Storia della A.I.P. - seconda parte: Frankie e Annette

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L’avventurosa storia della American International Pictures
Seconda parte: testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni - I film da spiaggia di Frankie e Annette

di Roberto Rippa

Nel 1963, la American International Pictures di Samuel Z. Arkoff e James H. Nicholson si appresta a festeggiare i suoi primi dieci anni di attività avendo già raggiunto lo scopo di essere la prima tra le compagnie cinematografiche indipendenti che lavorano con bassi investimenti. Tempo quindi di fare un ulteriore passo in avanti che le permetta di porsi, se non proprio a diretto confronto, almeno in concorrenza con i film di basso profilo e più commerciali prodotti dai principali studi cinematografici, trasferendo la propria produzione – almeno in qualche stato – dai drive-in alle sale cittadine, affrancandosi nel contempo dalle pressanti, nonché assurde, accuse di fornire modelli negativi, quando non addirittura criminali, agli spettatori più giovani.
Nell’estate di quell’anno, con Beach Party, la A.I.P. lancia quindi una miniserie composta da sei film (compreso The Ghost in the Invisible Bikini di Don Weis del 1966, che della serie riprende solo i personaggi secondari) prodotti in un brevissimo periodo di tempo (tre solo nel 1964).

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(scena dai titoli di testa di Beach Party)

La serie trae spunto da una trilogia prodotta dalla Columbia dedicata al personaggio di Gidget (1), adolescente californiana degli anni ‘60 alle prese con surf e primi amori, e ha come intento iniziale quello di parodiare i film da spiaggia interpretati da Elvis Presley (2). L’emergente cultura surf, fatta di riviste, abbigliamento e soprattutto musica, con i Beach Boys numi tutelari del genere, fa però decidere ai produttori di abbandonare l’intento parodistico.
I film mettono in scena le vicissitudini, soprattutto amorose, di un manipolo di post-adolescenti (interpretati da attori visibilmente più vecchi, con Avalon ventiseienne e già padre di due figli al momento del primo capitolo) i cui dialoghi, nei momenti topici, lasciano spazio alla sottolineatura cantata delle vicende vissute dai personaggi o dei loro pensieri.

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Protagonisti principali della serie sono Frankie Avalon, nel ruolo che ha il suo stesso nome di battesimo, e Annette Funicello, Dee Dee in gran parte dei film della serie. Il primo è un nome noto alle adolescenti dell’epoca (3) e può essere considerato tra i primi personaggi discografici inventati ad hoc per compiacere il pubblico femminile più giovane. La seconda non gli è da meno (4) in quanto a popolarità grazie al suo impegno nel programma TV della Disney The Mickey Mouse Club (5). La Disney le permise di partecipare a Beach Party a condizione (contrattuale) che nei film non apparisse in bikini (unica tra le tante) e che non venisse coinvolta in situazioni anche solo ammiccanti. Questo il motivo per cui, in vicende che vedono le avventure amorose di un manipolo di post-adolescenti, la protagonista pare essere l’equivalente dell’acqua sul fuoco di ogni situazione anche solo lontanamente sensuale.
Del resto i “Beach Movies” della A.I.P. non sono esattamente uno specchio del loro tempo, privi come sono di riferimenti alla società di allora: nessun accenno alla paura della guerra fredda sostenuta da Krushchew o alla guerra in Vietnam in corso (1959-1975), niente tensioni razziali (6). Al contrario, i ragazzi nel film, sono tanto reazionari da risultare confortanti per una società che vive nella paura. I loro valori sono quello della famiglia e, soprattutto, quello del consumismo, dal momento che pare nulla manchi loro senza che debbano fare nulla per guadagnarselo.

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(Beach Blanket Bingo)

Il tono fintamente pudico della serie viene evidenziato a pochi minuti dall’inizio di Beach Party, quando Frankie e Dee Dee, cantata la canzone che accompagna i titoli di testa mentre viaggiano in auto verso la spiaggia, si apprestano a entrare in un capanno e lei dichiara la sua felicità di poter trascorrere del tempo sola con lui “come marito e moglie” (ma, chiaramente, ha già trovato una soluzione pratica per evitare la tentazione dell’intimità).
La ricetta della serie è molto semplice: musica, bikini, spiaggia (con i film girati in inverno per poter uscire in estate) e situazioni comiche gestite da volti noti del cinema e della televisione come Morey Amsterdam, Harvey Lembeck (nel ruolo ricorrente di uno sfigato motociclista che si ispira al Marlon Brando di The Wild OneIl selvaggio di László Benedek), Don Rickles. Ma la serie gode anche della partecipazione di attori di nome in fase calante come Dorothy Malone (premio Oscar nel 1956 come migliore attrice non protagonista in Written on the Wind di Douglas Sirk), Mickey Rooney, Paul Lynde, Peter Lorre (che in Muscle Beach Party fa la sua ultima apparizione cinematografica prima di morire di lì a poco), Elsa Lanchester (la famosa Bride of Frankenstein nel film del 1935 di James Whale), che in Pajama Party è zia Wendy, Boris, Karloff, Vincent Price (7) e persino Buster Keaton, che compare in ben tre titoli: Pajama Party (1964), Beach Blanket Bingo e How to Stuff a Wild Bikini (entrambi del 1965).

