13 (Tzameti)

13 (Tzameti)
di Gela Babluani

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Quartieri difficili, vite difficili, c'è da tirare avanti. A volte no, si può preferire darsi la morte, potrebbe anche esserci qualcosa da guadagnare, per sé o per chi ti sta vicino.
Lui un tempo ci era già passato, ma ora ad un uomo che sembra più anziano di quello che è, per colpa della droga e di una vita che immaginiamo troppo intensa, questa vita gli scappa gratis e tocca ad un giovane raccoglierne involontariamente il testimone.
Poche parole percepite, un'attrattiva di guadagno, poco o niente da perdere, di certo l'innocenza: Sebastién parte per Parigi e si trova coinvolto in un gioco più grande di lui, che lo fa crescere in fretta e oltrepassare il punto di non ritorno.
Strizzando l'occhio a Kafka, a Kaurismaki e alla Nouvelle Vague questo giovane regista nato in Georgia ai tempi della guerra civile e trasferitosi a studiare e fare cinema in Francia, compone un quadro in bianco e nero dove, con una trama ridotta all'osso, ti stringe allo stomaco sin dall'inizio e non ti molla fino al sorprendente finale, lasciandoti tutto il tempo di concentrarti sui particolari, sugli oggetti e sugli sguardi.
Quello che emerge è un mondo violento, la polvere che la gente “per bene” preferisce sia loro nascosta sotto il tappeto, un mondo invisibilmente sanguinoso, in cui il potere e il denaro dominano sulla disperazione.
Solo se la Fortuna, la sorte che qui ricorre, anche simbolicamente, in tutta la narrazione, gira dalla parte giusta è consentito vedere uno spiraglio, ma anche così la fuga non è per niente facile: come finirà, se finirà mai?

Géla Babluani nasce nel 1980 in Georgia, Repubblica ex sovietica dilaniata dalla guerra civile. Figlio d'arte (il padre Temur ha diretto La migration des Moineaux e The sun of the wakeful), si trasferisce in Francia nel 1997 e cinque anni dopo gira il corto A fleur de peau. Debutta a 25 anni con il lungometraggio 13 (Tzameti), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2005 (Migliore Opera Prima) e al Sundance Film Festival 2006 (Gran Premio della Giuria).

(Sergio Citterio)

13/Tzameti
di Gela Babluani
(Francia - Georgia, 2005)
Soggetto e sceneggiatura: Gela Babluani
Fotografia: Tariel Meliava
Montaggio: Noémie Moreau
Scenografia: Bernard Péault
Costumi: Sabine Solin
Musica: Lohengrin Braconnier, Clemente Cartallas
Interpreti principali: Georges Babluani, Aurélien Recoing, Pascal Bongard, Fred Ulysse, Nicolas Pignon
95'

AGGIORNAMENTO: al film è stato attribuito l'European Film Award come scoperta europea dell'anno a Varsavia il 2 dicembre 2006.

One, Two, Three

One, Two, Three
(titolo italiano: Uno, due, tre!, USA, 1961)
di Billy Wilder

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One, Two Three è tra le tante perle della filmografia di Billy Wilder forse una tra le meno viste alle nostre latitudini.
È una commedia di tipo diverso per il regista austro-ungarico, trattandosi di una farsa dal ritmo estremamente sostenuto, sorretta da velocissime battute fulminanti e da una comicità di tipo molto fisico, che ha come tema quello della Guerra Fredda.

James Cagney (il gangster cinematografico più amato d’America) interpreta la parte di un dirigente della filiale tedesca della Coca Cola a Berlino impegnato nel rompere la cortina di ferro introducendovi il consumismo americano. Il suo sogno di venire premiato con la dirigenza di tutto il settore europeo dell’azienda rischia di venire infranto dalla notizia che la giovane figlia del suo superiore ad Atlanta, in visita a Berlino sotto la sua responsabilità, ha segretamente sposato un giovane tedesco (Horst Bucholz) nemico dichiarato degli americani e del loro stile di vita, in poche parole un comunista. La situazione precipita quando l’inconsapevole capo di Atlanta decide di recarsi in Germania e ci sono solo poche ore per sistemare la disperata situazione.

