La liste de Carla

La liste de Carla
di Marcel Schüpbach
(Sezione Piazza Grande)

La liste de Carla01

Carla Del Ponte ha lavorato a Lugano come magistrato prima e quindi come procuratore, distinguendosi per la sua tenacia nel perseguire i suoi obiettivi, tenacia che ha certo avuto un ruolo in una carriera che l’ha portata ad essere procuratore generale per il Tribunale penale internazionale per l’ex Yugoslavia. Il doocumentario di Marcel Schüpbach, prende le mosse dalla lista degli ultimi criminali di guerra che Carla Del Ponte insegue attraverso i governi dei loro Paesi di origine per garantirne la cattura in una corsa contro il tempo prima che il suo mandato scada. La lista, che comprende i super latitanti Mladic Karadzic e Gotovina (che verrà arrestato proprio nel corso della lavorazione del documentario) è il punto di partenza che permette di seguire il Procuratore nel suo lavoro (con il regista che riesce a spingersi con la sua camera molto al di là di quello che ci si sarebbe potuti aspettare) che prevede delicati equilibri nei rapporti con i governi, con l’ONU, con il Pentagono e alterna immagini dell’attività del Procuratore con immagini di donne che, a dieci anni dalla strage di Srebrenica, chiedono giustizia non sottraendosi nel contempo a una domanda: “Cosa è davvero la giustizia?”.
Carla Del Ponte lavora senza sosta e senza risparmio di energie, confermandosi una donna diretta, senza alcun pelo sulla lingua, efficace come la si conosceva già per il suo lavoro precedente e Schüpbach ci mostra i suoi rapporti con i collaboratori, con i potenti dei Paesi che ospitano i latitanti portando anche noi spettattori a interrogarci su cosa sia diventata la giustizia, ogni volta che assistiamo alla delicata mediazione che fa dei ricercati preziosa merce di scambio per i Paesi che li proteggono.

Lo svizzero Marcel Schüpbach, che ha seguito il Procuratore per sei mesi per la realizzazione di questo prezioso documento, ha diretto due cortometraggi prima di dirigere il suo primo lungometraggio, “L’allégement” (premio della giuria dei giovani a Locarno), nel 1984. Seguono due documentari: “B comme Béjart” (2001) e “Les hommes du tunnel” (2004), sul lavoro dei minatori del traforo del Lötschberg.

(Roberto Rippa)

La liste de Carla
(Svizzera, 2006)
Regia: Marcel Schüpbach
Immagini: Denis Jutzeler
Montaggio: David Monti
Suono: Cristophe Giovannoni
Denis Séchaud
Musica: Michel Wints
35mm
100'

ONU - International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia

Biografia di Carla Del Ponte su Wikipedia

Severance

Severance
di Christopher Smith
(Sezione Piazza Grande)

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Trama

Sei dipendenti della multinazionale delle armi “Palisade Defense” sono invitati dal presidente dell’azienda a un fine settimana dedicato al “paintball” e al rafforzamento dei loro rapporti in un bosco ungherese. La promessa di lusso viene immediatamente smentita quando si trovano in un capanno squallido che nasconde qualche segreto e il divertimento finisce quando alcune minacciose presenze nascoste dal bosco iniziano a uccidere in maniera efferata.

Commento

Quando il film viene presentato dal suo stesso regista come un horror umoristico, verrebbe subito da pensare a esempi recenti come il citazionismo della trilogia di Scream di Wes Craven, più sbilanciato sull’horror, o, nel caso più spaventoso, la noiosa serialità di Scary Movie, serie già ampiamente consunta al primo episodio.
Ma qui siamo su un altro terreno: il film funziona nella sua parte horror, con scene capaci di far balzare sulla sedia, colpi di scena continui e una trama, com’è tradizione nell’horror, non troppo originale. E funziona anche la parte umoristica, affidata a personaggi ben scritti, ben caratterizzati e tutti molto divertenti nel loro pronunciare a raffica battute degne del migliore umorismo inglese.
Man mano che la sfortunata compagnia si assottiglia e ci si avvia a un finale che potrebbe essere prevedibile, un’ultima fulminante battuta chiude brillantemente il film.
Ottimo esempio di “Midnite Movie”, Severance regala 90 minuti di intrattenimento in tutti i sensi. Vanno menzionati tutti gli attori, Danny Dyer in testa.