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Regista della maggiori parte dei film della serie (8) è William Asher, regista particolarmente attivo in televisione e che di lì a poco sarà regista e autore di numerosi episodi della sitcom Bewitched (Vita da Strega, 1964-1972), di cui sposerà anche la protagonista Elizabeth Montgomery. Se Beach Party nasce dalla penna di Lou Rusoff, già soggettista e sceneggiatore per altri film della A.I.P., i capitoli seguenti vedranno Asher soggettista e sceneggiatore con la partecipazione degli autori televisivi Robert Dillon e Leo Townsend.
Esiste anche una derivazione invernale della serie, Ski Party (diretto nel 1965 da Alan Rafkin), in cui la Funicello appare non accreditata in un cameo (9).
La serie, sfruttata intensivamente, si esaurisce rapidamente scivolando man mano sempre più nel grottesco, distaccandosi progressivamente dall’ambientazione originale, con la spiaggia sempre meno protagonista, fino a chiudersi con The Ghost in the Invisible Bikini, che vede la partecipazione del solo cast secondario dei precedenti capitoli.
Annette Funicello ritroverà il suo partner Frankie Avalon dapprima nel 1966 in “Thunderball 500”, storia di corse automobilistiche diretta da Asher, e quindi nel 1987 in Back to the Beach, diretto da Lyndall Hobbs per la Paramount, in cui i due attori riprendono i loro antichi ruoli mostrandosi ormai come una coppia sposata in viaggio con i figli verso le spiagge che li avevano visti giovani.

I film della serie

Beach Party (1963) di William Asher
Data di uscita negli U.S.A.: 14 luglio 1963
vedi scheda

Muscle Beach Party (1964, William Asher)
Frankie, Dee Dee e la loro cricca sono di nuovo sulla spiaggia di Malibu (ma talvolta appare come un pugno di sabbia sparso probabilmente nel retro di qualche studio), occupata questa volta anche da un gruppo di culturisti. L’autentico pericolo è rappresentato però da una ricca contessa italiana (Luciana Paluzzi, che l’anno seguente sarà in “Thunderball” di Terence Young, quarto film dedicato al personaggio di James Bond), che mette gli occhi su Frankie scatenando le ire di Dee Dee.
Data di uscita negli U.S.A.:25 aprile 1964

Bikini Beach (1964) di William Asher
Il milionario Harvey Huntington Honeywagon III vuole dimostrare che il suo scimpanzè Clyde è più intelligente dei giovani americani. Dee Dee è combattuta tra Frankie e Potato Bug, star della musica inglese interpretata da Avalon in un doppio ruolo. Partecipazione speciale di Boris Karloff e di (Little) Stevie Wonder.
Data di uscita negli U.S.A.: 22 luglio 1964

Pajama Party (1964) di Don Weis
Gogo, giovane marziano, si trova sulla terra per organizzarne l’invasione. Si innamora però di Connie, fidanzata del nipote della ricca Wendy. In poche parole, la trama è poco più di un pretesto per sostituire il bikini con il baby doll.
Annette Funicello interpreta il ruolo di Connie, Dorothy Lamour, già in “Footlight Parade” (“Viva le donne!”, 1933) di Lloyd Bacon interpreta un piccolo ruolo.
Data di uscita negli U.S.A.: 11 novembre 1964

Beach Blanket Bingo (1965) di William Asher
Data di uscita negli U.S.A.: 14 aprile 1965
vedi scheda

Ski Party (1965) di Alan Rafkin
Todd e Craig partono per un weekend sulla neve. Fingono però di essere due studentesse inglesi per conoscere ragazze. Annette Funicello appare, non accreditata, in un cameo. Partecipazione speciale di James Brown. Compare anche, non accreditato, Marvin Hamlisch, compositore premio Oscar per la canzone The Way We Were scritta per l’omonimo film del 1973 (in italiano Come eravamo) e cantata da Barbra Streisand.
Data di uscita negli U.S.A.: 30 giugno 1965

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How to Stuff a Wild Bikini (1965) di William Asher
Frankie è impegnato in marina a Tahiti ed è geloso del rapporto tra Dee Dee e Ricky. Chiede quindi aiuto a uno stregone (Buster Keaton) che ha una soluzione per distrarre Ricky da Dee Dee.
Ultimo film della serie con Frankie e Annette (o con almeno uno dei due) prima di “Back to the Beach” che verrà girato 22 anni dopo. Elizabeth Montgomery, moglie di Asher e già Samantha nella sitcom “Bewitched”, fa una breve apparizione così come il pluri-nominato all’Oscar Mickey Rooney.
Data di uscita negli U.S.A.: 14 luglio 1965

The Ghost in the Invisible Bikini (1966) di Don Weis
Hiram Stokley è morto e ha solo 24 ore di tempo per compiere una buona azione che gli faccia guadagnare un posto in paradiso.
Girato quando ormai la serie ha ampiamente esaurito la sua ispirazione, il film vede la partecipazione di buona parte del cast secondario dei capitoli precedenti con l’aggiunta di Nancy Sinatra, che aveva rifiutato di partecipare a “Beach Blanket Bingo” nel ruolo poi reso da Linda Evans.
Data di uscita negli U.S.A.: 6 aprile 1966

(Roberto Rippa)

 
Gli altri capitoli della serie

L’avventurosa storia della AMERICAN INTERNATIONAL PICTURESdi Roberto Rippa.

