggero Deodato)
05 - Milano odia - La polizia non può sparare (Umberto Lenzi)
06 - …e tu vivrai nel terrore. L’aldilà! (Lucio Fulci)
07 - Reazione a catena (Mario Bava)
08 - Speciale Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (1954-1970)
09 - Speciale Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (1971-1992)
10 - Speciale Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (Le carriere autonome)


Potete scaricare le puntate, che sono gratuite, da iTunes o collegandovi al sito di Tempi moderni qui.

C.R.A.Z.Y.

C.R.A.Z.Y.
di Jean-Marc Vallée

CRAZY01

Trama

Le vite straordinarie di gente normale in cerca d’amore e felicità. È la storia di due intrecci amorosi. L’amore di un padre per i suoi cinque figli. E l’amore di un figlio per suo padre, un amore così forte che lo costringe a mentire.
Questo figlio è Zac Beaulieu, nato il 25 dicembre 1960, diverso da tutti i suoi fratelli, che vive nel tentativo disperato di essere come loro. Nei vent’anni che seguono, la vita porta Zac in un viaggio sorprendente ed inaspettato che lo conduce ad accettare la sua vera natura e, cosa ancora più importante, porta suo padre ad amarlo per ciò che egli realmente è.

Commento

C.R.A.Z.Y. (il titolo è composto dalle iniziali dei nomi dei cinque figli) è un film a tratti esilarante e grandiosamente immaginativo. Brevi sequenze di sogno sono utilizzate con grande perizia contrapposte alle rappresentazioni semplici e crude della vita quotidiana e della sessualità adolescenziale, quella di Zac, mai facile e mai raccontata in maniera scontata. Vent’anni della vita di un ragazzo non comune, e di riflesso della sua famiglia: dalla nascita il 25 dicembre, cosa che porta sua madre ad attribuirgli poteri guaritivi in realtà inesistenti, alla crescita, con le prime esplorazioni della sessualità, alla maturità faticosamente raggiunta.
La musica e le icone musicali legate all’era del «Glam Rock» sono parte integrante di C.R.A.Z.Y. Come non amare un film una scena del quale mostra in chiesa preti e credenti che cantano «Sympathy for the Devil» dei Rolling Sotnes con tanto di coro gospel?

Jean-Marc Vallée è originario di Montréal, dove ha studiato cinema all’Ahuntsic Collège e alla locale università. I suoi cortometraggi Les Fleurs Magiques (1995) e Les Mots Magiques (1998) hanno ottenuto l’attenzione della critica e premi a diversi festival. Liste noir (1995), il suo primo lungometraggio, ha ottenuto un grande successo di pubblico e nove candidature ai premi canadesi Genie. Il secondo, Los Locos (1998) è un western realizzato negli Stati Uniti. Nel 1998 ha diretto due episodi della serie TV The secret Adventures of Jules Verne.

(Roberto Rippa)

A prescindere dal tipo di film che faccio, il mio approccio cinematografico è sempre lo stesso: raccontare una storia con il desiderio di creare il migliore spettacolo possibile. Questa idea di spettacolo è molto importante per me. Come tutti gli spettatori, mi piace fare un tuffo nel vortice della suspense; mi piace quando il ritmo si spezza per essere ripreso e poi accelerato; mi piace essere colto di sorpresa, toccato, imbrogliato, e provocato; scoprire nuovi universi, sognare, ridere, piangere, o tutte e due le cose insieme; mi piace, infine, uscire dal cinema con la piacevole sensazione di vivere la vita al massimo, di morderla con forza, di prendere l’iniziativa, perché ho appena scoperto, guardando il film, quella piccola scintilla di chiarezza che permette di vedere la vita come dovrebbe apparire sempre: bella.
(Jean Marc Vallée)

C.R.A.Z.Y.
(Canada, 2005)
Regia: Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura: Jean-Marc Vallée, François Boulay
Fotografia: Pierre Mignot
Montaggio: Paul Jutras
Interpreti principali: Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Émile Vallée, Maxime Tremblay, Pierre-Luc Brillant, Alex Gravel, Félix-Antoine Despatie
35mmm
125’

Sito ufficiale del film (francese/inglese)
C.R.A.Z.Y. (Istituto Luce distribuzione)

Pam Grier

CENNI BIOGRAFICI

PamGrier01

Nata nel 1949 come Pamela Suzette Grier, Pam Grier è stata una tra le più celebri attrici cinematografiche afro-americane degli anni '70.

