Blackenstein

Blackenstein (USA, 1973)

di William A. Levey

Blackenstein01 

 

Trama

Un medico premio Nobel attacca braccia e gambe a Eddie Turner, un uomo afro-americano il cui corpo è rimasto gravemente mutilato durante la guerra in Vietnam.

Commento

Più un grande titolo (sulla scia di Blacula e Dr. Black, Mr. Hyde), o forse una grande premessa, che un grande film. Gli elementi per un B-Movie d'eccellenza ci sarebbero in realtà tutti: dal titolo parodistico alla storia improbabile, dagli attori scarsi alla povertà produttiva. Però quasi niente funziona: il regista, apparentemente indeciso sulla strada da seguire, dirige un film che non è particolarmente divertente, non stupisce mai e, peccato mortale, nemmeno è abbastanza kitsch. Così è facile capire come l'operazione si basi completamente su un pretesto: se nell'opera di Mary Shelley il dottore attribuisce il suo stesso nome alla sua creatura, qui il medico non si chiama Blackenstein (ma solo Stein) e nemmeno è nero. Un'occasione persa. William A. Levey è il regista di The Happy Hooker Goes to Washington.

Blackenstein02

Blackenstein (USA, 1973)

Regia: William A. Levey

Sceneggiatura: Frank R. Saletri

Musiche: Cardella Di Milo, Lou Frohman

Fotografia: Robert Caramico Montaggio: William A. Levey

87'

 

DVD

 

Blackenstein

Hammer

Hammer (USA, 1972)

di Bruce D. Clark

Hammer01 

Trama

Ascesa di un pugile, che scopre però che le sue vittorie sono pilotate dalla mafia.

 

Commento

 

Grazie a un titolo che riprende il soprannome con cui il protagonista Fred Williamson era noto ai tempi della sua militanza sportiva nei San Francisco 49ers, primo successo (unitamente al controverso The Legend of Nigger Charley di Martin Goldman, uscito pochi mesi prima) per l'ex sportivo reinventatosi attore a fine carriera. Williamson è uno scaricatore di porto trasformatosi in pugile imbattibile. A sua insaputa, la sua ascesa è però determinata dalle manovre della mafia. Immaginabile la sua reazione. Il protagonista offre un'interpretazione asciutta e priva dei tic e delle smorfie che di qui a poco diventeranno le sue caratteristiche più evidenti. Ottima azione, sceneggiatura essenziale e musica di Solomon Burke completano il quadro di un film molto sottovalutato e meritevole di visione.

 

(Roberto Rippa)

Hammer (USA, 1972)

Regia: Bruce D. Clark

Sceneggiatura: Charles Johnson

Musiche: Solomon Burke

Fotografia: Robert Steadman

Montaggio: George Folsey Jr.

Interpreti principali: Fred Williamson, Bernie Hamilton, Vonetta McGee, William Smith, Charles Lampkin

92'

 

DVD

Hammer

Friday Foster

Friday Foster (USA, 1975)
di Arthur Marks

Friday Foster01
Trama

Friday Foster, ex modella e ora fotografa per un giornale, è testimone involontaria dell'omicidio di Blake Tarr, l'uomo di colore più ricco d'America, al Los Angeles International Airport . Non è che il primo episodio di una cospirazione che mira a uccidere altri eminenti personalità della comunità afro-americana.

Commento

Tratto dall'omonimo fumetto (1) e film decisamente sottovalutato, anche a causa dell'aspetto troppo televisivo e della povertà della produzione (che non manca talvolta di spacciare Los Angeles come Washington), Friday Foster è il classico film che vede l'involontaria testimone di un crimine (fotografato) trasformarsi in bersaglio.
Ad arricchire il film, un cast composito e prstigioso che comprende Yaphet Kotto, fidanzato di Friday, Eartha Kitt nel ruolo di una stilista di moda, Carl Weathers, Scatman Crothers. Ted Lange (l'Isaac di The Love Boat) e Talmus Rasusala, sui quali spicca Pam Grier, mai così bella, in uno tra i suoi ruoli migliori.
Diretto da Arthur Marks, già responsabile del mediocre Buktown.

(Roberto Rippa)


Note

(1)
Il fumetto, creato da Jim Lawrence (disegnatore) e Jorge Longeron e pubblicato per meno di cinque anni - a partire dal 1970 - dal Chicago Tribune, è stato il primo fumetto americano ad avere come personaggio principale una persona di colore.

Friday Foster02
(il fumetto di Jim Lawrence e Jorge Longeron)


Friday Foster (USA, 1975)
Regia e soggetto: Arthur Marks
Sceneggiatura: Orville H. Hampton (dal fumetto omonimo di Jim Lawrence e Jorge Longeron)
Musiche: Luchi De Jesus
Fotografia: Harry May
Montaggio: Stanley Frazen
Interpreti principali: Pam Grier, Yaphet Kotto, Godfrey Cambridge, Thalmus Rasusala, Eartha Kitt, Jim Backus, Scatman Crothers, Ted Lange
90'


Collegamenti

Il fumetto (Toonopedia)


DVD

Friday Foster

Cleopatra Jones

Cleopatra Jones
(titolo italiano: Cleopatra Jones: Licenza Di Uccidere, USA, 1973)
di Jack Starrett

Cleopatra Jones01
Trama
Cleopatra Jones è un’agente speciale governativo impegnata nel debellare il traffico di stupefacenti negli Stati Uniti. La distruzione, da lei coordinata, di una enorme coltivazione di papaveri da cui ricavare oppio in Turchia fa saltare i nervi ai boss dello spaccio, soprattutto a Mommy, che decide a quel punto di eliminarla a tutti i costi.