Introduzione (Rapporto confidenziale numerouno - gennaio 2008): Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri.

Prima parte (Rapporto confidenziale numerodue - febbraio 2008): Dinosauri, rane, vermi assassini e i mostri giganti di Bert I. Gordon e H.G.Wells.

Seconda parte (Rapporto confidenziale numerotre - marzo 2008): testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette.

Terza parte (Rapporto confidenziale numeroquattro - aprile 2008): eroi neri e luoghi comuni bianchi - La Blaxploitation secondo la A.I.P.

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(Annette Funicello ai tempi del Mickey Mouse Club televisivo)

Note:

(1)
I film, tutti diretti da Paul Wendkos, sono Gidget (1959), con Sandra Dee protagonista, seguito da Gidget Goes Hawaiian (1961, con Deborah Walley a riprendere il ruolo principale e Gidget Goes to Rome (1963) con Cindy Carol. Esaurita la trilogia, le vicende di Gidget si spostano sul piccolo schermo in una manciata di film e, soprattutto, in una sitcom in onda per una sola stagione nel 1965, con una diciannovenne Sally Field, di lì a poco suora volante nella sitcom The Flying Nun.

(2)
I film sono: Blue Hawaii (1961, Norman Taurog), Follow That Dream (1962, Gordon Douglas), Fun in Acapulco (1963, Richard Thorpe), seguiti da Clambake (1967, Arthur H. Nadel) e Live a Little, Love a Little (1968, Norman Taurog).

(3)
Già bambino prodigio, come trombettista, volto noto del cinema e della televisione, ma soprattutto cantante pop, Frankie Avalon vede due suoi dischi, "Venus" e "Why" giungere alla prima posizione della classifica di Billboard nel 1959. Nel 1978 è l’angelo cantante nella versione cinematografica di Grease diretta da Randal Kleiser.

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(Frankie Avalon in Grease)

(4)
Quelli di Frankie Avalon e Annette Funicello erano all’epoca sì nomi noti, ma non abbastanza da garantire loro il primo spazio nel cartellone, che infatti, in Beach Party è appannaggio di Robert Cummings e Dorothy Malone. Frankie e Annette conquisteranno però la prima posizione già dal secondo capitolo.

(5)
Lo stesso programma grazie al quale anni dopo si faranno notare i giovanissimi Christina Aguilera, Britney Spears e Justin Timberlake.

(6)
Le uniche presenze di personaggi afro-americani riguardano cantanti che si esibiscono in un numero musicale come James Brown, che, in Ski Party, canta con il gruppo Famous Flames I Got You (I Feel Good), e Stevie Wonder (allora quattordicenne bambino prodigio dal nome d’arte di Little Stevie Wonder), che, in Bikini Beach, canta Happy Feeling (Dance and Shout) e, in Muscle Beach Party dello stesso anno (1964), canta Happy Street.

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("Little" Stevie Wonder in Bikini Beach)

(7)
Vincent Price, già veterano delle produzioni A.I.P. grazie soprattutto ai film di Roger Corman tratti da Edgar Allan Poe, fa in Beach Party una minima partecipazione comparendo alla fine dei titoli di coda per promuovere The Haunted Palace di Roger Corman, film della A.I.P. che lo vede protagonista nello stesso anno. Due anni dopo reciterà al fianco di Frankie Avalon in Dr. Goldfoot and the Bikini Machine di Norman Taurog.

(8)
Asher è regista di Beach Party, Muscle Beach Party, Bikini Beach, Beach Blanket Bingo e How to Stuff a Wild Bikini.

(9)
Malgrado la serie sia fortemente identificata con la coppia Avalon-Funicello, i due non sono sempre presenti come protagonisti in ogni film: in Pajama Party (diretto da Don Weis), la Funicello ha come partner Tommy Kirk (l’anno seguente protagonista di Village of the Giants di Bert I. Gordon), in Ski Party (di Alan Rafkin) la Funicello appare unicamente in un cameo così come fa Avalon – nel film impegnato in marina a Tahiti - in How to Stuff a Wild Bikini (di William Asher) in cui protagonista è Dwayne Hickman.

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Beach Party

Beach Party (USA, 1963)
di William Asher

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Trama

L’antropologo Robert Orwell Sutwell (Bob Cummings) è impegnato in uno studio sulle abitudini sessuali e sentimentali dei giovani. Spia quindi il gruppo di cui fa parte anche la coppia composta da Frankie e Dee Dee.