Trasferitasi dal Colorado alla California in seguito a una delusione d'amore, abbandonando così anche il progetto di laurearsi in medicina, Pam Grier approda giovanissima a Los Angeles, dove si paga i corsi di recitazione dividendosi tra cinque diversi lavori, tra cui quello di segretaria presso la Agency for the Performing Arts il mattino e quello presso la casa di produzione American International Pictures, in seguito produttrice dei suoi primi successi, il pomeriggio.
La sua carriera come attrice ha inizio nel 1971, quando Roger Corman la lancia nei film The Big Doll House (1971) e The Big Bird Cage (1972), entrambi di ambientazione carceraria.
La sua forte presenza le guadagna un contratto di cinque anni con Samuel Z. Arkoff e la American International Pictures, che la eleva a protagonista di diversi film d'azione come Black Mama, White Mama (1972), Coffy (1973), Scream Blacula Scream (1973, seguito di Blacula dell’anno precedente), Foxy Brown (1974, seguito non ufficiale di Coffy), Friday Foster (1975) e Sheba Baby (1975).
Nel corso degli anni '80, appare regolarmente nella serie TV Miami Vice, ha un ruolo nel film della Disney Something Wicked This Way Comes (1983) e torna al cinema d'azione al fianco di Steven Seagal in Above the Law (1988).
Negli anni '90, Quentin Tarantino le offre il ruolo della sua vita in Jackie Brown (1997), il cui titolo si rifà evidentemente a Foxy Brown e il cui personaggio è un omaggio ai ruoli sostenuti negli anni '70. Appare quindi in ruoli di contorno in Mars Attacks! di Tim Burton (1996), in In Too Deep (1999) e, in un ruolo brillante, in Jawbreaker (1999). Recentemente è apparsa in Ghosts of Mars di John Carpenter (2001) ed è stata al fianco di Snoop Dogg in Bones (2001). Attualmente è una delle protagoniste della serie TV di successo The L Word.
La sua carriera prosegue senza battute di sosta da oltre trent'anni.

Friday Foster Locandina

CURIOSITA' SU PAM GRIER

Pam Grier si era sottoposta a un provino per Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994) ma le venne preferita Rosanna Arquette. Tarantino si ricordò di lei al momento della scelta della protagonista di Jackie Brown nel 1997. Il suo personaggio, addirittura, venne trasformato dall'originale Jackie Burke (dal romanzo di James Ellroy da cui il film è tratto) in Jackie Brown, in omaggio a Foxy Brown.

E' stata la prima donna di colore ad apparire, nel 1975, sulla copertina della rivista "MS. Magazine".

E' stata inclusa dalla rivista "Ebony" nella lista delle cento donne più affascinanti del XX secolo.

Ha lavorato due volte in Italia: la prima nel 1974 in The Arena co-diretto da Joe D'Amato (Aristide Massaccessi), la seconda nel 1977 in La notte dell'alta marea di Luigi Scattini, al fianco di Hugo Pratt.

(Roberto Rippa)

Pam Grier02
(Pam Grier nei titoli di testa di Jackie Brown di Quentin Tarantino)


Filmografia (IMDb)

Trailer di Jackie Brown (YouTube)

Trailer di Big Doll House (YouTube)

Trailer di Black Mama, White Mama (YouTube)

Trailer di Sheba Baby (YouTube)

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