Prime conferme per la giuria del Concorso internazionale

Locarno61
 
61o Festival del film Locarno
6-16 agosto 2008
 
Giuria
Prime conferme per la giuria del Concorso internazionale
 
La Giuria del Concorso internazionale della 61a edizione del Festival internazionale del film di Locarno comincia a prendere forma. Sono quattro i nomi che hanno giàconfermato la loro partecipazione.
La messicana Bertha Navarro, produttrice prediletta da Guillermo del Toro (El laberinto del fauno, 2006) e collaboratrice di numerosi registi latino-americani, come Andrés Wood (La fiebre del loco, 2001), sarà affiancata dai cineasti Masahiro Kobayashi (Giappone), Pardo d’oro a Locarno nel 2007 con Ai no yokan (The Rebirth) e selezionato a Cannes nel 2005 con Bashing, e Paolo Sorrentino (Italia), che dopo Le conseguenze dell’amore (2004) e L’amico di famiglia (2006), quest’anno ha nuovamente partecipato al Festival di Cannes con Il divo che ha vinto il premio della giuria.
Infine, l’ultimo giurato ad aver confermato la sua presenza fino a oggi è l’attore e regista Dani Levy (Svizzera), rivelatosi nel 1986 con Du mich auch e autore di numerosi film di successo, come la commedia Alles auf Zucker! (2005).
I membri della Giuria ufficiale, che sarà al completo nelle prossime settimane, saranno chiamati a giudicare i circa venti lungometraggi presentati nel Concorsointernazionale.
La 61a edizione del Festival internazionale del film di Locarno si terrà dal 6 al 16
agosto 2008.

Friday Foster

Friday Foster (USA, 1975)
di Arthur Marks

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Trama

Friday Foster, ex modella e ora fotografa per un giornale, è testimone involontaria dell'omicidio di Blake Tarr, l'uomo di colore più ricco d'America, al Los Angeles International Airport . Non è che il primo episodio di una cospirazione che mira a uccidere altri eminenti personalità della comunità afro-americana.

Commento

Tratto dall'omonimo fumetto (1) e film decisamente sottovalutato, anche a causa dell'aspetto troppo televisivo e della povertà della produzione (che non manca talvolta di spacciare Los Angeles come Washington), Friday Foster è il classico film che vede l'involontaria testimone di un crimine (fotografato) trasformarsi in bersaglio.
Ad arricchire il film, un cast composito e prstigioso che comprende Yaphet Kotto, fidanzato di Friday, Eartha Kitt nel ruolo di una stilista di moda, Carl Weathers, Scatman Crothers. Ted Lange (l'Isaac di The Love Boat) e Talmus Rasusala, sui quali spicca Pam Grier, mai così bella, in uno tra i suoi ruoli migliori.
Diretto da Arthur Marks, già responsabile del mediocre Buktown.

(Roberto Rippa)


Note

(1)
Il fumetto, creato da Jim Lawrence (disegnatore) e Jorge Longeron e pubblicato per meno di cinque anni - a partire dal 1970 - dal Chicago Tribune, è stato il primo fumetto americano ad avere come personaggio principale una persona di colore.

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(il fumetto di Jim Lawrence e Jorge Longeron)


Friday Foster (USA, 1975)
Regia e soggetto: Arthur Marks
Sceneggiatura: Orville H. Hampton (dal fumetto omonimo di Jim Lawrence e Jorge Longeron)
Musiche: Luchi De Jesus
Fotografia: Harry May
Montaggio: Stanley Frazen
Interpreti principali: Pam Grier, Yaphet Kotto, Godfrey Cambridge, Thalmus Rasusala, Eartha Kitt, Jim Backus, Scatman Crothers, Ted Lange
90'


Collegamenti

Il fumetto (Toonopedia)


DVD

Friday Foster

Improvvisamente, l'inverno scorso

Improvvisamente, l'inverno scorso (Italia, 2007)
di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

Improvvisamente01
Improvvisamente, l’Inverno Scorso racconta la storia di Luca e Gustav, una coppia che sta insieme da otto anni, e di quello che gli è successo improvvisamente l’inverno scorso, quando un’ondata inaspettata di omofobia ha sconvolto la loro quotidianità.