Commento

Il film si apre sui volti di Dee Dee e Frankie che, sulla strada per la spiaggia di Paradise Cove a Malibu cantano in auto (su uno sfondo che più artificiale non si potrebbe). Appena giunti, la sorpresa: quella che per Frankie dovrebbe essere una vacanza da trascorrere soli sarà in realtà una vacanza di gruppo giacché Dee Dee, che teme di cadere nella tentazione dell’intimità con Frankie, ha invitato l’intera cricca dei loro amici. La ripicca di Frankie consisterà nel corteggiare la vistosa Ava. Le schermaglie amorose vengono intanto seguite passo per passo dal professor Sutwell, intenzionato a documentare le abitudini sessuali della gioventù californiana. Mentre Dee Dee usa il professore per fare ingelosire a sua volta Frankie, la di lui assistente Marianne lo ama segretamente senza che lui se ne renda conto. C’è bisogno di spiegare che ogni tassello del puzzle troverà la sua giusta collocazione?
Il tono comico del film è appannaggio di Eric Von Zipper (Harvey Lembeck), sfigato capo di una gang di motociclisti che ha il compito di tenere in piedi una sottotrama che vede il rapimento di Dee Dee e il confronto con il professore.
Il tono della serie è già tutto qui: i ragazzi sono bombe ormonali, le ragazze o sono facili o sognano un matrimonio in bianco, c’è la spiaggia completamente deserta (il film venne girato in inverno), le canzoni, nessuno parla di denaro (tutti pare ne abbiano ma da dove arrivino non è dato di saperlo), di genitori non c’è traccia, le schermaglie amorose e i giovani sono difficilmente definibili in quanto a età, anche perché i loro interpreti sono già ben lontani dall’adolescenza ma anche dalla post-adolescenza.
In primo piano i valori pre-femministi di Dee Dee, pronta a giustificare le pulsioni del suo fidanzato ma nel contempo decisa a immolarsi all’astinenza pre-matrimoniale.
Beach Party è un classico goffo, pieno di canzoni che più camp non si potrebbe e di personaggi reazionari, conservatori, anacronistici anche all’epoca Un film tanto improbabile da risultare irresistibile.
Costato approssimativamente 350'000 dollari, il film incasserà in breve tempo 4'000’000 solo negli Stati Uniti.

(Roberto Rippa)

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Beach Party (USA, 1963)
Regia: William Asher
Soggetto e sceneggiatura: Lou Rusoff
Musiche: Les Baxter
Fotografia: Kay Norton
Montaggio: Homer Powell
Interpreti principali: Robert Cummings, Dorothy Malone, Frankie Avalon, Annette Funicello, Morey Amsterdam, Harvey Lembeck, Eva Six, John Ashley, Jody McCrea, Dick Dale.
Con la partecipazione di: Vincent Price e (non accreditata) Elizabeth Montgomery.
101’

Canzoni

"Beach Party" (di Gary Usher e Roger Christian) - Frankie Avalon e Annette Funicello.
"Swingin' and a-Surfin” e "Secret Surfing Spot" (di Gary Usher e Roger Christian) -
Dick Dale and the Del Tones.
"Promise Me Anything (Give Me Love)" (di Guy Hemric and Jerry Styner) -
Annette Funicello e Dorothy Malone
“Treat Him Nicely" (di Guy Hemric and Jerry Styner) - Annette Funicello
"Don't Stop Now" (di Robert P. Marcucci e Russell Faith) - Frankie Avalon.

DVD

Beach Party/Bikini Beach

Frankie & Annette MGM Movie Legends Collection (Beach Blanket Bingo / How to Stuff a Wild Bikini / Beach Party / Bikini Beach / Fireball 500 / Thunder Alley / Muscle Beach Party / Ski Party)

Beach Blanket Bingo

Beach Blanket Bingo (USA, 1965)
di William Asher

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Trama

La banda di motociclisti capitanata da Eric Von Zipper rapisce la cantante Sugar Kane. Frankie è concupito da Bonnie, che vuole scatenare la gelosia del suo fidanzato Steve sotto gli occhi dell’ignara Dee Dee.
Bonehead, intanto, si innamora di una sirena in pinna e ossa.

