Il genere denominato Blaxploitation, nato e proliferato nella prima metà degli anni '70 e reso visibile al mondo grazie soprattutto a pellicole come Shaft (1971) e Superfly (1972), caratterizzava pellicole a basso costo, fortemente di genere, i cui personaggi principali, gli eroi, e molto meno frequentemente il cast tecnico e meno ancora la produzione, erano afro-americani.

Va subito precisato che il termine Blaxploitation veniva contestato da registi e attori come etichetta sotto la quale venivano compresi film di genere diverso, dalle commedie ai film d'autore, dai film drammatici a quelli sentimentali, motivo per cui finiva con l'essere l'etichetta che identificava tutti i film che avessero nei ruoli principali attori afro-americani. Del resto il termine White-exploitation non esisteva e difficilmente un attore quotato nel cinema d'azione in quell'epoca come Burt Reynolds avrebbe potuto venire indicato con un'etichetta simile.
È l'ex stella del football diventato attore Fred Williamson (Black Caesar e il suo seguito Hell Up in Harlem, Bucktown, tra i molti film che lo vedono protagonista) a precisare bene i motivi della contestazione nel libro What It Is...What It Was (1) quando rileva la differente accoglienza che i film da lui interpretati ottenevano in Europa dove, contrariamente a ciò che accadeva negli Stati Uniti, erano considerati unicamente film d'azione e il colore della pelle non veniva sottolineato. Williamson dichiarava che questa assenza di ghettizzazione avrebbe spiegato bene anche il maggiore successo di alcuni jazzisti in Europa rispetto al loro Paese natio.
Fatto sta che nel tempo il concetto ha mutato il suo significato e oggi per Blaxploitation non si intende più un calderone di pellicole dirette e interpretate da afro-americani, bensì un genere preciso, il cinema d'azione, in cui l'eroe è black e il cattivo generalmente bianco.
Il genere si componeva in gran parte di pellicole d'azione e poliziesche ma fu capace anche di prendere a prestito elementi che Hollywood pareva avere in quel tempo messo un po’ in disparte come il western, la fantascienza e l’orrore (un titolo per tutti: Blacula, 1972, variante black di Dracula).
La sua nascita fu dettata dal fatto che, agli inizi degli anni ’70, le principali case di produzione di film di genere, come la American International Pictures, produttrice dei primi film di Roger Corman, si erano rese conto della necessità di portare al cinema la comunità afro-americana per poter superare la crisi che stavano attraversando e il creare eroi cinematografici della stessa etnia era parsa una scelta vincente. Le periferie delle città, poi, erano sempre più popolate dalla comunità afro-americana, che nelle sale dei quartieri non trovavano personaggi con cui identificarsi.
Del resto, pure la televisione americana, desiderosa di attrarre lo stesso pubblico, iniziò in quell’epoca a mettere in onda serie "all black", che nulla avevano però a che fare con la blaxploitation", come Sanford and Son (1972-1977), Good Times (1974-1979), What’s Happening (1976-1979), e, più tardi, The Jeffersons (1975-1985).
La "blaxploitation" incontrò un grande successo determinato da un pubblico eterogeneo ma si dimostrò caduco tanto che già a metà degli anni ’70 era entrato in forte crisi e sarebbe morto di lì a poco. Alla crisi del genere non fu certo estranea la consapevolezza della comunità afro-americana di essere stata usata a fini commerciali da case di produzione composte e dirette da bianchi e la conseguente diserzione delle sale cinematografiche in cui i film venivano proiettati.
I volti principali del genere sono quelli degli ex giocatori di football americano Jim Brown e Fred Williamson (quest’ultimo in seguito molto attivo nel cinema bis italiano), dell’ex modello Richard Roundtree e dell’eroina incontrastata Pam Grier.
Occorrerà attendere una decina di anni perché una nuova cinematografia black prenda vita, questa volta mettendo in luce autori in un modo più alto, grazie a nomi come, tra gli altri, Spike Lee e John Singleton (suo Boyz N the Hood del 1991, candidato all’Oscar come migliore sceneggiatura e migliore regia, ma anche il deludente rifacimento di Shaft del 2000).
Dei film appartenenti al genere Blaxploitation va sottolineata l’importanza delle colonne sonore, generalmente bellissime, composte da musicisti del calibro di James Brown (Black Caesar), Willie Hutch (Foxy Brown), Roy Ayers (Coffy), Bobby Womack (Across 110th Street poi ripreso come tema di Jackie Brown di Quentin Tarantino), Isaac Hayes (Truck Turner e il famosissimo tema di Shaft), Curtis Mayfield (Superfly), tra gli altri.