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Quando il film uscì nelle sale nel 1961, la Coca Cola era vista come (e venduta come) un simbolo di democrazia e di modernità, la guerra fredda era al suo apice e gli americani la vivevano con puro terrore, da qui l’insuccesso commerciale del film che il New Yorker commentò all’epoca così: “Il regista ha posato le tende del suo circo su un terreno che minaccia di trasformarsi in un cimitero”. Non si sbagliarono.
Oggi, a 45 anni dalla sua uscita, cosa è rimasto dei temi di questo film? La guerra fredda è finita e quasi dimenticata, gli Stati Uniti si sono cercati un nuovo nemico, ma il film rimane un esempio della enorme capacità di Billy Wilder di costruire meccanismi da commedia brillante perfetta. Basato su una pièce teatrale di Ferenc Molnár, sceneggiato da Wilder stesso con il fedele I.A.L. Diamond (insieme avevano già lavorato alle sceneggiature di Love in the Afternoon, in italiano Arianna, nel 1957, di Some Like It Hot, A qualcuno piace caldo, nel 1959, di The Apartment, L’appartamento, 1960. In seguito scriveranno insieme molti altri film come Irma La Douce, Irma la dolce, 1963, The Fortune Cookie, Non per soldi...ma per denaro, 1966, fino all’ultimo Buddy Buddy del 1981) è solo un pretesto per deridere più che altro il capitalismo americano, concetto nel frattempo esportato in ogni angolo dell’Occidente.
La MGM ha pubblicato questo film in DVD tre anni fa sia come regione 1 che come regione 2. L'edizione americana presenta l'audio in inglese, spagno e francese. Le edizioni tedesca, francese e inglese presentano le lingue inglese, tedesca, francese, spagnola e italiana.
Come extra, purtroppo, solo il trailer originale.
Un’edizione italiana al momento non esiste.

(Roberto Rippa)

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One, Two, Three
(titolo italiano: Uno, due, tre!, USA, 1961)
Regia: Billy Wilder
Soggetto: Ferenc Molnár
Sceneggiatura: Billy Wilder, I.A.L. Diamond
Musiche: André Previn
Fotografia: Daniel L. Fapp
Montaggio: Daniel Mandell
Interpreti principali: James Cagney, Horst Buchholz, Pamela Tiffin,
Arlene Francis, Howard St. John
115'

The Notorious Bettie Page

The Notorious Bettie Page
di Mary Harron

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(Bettie Page)

Ragazza del paginone centrale di Playboy nel gennaio del 1955, Bettie Page è la "pin-up" per eccellenza, la prima riconosciuta icona sessuale americana. Nel caso qualcuno non avesse familiarità con il termine “pin-up”, sappia che si parla di modelle sexy le cui foto sono o erano pubblicate in modo seriale. Bettie Page o l’attrice Bettie Grable erano le pin-up più celebrate dell’epoca, Pamela Anderson o Dita Von Teese, moglie di Marilyn Manson e emula fedele (con più fiuto per gli affari) di Bettie Page, sono quelle dei giorni nostri.
La giovane Bettie Page fugge agli inzi degli anni ’50 dalla nativa Nashville alla volta di New York con l’ambizione di diventare attrice, alla fine sullo schermo ci arriverà solo con tre filmetti in cui appare come sé stessa nei suoi spettacoli di burlesque (spettacoli di varietà con spogliarello). Fotografata con costumini leopardati e molto ridotti per l’epoca, si trasformerà presto in una modella sexy capace di distinguersi dalle sue colleghe dell’epoca grazie all’atteggiamento solare e divertito con cui si prestava a posare per immagini che all’epoca erano considerate pornografiche. Sarà l’incontro con i fratelli Klaws (fratello e sorella), fotografi specializzati in bondage e sadomaso, a trasformarla in un’icona sexy prima e pop oggi, grazie alle sue foto vendute allora solo per corrispondenza e poi rese pubbliche ufficialmente alla fine degli anni ’70.
Questa, in sintesi, la sua vita pubblica. Quella privata è stata molto meno glamour: vittima di abusi da parte del padre, vittima di uno stupro di gruppo, indagata per pornografia nel 1955 dal Congresso degli Stati Uniti. Quindi la conversione al cristianesimo, con conseguente senso di colpa per la sua attività, peraltro mai rinnegata, e anche le permanenze in case di cura per malattie mentali. Il film diretto da Mary Harron (specializzata in regie di episodi di serie televisive come Big Love e Six Feet Under) e prodotto dalla rete HBO, questo non lo racconta, si ferma alla fine degli anni ’50, non prende parti, non emette giudizi (né sui sostenitori né sui detrattori) e si limita a disegnare un ritratto nostalgico, e un po’ superficiale, di un tempo che pare lontano anni luce e non pochi decenni come in realtà è, di un’America ancora molto lontana dalla rivoluzione sessuale.
Certo non un capolavoro ma comunque un modo per conoscere il personaggio, più che la persona, Bettie Page.