Commento

Quarto, e più riuscito, capitolo della serie dei film da spiaggia della A.I.P. che vede le consuete schermaglie amorose e la solita gang di motociclisti capitanata da Eric Von Zipper, è essenzialmente una serie di scenette legate tra loro.
Una tra queste riguarda la cantante Sugar Kane (una giovane Linda Evans, non ancora moglie di John Derek e molto lontana dalla fama che le deriverà dal ruolo di Krystle Carrington in Dynasty), vittima delle trovate pubblicitarie del suo tanto ambizioso quanto privo di scrupoli manager Bullet (Paul Lynde). Quando Frankie si lancia per salvarla dopo che lei è precipitata nell’oceano in seguito a un lancio dall’aereoplano senza paracadute, anche questa una trovata pubblicitaria, scopre che a lanciarsi non è stata la cantante bensì la giovane Bonnie, sua controfigura. Bonnie vuole Frankie mentre il suo fidanzato Steve non disdegnerebbe di accompagnarsi a Dee Dee. Eric Von Zipper ha un colpo di fulmine per Sugar Kane e medita di rapirla (considerando quanto accade in Beach Party deve essere una sua specialità, oppure gli sceneggiatori non hanno idea di cosa fargli fare). Dee Dee, intanto, prende lezioni di paracadutismo come ripicca nei confronti di Frankie, che ha paura di lanciarsi nel vuoto. Come se non bastasse, Bonehead (Jody McCrea) si innamora di una vera sirena.
In questo capitolo, in cui la spiaggia perde progressivamente di importanza, è Frankie ad avere un rivale e Dee Dee sembra mostrare più indipendenza e malizia nel gestire la loro storia.
Beach Blanket Bingo punta molto più sugli aspetti comici e Frankie e Annette, considerato l’affollamento di personaggi nel film, sono leggermente più defilati.
Appare chiaro come gli sceneggiatori riempiano la storia occupandosi poco, come di consueto, della credibilità. Il risultato è un film più frenetico in cui tutti i personaggi secondari hanno più spazio - Harvey Lembeck, consumato attore di Broadway, ottiene addirittura un suo numero musicale - e Buster Keaton fa un’apparizione per chiari motivi alimentari.
Sicuramente il capitolo più riuscito dell’intera serie nonché il più amato dal pubblico, che ancora gli garantisce un buon ascolto nei suoi passaggi televisivi.

(Roberto Rippa)

Beach Blanket Bingo (USA, 1965)
Regia: William Asher
Soggetto e sceneggiatura: William Asher, Leo Townsend
Musiche originali: Les Baxter
Fotografia: Floyd Crosby
Montaggio: Fred R. Feitshans Jr., Eve Newman
Interpreti principali: Frankie Avalon, Annette Funicello, Deborah Walley, Harvey Lembeck, John Ashley, Jody McCrea, Donna Loren, Marta Kristen, Linda Evans, Timothy Carey, Don Rickles, Paul Lynde, Donna Michelle.
Con la partecipazione di Buster Keaton
98’

Canzoni

“Beach Blanket Bingo” (G. Hemric, J. Styner) - Frankie Avalon e Annette Funicello
“Only Hurts When I Cry” (G. Hemric, J. Styner) - Donna Loren
“Follow Your Leader” (G. Hemric, J. Styner) - Harvey Lembeck and the Rat Pack
“New Love” (G. Hemric, J. Styner) - Linda Evans
“I Think You Think” (G. Hemric, J. Styner) - Frankie Avalon e Annette Funicello
“Fly Boy” (G. Hemric, J. Styner) - Linda Evans
“These Are the Good Times” (G. Hemric, J. Styner) - Frankie Avalon
“I'll Never Change Him” * (G. Usher, R. Christian) - Annette Funicello
“Cycle Set” (G. Usher, R. Christian) - The Hondells

* canzone presente solo nella prima edizione del film e quindi eliminata per essere utilizzata in How To Stuff A Wild Bikini.

DVD

Beach Blanket Bingo / How to Stuff a Wild Bikini (Midnite Movies Double Feature)

Frankie & Annette MGM Movie Legends Collection (Beach Blanket Bingo / How to Stuff a Wild Bikini / Beach Party / Bikini Beach / Fireball 500 / Thunder Alley / Muscle Beach Party / Ski Party)

Tre Rose Podcast numero 12

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Torniamo a segnalare l'ottimo Podcast di Tre Rose, dedicato al cinema di genere italiano, che dedica la sua dodicesima trasmissione, pubblicata proprio oggi, a Profondo rosso di Dario Argento.

Il programma ideato e condotto da Francesco Moriconi sviscera il capolavoro di Argento avvalendosi della collaborazione di ospiti come Antonio Tentori, saggista e sceneggiatore, di Gabrielle Lucantonio, critico cinematografico e musicale nonché autrice del recentissimo Profondo Rock - Claudio Simonetti tra cinema e musica, e di Claudio Simonetti, compositore e musicista, autore, con i Goblin, di alcune tra le più famose colonne sonore per Dario Argento (oltre a Profondo rosso, Suspiria, Tenebre) e, come solista, di La terza madre, Opera, Il cartaio.

1:17:43" di programma interamente dedicato a quello che rimane, con Suspiria, probabilmente il film più amato di Dario Argento nel mondo.