FILMOGRAFIA CONSIGLIATA
Cotton Comes to Harlem (1970) - Ossie Davis
Truck Turner (1974) - Jonathan Kaplan
Friday Foster (1971) – Arthur Marks
Shaft (1971) – Gordon Parks
Across 110th Street (1972) – Barry Shear
Superfly (1972) – Gordon Parks Jr.

Shaft’s Big Score! (1972) - Gordon Parks (seguito di Shaft)
Hammer (1972) – Bruce D. Clark
Slaughter (1972) – Jack Starrett
Blacula (1972) – William Crain (versione black di Dracula)
Scream, Blacula, Scream (1973) - Bob Kelljan (seguito di Blacula)
Cleopatra Jones (1973) – Jack Starrett
Blackenstein (1973) – William A. Levey (versione black di Frankenstein)
Black Caesar (1973) – Larry Cohen
Slaughter’s Big Rip-Off (1973) – Gordon Douglas (seguito di Slaughter)
Hell Up in Harlem (1973) – Larry Cohen (seguito di Black Caesar)
Coffy (1973) - Jack Hill
Foxy Brown (1974) – Jack Hill (seguito non ufficiale di Coffy)
(Titoli di testa - YouTube.com)
Sheba Baby (1975) – William Girdler
Bucktown (1975) – Arthur Marks
Dr. Black, Mr. Hyde (1976) – William Crain
Jackie Brown (1997) – Quentin Tarantino
BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA
Blaxploitation Films – Michel J. Koven Trafalgar Square, USA, 2001
Blaxploitation Films
Blaxploitation Cinema: The Essential Reference Guide - Josiah Howard, Fab Press, UK, 2007
Blaxploitation Cinema: The Essential Reference Guide
That's Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss 'Tude (Rated X by an All-Whyte Jury) – Darius James, St. Martin’s Press, USA, 1995
That's Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss 'Tude (Rated X by an All-Whyte Jury)
Women of Blaxploitation: How the Black Action Film Heroine Changed American Popular Culture - Yvonne D. Sims, McFarland & Company, Inc. Publishers, USA, 2006
Women of Blaxploitation: How the Black Action Film Heroine Changed American Popular Culture
Blaxploitation! Il cinema e la cultura dei neri americani di Darius James, a-change, Italia, 2002. (http://www.a-change.com/blax.html)
Black Film/White Money - Jesse Algeron Rhines, Rutgers University Press, USA, 1996
Black Film/White Money
Nocturno Book #15 (novembre 2000), Dossier Blaxploitation (www.nocturno.it)

DVD
Shaft's Big Score
Shaft / Shaft's Big Score / Shaft in Africa (2pc)
Hammer
Slaughter
Slaughter's Big Ripoff
Blacula
Scream, Blacula, Scream
Cleopatra Jones
Black Caesar
Hell Up In Harlem
Coffy
Foxy Brown
Sheba, Baby
Fox in a Box - Featuring Pam Grier (Sheba, Baby / Foxy Brown / Coffy)
Black Mama, White Mama
The Best of Soul Cinema DVD Collection (Coffy / Cooley High / Foxy Brown / Hell up in Harlem / I'm Gonna Get You Sucka)
Trouble Man
Black Shampoo
COLONNE SONORE
Shaft: Music From The Soundtrack (1971 Film)
Blacula
Black Caesar
Coffy (Score)
Foxy Brown: Original Soundtrack From American International Pictures
Across 110th Street
Superfly (1972 Film)
Double Feature : Music From The Soundtracks Of Three Tough Guys & Truck Turner
MGM Soul Cinema, Vol. 1
MGM Soul Cinema, Vol. 2
(Roberto Rippa)
Note:
(1)
What It Is...What It Was, di Gerald Martinez, Diana Martinez, andres Chavez, Hyperion - Miramax Books, New York, NY, 1998.