Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street

Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street
(Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, USA-UK, 2007)
di Tim Burton

Sweeney Todd01
Trama

Il barbiere Benjamin Barker, imprigionato e deportato in Australia per allontanarlo da sua moglie, concupita dal laido giudice che l'ha condannato, e da sua figlia, fa ritorno a Londra sotto le mentite spoglie di Sweeney Todd per attuare la sua vendetta. Trasferitosi nella bottega sopra il negozio di tortine di carne della giovane vedova Lovett, inizia una discesa verso la follia.

Commento

Prima della versione di Tim Burton, la storia di Sweeney Todd era stata portata sullo schermo da George King nel 1936 prima di giungere come musical sui palchi di Broadway nel 1979 con il libretto di Hugh Weeler e le musiche di Stephen Sondheim - in una versione premiata con ben nove Tony Awards - che fanno da ossatura per il film.
Storia di amore negato, separazione e soprattutto di vendetta, vendetta lavata con il sangue, ettolitri di sangue, Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street è una tragedia gotica dalle musiche dissonanti e impegnative, capaci di mettere a dura prova le corde vocali più esperte.
Nella povera, sporca, buia, Londra di metà Ottocento, il barbiere Sweeney Todd giunge a cercare vendetta dopo quindici anni di carcere in Australia in cui è stato mandato dallo spregevole giudice Turpin, che gli ha rapito moglie e figlia (la prima morta suicida e la seconda ancora segregata dal giudice che spera di poter fare di lei la sua compagna di vita).
Il suo ritorno ha come scopo quella di lavare il torto subito con il sangue, sgozzando con il suo rasoio chiunque, apparentemente, abbia la sventura di sedersi sulla sua poltrona. Sua complice è la vedova Mrs. Lovett, innamorata di lui da tempo e responsabile delle peggiori – fino a quel momento – torte di carne dell'intera città. A completare la scena, il giovanissimo, ignaro, assistente Toby (il quindicenne Ed Sanders, che riesce a tratti a rubare la scena al protagonista). La vendetta rende cieco Sweeney Todd, che non riesce a vedere, o ad accogliere, l’amore della donna, che sogna per loro una vita diversa, sprofondando infine nella follia.
Tim Burton, nel portare sullo schermo il più sanguinolento musical della storia, sovverte più di una regola del genere: niente balletti, niente magnificenza (se non quella delle scene e delle musiche), niente inni, solo canzoni di difficile interpretazione che narrano la storia cui assistiamo, sogni e incubi dei protagonisti e psicologia dei personaggi.
La Londra del film è buia, sporca, invasa da topi e scarafaggi, il suo cielo è costantemente plumbeo e i palazzi ricoperti di uno spesso strato di fuliggine.
I personaggi che incontriamo non sono meno oscuri: dal laido giudice (un perfetto Alan Rickman) al suo fido compare Beadle Bamford (un viscido, quasi inguardabile, bravissimo Timothy Spall) fino al barbiere finto italiano Adolfo Pirelli (un bravissimo quanto irriconoscibile Sacha Baron Cohen).
I dialoghi sono ridotti all’osso (tanto che appare assurda la scelta di doppiarli anziché sottotitolarli come è stato fatto per le canzoni), la narrazione della storia avviene attraverso le parti cantate, la Londra di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (premiati per questo con l'Oscar) è perfetta così come la fotografia di Dariusz Wolski (già direttore della fotografia per la trilogia dedicata ai Pirati dei Caraibi), tutta in scala di grigi a contrastare le immagini a colori dei ricordi o dei sogni, e i protagonisti sono bravi come mai prima con Johnny Depp che canta con voce dolente parti musicali complesse e crea con la maschera di Sweeney Todd un nuovo personaggio da storia del cinema e una bravissima Helena Bohnam-Carter, che qui offre forse la migliore di una serie di ottime interpretazioni.
Un film che riempie le orecchie e gli occhi e ha il potere di sorprendere, sbigottire, soddisfare anche chi non amasse il musical.
Capolavoro.