(Roberto Rippa)

The Notorious Bettie PageDVD

Il DVD pubblicato da HBO (regione 1) offre un transfer di ottima qualità, formato 1.85:1, audio in formato 5.1 o 2.0 anch’esso di ottima qualità, un commento audio presentato dagli attori protagonisti, un breve documentario (15 minuti) comprendente interviste ad attori e regista e la chicca di questa edizione: uno spogliarello di meno di tre minuti di Bettie Page.

Fimografia di Bettie Page

Teaserama (1955) di Irving Klaw
Varietease (1954) di Irving Klaw
Striporama (1953) di Jerald Intrator
Teaser Girl in High Heels (1950) cortometraggio di anonimo


The Notorious Bettie Page
(USA, 2005)
Regia: Mary Harron
Sceneggiatura: Mary Harron, Guinevere Turner
Musiche: Joseph S. DeBeasi, Mark Suozzo
Fotografia: W. Mott Hupfel III
Montaggio: Tricia Cooke
Interpreti principali: Gretchen Mol, Chris Bauer, Jared Harris, Sarah Paulson, Lili Taylor

Da Tarantini a Tarantino

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(Edwige Fenech ieri)

Dopo anni passati ad occuparsi (con successo) di produzioni cinematografiche e televisive, Edwige Fenech tornerà sul grande schermo in prima persona. A convincerla è stato Quentin Tarantino, grande estimatore dei gialli girati negli anni ’70 da Sergio Martino con Edwige protagonista. "Lui - ha detto la Fenech al Tg5 - mi ha parlato di film di cui mi ero completamente scordata e mi diceva sì, ricordati, avevi i capelli tagliati cosi' e poi facevi la bad girl per la prima volta".
Tarantino, ha riferito la Fenech sempre parlando con il Tg5, la vorrebbe per il suo nuovo film nel ruolo di una professoressa di storia dell' arte che da lezioni private ad un adolescente, un ruolo che l' attrice aveva già interpretato ne L’insegnante, diretto nel 1975 da Nando Cicero, primo capitolo di una trilogia di grande successo conclusasi nel 1979 con L’insegnante viene a casa di Miche Massimo Tarantini.
Intanto l’attrice apparirà, pare in un cameo, in Hostel 2, diretto da Eli Roth, prodotto da Tarantino e attualmente in lavorazione nella Repubblica Ceca.

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(e oggi, sul set con Eli Roth, che porta una maglietta di Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato)

Retrospettiva Locarno 60

Come annunciato, iniziano da questo mese le celebrazioni per il sessantesimo del Festival internazionale del film di Locarno, e le prime celebrazioni riguardano una retrospettiva comprendente 28 film che a Locarno sono stati presentati o premiati in passato, a partire da Sciuscià di De Sica, presente a Locarno nel 1947.
La retrospettiva, organizzata dal Festival, dal Circolo del cinema di Bellinzona, Lugano cinema 93 e Cineclub del Mendrisiotto, si terrà, con titoli diversi, a Lugano, Locarno, Bellinzona e Chiasso.