A febbraio, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - ha presentato una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. e da lì è partita un’offensiva mediatica e politica di proporzioni inaspettate.
Il paese si è così diviso tra chi era a favore dei Di.Co. (il nome del disegno di legge) e chi gli sparava contro.
Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza.
Gustav ha cercato di convincere Luca a realizzare un documentario sull’argomento sentendo l’opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni e contromanifestazioni varie, e contemporaneamente per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato.
Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti.
Quello che ne viene fuori è un quadro poco edificante, e alquanto contraddittorio, del Belpaese.

Premio Manfred Salzgeber Award, menzione speciale, all'Internationale Filmfestspiele Berlin, 2008.


Dichiarazione dei registi

Questo documentario è nato da un’autentica necessità: quella di voler mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo. Abbiamo dovuto dolorosamente constatare che stavamo vivendo in una sorta di bolla, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti quanti coloro che vedono (ancora!) nell’omosessualità una minaccia se non una malattia.
Lungi dal voler ritrarci come vittime, ma anzi, cercando nell’ironia il nostro mezzo di indagine, nonchè partendo dall’assunto che si debbano sempre conoscere e rispettare le ragioni dell’altro,, siamo, con un certo coraggio usciti fuori dal guscio, mettendoci in gioco come persone e come coppia.


I registi

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Gustav Hofer
Nato a Sarentino (BZ), dopo la laurea in Scienze della Comunicazione a Vienna e in cinema a Londra si è trasferito a Roma.
Dal 2001 lavora per la televisione franco-tedesca “Arte” in qualità di corrispondente per la cultura dall’Italia. Da Gennaio 2005 conduce sulla stessa emittente il programma quotidiano di cultura, “Journal de la Culture – Arte Kultur”.

Filmografia
- Uomini per tutte le stagioni, 2005 (50’, per Medici senza Frontiere)
- Torna a casa, Bush, 2004 (26’)
- Il sangue dell’Impero, 2004 (52’, per Rai Tre con Giovanni Sparo)
- Korea Prioritaria (2002) (45’) (menzione speciale al Genova Film Festival)

Luca Ragazzi
Nato a Roma, laureato in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza, esercita da anni la professione di giornalista - critico cinematografico e di fotografo.
E’ alla sua prima esperienza in qualità di regista.

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Improvvisamente, l'inverno scorso (Italia, 2007)
Regia: Gustav Hofer e Luca Ragazzi
Montaggio: Desideria Rayner
Montaggio del suono: Silvia Moraes
Prodotto da: hiq productions
Produttore esecutivo: Maria Teresa Tringali
Produttore associato: Jacqueline Lustig
Adattamento: Lorenzo Lupano
Traduzione: Mark Weir
Voce narrante: Veronica Pivetti (versione italiana), Frank Dabell (versione inglese)
80'
hdv

Collegamenti

Sito ufficiale (I/E)

Trailer (YouTube)


E ora?

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Il neo-ministro per le pari opportunità Mara Carfagna che, poco prima di ritirare il patrocinio al Gay Pride nazionale del 28 giugno, ha invitato le persone omosessuali a una maggiore sobrietà ("In una società evoluta non c’è spazio per ogni tipo di discriminazione; pertanto anche l’omofobia va contrastata con la forza dell’educazione civica e del rispetto. A questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell’esibizionismo e nel folklore") in due scatti che ne esaltano la sobrietà e la totale mancanza di esibizionismo tratti dal suo calendario di qualche anno fa.