Tre Rose - Enciblog sul cinema di genere

Storia della A.I.P. - prima parte: Bert I. Gordon

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L’avventurosa storia della American International Pictures
Prima parte: Dinosauri, rane, vermi assassini e i mostri giganti di Bert I. Gordon e H.G.Wells

di Roberto Rippa

La fascinazione del cinema per quel ramo della fantascienza fatto di esseri giganti delle più disparate specie risale ai suoi albori, con i film dedicati ai mostri preistorici. Basti pensare a The Lost World (1925), tratto da Arthur Conan Doyle e diretto da Harry O. Hoyt, in cui una spedizione fa ritorno dall’Amazzonia a Londra con un esemplare di dinosauro, primo esempio di animale preistorico cinematografico che entra in contatto con la civiltà moderna, oppure a King Kong, diretto nel 1933 da Merian C. Cooper and Ernest B. Schoedsack.
Dopo l’ondata di giganti preistorici degli inizi, è negli anni ’50 che il genere vive una seconda giovinezza attingendo alla paura del nucleare (1) con esempi pregevoli e meno come Them! (Assalto alla terra, 1954) di Gordon Douglas (2), primissimo film della nuova corrente che vede animali giganti non preistorici nonché enorme successo commerciale per la Warner Bros., Tarantula (Tarantola, 1955) di Jack Arnold (3), The Beast from 20,000 Fathoms (Il risveglio del dinosauro, USA, 1953) di Eugène Lourié, e ancora Attack Of The Crab Monsters (L’assalto dei granchi giganti, USA, 1957), prodotto e diretto da Roger Corman, per non parlare degli innumerevoli film dedicati a Godzilla (4), dinosauro mutato nella sua forma originale dai test nucleari effettuati nell’oceano.

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Se i dinosauri tornano a spaventare l’umanità quando risvegliati da test atomici effettuati
nell’oceano come in Behemoth the Sea Monster (Il Drago degli Abissi, 1959) di Eugène Lourié, anche gli umani non scherzano: nel mediocre Attack of the 50 Foot Woman (1958) di Nathan Juran una donna, in seguito a un incontro alieno, vede crescere la sua statura fino alla ragguardevole altezza di 15 metri, altezza che le permetterà di vendicarsi del marito violento e fedifrago.
La neonata (la sua fondazione risale al 1956) ma già attivissima American International Pictures intanto, abitualmente solerte nell’affrontare generi graditi al pubblico, sembra non abbracciare la moda e punta in quegli anni su una fantascienza più tradizionale, fatta di parassiti provenienti dal centro della terra (The Brain Eaters, 1958, di Bruno VeSota), esplosioni nucleari che radono al suolo Los Angeles consegnandola a feroci assassini (Panic in the Year Zero!, 1692, Ray Milland) e alcuni altri.

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Produce però Attack of the Giant Leeches (1959, di Bernard L. Kowalski), protagoniste sanguisughe giganti dall’intelligenza umana che, in Florida, trascinano gli abitanti della
zona nella loro grotta per poi dissanguarle lentamente e co-produce con il danese Saga Studio il famigerato Reptilicus (1961 di Poul Bang e Sidney W. Pink) in cui la coda di un rettile preistorico si rigenera nel mostro intero che inizia a distruggere tutto ciò che lo
circonda.

Reptilicus01
Poco dopo, nel 1963, Alfred Hitchcock detterà nuove regole per il genere traendo spunto da un racconto di Daphne Du Maurier per il suo The Birds (Gli uccelli), in cui il senso di attesa prepara nello spettatore la tensione per ciò che accadrà. Capolavoro irraggiunto (chi, dopo averlo visto, si sentirebbe tranquillo ad attraversare una piazza gremita di volatili?) ma spesso imitato, lasciava un finale aperto e utilizzava la musica (del fido, fino all’anno successivo con Marnie, Bernard Herrmann) in modo non convenzionale. Nel film di Hitchcock non ci sono mostri giganti, bensì animali all’apparenza innocui, animali che con noi convivono da sempre, da qui la nascita di un nuovo genere, quello che vede esseri a noi familiari che contro di noi si rivoltano.

King Dinosaur01
Sarà necessario attendere gli anni ’70 perché la A.I.P. partecipi alla terza ondata di cinema caratterizzato dalla presenza di animali assassini grazie a perle come Frogs (1972) di George McCowan con le sue rane, lucertole, ragni e coccodrilli assassini, e Squirm (I carnivori venuti dalla Savana, 1976) di Jeff Lieberman, con i suoi disgustosi vermi affamati di carne umana.
C’è però un regista noto per avere fatto delle trasformazioni umane e animali un tema costante nella sua cinematografia e che proseguirà imperterrito sulla sua strada anche dopo l’inversione di tendenza: Bert I. (Ira) Gordon (non per nulla chiamato spesso “Mister B.I.G.” proprio per questa sua caratteristica). King Dinosaur (1955) contiene
animali preistorici ma anche insetti giganti, The Amazing Colossal Man (I giganti invadono la terra, 1957) vede un colonnello dell’esercito trasformarsi in un gigante in seguito all’esposizione al plutonio di una bomba (e il seguito realizzato l’anno dopo, War of
the Colossal Beast
, lo vede tornare ancora più pericoloso dopo essere stato creduto morto). Attack of the Puppet People (1958) va parzialmente in controtendenza con il suo livoroso creatore di bambole che inventa una macchina che ha il potere di rimpicciolire gli umani che si vedranno quindi a dover sopravvivere in un ambiente popolato da animali domestici e oggetti di uso comune divenuti pericolosissimi a causa delle loro – abnormi rispetto a quelle degli uomini rimpiccioliti – dimensioni. Sempre al 1958 risale Earth vs. the Spider (La vendetta del ragno nero), primo film di Gordon distribuito dalla A.I.P., in cui un ragno gigante terrorizza un’intera città.