(Roberto Rippa)

Severance
(Gran Bretagna-Ungheria, 2006)
Regia: Christopher Smith
Sceneggiatura: James Moran, Christopher Smith
Musiche: Christian Henson
Fotografia: Ed Wild
Montaggio: Stuart Gazzard
Interpreti principali: Danny Dyer, Laura Harris, Tim McInnerny, Toby Stephens, Claudie Blakley, Andy Nyman, Babou Ceesay, David Gilliam
35mm
95'

Sito ufficiale del film

Jimmy della collina

Jimmy della collina
di Enrico Pau
(Sezione Competizione internazionale)

Jimmy della collina01

Il primo film italiano in concorso suscita grandi aspettative dopo le opere non sempre all’altezza degli ultimi anni.
Si tratta questo di un film figlio delle difficoltà produttive tipiche delle produzioni indipendenti lontane da Rai Cinema o Medusa, lontane dal consueto triangolo Roma-Milano-Torino e anche dalle commedie immediatamente pre o post-natalizie.
Ci si appresta a vederlo quindi con buona disposizione e molte aspettative ed è bene dire che queste ultime non vengono deluse.
Tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Carlotto (che Cinemino ha intervistato nel numero 5 della rivista e che nel film appare fugacemente in una scena), il film sposta l’azione dalla campagna veneta alla Sardegna nel raccontare del quasi diciottenne Jimmy che, rifiutando un futuro nella vicina raffineria che occupa già gli uomini della zona e della sua famiglia, preferisce darsi ai furti insieme ad alcuni compagni che lo tradiranno facendolo finire in un carcere minorile. Il racconto prende le mosse da qui, dall’impatto con il carcere, con la disperazione che consegue alla convivenza forzata con altri detenuti e all’obbligo di rinuncia al sogno di fuga per posti lontani. In seguito a un atto di autolesionismo, Jimmy viene trasferito in una comune (quella vera di don Ettore Cannevera, presso Cagliari - vedi collegamento a fondo pagina). Ma anche qui le cose, malgrado le condizioni di vita decisamente migliori, Jimmy soffre del fatto di dover rinunciare alla fuga “altrove” come simbolo di libertà rispetto alle prospettive che la vita reale sembrano offrirgli.
Un finale fortunatamente sospeso, ci lascia con Jimmy sempre tormentato, costretto dagli eventi con le spalle al muro.
Il film conosce momenti narrativi alti (la vita quotidiana in carcere e nella comunità, il rapporto con i compagni di prigionia) e momenti meno (la recitazione teatralmente enfatica di alcuni che talvolta cozza con il tono fortemente realista della vicenda narrata, qualche personaggio troppo abbozzato, qualche flashback di troppo). La gestazione del film, sono il regista e il produttore a ricordarlo, è stata lunga mentre la lavorazione è durata solo 5 settimane.
Enrico Pau, in un incontro con gli spettatori, afferma che uno dei compiti fondamentali del cinema è quello di raccontare mondi sconosciuti e che il periodo della gioventù certamente lo è. È proprio questo uno dei maggiori pregi del film: quello di riuscire a farci entrare nel mondo di un diciassettenne che non vede un futuro accettabile per sé se non la fuga da tutto ciò che conosce.