(Roberto Rippa)

Curiosità

Questa rappresenta la sesta collaborazione tra Tim Burton e Johnny Depp. Le precedenti sono: Edward Scissorhands (1990), Ed Wood (1994), Sleepy Hollow (1999), Charlie and the Chocolate Factory (2005), Corpse Bride (2005).

Nella versione teatrale, i ruoli dei protagonisti, più anziani rispetto a quelli del film, erano affidati a Len Cariou e Angela Lansbury.

Alcune canzoni del musical sono state eliminate dal film e molte altre accorciate.

Il compositore Stephen Sondheim era molto restio a concedere i diritti del musical per una versione cinematografica. È stato Tim Burton a convincerlo dopo avergli illustrato il suo progetto. Il compositore ha comunque posto come condizione quella di poter avere l'ultima parola sulla scelta degli interpreti. Perplesso sulla scelta di Johnny Depp - temeva che non avesse una voce adatta - si è convinto dopo un provino cantato. Helen Bonham Carter gli ha inviato ben dodici provini che lo hanno lasciato molto positivamente impressionato.

Al momento della lavorazione Helena Bonham Carter era incinta del secondo figlio del regista.

Non è provato che il personaggio di Sweeney Todd, oggetto di molti racconti fin dal 1846, sia realmente esisitito.

Sweeney Todd02

Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street
(Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street, USA-UK, 2007)
Regia:Tim Burton
Soggetto: Stephen Sondheim, Hugh Wheeler (dalla pièce di Christopher Bond)
Sceneggiatura: John Logan
Musiche: Stephen Sondheim
Fotografia:Dariusz Wolski
Montaggio: Chris Lebenzon
Direzione artistica e scenografie: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
Interpreti principali: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Timothy Spall, Sacha Baron Cohen, Jamie Campbell Bower, Laura Michelle Kelly, Jayne Wisener, Ed Sanders
117'


Collegamenti

Sito ufficiale del film (Dreamworks)

Adattamenti della storia (Wikipedia)

Storia di Sweeney Todd (Wikipedia)

Mysterious Skin

Mysterious Skin (USA – Olanda, 2004)
di Gregg Araki

Mysterious Skin01
Trama

A Hutchinson, Kansas, il diciottenne Neil si prostituisce a uomini più anziani mentre il suo coetaneo Brian soffre di incubi ed è convinto di essere stato rapito per qualche ora, dieci anni prima, dagli alieni. Il loro incontro svelerà a loro stessi che ad accomunarli è una realtà molto più drammatica.

Brian: The summer I was 8 years old, five hours disappeared from my life. Five hours.
Lost. Gone without a trace. Last thing I remember I was sitting on the bench at my Little League game. It started to rain. What happened after that remains a pitch black void.