Locarno 60 Locandina

Questo il programma:

Circolo del cinema di Locarno
Cinema Morettina


NEOREALISMO ITALIANO E DINTORNI
venerdì 22 settembre, 20.30
SCIUSCIÀ di Vittorio De Sica, Italia 1946
Nel programma principale del Festival nel 1947

venerdì 13 ottobre, 20.30
LADRI DI BICICLETTE di Vittorio De Sica, Italia 1948
Premio speciale della Giuria nel 1949
In collaborazione con GGL (Gruppo Genitori Locarnese)


LES NOUVELLES VAGUES
venerdì 20 ottobre, 20.30
CERNY PETR (L’ASSO DI PICCHE) di Milos Forman, Cecoslovacchia 1963
Vela d’oro e Primo premio della Giuria dei giovani nel 1964


NUOVO CINEMA SVIZZERO
venerdì 10 novembre, 20.30
LE FOU di Claude Goretta, Svizzera 1970
“Cammeo” d’oro della Giuria degli Incontri internazionali del cinema di Sorrento per il miglior film svizzero in concorso


AUTORI EUROPEI E AMERICANI ANNI ’70-‘80

lunedì 11 dicembre, 20.30
FAMILY LIFE di Ken Loach, Gran Bretagna 1971
Premio ex aequo della Giuria dei giovani nel 1972

lunedì 15 gennaio, 20.30
CÉLINE ET JULIE VONT EN BATEAU di Jacques Rivette, Francia 1974
Gran premio della Giuria nel 1974


CINEMA DEL SUD DEL MONDO
lunedì 5 marzo, 20.30
QIUYUE (LUNA D’AUTUNNO) di Clara Law, Hong Kong/Giappone 1992
Pardo d’oro, Premio CICAE, Premio “L’ambiente è qualità di vita” della Giuria dei giovani nel 1992


SCOPERTE DEGLI ULTIMI ANNI
lunedì 2 aprile, 20.30
PEAU D’HOMME, COEUR DE BÊTE di Hélène Angel, Francia 1999
Pardo d’oro e Pardo di bronzo all’attore Serge Riaboukjne nel 1999


Circolo del cinema Bellinzona
Cinema Forum 1+2


NEOREALISMO ITALIANO E DINTORNI
sabato 30 settembre, 18.00
EUROPA ’51 di Roberto Rossellini, Italia 1952
Nel programma principale del Festival nel 1953


LES NOUVELLES VAGUES
martedì 24 ottobre, 20.30
LE BEAU SERGE di Claude Chabrol, Francia 1957
Vela d’argento per la miglior regia nel 1958


NUOVO CINEMA SVIZZERO
martedì 14 novembre, 20.30
CHARLES, MORT OU VIF di Alain Tanner, Svizzera 1969
Pardo d’oro, Premio ex aequo della Giuria dei giovani nel 1969


AUTORI EUROPEI E AMERICANI ANNI ’70-‘80
martedì 9 gennaio, 20.30
ÖSZI ALMANACH (ALMANACCO D’AUTUNNO) di Béla Tarr, Ungheria 1984
Pardo di bronzo (Premio Ernest Artaria) ex aequo nel 1984

martedì 13 febbraio, 20.30
DER SIEBENTE KONTINENT di Michael Haneke, Austria 1989
Pardo di bronzo (Premio Ernest Artaria) nel 1989


CINEMA DEL SUD DEL MONDO

martedì 3 aprile, 20.30
KHANEH-YE DUST KOJAST? (DOV’È LA CASA DEL MIO AMICO?) di Abbas Kiarostami, Iran 1988
Pardo di bronzo, Premio CICAE, Menzione della Giuria ecumenica, Menzione speciale della Giuria Fipresci, Primo premio della Giuria Barclay nel 1989


SCOPERTE DEGLI ULTIMI ANNI
martedì 17 aprile, 20.30
GOSTANZA DA LIBBIANO di Paolo Benvenuti, Italia 2000
Premio speciale della Giuria, Menzione speciale della Giuria dei giovani nel 2000


LuganoCinema 93
Cinema Iride


NEOREALISMO ITALIANO E DINTORNI
domenica 15 ottobre, 17.30
IL GRIDO di Michelangelo Antonioni, Italia 1957
Premio dell’Associazione svizzera della stampa cinematografica nel 1957