Hair's like a woman. You treat it good and it treats you good. Ain't that right honey?You hear what I'm saying? Yeah, you got to hold it, caress it, and love it.
And if your hair gets out of line you take a scissor and say:
"Hair I'm going to cut you".

(Doodlebug)

Commento

I raffronti tra Cleopatra Jones e i personaggi interpretati da Pam Grier nei film di Jack Hill (Coffy e Foxy Brown) sono inevitabili per più di un motivo. Principalmente perché si parla delle prime eroine di un genere in cui le donne erano fino ad allora relegate a ruoli di contorno, utili solo per preoccuparsi delle sorti dei loro uomini quando partivano in missione o decidevano di vendicarsi per un torto. In secondo luogo perché senza il personaggio di Cleopatra Jones, probabilmente Coffy non sarebbe mai esistita. Per motivi molto pratici, non perché il film di Jack Starrett sia seminale. Il soggetto per Cleopatra Jones, infatti, viene proposto da un produttore alla American International Pictures che decide di metterlo in produzione. Interviene però la Warner Bros., che fa al produttore un’offerta molto migliore, convincendolo a produrlo con loro. Il responsabile del settore produttivo della A.I.P., Larry Gordon, decide quindi di produrre una pellicola che possa farle concorrenza sul mercato e da l’incarico a Jack Hill di proporre un soggetto che poi dovrà dirigere lui stesso.
Coffy nasce così, proprio dall’intenzione di contrastare questo progetto sottratto dalla Warner all’American International. Per la cronaca, i due film verranno premiati in modo più o meno uguale al botteghino, la produzione di Cleopatra Jones, però, alla fine sarà costata alla Warner il doppio rispetto al film prodotto dalla A.I.P., e ben 10 volte di più in pubblicità.
Le similitudini finiscono qui. Cleopatra Jones, infatti, non è una donna che reagisce agli eventi cercando una propria giustizia, bensì un’agente federale impegnata nella lotta al traffico di stupefacenti. A inizio film la vediamo in Turchia mentre assiste alla distruzione di una coltivazione di papaveri da cui ricavare un'ingente quantità di oppio. Tornata negli Stati Uniti, deve difendersi dagli attacchi di Mommy, boss dello spaccio ben intenzionata a non permetterle di restare in vita a lungo. Ma anche Mommy ha i suoi problemi con un boss rampante che ha intenzione di approfittare di questo suo momento di debolezza per sottrarle a ogni costo la supremazia nello spaccio.
Cleopatra Jones, una donna d’azione, una sorta di James Bond al femminile, esperta di arti marziali e con un arsenale di vario tipo ponto all’uso, è interpretata da Tamara Dobson, ex modella di alto livello dalla statura non comune (con i suoi quasi 190 cm di altezza è forse la donna più alta mai apparsa sullo schermo), dall’innegabile eleganza ma dal carisma cinematografico scarso (soprattutto se confrontata con Pam Grier).
Shelley Winters, nei panni della cattiva, offre l’interpretazione più sopra le righe dell’intera sua carriera (e dire che nella sua carriera non mancherebbero altri esempi). In versione matrona superlesbo, costantemente urlante e minacciosa, il personaggio di Mommy è quasi da fumetto.
Per quanto riguarda il film, va detto che la storia appare un po’ slegata e popolata da troppi personaggi che appaiono e scompaiono, la tensione è quantomeno discontinua, l’azione non eccezionale. Forse proprio la sua ambizione di essere un film per tutti (in fondo alla produzione c’è una major) lo fa essere un film apprezzabile da pochi.
Cleopatra Jones rimane comunque un film capace di regalare momenti di grande intrattenimento ma nel confronto con le due pellicole di Jack Hill citate sopra perde impietosamente su tutti i fronti.
Seguito nel 1975 dal noioso Cleopatra Jones and the Casino of Gold, diretto da Charles Bail e scritto da William Tennant, in cui l’eroina sarà in missione a Hong Kong dove dovrà confrontarsi con un’altra cattiva, la potente coordinatrice dello spaccio nonché boss del gioco d’azzardo Bianca Javin/Dragon Lady (interpretata da Stella Stevens).

(Roberto Rippa)

Cleopatra Jones02
Cleopatra Jones (USA, 1973)
Regia: Jack Starrett
Soggetto: Max Julien
Sceneggiatura: Max Julien, Sheldon Keller
Musiche: J.J. Johnson
Fotografia: David M. Walsh
Montaggio: Allan Jacobs
Interpreti principali: Tamara Dobson, Bernie Casey, Brenda Sykes, Antonio Fargas, Bill McKinney, Shelley Winters, Esther Rolle
89'

Cleopatra Jones DVD

DVD

Il DVD pubblicato dalla Warner è più che accettabile a livello di suono e immagine. Nessun contenuto extra.