Variety Piazza Grande Award

Locarno61

In occasione della prossima edizione (6-16 agosto 2008), il Festival internazionale del film di Locarno, in collaborazione con la rivista professionale Variety, introdurrà un nuovo premio: il Variety Piazza Grande Award.
Il premio sarà attribuito da una giuria composta da alcuni critici di Variety presenti a Locarno ad un film presentato in prima mondiale o internazionale sulla Piazza Grande di Locarno. Il Variety Piazza Grande Award sarà assegnato al film che meglio saprà abbinare qualità artistica e potenziale commerciale.
Steven Gaydos, Direttore Responsabile di Variety, commenta, «Rinomato in tutto il mondo per la sua capacità di scoprire nuovi talenti, il Festival internazionale del film di Locarno sarà un partner ideale per realizzare una delle missioni della rivista: presentare ai nostri lettori di oggi coloro che saranno i grandi cineasti di domani».
Per Frédéric Maire, Direttore Artistico del Festival di Locarno, «L’obiettivo del Variety Piazza Grande Award è sostenere un film selezionato dal Festival nel suo percorso internazionale. Grazie alla vicinanza di Variety con i professionisti del settore e alla sua autorevolezza, il premio potrà dare maggiore slancio al film.»
Il Variety Piazza Grande Award sarà consegnato il 16 agosto 2008 durante la cerimonia di chiusura del Festival in Piazza Grande.

Sito ufficiale del Festival internazionale del film di Locarno

Panic in Year Zero!

Panic in Year Zero!
(Il giorno dopo la fine del mondo, USA, 1962)
di Ray Milland

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Trama

In partenza per una vacanza dedicata alla pesca, Harry Baldwin e la sua famiglia sono testimoni di un’esplosione nucleare che rade al suolo Los Angeles. Mentre la città viene immediatamente presa d’assalto da saccheggiatori e assassini, Harry decide di scappare verso la sua meta originaria. Giunto a destinazione, scoprirà che anche lì le cose non sono diverse e si preparerà a difendersi.

Rick Baldwin: There's nothing like eating under the open sky... even if it is radioactive.

Commento

Uno tra i tanti film che sfruttano le paure scatenate dalla Guerra fredda per mettere in scena il tema dell’uomo come peggiore nemico di sé stesso, Panic in Year Zero! soffre solo marginalmente della scarsità di mezzi disponibili per la sua realizzazione (1).
Tratto non ufficialmente da due racconti di Ward Moore (Lot e Lot’s Daughter, entrambi del 1953), adattati per lo schermo da John Morton e Jay Simms, il film venne massacrato dalla critica per la povertà degli effetti ma lodato per la tensione che Ray Milland riesce a mantenere per tutta la sua durata e per il pessimismo sul futuro dell’umanità, piuttosto inedito per l’epoca.
Mentre la gente tenta di difendersi dallo straniero chiudendo le strade e fortificando i villaggi come tanti elettori della Lega, si assiste alla discesa dei personaggi dalla condizione umana a quella bestiale.
Ray Milland si dimostra buon regista tanto da far pensare che avrebbe fatto meglio a proseguire in questa direzione invece che accettare di recitare in una serie di film di infimo livello come avrebbe invece fatto.
Mentre il protagonista perde in umanità assomigliando sempre più ai predoni da cui tenta di difendersi, tanto da far pensare al film come a un’occasione di propaganda per l’industria delle armi, la musica allegra del film, spesso in contrapposizione con le situazioni narrate, fa sospettare che la produzione l’abbia scelta per smorzare il pessimismo del film, inedito per l’epoca.
Nel film anche Frankie Avalon, nei panni del giovane Rick Baldwin, che un anno dopo debutterà nella serie di film da spiaggia della A.I.P. (2) che lo consegneranno alla storia del cinema bis.