LES NOUVELLES VAGUES
domenica 17 dicembre, 17.30
TERRA EM TRANSE (TERRA IN TRANCE) di Glauber Rocha, Brasile 1967
Gran premio della Giuria dei giovani, Premio della Giuria Fipresci, Premio della critica svizzera nel 1967


NUOVO CINEMA SVIZZERO
domenica 26 novembre, 17.30
HÖHENFEUER di Fredi M. Murer, Svizzera 1985
Pardo d’oro, Premio della Giuria ecumenica, Primo premio della Giuria dei giovani nel 1985


AUTORI EUROPEI E AMERICANI ANNI ’70-‘80
domenica 21 gennaio, 17.30
MALEDETTI VI AMERÒ di Marco Tullio Giordana, Italia 1980
Pardo d’oro nel 1980

domenica 4 febbraio, 17.30
AMERICAN GRAFFITI di Giorge Lucas, USA 1973
Terzo premio nel 1973


CINEMA DEL SUD DEL MONDO
domenica 18 marzo, 17.30
BEIJING ZAZHONG (BASTARDI PECHINESI) di Zhang Yuan, Hong Kong 1993
Menzione speciale nel 1993


SCOPERTE DEGLI ULTIMI ANNI
domenica 29.4, 17.30
LES GENS NORMAUX N’ONT RIEN D’EXCEPTIONNEL di Laurence Ferreira Barbosa, Francia 1993
Menzione speciale della Giuria ecumenica, Pardo di bronzo a Valeria Bruni-Tedeschi per la sua interpretazione


Ufficio cultura del Comune di Chiasso / Cineclub del Mendrisiotto
Cinema Teatro Chiasso


NEOREALISMO ITALIANO E DINTORNI
martedì 30 gennaio, 20.30
ROMA CITTA APERTA di Roberto Rossellini, Italia 1945
Nel programma principale del Festival nel 1946


LES NOUVELLES VAGUES
martedì 13 febbraio, 20.30
I PUGNI IN TASCA di Marco Bellocchio, Italia 1965
Vela d’argento nel 1965


NUOVO CINEMA SVIZZERO
martedì 6 marzo, 20.30
LE GRAND SOIR di Francis Reusser, Svizzera 1976
Pardo d’oro nel 1976


AUTORI EUROPEI E AMERICANI ANNI ’70-‘80
martedì 3 aprile, 20.30
ODINOKIJ GOLOS CELOVEKA (LA VOCE SOLITARIA DELL’UOMO), di Aleksandr Sokourov, Urss 1978/1987
Pardo di bronzo nel 1987


SCOPERTE DEGLI ULTIMI ANNI
martedì 15 maggio, 20.30
GADJO DILO di Toni Gatlif, Francia 1997
Pardo d’argento “Nuovo Cinema” nel 1997

martedì 5 giugno, 20.30
NINE LIVES di Rodrigo García, USA 2004
Pardo d’oro nel 2005

Cinici, infami e violenti

Cinici infami e violenti. Guida ai film polizieschi italiani anni '70
di Daniele Magni e Silvio Giobbio

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La videoteca Bloodbuster di Milano è da anni meta di pellegrinaggio per ogni amante del cinema di genere italiano. Da anni, prima che il mercato scoprisse grazie alla sessantunesima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia quanto sia redditizio mettere sul mercato i DVD del cinema di genere, è la destinazione preferita da chiunque cerchi pubblicazioni sul tema, VHS rare e un’ampia selezione di DVD.
Daniele Magni e Silvio Giobbio, ossia i titolari di Bloodbuster, hanno scritto una guida esauriente (il cui titolo si rifa a un famoso film di Umberto Lenzi) sul poliziesco italiano degli anni ’70 comprendente schede critiche accompagnate dalle copertine delle videocassette o dei DVD nonché indicazioni sulla reperibilità degli stessi. Naturalmente la pubblicazione a getto continuo di film polizieschi italiani in DVD rende un po' obsoleta buona parte delle informazioni sulla reperibilità degli stessi, ma questo non è certo un problema, visto che sono informazioni reperibili su internet.
Si tratta questa di un’ottima guida, un compendio perfetto per il libro di Roberto Curti di cui parliamo qui.