Editore: Warner Bros.
Origine: UK
Regione: 2
Formato video: 2.40:1 Widescreen
Formato audio: 1.0 mono
Lingue: inglese
Sottotitoli: inglese, francese, tedesco, olandese, arabo, finlandese, svedese, ceco, croato, sloveno, greco, ungherese, turco
Extra: -

Regione 2:

Cleopatra Jones [1973]

Regione 1:

Cleopatra Jones

Bucktown

Bucktown
(USA, 1975)
di Arthur Marks

Bucktown01
Trama

Duke si reca nella piccola cittadina doveva viveva suo fratello, per assistere al suo funerale. Sin dal suo arrivo, si rende conto che la piccola città, popolata prevalentemente da afro-americani, è tenuta in ostaggio dalla polizia locale, che taccheggia, minaccia e, se necessario, uccide. E se anche il fratello di Duke non fosse morto di polmonite come dichiarato ufficialmente?
Duke decide di non ripartire subito e di riaprire il bar di suo fratello, convinto in questo dalla cameriera del bar e da un bambino che vive nel retro del locale.

Commento

Bucktown è una città tenuta in scacco da un capo della polizia disonesto e da un manipolo di suoi sottoposti. Non si salva nessuno: i poliziotti taccheggiano le prostitute, gli spacciatori, i proprietari di bar e negozi, arrivando alle percosse e alle armi per farsi rispettare nei loro criminosi intenti.
Non tarda ad accorgersene Duke che, giunto in città da Philadelphia per il funerale di suo fratello, morto ufficialmente di polmonite, diventa un obiettivo degli agenti e del loro capo che gli chiedono una somma eccessiva per riaprire il bar di suo fratello.
Duke non è tipo da spaventarsi per così poco, ma quando il goco si fa troppo duro, chiama da Philadelphia alcuni suoi amici e con loro risolverà ogni questione a suon di spari. Una volta eliminato il problema, però, si troverà confrontato con un altro, forse ancora più grave: i suoi amici, notata l’imponenza del giro d’affari messo in piedi dalla polizia, decide di prenderlo in mano sostituendosi a loro. Duke è di nuovo un uomo solo circondato da pericolosi nemici.
Il 1975 è già l’anno del declino per il genere nato pochi anni prima e di cui l’ex goicatore di football Fred Williamson è un volto amatissimo grazie a Black Caesar (1973) e al suo seguito Hell Up in Harlem, girato nello stesso anno.
Bucktown
, che in qualche situazione sembra ispirarsi, pur con tutti i distinguo del caso, al pluripremiato con l’Oscar In the Heat of the Night (La calda notte dell’ispettore Tibbs, 1967) di Norman Jewison, non sarà il film che ne rinnoverà i fasti appena trascorsi. Anche perché, per quanta carne metta al fuoco, il risultato è piuttosto approssimativo e spesso molto sciatto.
Il regista Arthur Marks è reduce dal successo del suo Detroit 9000, quando la American International Pictures gli chiede di lavorare con loro.
Il regista potra come soggetto ideale un articolo di giornale che parla di una cittadina nei pressi di St. Louis la cui popolazione, prevalentemente afro-americana, veniva costantemente vessata dall polizia, tutta composta da bianchi. Questo è il soggetto per Black Town, che poi diventerà Bucktown nella mani dello sceneggiatore Bob Ellison, allora piuttosto attivo nell’ambito delle sitcom.
Il film spreca molte situazioni, che vengono gestite in maniera affrettata, e i suoi personaggi, che appaiono scritti con il machete. La presenza di Pam Grier, dopo tanti ruoli da eroina forte qui donna indifesa che si protegge dietro le spalle di un uomo, è sprecata e così quella del grande Thalmus Rasulala (che rivedremo anche in TV in What’s Happening!!), di Tony King (di lì a poco volto in alcuni film di Anthony Dawson, alias Antonio Margheriti, come Fuga dall'archipelago maledetto, L’ultimo cacciatore e Apocalypse domani) e di Carl Weathers (l’Apollo Creed di quattro capitoli di Rocky nonché Action Jackson a fine anni ‘80). L’unico personaggio che spicca, pur essendo di contorno, è quello dell’ubriacone indifeso interpretato dal bravo Bernie Hamilton (poi capitano Dobey in Starsky e Hutch).
Bucktown rimane un film godibile, non all’altezza delle sue premesse e di parte dei suoi interpreti, ma sembra sempre girato (e scritto, montato e sonorizzato) con la mano sinistra.
Nonostante tutto, il film ottiene un successo decoroso e la A.I.P. chiede a Marks di lavorare con loro a un latro progetto. Nasce da questa occasione Friday Foster, con Pam Grier nuovamente eroina attiva.

(Roberto Rippa)


Bucktown (USA, 1975)
Regia: Arthur Marks
Sceneggiatura: Bob Ellison
Musiche: Johnny Pate
Fotografia: Robert Birchall
Montaggio: George Folsey Jr.
Interpreti principali: Fred Williamson, Pam Grier, Thalmus Rasulala, Tony King, Bernie Hamilton, Art Lund, Tierre Turner, Morgan Upton, Carl Weathers
94'

Bucktown DVD

DVD

La MGM presenta Bucktown nella sua collana Soul Cinema.
Il DVD presenta sgranature in alcune scene ma a livello di video è buono. Dal punto di vista dell'audio, invece, il suono in Dolby Digital 2.0 è spesso debole e contrastato ma è lecito pensare che si tratti di un problema legato alla sorgente.