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(Earth vs. the Spider)

Dopo una lunga pausa durante la quale si dedica ad altri generi, tra fantasy e horror, dirigendo The Boy and the Pirates, Tormented (entrambi del 1960) e The Magic Sword (1962), Gordon può tornare ad occuparsi del suo tema preferito grazie a Village of the Giants (1965) in cui, ispirandosi in parte per la prima volta al romanzo del 1904 The Food of the Gods and How It Came to Earth di H.G.Wells (5), il giovanissimo Genius (6) scopre una sostanza che ha il potere di ingigantire, se ingerita, gli esseri viventi. Virata in commedia, la
vicenda vedrà un gruppo di giovani ribelli impossessarsene e seminare il panico nella loro città. L’insuccesso del film alla sua uscita lo porta a intraprendere altre strade (suo è l’horror Necromancy del 1972 con Orson Welles protagonista). Mentre il grande schermo si
appresta a essere invaso da una nuova orda di animali tanto comuni nell’aspetto quanto sanguinari nell’indole, tra cani, api, serpenti, pipistrelli e chi più ne ha più ne metta (7), giocando anche sul senso di colpa dell’uomo per le sue manipolazioni della natura, il regista incrocia nuovamente la A.I.P., questa volta non più solo in qualità di distributrice bensì anche di produttrice, per due progetti su animali giganti e assassini sempre tratti dall’opera di H.G. Wells: The Food of the Gods (1976) e Empire of the Ants (1977).

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Il suo ultimo film, l’horror del 1990 Satan's Princess, chiude una carriera iniziata con la regia di spot pubblicitari e proseguita per i film che abbiamo ricordato qui, per cui ha anche inventato alcune tecniche di sovrapposizione di fotogrammi per avvicinare sullo schermo gli attori ai mostri, esempi di cinema artigianale, povero, spesso di successo limitato, ma amatissimo ancora oggi che è possibile reperire i film in DVD.
Il genere dedicato agli animali assassini, intanto, si dimostrerà tutt’altro che caduco, producendo numerose pellicole anche negli anni più recenti.

(Roberto Rippa)


Gli altri capitoli della serie

L’avventurosa storia della AMERICAN INTERNATIONAL PICTURES
di Roberto Rippa.

Introduzione (Rapporto confidenziale numerouno - gennaio 2008): Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri.

Prima parte (Rapporto confidenziale numerodue - febbraio 2008): Dinosauri, rane, vermi assassini e i mostri giganti di Bert I. Gordon e H.G.Wells.

Seconda parte (Rapporto confidenziale numerotre - marzo 2008): testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette.

Terza parte (Rapporto confidenziale numeroquattro - aprile 2008): eroi neri e luoghi comuni bianchi - La Blaxploitation secondo la A.I.P.


Note:

(1)
Il primo test nucleare risale al 6 agosto 1945, quando gli Stati Uniti lanciarono la prima bomba atomica su Hiroshima e tre giorni dopo a Nagasaki.

(2)
Nel film, formiche rese giganti da test nucleari effettuati nel deserto del New Mexico minacciano gli abitanti di diverse città,

(3)
Prodotto dalla Universal, già responsabile del passaggio dalla carta allo schermo di mostri come Frankenstein (1931, James Whale), Dracula (1931, Tod Browning), The Mummy (La mummia, 1932, Karl Freund), The Wolf Man (L’uomo lupo, 1941, George Waggner), Tarantula vede l’aracnide del titolo, reso gigante dopo che le è stato somministrato un cibo creato chimicamente da uno scienziato per evitare che l’aumento della popolazione mondiale faccia scarseggiare il cibo per tutti, attaccare gli uomini.

(4)
La saga ha inizio nel 1954 con Gojira di Ishiro Honda, rimontato poi per gli Stati Uniti due anni dopo con l’aggiunta di scene comprendenti Raymond Burr nel ruolo di un giornalista.

(5)
Nato nel 1866 nel Kent, Herbert George Wells, che si firma regolarmente come H.G. Wells, fu un apprezzato autore di romanzi di fantascienza come The Time Machine, The War of the Worlds, The Invisible Man, The First Men in the Moon e di saggi e romanzi di altro genere. Considerato un padre della letteratura fantascientifica insieme a Jules Verne (entrambi fonti di ispirazione per molti scrittori più recenti come. P. Lovecraft, Isaac Asimov, George Orwell
e Ray Bradbury), fu molto attivo politicamente. Il suo sostegno al partito socialista fece sì che il suo nome venisse inserito dalle SS in un elenco di persone destinate all’eliminazione fisica una volta invasa l’Inghilterra. Wells non si limitò alla letteratura fantascientifica bensì anche alla pubblicazione di novelle e racconti di critica sociale.
Tra i suoi romanzi dedicati al tema della rivolta della natura contro l’uomo, troviamo The Island of Doctor Moreau, uno tra i tanti portati sul grande schermo.
È morto il 13 agosto del 1946, all’età di 79 anni, a Londra.