(Roberto Rippa)

Jimmy della collina- Massimo Carlotto

Jimmy della collina
(Italia, 2006)
Regia: Enrico Pau
Sceneggiatura: Antonia Iaccarino e Enrico Pau (dal romanzo omonimo di Massimo Carlotto)
Musiche: Sikitikis
Fotografia: Gian Enrico Bianchi
Montaggio: Johannes Hiroshi Nakajima
Interpreti: Nicola Adamo, Valentina Carnelutti, Francesco Origo, Massimiliamo Medda, Giovanni Cantarella, Federico Carta.
35mm
86'


Sito ufficiale dei Sikitikis

Un’intervista, curata da www.ristretti.it, a don Ettore Cannavera, sacerdote, pedagogista, psicologo, cappellano dell’Istituto penale minorile di Quartucciu, a Cagliari, e responsabile della comunità La Collina di Serdiana.

Indigènes

Indigènes
di Rachid Bouchareb
(Sezione Piazza Grande)

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Trama

Nel 1943, il governo provvisorio francese arruola più di 200’000 soldati. 130’000 tra questi li arruola tra le sue colonie, indigeni e francesi scampati all’occupazione. Verranno mandati allo sbaraglio in prima linea, senza alcuna esperienza miitare né istruzione, trattati come carne da macello per contrastare l’avanzata nazista.
Il film concentra la sua attenzione su quattro maghrebini: Yassir, Messaoul, Abdelkader e Saïd. Ognuno di loro ha una sua motivazione per partire: chi la speranza di trovare una famiglia nell’esercito, chi la speranza di avere riconoscenza dalla Francia a guerra finita. Rimarranno tutti delusi. Dopo avere combattuto in Italia, nei Vosgi, in Provenza, prima di finire a difendere un paesino dell’Alsazia dal passaggio dei tedeschi.
Sono considerati soldati di serie b, privati di protezione, di licenze, di istruzione. Molti perderanno la vita ma i sopravvissuti non se la passeranno bene: dimenticati, rimossi dal Paese per il quale hanno combattuto, si vedranno negare anche la pensione per anziani combattenti della seconda guerra mondiale.

Commento

Da sempre attento alle storie di immigrazione, Rachid Bouchareb (Cheb, Poussières de vie, Little Senegal, ...) ha iniziato ad interessarsi a questa vicenda grazie alla lettura di un articolo di giornale. In seguito, mancando una particolare documentazione sulla vicenda, si è basato su testimonianze dirette di chi quella guerra l’ha vissuta.
Il risultato è un film amaro, duro, che parla di una guerra nella guerra, di ingiustizia e, infine, di razzismo. Se ne può discutere la forma, il film è forse spesso troppo formale e compiaciuto, soprattutto nel mostrare le scene di battaglia, ma la storia che racconta è importante e ben narrata.
Meritato il premio collettivo per l’interpretazione attribuito a Cannes a Jamel Debbouze, Samy Naceri, Roschdy Zem, Sami Bouajila e Bernard Blancan.

(Roberto Rippa)

Indigènes
(Francia, Marocco, Algeria, Belgio, 2006)
Regia: Rachid Bouchareb
Sceneggiatura: Rachid Bouchareb, Olivier Lorelle
Musiche originali: Armand Amar
Fotografia: Patrick Blossier
Montaggio: Yannick Kergoat
Interpreti principali: Jamel Debbouze, Samy Naceri, Roschdy Zem, Sami Bouajila, Bernard Blancan, Mathieu Simonet, Benoît Giros, Mélanie Laurent, Antoine Chappey, Assaad Bouab, Dioucounda Koma, Philippe Beglia, Abdeslam Arbaoui
35mm
128'

Indigènes, sito ufficiale

Tokyo monogatari

Tokyo monogatari
(titolo italiano: Viaggio a Tokyo, Giappone, 1953)
di Yasujiro Ozu
(Sezione Retrospettiva Aki Kaurismäki - Carte blanche)