Etichetta: MGM
Origine: USA
Regione: 1
Formato video: 1.85:1, anamorfico, Widescreen
Formato audio: Dolby Digital 2.0
Lingue: inglese
Sottotitoli: francese, spagnolo
Extra: trailer

BUCKTOWN (DVD/16X9 WS/1.85:1/1975/THEATRICAL TRAILER/SOUL CINEMA)

Truck Turner

Truck Turner
(titolo italiano: È tempo di uccidere detective Treck, USA, 1974)
di Jonathan Kaplan

Truck Turner01

Trama

Truck Turner è un ex giocatore di football reinventatosi cacciatore di teste impegnato nella caccia di un pappone sadico per le strade di Los Angeles. Avrà successo ma un imprevisto cambierà le carte in tavola trasformandolo da cacciatore a preda di un gruppo di spietati killer.

Turner's like a bulldog with eyes up his ass!


Commento

All’apice del successo della blaxploitation, Isaac Hayes aveva già scritto numerose colonne sonore e ottenuto, nel 1971, un Oscar per il suo Theme from Shaft. Considerato un ruvido sex symbol, era inevitabile un tentativo di trasformarlo in star del neonato genere.
Eccolo quindi nei panni di Truck Turner, ex giocatore di football reinventatosi come cacciatore di taglie che, insieme al compagno di lavoro Jerry (Alan Weeks) si trasformerà in obiettivo per i più spietati killer di Los Angeles.
Isaac Hayes interpreta la sua parte con diligenza, dimostrando di non essere esattamente un grande attore, ma supplendo alle sua carenze con un certo carisma. Dove non arriva lui, poi, a mantenere altissimo il ritmo ci sono tutti gli elementi tipici del genere: dagli inseguimenti che non lasciano fiato agli spettacalari scontri a fuoco, nonché una colonna sonora (curata da Hayes stesso) di pregio, in cui spiccano le irresistibili Pursuit Of The Pimpmobile, Blue's Crib e il tema iniziale.
Nel ruolo di uno degli spietati antagonisti di Truck Turner, si distingue Yaphet Kotto (The Monkey Hu$tle, 1976, Friday Foster, 1975, Live and Let Die, 1973, Across 110th Street, 1972).

(Roberto Rippa)

Il regista

Jonathan Kaplan, già bambino prodigio a Broadway, firma la sua prima regia grazie a Roger Corman che gli affida la direzione di Night Call Nurses. La sua perizia nel girare con budget esigui, fa decidere a Corman di produrre un altro film da lui diretto: The Student Teachers.
Dirige quindi Isaac Hayes in Truck Turner, prodotto dalla American International Pictures, uno tra i primi esempi del genere Blaxploitation. Seguono, nel 1975, White Line Fever, grande successo di quell’anno, e Mr. Billion (1977) con Terence Hill e Valerie Perrine. Da allora si divide tra cinema commerciale e televisione, per la quale ha diretto episodi di serie come Law & Order: Special Victims Unit, Crossing Jordan e ER.
Grazie al suo Accused (Sotto accusa, 1988), Jodie Foster ha ottenuto il suo primo premio Oscar.

Truck Turner
(titolo italiano: È tempo di uccidere detective Treck, USA, 1974)
Regia: Jonathan Kaplan
Soggetto: Jerry Wilkes
Sceneggiatura: Michael Allin, Leigh Chapman, Oscar Williams
Musiche originali: Isaac Hayes
Fotografia: Charles F. Wheeler
Montaggio: Michael Kahn
Interpreti principali: Isaac Hayes, Yaphet Kotto, Alan Weeks, Annazette Chase, Nichelle Nichols
89’


Colonna sonora

Truck Turner02
(Stax Records)

01. Main Title
02. House of Beauty
03. Blue's Crib
04. Driving in the Sun
05. Breakthrough
06. Now We're One
07. The Duke
08. Dorinda's Party
09. Pursuit of the Pimpmobile
10. We Need Eac Other, Girl
11. A House Full of Girls
12. Hospital Shoutout
13. You're In My Arms Again
14. Give It To Me
15. Drinking
16. The Insurance Company
17. End Theme

Three Tough Guys/Truck Turner: Original Soundtracks


DVD

Truck Turner DVD

Regione 1:

Truck Turner

Regione 2:

Truck Turner [1974]

Una breve introduzione alla Blaxploitation

Il genere denominato Blaxploitation, nato e proliferato nella prima metà degli anni '70 e reso visibile al mondo grazie soprattutto a pellicole come Shaft (1971) e Superfly (1972), caratterizzava pellicole a basso costo, fortemente di genere, i cui personaggi principali, gli eroi, e molto meno frequentemente il cast tecnico e meno ancora la produzione, erano afro-americani.