(6)
Interpretato da un undicenne Ron Howard, già famoso per il ruolo di Opie Taylor nella serie TV The Andy Griffith Show, nove anni prima di trasformarsi in Richie Cunningham in Happy Days e 36 anni prima di vincere l’Oscar come regista per A Beautiful Mind.

(7)
Dopo il clamoroso successo mondiale del capolavoro Jaws (Lo squalo, 1975, Steven Spielberg), gli animali assassini fanno prepotentemente ritorno sui grandi schermi. Tra i moltissimi film, The Swarm (1976, Irwin Allen, produzione ricchissima della Warner Bros.), protagonista un immenso sciame di api assassine (le api del film erano vere – pur senza pungiglione - anche quando, a centinaia, entravano in contatto con gli attori), Grizzly (Grizzly l’orso che uccide, 1976, William Girdler), Dogs (Dogs - questo cane uccide!, 1976, Burt Brinckerhoff), con i cani domestici trasformati in assassini dall’attivazione di un reattore nucleare, Night of the Lepus (La lunga notte della paura, 1972, Jon Hess), con i suoi conigli giganti, Bug (Bug insetto di fuoco, 1975, Jeannot Szwarc), con scarafaggi fuoriusciti dalle profondità della terra in seguito a un terremoto e capaci di sviluppare fuoco dal loro corpo.

Fonti:

IMDb

Wikipedia

Disaster Movies: A Loud, Long, Explosive, Star-Studded Guide to Avalanches, Earthquakes, Floods, Meteors, Sinking Ships, Twisters, Viruses, Killer Bees, ... Fallout, and Alien Attacks in the Cinema!!!!, Glenn Kay, Michael Rose, Chicago Review Press, 2006

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Rapporto confidenziale - numerotre

RC03

Il terzo numero di Rapporto Confidenziale, la rivista digitale di cultura cinematografica, è finalmente online con le sue cinquantanove (già dieci più del numero precedente, dove finiremo?) pagine di critica cinefila.

Molti gli autori di questo numero: dai co-fondatori della rivista Alessio Galbiati e Roberto Rippa, agli ormai fissi Ciro Monacella, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi, Matteo Contin, e le nuove entrare Cesare Moncelli e Samuele Lanzarotti. Il terzo numero segna anche l'inizio della collaborazione con Digicult e Digimag.

Potete scaricare gratuitamente la rivista qui.

 

SOMMARIO - numerotre - marzo


Editoriale di Alessio Galbiati p.4

Speciale

Albert e David Maysles – 50 anni di cinema verità di Roberto Rippa pp.6-7

Intervista a Albert Maysles di Roberto Rippa pp.9-13

Speciale

Cesare Moncelli e la forma statica dell’immagine in movimento di Alessio Galbiati p.15-16

Cesare Moncelli – Filmografia p.17

Recensione

La porta sul buio di Matteo Contin pp.18-19

Patrick Bokanowski di Samuele Lanzarotti p.20

Ken Jacobs – una breve biografia di Alessio Galbiati p.21-22
Ken Jacobs – Le Opere p.23

Recensione

Shivers, il male in piano stretto di Ciro Monacella p.25

Speciale

L’architettura nel cinema – seconda parte di Alessio Galbiati pp.26-29

Partneship: DIGICULT e DIGIMAG p.30

Lo zio John e i suoi nipotini di Alex Dandi (digimag) p.31
Greenaway: il cinema è morto, viva il cinema di Barbara Sansone (digimag) pp.32-33

Recensione

Un posto sulla terra di Samuele Lanzarotti p.34

Speciale

Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen – seconda parte di Alessio Galbiati pp.36-39

Recensione

Il miglior De Palma in un pezzo d’annata di Emanuele Palomba p.41

Recensione

Beastie Boys: impressionanti! di Alessio Galbiati p.41

Recensione

Esegesi della diversità di Mario Trifuoggi p.42

Speciale

L’avventurosa storia della American International Pictures. Terza parte: testosterone, falsi pudori, sabbia e canzoni – I film da spiaggia di Frankie e Annette di Roberto Rippa pp.44-45
I film della serie p.45
Beach Party di Roberto Rippa p.46
Beach Blanket Bingo p.47

Recensione

L’anarchico Diabolik di Mario Bava di Alessio Galbiati p.49

Serie tv

Focus on: Dexter di Emanuele Palomba p.50

Speciale

La classe operaia che non lavorava. Malamilano di Alessio Galbiati pp.51-52
La mala ricorda di Alessio Galbiati p.53
Intervista a Luca Zioni, organizzatore di Mala… Ricordi? di Alessio Galbiati pp.53-54

Indice filmografico p.57

Arretrati p.58

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