(Roberto Rippa)

Panic in the Year Zero02

Panic in Year Zero!
(Il giorno dopo la fine del mondo, USA, 1962)
Regia: Ray Milland
Soggetto: Ward Moore (dai suoi romanzi Lot e Lot’s Daughter) non accreditato
Sceneggiatura: John Morton, Jay Simms
Musiche: Les Baxter
Fotografia: Gilbert Warrenton
Montaggio: William Austin
Interpreti principali:
Ray Milland, Jean Hagen, Frankie Avalon, Mary Mitchel, Joan Freeman, Richard Bakalayan, Rex Holman
93’

Note:

(1)
La scarsità di mezzi è visibile particolarmente nella scena dell’esplosione nucleare e nelle sequenze in cui si testimonia la fuga delle persone da Los Angeles, realizzate con quattro o cinque automobili (visibilmente sempre le stesse) e usando scene di repertorio sgranate delle autostrade della città in pieno traffico. La descrizione di ciò che accade è spesso affidata alle voci di cronisti radiofonici.
Il fatto che l’esplosione e i suoi effetti vengano raccontati dalla radio ricorda la trasmissione di Orson Welles War of the Worlds. Tratta da un racconto di H.G. Wells, War of the Worlds raccontava di un attacco alieno alla terra usando, per la prima ora di trasmissione, un montaggio di finti notiziari, cosa che fece credere a milioni di radioascoltatori di assistere a un vero attacco alieno, producendo un’ondata di panico che provocò una fuga dalle case e dalle città.

(2)
Vedi Rapporto confidenziale numeroquattro (aprile 2008)


DVD

Panic in the Year Zero/The Last Man on Earth


Pubblicato su Rapporto confidenziale numerocinque (maggio 2008)

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Rapporto confidenziale - numerocinque

RC numerocinque
Il quinto numero di "Rapporto confidenziale", la rivista digitale di cultura cinematografica, è finalmente online con cinquantotto pagine di critica cinefila.

Molti gli autori di questo numero: dai co-fondatori della rivista Alessio Galbiati e Roberto Rippa, a Francesco Moriconi, Mario Verger, Ciro Monacella, Emanuele Palomba e Mario Trifuoggi, Alessandra Cavisi, Lucrezia Cippitelli, Matteo Contin, Cesare Moncelli, Monica Ponzini e Samuele Lanzarotti.

Potete scaricare gratuitamente la rivista qui.

Sommario del numerocinque (maggio 2008): West and Soda di Mario Verger | 4 | Blood Simple di Alessandra Cavisi | 7 | Bruce Bickford di Samuele Lanzarotti | 8 | Basta guardarla di Francesco Moriconi | 10 | Death Proof di Emanuele Palomba | 11 | Black Box: gli spazi del cinema di Lucrezia Cippitelli (DigiMag) | 13 | L’eterno ritorno dell’immagine in movimento. zerofeedback vol.01 di Alessio Galbiati | 19 | E se l’angelo sterminatore fosse già lì? di Ciro Monacella | 22 | We are the… Strange Media for Strange People di Monica Ponzini (DigiMag) | 23 | Cinema e spazzatura: intervista a Ciro Ascione di Matteo Contin | 26 | Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Fast Food Nation di Alessio Galbiati | 29 | Fase IV: Distruzione Terra di Samuele Lanzarotti | 30 | Schermo negato di Roberto Rippa | 31 | > Searchers 2.0 / Contre toute espérance ||| Psyco di Cesare Moncelli | 33 | L’avventurosa storia della American International Pictures. Quinta parte: la fine dell’umanità secondo Ray Milland e Vincent Price di Roberto Rippa | 46 | > Panic in the Year Zero! / L’ultimo uomo della terra ||| Sunset Boulevard di Alessandra Cavisi | 51 | Francis Bacon in mostra a Milano di Samuele Lanzarotti | 53 | Il serial cinematografico americano degli anni dieci: le serial queen. Appendice di Alessio Galbiati | 54 | Filmografia | 58 |