Blacula

Va subito precisato che il termine Blaxploitation veniva contestato da registi e attori come etichetta sotto la quale venivano compresi film di genere diverso, dalle commedie ai film d'autore, dai film drammatici a quelli sentimentali, motivo per cui finiva con l'essere l'etichetta che identificava tutti i film che avessero nei ruoli principali attori afro-americani. Del resto il termine White-exploitation non esisteva e difficilmente un attore quotato nel cinema d'azione in quell'epoca come Burt Reynolds avrebbe potuto venire indicato con un'etichetta simile.

È l'ex stella del football diventato attore Fred Williamson (Black Caesar e il suo seguito Hell Up in Harlem, Bucktown, tra i molti film che lo vedono protagonista) a precisare bene i motivi della contestazione nel libro What It Is...What It Was (1) quando rileva la differente accoglienza che i film da lui interpretati ottenevano in Europa dove, contrariamente a ciò che accadeva negli Stati Uniti, erano considerati unicamente film d'azione e il colore della pelle non veniva sottolineato. Williamson dichiarava che questa assenza di ghettizzazione avrebbe spiegato bene anche il maggiore successo di alcuni jazzisti in Europa rispetto al loro Paese natio.
Fatto sta che nel tempo il concetto ha mutato il suo significato e oggi per Blaxploitation non si intende più un calderone di pellicole dirette e interpretate da afro-americani, bensì un genere preciso, il cinema d'azione, in cui l'eroe è black e il cattivo generalmente bianco.

Il genere si componeva in gran parte di pellicole d'azione e poliziesche ma fu capace anche di prendere a prestito elementi che Hollywood pareva avere in quel tempo messo un po’ in disparte come il western, la fantascienza e l’orrore (un titolo per tutti: Blacula, 1972, variante black di Dracula).

La sua nascita fu dettata dal fatto che, agli inizi degli anni ’70, le principali case di produzione di film di genere, come la American International Pictures, produttrice dei primi film di Roger Corman, si erano rese conto della necessità di portare al cinema la comunità afro-americana per poter superare la crisi che stavano attraversando e il creare eroi cinematografici della stessa etnia era parsa una scelta vincente. Le periferie delle città, poi, erano sempre più popolate dalla comunità afro-americana, che nelle sale dei quartieri non trovavano personaggi con cui identificarsi.
Del resto, pure la televisione americana, desiderosa di attrarre lo stesso pubblico, iniziò in quell’epoca a mettere in onda serie "all black", che nulla avevano però a che fare con la blaxploitation", come Sanford and Son (1972-1977), Good Times (1974-1979), What’s Happening (1976-1979), e, più tardi, The Jeffersons (1975-1985).

La "blaxploitation" incontrò un grande successo determinato da un pubblico eterogeneo ma si dimostrò caduco tanto che già a metà degli anni ’70 era entrato in forte crisi e sarebbe morto di lì a poco. Alla crisi del genere non fu certo estranea la consapevolezza della comunità afro-americana di essere stata usata a fini commerciali da case di produzione composte e dirette da bianchi e la conseguente diserzione delle sale cinematografiche in cui i film venivano proiettati.

I volti principali del genere sono quelli degli ex giocatori di football americano Jim Brown e Fred Williamson (quest’ultimo in seguito molto attivo nel cinema bis italiano), dell’ex modello Richard Roundtree e dell’eroina incontrastata Pam Grier.

Occorrerà attendere una decina di anni perché una nuova cinematografia black prenda vita, questa volta mettendo in luce autori in un modo più alto, grazie a nomi come, tra gli altri, Spike Lee e John Singleton (suo Boyz N the Hood del 1991, candidato all’Oscar come migliore sceneggiatura e migliore regia, ma anche il deludente rifacimento di Shaft del 2000).

Dei film appartenenti al genere Blaxploitation va sottolineata l’importanza delle colonne sonore, generalmente bellissime, composte da musicisti del calibro di James Brown (Black Caesar), Willie Hutch (Foxy Brown), Roy Ayers (Coffy), Bobby Womack (Across 110th Street poi ripreso come tema di Jackie Brown di Quentin Tarantino), Isaac Hayes (Truck Turner e il famosissimo tema di Shaft), Curtis Mayfield (Superfly), tra gli altri.

Across 110th Street CD

FILMOGRAFIA CONSIGLIATA

Cotton Comes to Harlem (1970) - Ossie Davis
Truck Turner (1974) - Jonathan Kaplan
Friday Foster (1971) – Arthur Marks
Shaft (1971) – Gordon Parks
Across 110th Street (1972) – Barry Shear
Superfly (1972) – Gordon Parks Jr.

Superfly
Shaft’s Big Score! (1972) - Gordon Parks (seguito di Shaft)
Hammer (1972) – Bruce D. Clark
Slaughter (1972) – Jack Starrett
Blacula (1972) – William Crain (versione black di Dracula)
Scream, Blacula, Scream (1973) - Bob Kelljan (seguito di Blacula)
Cleopatra Jones (1973) – Jack Starrett
Blackenstein (1973) – William A. Levey (versione black di Frankenstein)
Black Caesar (1973) – Larry Cohen
Slaughter’s Big Rip-Off (1973) – Gordon Douglas (seguito di Slaughter)
Hell Up in Harlem (1973) – Larry Cohen (seguito di Black Caesar)
Coffy (1973) - Jack Hill
Foxy Brown (1974) – Jack Hill (seguito non ufficiale di Coffy)
(Titoli di testa - YouTube.com)
Sheba Baby (1975) – William Girdler
Bucktown (1975) – Arthur Marks
Dr. Black, Mr. Hyde (1976) – William Crain
Jackie Brown (1997) – Quentin Tarantino