Commento

Neil e Brian sono due diciottenni che più diversi tra loro non si potrebbe. Il primo è sfrontato, aggressivo nei confronti della vita, e al posto del cuore ha un buco nero capace di inghiottire chiunque gli si avvicini, per dirla con le parole del suo migliore amico. Il secondo è timido, introverso e impegnato ossessivamente nel tentare di ricostruire cosa gli sia successo in quel buco temporale di cinque ore risalente a dieci anni prima, quando si risvegliò in un armadio con il naso sanguinante e un’amnesia riguardante le poche ore precedenti, che lo ha convinto negli anni di essere stato vittima di un rapimento alieno.
A unire i due ragazzi, oltre all’assenza di un padre (Neil non ce l’ha, Brian si ma di quelli che sarebbe meglio non avere), un episodio drammatico: l’essere stati vittime, all’età di otto anni e anche insieme, dello stesso pedofilo, il loro allenatore di baseball. Neil ne è consapevole, Brian ha relegato l’evento nel suo inconscio.
Neil adulto vende il suo corpo agli uomini, gli stessi che in fondo disprezza malgrado sia gay, e sembra intendere il sesso unicamente come merce di scambio o mezzo di affermazione di un potere. Il secondo è timido, introverso e apparentemente disinteressato al sesso.
Gregg Araki narra per contrapposizione e facendo uso di flashback. L’accaduto è mostrato all’inizio e il raccontarlo non rovina certo la visione del film: il piccolo Neal si masturba guardando il nuovo compagno della, affettuosa e promiscua, madre. Quando inizia a giocare a baseball, dimostra sin dal primo incontro un’attrazione per l’allenatore.
L’ allenatore stesso, lo userà per circuire altre vittime continuando a ripetergli che è il suo preferito, approfittando così della sua attrazione e, probabilmente, della carenza di una figura paterna.
Il regista riesce perfettamente a dimostrare quanto i due bambini siano vittime di qualcosa di molto più grande di loro, non solo per Brian ma anche per l’apparentemente più sfrontato Neil, per il quale il sesso sarà poi solo un mezzo per la ricerca di conferme e per l’esercizio di un costante gioco di forza nei confronti di coloro che lo desiderano anche se solo per una sveltina, con l’eccezione di un, primo, moto di affetto (pur sempre prezzolato) nei confronti di un cliente malato di AIDS, che gli chiede solo carezze, quelle di cui lui stesso pare essere digiuno.
Le scene che illustrano i contatti sessuali dei bambini (e anche dei ragazzi) sono brillantemente risolte tralasciando qualsiasi elemento esplicito nelle inquadrature o facendo ricorso al montaggio. I personaggi di contorno sono illustrati attraverso pochi, ma puntuali, elementi.
Il film non offre alcun semplicistico giudizio moralistico, a ognuno il compito di trarre le proprie conclusioni, ma la vicenda non trascura mai di mostrare i danni alle vittime e ha l'intelligenza di non mostrare i bambini come esseri angelicati bensì come esseri dotati di una loro sessualità, che però si guasta quando ad approfittarne è un adulto.
Mysterious Skin è un film complesso che chiede allo spettatore di superare il preconcetto fine a sé stesso e di formare un’opinione libera sul tema che propone. Libera ma pur sempre contraria.
Ottimi gli interpreti: Chase Ellison e George Webster (rispettivamente Neil e Brian bambini), Joseph Gordon-Levitt, Brady Corbet (Neil e Brian adulti), con l’aggiunta di Mary Lynn Rajskub (la ragazza convinta di essere stata rapita dagli alieni con cui Brian entra in contatto) e Elisabeth Shue (la madre di Neil).
Bellissime le musiche di Harold Budd e dell’ex Cocteau Twins Robin Guthrie.

(Roberto Rippa)

Mysterious Skin (USA-Olanda, 2004)
Regia, sceneggiatura, montaggio: Gregg Araki
Soggetto: Scott Heim (dal suo romanzo omonimo)
Musiche: Harold Budd, Robin Guthrie
Fotografia: Steve Gainer
Interpreti principali: Chase Ellison, George Webster, Rachael Nastassja Kraft, Riley McGuire, Joseph Gordon-Levitt, Brady Corbet, Mary Lynn Rajskub, Elisabeth Shue
99’


Collegamenti

Mysterious Skin (Wikipedia)

Scott Heim (Wikipedia)

Gregg Araki (IMDb)

Trailer (YouTube)

No Country for Old Men

No Country for Old Men
(Non è un paese per vecchi, USA, 2007)
di Joel e Ethan Coen

No Country for Old Men01Trama

In un’area desertica del Texas, Llewelyn Moss trova un furgone, al cui posto di guida siede un uomo agonizzante, circondato da diversi cadaveri. Nel furgone, un carico di eroina e due milioni di dollari. Prendendo i soldi, Llewelyn da il via a una reazione a catena che coinvolge un uomo spietato e sanguinario, un cacciatore di taglie, e un anziano, disincantato sceriffo.

Llewelyn Moss: If I don't come back, tell mother I love her.
Carla Jean Moss: Your mother's dead, Llewelyn.
Llewelyn Moss: Well then I'll tell her myself.