CInici, infami e violenti
Guida ai film polizieschi italiani anni '70
Dizionario dei film poliziotteschi, noir e mafiosi 1971-1980
I protagonisti - Tutte le edizioni home video italiane
Prefazione di Marco Giusti
Edizioni: Bloodbuster
220 pagine - euro 18.00

Italia odia

Italia odia

Ho appena terminato di leggere questo libro di Roberto Curti che è un excursus nel cinema poliziesco italiano dal dopoguerra alla deriva televisiva dei giorni nostri. Si tratta di un libro veramente approfondito, con schede, citazioni da interviste, analisi, recensioni dell’epoca, ed è leggibile anche dai non troppo appassionati, magari da coloro che al genere si sono avvicinati in occasione della recente riscoperta. Finalmente un volume dedicato a uno tra i generi più amati (e redditizi) del cinema italiano, nonché uno tra i più discussi.

Forse nessun altro genere all’interno del cinema popolare italiano ha saputo convogliare gli umori e le paure del paese come il poliziesco. Questo saggio ne ripercorre la storia, dall’immediato dopoguerra a esempi recentissimi come Romanzo criminale di Michele Placido, e con particolare attenzione agli anni ’70, quando l’exploit commerciale di La polizia ringrazia apre la strada a un nugolo di epigoni e variazioni sul tema: le contaminazioni con il film di mafia, le derive comiche, l’ibridazione con la sceneggiata napoletana. Malvisto dalla critica, che lo bolla con il termine spregiativo di «poliziottesco», il filone ha però il merito di mettere in scena la realtà del tempo. Dietro alle storie di eroici commissari «di ferro» e spietate «belve col mitra», emerge l’immagine di un’Italia inquieta, segnata dal ’68 e sconvolta da atti di violenza, conflitti sociali e spinte eversive. Ma le vicende del poliziesco italiano consentono anche di seguire il percorso di un’industria cinematografica sull’orlo del collasso, fino alla resa allo strapotere catodico negli anni ’80: il poliziesco emigra sul piccolo schermo, mutando pelle e segnando in maniera indelebile l’evoluzione della fiction televisiva fino ai nostri giorni.
(Dal retro di copertina)

L'AUTORE
Roberto Curti è redattore di «Nocturno Cinema» e collabora al "Mereghetti - Dizionario dei film". È autore (con Tommaso La Selva) del volume "Sex and Violence. Percorsi nel cinema estremo" (Lindau, 2003).

Italia odia
Il cinema poliziesco italiano

Lindau, collana Le comete, 2006
430 pagine
€ 24.00

Nocturno 50

Nocturno 50

Il mensile dedicato al cinema di genere Nocturno festeggia il suo cinquantesimo numero (in realtà il cinquantesimo della terza serie, iniziata nel 2002. I numeri pubblicati, da quando è nata come fanzine nel 1994, sono parecchi di più).
La rivista esce ogni mese con un dossier di rara accuratezza, spesso monografico e per il cinquantesimo il dossier è dedicato alla rivista, di cui i creatori Manlio Gomarasca e Davide Pulici ripercorrono la storia, e ai suoi collaboratori, ognuno dei quali presenta alcuni film.
Nocturno è una pubblicazione imprenscindibile per ogni appassionato di cinema di genere e non, e i suoi dossier, che costituiscono una sorta di vera e propria enciclopedia dei generi e degli autori, sono realizzati in maniera approfondita e curata come nessun altro ha fatto prima. I ragazzi di Nocturno sono gli artefici della (ri)scoperrta di autori come Fulci, Massaccesi, Lenzi, Martino, Bava, Castellari e molti altri, molto prima che la sessantunesima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia dedicasse ad alcuni di loro la sezione che ha riportato sullo schermo prima (e in DVD, grazie al successo, dopo) alcune opere degne di attenzione.