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Kizil tug - Cengiz han

Kizil tug - Cengiz han (Turchia, 1952)
di Aydin Arakon

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Decima uscita per la greca Onar Films, Kizil Tug rappresenta un reperto storico di notevole rilevanza. Si tratta infatti di un peplum (1) turco del 1952, realizzato quindi nella stessa epoca in cui il cinema italiano rendeva il genere famoso in tutto il mondo dapprima grazie a registi come Francisci, Freda e poco dopo Bava, Tessari, Camerini, Cottafavi e anche Leone (ma i primi peplum italiani risalgono al periodo del muto con La caduta di Troia, 1911, di Giovanni Pastrone come probabile apripista (2) e Messalina di Carmine Gallone primo esempio di peplum italiano dell’era del sonoro). Produzione inusualmente ricca, il film di Aydin Arakon (1918-1982) è stato recuperato miracolosamente e, benché in condizioni miserabili, restaurato per la pubblicazione tanto da apparire in migliori condizioni di alcune pubblicazioni di film più recenti da parte della Onar. Come prezioso extra, la Onar pubblica la prima parte di un documentario, di poco meno di 15 minuti, dal titolo Turkish Fantastic Cinema in cui ospiti come, tra gli altri, gli attori Tanju Gürsu, Yüksel Aksu, Behçet Nacar, Serdar Gökhan, Canan Perver e Süheyl Eğriboz raccontano il genere. Allegato al DVD anche un prezioso libretto dal titolo Turkish Fantastic Cinema Guide, 40 pagine a colori che trattano dei generi (dal western al fantasy, dai film sul karate a quello dei supereroi) del cinema popolare turco, ricco di titoli e immagini originali dei manifesti. La Onar prosegue nel suo mirabile percorso di recupero del cinema popolare turco aggiungendo al suo catalogo un titolo imprenscindibile, trattato con la consueta cura.


Kizil tug - Cengiz han (Turchia, 1952)

Regia e sceneggiatura: Aydin Arakon
Soggetto: Abdullah-Ziva Kozanoglu
Musiche: Orhan Barlas
Fotografia: Ilhan Arakon
Interpreti principali: Turan Seyfioglu, Mesiha Yelda, Cahit Irgat, Rauf Ulukut, Atif Kaptan, Nebile Teker, Mücap Ofluoglu, Nubar Terziyan
75' 


DVD

Etichetta: Onar Films
Origine: Grecia
Regione: 0
Formato video: Full Screen
Formato audio: Dolby Digital 2.0 – Stereo
Lingue: Turco
Sottotitoli: inglese, greco
Extra: Bio/Filmografie
Galleria fotografica
Trailer delle uscite Onar
Documentario Turkish Fantastic Cinema
Guida al cinema fantastico turco (40 pagine)

500 copie numerate

Note

(1)
Il Peplum è una derivazione del genere fantastico che riguarda film di tema storico e mitologico ambientati in contesti biblici o del periodo Greco o Romano.


Collegamenti

Onar Films

Onar Films blog

Trailer (YouTube)

Mala...ricordi a Lugano

 

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Mala..ricordi?
un'iniziativa ideata e realizzata da Luca Zioni

Mala..ricordi? giunge al CS()A Il molino di Lugano dopo il grande successo riscosso negli eventi passati in Italia e ci porta indietro di 50 anni, esattamente al 27 febbraio 1958 quando prese forma il capolavoro delle rapine.
Fu messa a segno contro un furgone portavalori che si trovava a passare per la via Osoppo a Milano da sette uomini in tuta blu, era la famosa rapina nota da allora come "la rapina del secolo": bottino senza precedenti senza fare uso di armi.

Mala..Ricordi? è un progetto realizzato da Luca Zioni che aprirà la serata con la proiezione del documentario di Tonino Curagi e Anna Gorio Malamilano, seguito dalla videointervista realizzata appositamente per questo appuntamento con due protagonisti della rapina del secolo: Luciano De Maria e Arnaldo Gesmundo.

16 maggio 2008
CS()A Il molino, viale Cassarate 8, 6900 Lugano
Inizio proiezioni: 20'30 - entrata libera
Una presentazione di Rapporto Confidenziale

 

Per informazioni: www.malaricordi.com

Rapporto confidenziale pubblica sul numerotre un articolo su Malamilano e un'intervista a Luca Zioni, organizzatore di Mala...ricordi, entrambi di Alessio Galbiati. Potete leggerli scaricando gratuitamente la rivista qui.