Commento

Tratto dall’omonimo romanzo (che trae l’ispirazione per il titolo da un poema di William Butler Yeats) di Cormac McCarthy, No Country for Old Men è un’opera morale ambientata in un’epoca che la morale l'ha persa, anche in ambito criminale.
Sorta di caccia fra gatto e topo tra Llewelyn Moss e Anton Chigurh, fuggitivo per il Texas (in realtà in gran parte il New Mexico) con il denaro il primo, spietato assassino il secondo, cui si aggiungono un cacciatore di taglie sguinzagliato da un potente uomo d’affari coinvolto nel traffico di eroina e il disilluso sceriffo Bell, No Country for Old Men rappresenta un felice ritorno per i fratelli Coen dopo due prove non esattamente memorabili come Intolerable Cruelty (Prima ti sposo, poi ti rovino, 2003) e The Ladykillers del 2004 (rifacimento dell’omonimo capolavoro del 1955 diretto da Alexander Mackendrick) e quasi un decennio di piccole ma indiscutibili delusioni.
La caccia all’uomo – agli uomini – viene svolta dai Coen attraverso una dilatazione dei tempi il cui scopo è quello di permettere la costruzione dei personaggi e realizzare un vero e proprio thriller, intricato e pieno di scene, totalmente assente la musica, da trattenere il fiato, usando però la vicenda anche per parlare di natura umana, debolezza, incertezza, paura.
I dialoghi – da sentire in versione originale per apprezzare la bravura di Tommy Lee Jones – sono asciutti ma densi di significato, come se i Coen avessero deciso di eliminare dalla storia qualsiasi elemento superfluo. Lo stile è quello di sempre, quello di Miller’s Crossing, The Big Lebowski e soprattutto di Fargo: umorismo caustico unito alla profonda tristezza che nasce dall'osservazione della spietatezza del nostro tempo.
Ottimi interpreti (Javier Bardem con perfetto accento texano, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald e, in testa, Tommy Lee Jones, la cui voce ha spesso il compito di illustrare la storia attingendo fedelmente dalle pagine del libro).
Con questo film (primo in cui i fratelli Coen si accreditano entrambi alla regia - fino al film precedente, malgrado abbiano sempre diretto insieme, alla regia veniva accreditato solo Joel), Ethan e Joel Coen ritrovano il loro posto nel novero dei migliori cineasti americani contemporanei.

(Roberto Rippa)

No Country for Old Men02
(da sinistra: Ethan e Joel Coen sul set)

No Country for Old Men
(Non è un paese per vecchi, USA, 2007)
Regia, sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Soggetto: Cormac McCarthy (dal suo romanzo omonimo)
Musiche: Carter Burwell
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Ethan e Joel Coen (con lo pseudonimo Roderick Jaynes)
Interpreti principali: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper
122’

Collegamenti

Sito ufficiale

Il romanzo (Wikipedia)

Fast Times at Ridgemont High

Fast Times at Ridgemont High
(titolo italiano: Fuori di testa, USA, 1982)
di Amy Heckerling

Fast Times at Ridgemont01
(Sean Penn nell'espressione che manterrà per tutta la durata del film)

Trama

Vita quotidiana di un gruppo di studenti liceali della California del sud tra amori, prime esperienze sessuali e esami.

Jeff Spicoli: What Jefferson was saying was, Hey! You know, we left this England place 'cause it was bogus; so if we don't get some cool rules ourselves - pronto - we'll just be bogus too! Get it?