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Blaxploitation Films – Michel J. Koven Trafalgar Square, USA, 2001

Blaxploitation Films

Blaxploitation Cinema: The Essential Reference Guide - Josiah Howard, Fab Press, UK, 2007

Blaxploitation Cinema: The Essential Reference Guide

That's Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss 'Tude (Rated X by an All-Whyte Jury) – Darius James, St. Martin’s Press, USA, 1995

That's Blaxploitation!: Roots of the Baadasssss 'Tude (Rated X by an All-Whyte Jury)

Women of Blaxploitation: How the Black Action Film Heroine Changed American Popular Culture - Yvonne D. Sims, McFarland & Company, Inc. Publishers, USA, 2006

Women of Blaxploitation: How the Black Action Film Heroine Changed American Popular Culture

Blaxploitation! Il cinema e la cultura dei neri americani di Darius James, a-change, Italia, 2002. (http://www.a-change.com/blax.html)

Black Film/White Money - Jesse Algeron Rhines, Rutgers University Press, USA, 1996

Black Film/White Money

Nocturno Book #15 (novembre 2000), Dossier Blaxploitation (www.nocturno.it)

Truck Turner CD

DVD

Shaft's Big Score

Shaft / Shaft's Big Score / Shaft in Africa (2pc)

Hammer

Slaughter

Slaughter's Big Ripoff

Blacula

Scream, Blacula, Scream

Cleopatra Jones

Black Caesar

Hell Up In Harlem

Coffy

Foxy Brown

Sheba, Baby

Fox in a Box - Featuring Pam Grier (Sheba, Baby / Foxy Brown / Coffy)

Black Mama, White Mama

The Best of Soul Cinema DVD Collection (Coffy / Cooley High / Foxy Brown / Hell up in Harlem / I'm Gonna Get You Sucka)

Trouble Man

Black Shampoo


COLONNE SONORE

Shaft: Music From The Soundtrack (1971 Film)

Blacula

Black Caesar

Coffy (Score)

Foxy Brown: Original Soundtrack From American International Pictures

Across 110th Street

Superfly (1972 Film)

Double Feature : Music From The Soundtracks Of Three Tough Guys & Truck Turner

MGM Soul Cinema, Vol. 1

MGM Soul Cinema, Vol. 2

(Roberto Rippa)

 

Note:

(1)

What It Is...What It Was, di Gerald Martinez, Diana Martinez, andres Chavez, Hyperion - Miramax Books, New York, NY, 1998.

Pam Grier

CENNI BIOGRAFICI

PamGrier01

Nata nel 1949 come Pamela Suzette Grier, Pam Grier è stata una tra le più celebri attrici cinematografiche afro-americane degli anni '70.

Trasferitasi dal Colorado alla California in seguito a una delusione d'amore, abbandonando così anche il progetto di laurearsi in medicina, Pam Grier approda giovanissima a Los Angeles, dove si paga i corsi di recitazione dividendosi tra cinque diversi lavori, tra cui quello di segretaria presso la Agency for the Performing Arts il mattino e quello presso la casa di produzione American International Pictures, in seguito produttrice dei suoi primi successi, il pomeriggio.
La sua carriera come attrice ha inizio nel 1971, quando Roger Corman la lancia nei film The Big Doll House (1971) e The Big Bird Cage (1972), entrambi di ambientazione carceraria.
La sua forte presenza le guadagna un contratto di cinque anni con Samuel Z. Arkoff e la American International Pictures, che la eleva a protagonista di diversi film d'azione come Black Mama, White Mama (1972), Coffy (1973), Scream Blacula Scream (1973, seguito di Blacula dell’anno precedente), Foxy Brown (1974, seguito non ufficiale di Coffy), Friday Foster (1975) e Sheba Baby (1975).
Nel corso degli anni '80, appare regolarmente nella serie TV Miami Vice, ha un ruolo nel film della Disney Something Wicked This Way Comes (1983) e torna al cinema d'azione al fianco di Steven Seagal in Above the Law (1988).
Negli anni '90, Quentin Tarantino le offre il ruolo della sua vita in Jackie Brown (1997), il cui titolo si rifà evidentemente a Foxy Brown e il cui personaggio è un omaggio ai ruoli sostenuti negli anni '70. Appare quindi in ruoli di contorno in Mars Attacks! di Tim Burton (1996), in In Too Deep (1999) e, in un ruolo brillante, in Jawbreaker (1999). Recentemente è apparsa in Ghosts of Mars di John Carpenter (2001) ed è stata al fianco di Snoop Dogg in Bones (2001). Attualmente è una delle protagoniste della serie TV di successo The L Word.
La sua carriera prosegue senza battute di sosta da oltre trent'anni.

Friday Foster Locandina

CURIOSITA' SU PAM GRIER

Pam Grier si era sottoposta a un provino per Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994) ma le venne preferita Rosanna Arquette. Tarantino si ricordò di lei al momento della scelta della protagonista di Jackie Brown nel 1997. Il suo personaggio, addirittura, venne trasformato dall'originale Jackie Burke (dal romanzo di James Ellroy da cui il film è tratto) in Jackie Brown, in omaggio a Foxy Brown.