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Open Doors 2008

Oltre 300 i progetti provenienti dall’America Latina in lizza per l’edizione 2008 di Open Doors

Locarno61
Open Doors, il laboratorio di coproduzione del Festival internazionale del film di Locarno realizzato grazie al patrocinio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC – Svizzera), continua a crescere e ad affermare sul piano internazionale la sua formula vincente. Gli oltre 300 progetti iscritti all’edizione 2008, dedicata al cinema dell’America Latina, stabiliscono un vero e proprio record, quasi il triplo delle candidature rispetto al 2007.
Secondo Vincenzo Bugno, responsabile della sezione Open Doors, «per questa edizione 2008, in primo luogo abbiamo notevolmente sviluppato i rapporti tra il Festival e l’industria cinematografica latino-americana. In tutti i paesi che abbiamo visitato, abbiamo creato nuovi contatti con registi, produttori e istituzioni che operano nell’ambito cinematografico. Un lavoro sul campo che ha dato i suoi frutti.»
Le candidature provengono da 18 paesi, in prima fila Argentina, Cile, Brasile, Uruguay, Colombia e Messico. La partecipazione di Perù, Venezuela, Ecuador e Bolivia è altrettanto significativa. Il Festival ha ricevuto inoltre un ricco ventaglio di progetti da Stati latino-americani più piccoli, come Panama, Portorico, Guatemala, Costa Rica o Repubblica Dominicana.
Secondo Frédéric Maire, Direttore artistico del Festival di Locarno, «a giudicare dalla quantità e dall’origine dei progetti che abbiamo ricevuto, il potenziale cinematografico dell’America latina va ben oltre le frontiere dei grandi paesi produttori che siamo abituati a vedere nei festival. Infatti Open Doors ha suscitato vivo interesse in tutto il territorio latino-americano, anche in paesi ancora poco affermati dal punto di vista cinematografico: è la dimostrazione che qualcosa sta cambiando. Per quanto ci riguarda, esistono tutte le condizioni per selezionare una rosa di progetti appassionanti.»
Nelle prossime settimane, la giuria di esperti della sezione Open Doors sceglierà i 12 progetti ammessi alla fase finale, che avrà luogo nel corso del Festival di Locarno (6-16 agosto 2008). L’elenco dei progetti finalisti sarà reso noto a metà giugno.
I registi e i produttori dei progetti selezionati saranno invitati a prendere parte alla Open Doors Factory, (10-11-12 agosto). Lo scopo di questo laboratorio, organizzato in collaborazione con l’Industry Office del Festival, è favorire l’incontro con potenziali partner per coproduzioni e portare a termine il loro film. A conclusione del workshop, una giuria congiunta composta da rappresentanti del Festival di Locarno e di «visions sud est», fondo svizzero di sostegno alla produzione cinematografica, assegneranno due premi del valore di 50.000 franchi svizzeri ciascuno, offerti dalla DSC e destinati a sostenere la realizzazione e la produzione di un progetto. Il «Centre National de la Cinématographie» (Francia) offre un ulteriore premio di 10.000 euro a un lungometraggio d’esordio in fase di realizzazione.
Durante tutto il Festival, gli Open Doors Screenings permetteranno al pubblico di conoscere meglio il cinema dell’America Latina grazie a una rassegna speciale che presenterà i film più significativi realizzati negli ultimi anni.

Why Democracy?

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Why Democracy? è il più grande evento multimediale mai organizzato su un argomento di attualità. Trasmesso via televisione e radio in oltre 200 paesi e territori e accessibile sul web agli utenti di tutto il pianeta, con un pubblico di oltre 300 milioni di persone, ha dato vita a un dibattito “globale” sulla democrazia nel mondo.

Al cuore di questo evento ci sono 10 documentari realizzati da affermati registi, provenienti da altrettante nazioni. I film hanno i soggetti più vari e raccontano storie diverse, dai metodi di tortura usati dai militari USA all’elezione di un rappresentante di classe in una scuola elementare cinese, dalla rivoluzione di Evo Morales in Bolivia alla polemica sulle vignette danesi su Maometto, ma tutti indagano su un grande tema di fondo: lo stato della democrazia nel mondo.