Commento

Pensate a un film scritto da Cameron Crowe (premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale di Almost Famous, diretto da lui stesso) e interpretato, fra gli altri, da Sean Penn, Jennifer Jason Leigh, Judge Reinhold e Forest Whitaker (ma ci sono anche Phoebe Cates, tramutatasi appena tre mesi prima in un sex symbol grazie all'orrido Paradise di Stuart Gillard, nonché un praticamente invisibile Nicolas Cage, accreditato con il suo vero cognome Coppola): potrebbe essere un fiasco? Allora lo fu, anche perché i nomi citati erano quasi tutti alle primissime armi. Alla sua prima uscita, questa cronaca di vita quotidiana di un manipolo di liceali non coprì nemmeno i pur esigui costi di produzione (si parla di 4.5 milioni di dollari).
Il film segue - poco - il quotidiano scolastico e molto i primi intrecci amorosi e sessuali dei ragazzi, con Phoebe Cates pronta a turbare i sonni degli allora adolescenti grazie a una sua uscita in topless dalla piscina. Stacy Hamilton (Jennifer Jason Leigh) sogna un amore romantico mentre tenta di liberarsi della verginità e lavora con la più scafata Linda Barrett (Phoebe Cates), sogno erotico del fratello di Stacy, Brad, all'apparenza più maturo e ambizioso gerente del locale All American Burger.
Oggetto delle attenzioni di Stacy è il compagno di scuola Mark 'Rat' Ratner (Brian Backer) ma lui, mal consigliato dal più esperto Mike Damone (Robert Romanus) rischia di rovinare tutto.
In mezzo a tutto ciò, la scheggia impazzita Jeff Spicoli (Sean Penn), dedito principalmente al consumo di alcolici e marijuana (ogni volta che lo sportello del suo scassato van si apre, ne esce una densa cortina di fumo e un'orda di adolescenti barcollanti), e ben poco allo studio. Sarà il burbero professore di storia a dare un nuovo corso alla sua vita.
Il film è essenzialmente tutto qui. Musica dell'epoca, interpretazioni acerbe (ma Jennifer Jason Leigh già si fa notare), personaggi tagliati con la scure, Sean Penn che fa lo sfigato pronunciando poche parole oltre all'intercalare "dude".
Negli anni, però, il film si è tramutato in un oggetto di culto (raggranellando alla fine la bellezza di 27 milioni di dollari), in parte per i suoi interpreti (tre dei quali anni dopo si vedranno premiare con un Oscar), in parte perché, pur edulcorata, fotografia di un'epoca che sembra ormai lontanissima.
In questa chiave il film funziona, altrimenti la sua visione rimarrebbe destinata unicamente a coloro che fossero curiosi di vedere attori poi divenuti famosissimi (e, alcuni, molto bravi) muovere i loro primissimi passi.

(Roberto Rippa)

Fast Times at Ridgemont02
(Phoebe Cates pochi secondi prima di attuare il gesto che la consoliderà come sogno erotico per un'intera generazione di adolescenti americani)

Curiosità

Nicolas Cage (che qui è accreditato per la prima e ultima volta con il suo vero cognome Coppola) aveva 17 anni ai tempi del film.

Il nome della scuola è fittizio (ne esiste una con lo stesso nome in Canada). Il film venne girato presso la Van Nuys High School in California.

In una scena, Linda spiega a Stacy come praticare un rapporto orale mentre intorno a loro i ragazzi ridono per la mimica che usano. La scena è stata sostituita con un'altra per i passaggi televisivi negli Stati Uniti.

Pare che il primo regista ad essere considerato fosse David Lynch (!) che, pur trovando divertente la storia, rifiutò non trovandola adatta a lui.


Fast Times at Ridgemont High
(titolo italiano: Fuori di testa, USA, 1982)
Regia: Amy Heckerling
Soggetto e sceneggiatura: Cameron Crowe (dal suo libro omonimo)
Fotografia: Matthew F. Leonetti
Montaggio: Eric Jenkins
Interpreti principali: Sean Penn, Jennifer Jason Leigh, Judge Reinhold, Robert Romanus, Brian Backer, Phoebe Cates, Ray Walston, Scott Thomson, Vincent Schiavelli, Amanda Wyss, Forest Whitaker
90'

DVD

Regione 1:

Fast Times at Ridgemont High (Widescreen Special Edition)

Fast Times at Ridgemont High (Combo HD DVD and Standard DVD) [HD DVD]

Colonna sonora

Somebody's Baby (Jackson Browne)
Waffle Stomp (Joe Walsh)
Love Rules (Don Henley)
Uptown Boys (Louise Goffin)
So Much in Love (Timothy B. Schmit)
Raised on the Radio (The Ravyns)
The Look in Your Eyes (Gerard McMahon) -
Speeding (Go-Go's)
Don't Be Lonely (Quarterflash)
Never Surrender (Don Felder)
Fast Times (The Best Years of Our Lives) (Billy Squier)
Fast Times at Ridgemont High (Sammy Hagar)
I Don't Know (Spicoli's Theme) (Jimmy Buffett)
Love Is the Reason (Graham Nash)
I'll Leave It up to You (Poco)
Highway Runner (Donna Summer)
Sleeping Angel (Stevie Nicks)
She's My Baby (And She's Outta Control) (Jost Palmer)
Goodbye, Goodbye (Oingo Boingo)
Everybody's Girl (Rick Springfield)