E' stata la prima donna di colore ad apparire, nel 1975, sulla copertina della rivista "MS. Magazine".

E' stata inclusa dalla rivista "Ebony" nella lista delle cento donne più affascinanti del XX secolo.

Ha lavorato due volte in Italia: la prima nel 1974 in The Arena co-diretto da Joe D'Amato (Aristide Massaccessi), la seconda nel 1977 in La notte dell'alta marea di Luigi Scattini, al fianco di Hugo Pratt.

(Roberto Rippa)

Pam Grier02
(Pam Grier nei titoli di testa di Jackie Brown di Quentin Tarantino)


Filmografia (IMDb)

Trailer di Jackie Brown (YouTube)

Trailer di Big Doll House (YouTube)

Trailer di Black Mama, White Mama (YouTube)

Trailer di Sheba Baby (YouTube)

Foxy Brown

Foxy Brown
di Jack Hill
Foxy Brown01
Trama


Foxy Brown è una donna il cui compagno, un agente federale, è stato ucciso da una banda di criminali che fanno capo alla coppia composta da Steve Elias e Miss Katherine.
Foxy non tarderà a cercare vendetta ma scoprirà anche di essere stata tradita da una persona a lei molto vicina.

Foxy Brown02

You pink-ass corrupt honky judge, take your little wet noodle outta here and if you see
a man anywhere send him in because I do need a MAN!
(Foxy Brown)

Commento

Foxy Brown era stato pensato come seguito di Coffy (1973), il suo titolo avrebbe dovuto essere infatti Burn Coffy Burn, titolo bocciato in quanto la produzione (la solita "American International") riteneva che i seguiti dei film blaxploitation fossero votati all’insuccesso (un esempio per tutti Black Caesar del 1973 e il suo seguito Hell Up in Harlem dello stesso anno).
Foxy, cui Pam Grier dona la sua fisicità prorompente in ogni senso, è in cerca di giustizia sommaria dopo che il suo compagno, un agente federale, è stato ucciso da una banda di criminali capeggiati da Steve Elias e Miss Katherine, dediti al traffico di droga così come alla gestione di una rete di prostituzione ad alto livello. L’uccisione del poliziotto è favorita dal di lei fratello (l’attore Antonio Fargas, di lì a poco nel ruolo dell’informatore nella serie televisiva Starsky and Hutch, in onda originariamente dal 1975 al 1979), che vende l’informazione in cambio di una dose.
Cosa può fare una ragazza sola in questa situazione? dichiarare guerra alla mafia, ovviamente, e combattere questa guerra sola, con l’aiuto di varie armi, sostanze infiammanti e quant’altro.
Si potrebbe trattare di un film sul potere femminile, come dichiara il regista Jack Hill nel commento contenuto nel DVD americano di questo film, ma la dichiarazione appare pretestuosa e i frequenti nudi sono lì a smentirlo.
Film a bassissimo costo Foxy Brown è un film divertentissimo e ricco di ritmo, utile senz’altro per avere un esempio illuminante del genere e di come venisse trattato a Hollywood prima che si decidesse di sostenerlo con investimenti più importanti.
La visione del film, così come quella del precedente Coffy, è caldamente consigliata a tutti coloro che hanno amato Jackie Brown (1997) di Quentin Tarantino.
Ottima la colonna sonora di Willie Hutch.

(Roberto Rippa)

Foxy Brown
(USA, 1974)
Regia, soggetto e sceneggiatura: Jack Hill
Musiche originali: Willie Hutch
Fotografia: Brick Marquard
Montaggio: Chuck McClelland
Interpreti principali: Pam Grier, Antonio Fargas, Peter Brown, Terry Carter, Katheryn Loder, Harry Holcombe, Sid Haig, Juanita Brown

Trailer di Foxy Brown (YouTube)

Colonna sonora

Foxy Brown CD
(Motown)

01. Chase
02. Theme of Foxy Brown
03. Overture of Foxy Brown
04. Hospital Prelude Of Love Theme
05. Give Me Some Of That Good Old Love
06. Out There
07. Foxy Lady
08. You Sure Know How To Love Your Man
09. Have You Ever Asked Yourself Why (All About Money Game)
10. Ain't That (Mellow Mellow)
11. Whatever You Do (Do It Good)

Foxy Brown: Original Soundtrack


DVD

Foxy Brown DVD

Regione 2:

Foxy Brown [1974]

Regione 1:

Foxy Brown

Fox in a Box - Featuring Pam Grier (Sheba, Baby / Foxy Brown / Coffy)

Coffy

Coffy
di Jack Hill

Coffy
Trama

Coffy è un infermiera la cui giovanissima sorella è in coma a causa di una dose di eroina tagliata male.
Per vendicarsi, Coffy compie una discesa agli inferi tra magnaccia, spacciatori e mafiosi mettendo in atto una giustizia sommaria di cui vittime sono tutti i delinquenti che incrociano il suo cammino.