Sito ufficiale di Nocturno

Sommario dei numeri arretrati

Kilink Istanbul'da

Kilink Istanbul'da
di Yilmaz Atadeniz

Kilink Istanbulda01

Kilink è un supereroe turco, copiato dal fotoromanzo per adulti italiano Killing, a sua volta copiato da Kriminal (a sua volta ispirato non ufficialmente da Diabolik) protagonista di alcune pellicole, tutte girate negli anni ‘60 (la maggior parte nel 1967).
Nel primo film della serie, Kilink Istanbul'da diretto da Yilmaz Atadeniz, poi responsabile di altre due pellicole della serie, il nostro eroe è a Istanbul alla ricerca di una formula che gli permetterà di dominare il mondo. Kilink uccide uno scienziato che dovrebbe possedere la formula, ne rapisce e tortura la figlia ma la formula rimane introvabile. Ma ecco il colpo di scena: grazie a uno spirito sospettosamente somigliante a Shazam (il personaggio della Marvel che permette a Billy Batson di trasformarsi in Captain America), il figlio dello scienziato acquisisce il potere di trasformarsi in Superman (o almeno, di indossarne il costume, accompagnato dal cappuccio di Batman) per vendicare la morte del padre. Ma sarà lo pseudo-Superman un valido oppositore per Kilink?

Grazie alla delirante trama, il film è davvero godibile e ricco di colpi di scena e il personaggio di Kilink estremamente divertente.
Da non perdere!

Il regista opta per una colonna sonora comprendente uno sfacciato clone delle musiche del capitolo di James Bond You Only Live Twice, anche questo del 1967.

Killing01
(Il fotoromanzo italiano per adulti Killing)

Questo piacere colpevole (colpevole?), da tempo ricercato disperatamente da molti, è stato pubblicato in DVD in edizione limitata a 1000 copie dalla greca Onar Films. La qualità video e audio è piuttosto povera in quanto i negativi sono andati perduti e quindi il DVD è stato realizzato partendo da un master Betacam. Tra gli extra, troviamo i trailer di altri film dedicati a supereroi turchi.
Onar ha pubblicato anche in “Double feature” i due seguiti, Kilink vs. Superman e Kilink: Strip and Kill, in edizione limitata a 1200 copie.

(Roberto Rippa)

Kilink Istanbulda DVD

Specifiche DVD

Regione: 0
Colore: b&n
Formato video: 1.33:1
Lingue: turco
Sottotitoli: inglese, greco



Kilink Istanbul'da
(Turchia, 1967)
Regia: Yilmaz Atadeniz
Sceneggiatura: Çetin Inanç
Fotografia: Rafet Siriner
Interpreti: Yildirim Gencer, Irfan Atasoy, Pervin Par, Suzan Avci, Mine Soley, Muzaffer Tema
70'

Tutti i film della serie:

Kilink Istanbul'da (1967)
Kilink uçan adama karsi (1967)
Kilink Soy ve Öldür (1967)
Cango Olum Suvarisi (1967)
Kilink Caniler Krali (1967)
Kilink Frankestayn'a karsi (1967)
Kilink Oluler Konusmaz (1967)
Saskin Hafiye Kilink'e karsi (1967)
Kilink Olum Saciyor (1971)
Killing Kolsuz Kahraman'a Karsi (1975)

RCBanner01

Il cinema più piccolo del mondo

Alfa Romeo 2000

In un momento in cui le sale chiudono schiacciate dallo strapotere delle multisala, l’associazione culturale fiorentina Hulot, nata nel 2004 ma attiva già due anni prima, ha aperto la sala più piccola del mondo. La Cortomobile ha fatto la sua comparsa a Venezia il penultimo giorno della Mostra del cinema: un’Alfa 2000 berlina del 1974, capace di ospitare comodamente tre persone sui suoi sedili posteriori color biscotto e di seguire la proiezione di cortometraggi selezionati dall’associazione stessa.
Corti, videominuti, animazioni, della durata massima di 7 minuti e selezionabili da un menu posto su un leggio posto fuori dalla vettura, hanno ottenuto un grande successo a Venezia, dove l’iniziativa ha interessato in poco tempo un numero di persone superiore a quello di chi frequenta una multisala in estate.

L’associazione Hulot (di cui potete conoscere anche le altre iniziative visitando il loro sito) ricorda che la Cortomobile può viaggiare ovunque durante rassegne cinematgrafiche o festival nelle varie città.

Per informazioni: redazione@hulot.it
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