Fast Times At Ridgemont High: Music From The Motion Picture

Collegamenti

Trailer (YouTube)

Into the Wild

Into the Wild
(titolo italiano: Nelle terre selvagge, USA, 2007)
di Sean Penn

Into the Wild01
Trama

1992: dopo essersi diplomato alla Emory University, lo studente ventenne Christopher McCandless abbandona tutti i suoi averi e intraprende un lungo viaggio alla volta dell’Alaska per vivere nella natura selvaggia lasciandosi alle spalle ogni bene materiale. Lungo il viaggio, alcuni incontri daranno forma alla sua nuova vita.

Christopher McCandless: Some people feel like they don't deserve love. They walk away quietly into empty spaces, trying to close the gaps of the past.

Commento
(attenzione, il testo che segue può contenere elementi rivelatori della trama e del finale del film)

Storia vera - tratta dall’omonimo libro scritto da Jon Krakauer - di Cristopher McCandless giovane studente che, poco prima di dedicarsi agli studi di legge, scompare senza lasciare traccia dalla sua casa in Virginia per intraprendere un lungo viaggio verso l’Alaska le cui motivazioni sembrano trovare spunto anche dalla lettura di Tolstoj, Thoreau e Jack London.
Non è solo la voglia di avventura a motivare Christopher, che arriverà anche a rinunciare al suo nome - ultimo orpello della vita che si sta lasciando alle spalle - adottando quello di Alexander Supertramp, ma anche, e forse soprattutto, il disgusto per la sua famiglia, luogo di menzogna e ipocrisia.
Nel raccontare la sua storia, Sean Penn adotta un registro da film di ribellione in voga negli anni ‘60 e ‘70 e mostra McCandless come un ragazzo apparentemente determinato a vivere una vita selvaggia priva di qualsiasi comodità moderna ma anche come un ragazzo spaurito, fortemente risentito e probabilmente spinto da motivazioni non tutte giuste, come gli faranno notare alcune tra le persone che incontrerà lungo il suo difficile cammino.
Il viaggio di Christopher-Alexander nelle terre selvagge inizia quando la sua automobile, ormai priva di benzina, si ferma. Da lì la sua storia viene raccontata attraverso salti temporali all’indietro. Trovato alloggio in un autobus abbandonato, assisteremo agli incontri fatti fino a lì e al suo progredire alla volta della sua meta.
Storia affascinante - più per come le convinzioni del personaggio vengono smontate e rimodellate dagli incontri che fa che per l’avventura stessa - che Sean Penn riesce a portare sullo schermo senza farle perdere in efficacia, il film non è esente da difetti, primo tra tutti l’eccessivo uso della didascalia quando vengono riproposte scene del passato del personaggio che appaiono molto più efficaci raccontate fuori campo dai vari personaggi del film. Ottime le interpretazioni, soprattutto quelle degli attori di contorno.


Nota dolente: nella versione italiana sono doppiati i dialoghi ma non tradotte le scritte che appaiono sullo schermo, scritte tratte dal diario tenuto dal protagonista, che sono in fondo l’elemento più importante della storia. Chi non sapesse l’inglese, dunque, perderebbe della storia i passaggi più importanti.

(Roberto Rippa)

Into the Wild02
(il vero Christopher McCandless)

Into the Wild
(titolo italiano: Nelle terre selvagge, USA, 2007)
Regia, sceneggiatura: Sean Penn
Soggetto: Jon Krakauer (dal suo libro omonimo)
Musiche originali: Michael Brook, Kaki King, Eddie Vedder
Fotografia: Eric Gautier
Montaggio: Jay Cassidy
Interpreti principali: Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook
140’

Collegamenti

Il libro di Jon Krakauer (Wikipedia)

Sito ufficiale del film

Trailer (YouTube)

Christopher McCandless (Wikipedia)