It was easy for him because he really didn't believe it was comin',
but it ain't gonna be easy for you, because you better believe it's comin'!
(Coffy)

Commento

Coffy, uno tra gli esempi più fulgidi, del genere Blaxploitation, narra di una sorta di personaggio come quello interpretato da Charles Bronson in Death Wish (Il giustiziere della notte, 1974) ma con le tette, la visione delle quali, nel corso del film, non viene lesinata.
Coffy è una donna dura, arrabbiata e determinata, il cui obiettivo è quello di ripulire le strade da spacciatori et similia, e per farlo non fa risparmio di armi, taglienti lamette nascoste tra la folta chioma, bottigliate in testa senza però mai perdere in sex appeal, esattamente come alcune eroine del cinema d'azione più recente come Sigourney Weaver in Alien (1979) o Linda Hamilton in Terminator 2 (1991), i cui sex appeal però, secondo una visione di stampo più moderno, non necessitavano dell’esibizione di petti nudi a piè sospinto (ma che, senza Coffy o Foxy, non sarebbero forse esistite, non in quegli anni comunque). Se però Coffy paga da una parte il suo pegno al cinema di genere, dall'altra propone il ritratto di una donna indipendente, che non ha bisogno di un uomo al suo fianco che la difenda o che provveda a lei. E questa, per il cinema di genere dell'epoca, è una novità affatto trascurabile.
La sete di vendetta di Coffy per la giovane sorella in coma a causa di spacciatori e magnaccia, non si placa e, soprattutto, non si ferma davanti a nulla.
La prima scena la vede fingersi tossicodipendente in crisi di astinenza mentre propone il suo corpo in cambio di una dose. Pochi istanti dopo, in un appartamento dove lei avrebbe dovuto concedere le sue grazie, il cervello dello spacciatore è già distribuito sulle pareti grazie a un ben assestato colpo di pistola, mentre il suo tirapiedi morirà di lì a poco di una overdose indotta.
Risolta questa prima pendenza, Coffy decide di vendicare il suo amico poliziotto Carter, anch'esso in coma in seguito allo scontro con alcuni malviventi intenzionati a fargli pagare il fatto che non ha accettato di apparire sul loro libro paga. "Se sarà fortunato, potrà ancora recarsi al gabinetto da solo", dice di lui un medico che deve avere mancato le lezioni di sensibilità verso i parenti dei malati, e Coffy parte a caccia dei mafiosi che l'hanno ridotto così.

Coffy nasce a causa di Cleopatra Jones, diretto da Jack Starrett nel 1973. Il secondo titolo, infatti, viene portato da un produttore alla A.I.P., che decide di metterlo in produzione.
Il produttore, però, riceve un'offerta migliore a livello finanziario dalla Warner Bros. e decide di portare il progetto da loro. Larry Gordon, allora a capo del settore produttivo della A.I.P., decide di reagire a quello che ritiene un torto, mettendo immediatamente in cantiere un film, Coffy appunto, in grado di fargli concorrenza. Il duello si concluderà alla pari a livello di incassi ma a fronte di un investimento per la creatura della Warner pari al doppio per la produzione e dieci volte superiore per la pubblicità.

Scatenato e divertentissimo come il suo seguito non ufficiale Foxy Brown (dove il personaggio, malgrado il diverso nome, è lo stesso), Coffy si distingue da molti film coevi non solo per la scelta del regista Jack Hill di riempire il film con tutti i tòpoi del genere, violenza grafica e pretesti vari per fare uscire le sue attrici dai vestiti il più frequentemente possibile - ossia ciò che è legittimo aspettarsi da un film di questo genere - ma anche ad alcune scelte non scontate e all'indiscutibile carisma di Pam Grier, che qui mostra una capacità interpretativa efficace sebbene ancora un poco acerba.
In un genere caratterizzato da nudi gratuiti, violenza senza requie e, soprattutto, la glorificazione degli stereotipi razziali, Coffy rimane un film di grande intrattenimento e un ottimo mezzo per capire un genere che negli anni '70 ha senza dubbio contribuito a salvare il cinema statunitense.
Come per ogni film del genere blaxploitation, grande importanza riveste la colonna sonora, in questo caso composta da Roy Ayers e assolutamente da avere.

(Roberto Rippa)

Coffy
(USA, 1973)
Regia: soggetto e sceneggiatura: Jack Hill
Musiche originali: Roy Ayers
Fotografia: Paul Lohmann
Montaggio: Chuck McClelland (citato nei crediti come Charles McClelland)
Interpreti principali: Pam Grier, Booker Bradshaw, Robert DoQui, William Elliott, Allan Arbus, Sid Haig, Barry Cahill
91'

Trailer di Coffy (YouTube)

Colonna sonora

Coffy CD
(Polydor)

01. Coffy Is The Color
02. Priscilla's Theme
03. King George
04. Aragon
05. Coffy Sauna
06. King's Last Ride
07. Coffy Baby
08. Brawling Broads
09. Escape
10. Shining Symbol
11. Exotic Dance
12. Making Love
13. Vittroni's Theme/King Is Dead
14. End Of Sugarman

Coffy: Original Soundtrack


DVD

Coffy DVD

Regione 2:

Coffy [1974]

Regione 1:

Coffy

Fox in a Box - Featuring Pam Grier (Sheba, Baby / Foxy Brown / Coffy)