I documentari

Please Vote for Me! (Votami, Cina, 2007)
di Weijun Chen (52')

Tre candidati pronti a tutto, supportati da “spin doctor” e “consiglieri”. La battaglia per il posto di capoclasse in una terza elementare è aperta: e non saranno fatti prigionieri. Una vivida ed esilarante metafora dei meccanismi della democrazia.

Dinner with the President (A cena con Musharraf, Pakistan, 2007)
di S. Sumar e S. Sathananthan (52')

Quella della dittatura può essere una strada verso la democrazia? I recenti avvenimenti in Pakistan sembrano indicare che il percorso che porta allo stato democratico è ancora lungo e irto di ostacoli.

Bloody Cartoons (Le vignette insanguinate, Danimarca, 2007)
di Karsten Kjaer (52')

La libertà di espressione è uno dei principi fondamentali della democrazia.
Immaginare una cosa senza l’altra è un assurdo. Ma cosa succede quando un diritto democratico viola il diritto di altri?

Iron Ladies of Liberia (Liberia, potere alle donne!, Liberia, 2007)
di D. Junge e S. Scott-Johnson (52')

Un paese devastato da quattordici anni di guerra civile cerca con ansia la persona che possa condurlo verso il cambiamento. Potrebbe averla trovata. E potrebbe essere una donna. …anzi, un gruppo di donne.

Egypt: We are Watching You (Egitto: attenti, vi stiamo osservando!, Egitto, 2007)
di Leila Menjou e Sherief Fahmy, (52')

Un gruppo di donne, insoddisfatte dello stato della democrazia nel loro paese, decide di partecipare direttamente al cambiamento creando un movimento che dal basso controlli sull’operato dei politici.

For God, Tzar and Fatherland (In nome di Dio, dello Zar e della patria, Russia, 2007)
di Nino Kirtadze (52’)

Nel Villaggio dei Matti tutti devono rispettare le leggi del leader e condividere i suoi valori: Dio, Zar e Madrepatria. La storia di una comunità di recupero dalla struttura autoritaria e rigida che riscuote successo e si attira le simpatie di Putin e di molti politici russi.

Looking for the Revolution (Bolivia, la rivoluzione perduta, Bolivia, 2007)
di Rodrigo Vazquez (52')

Come sopravvive l’idea rivoluzionaria di Che Guevara in Sud America? Il presidente indio Evo Morales è la persona giusta per incarnarla? E la Bolivia può essere un modello per le altre democrazie latine?

In Search of Gandhi (In cerca di Gandhi, India, 2007)
di Lalit Vachani (52')

Il 2007 è stato il sessantesimo anniversario dell’indipendenza dell’India dall’impero britannico, ottenuta grazie alla satyagraha, la filosofia della non violenza del Mahatma Gandhi. Cosa resta di questo insegnamento nella più grande democrazia del mondo?

Campaign! The Kawasaki Candidate (La campagna elettorale del Sig. Yamauchi, Giappone, 2007)
di Kazuhiro Soda (52')

Democrazia vuol dire libertà di votare il candidato che si preferisce ma anche libertà di candidarsi.
Ma una democrazia resta tale quando a vincere è un signor nessuno imposto dalle gerarchie del partito al potere?

Taxi to the Dark Side (Taxi per l'inferno, USA, 2007)
di Alex Gibney (52’)

Dove si sta spingendo l’America nella guerra al terrorismo? Quali limiti ha deciso di superare? La pratica della tortura può essere accettata nel nome della difesa della democrazia?
Premio Oscar 2008 per il documentario
(Di questo filmato sono presenti solo degli estratti perché non è possibile mostrarlo sul web. Sarà disponibile al più presto in DVD)

 
Collegamenti 

whydemocracy.it

whydemocracy.net

Why Democracy? Channel (YouTube)

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