Tokyo monogatari

La retrospettiva che Locarno dedica a Aki Kaurismäki offre un motivo di interesse aggiunto: gli è stata infatti data carta bianca perché nel programma inserisse alcuni titoli non suoi, per lui particolarmente significativi. Ieri era in programma Tokyo monogatari (Viaggio a Tokyo) di Yasujiro Ozu.
La storia di una coppia che parte dal paese di campagna dove vive, per affrontare un faticoso viaggio alla volta di Tokyo per visitare i figli, è semplice come tutte le storie importanti.
Giunti nella metropoli, i due anziani vengono accolti con rispetto e cortesia, ma anche con freddezza e sottile fastidio: la vita di città ha i suoi ritmi e non è detto che questi permettano di trovare lo spazio per loro. L’unica persona che dimostra un profondo attaccamento nei loro confronti è la giovane nuora, rimasta vedova durante la guerra. A creare un legame tra loro c’è sì, un dolore comune, ma anche una sottile paura del futuro.
Quando la madre morirà, forse anche per le fatiche del viaggio o perché ha potuto vedere i figli per l’ultima volta, questi non modificheranno il loro atteggiamento di distacco, chi arrivando in ritardo alla veglia, chi preoccupandosi di impossessarsi di un bene della defunta.

Ozu gira in modo asciutto e minimalista, con camera fissa e i personaggi che entrano in scena unicamente quando per loro è il momento di dire una battuta, e regala immagini di grande intensità che mettono in evidenza un malessere che presto si impossessa di noi. Tokyo monogatari, a cinquant’anni dalla sua realizzazione, è poetico, commovente e disturbante come non mai, e la storia che racconta non ha perso nulla della sua forza.

(Roberto Rippa)

Tokyo monogatari
(titolo italiano: Viaggio a Tokyo, Giappone, 1953)
Regia: Yasujiro Ozu
Sceneggiatura: Kôgo Noda, Yasujiro Ozu
Musiche: Kojun Saitô
Fotografia: Yuuharu Atsuta
Montaggio: Yoshiyasu Hamamura
Interpreti:
Chishu Ryu, Chieko Higashiyama, Setsuko Hara, Haruko Sugimura, Sô Yamamura, Kuniko Miyake, Kyôko Kagawa, Eijirô Tono, Nobuo Nakamura, Shirô Osaka, Hisao Toake, Teruko Nagaoka, Mutsuko Sakura, Toyoko Takahashi...
35mm
136'

La casa editrice Criterion Collection, famosa per l’accuratezza delle sue publicazioni, ha nel suo catalogo DVD il titolo di Ozu in un’edizione ricca di contenuti speciali. Trovate qui tutte le informazioni:
"Tokyo Story" DVD Criterion


Nei prossimi giorni, la sezione Carte blanche della retrospettiva Kaurismäki presenterà una selezione eterogenea e interessante comprendente titoli come: Night On Heart di Jarmusch, The Fatal Glass of Beer di Clyde Bruckmann, Angst Essen Seele Auf di Fassbinder, Bitter Victory di Nicholas Ray, The Cameraman di Edward Sedgwig, Zéro de conduite di Jean Vigo, A Matter of Life and Death di Powell e Pressburger, Umberto D. di De Sica, Casque d’or di Becker, Written on the Wind di Sirk, Bab el hadid di Youssef Chanine, Akahige di Kurosawa, Au Hasard Balthazar di Bresson, Bronenosets Potyomkin di Eisenstein, Rosetta dei Dardenne e altri ancora.

Trigon films 

I Pardi verso l'Oscar

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Il Festival internazionale del film di Locarno è felice di annunciare il grande successo di 5 film della selezione 2006 che sono stati nominati oggi per la corsa agli Oscar. Il Premio del pubblico UBS Das Leben der Anderen (Germania) di Florian Henckel von Donnersmarck, proiettato in Piazza Grande, così come Indigènes di Rachid Buchareb (Algeria) sono stati nominati per la categoria miglior film straniero. Inoltre un altro film in prima europea passato in Piazza, la commedia Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris (USA) ha ricevuto ben 4 nomination (miglior film, miglior attore non protagonista, migliore attrice non protagonista e miglior sceneggiatura originale). Da segnalare anche il vincitore del pardino d'argento West Bank Story (USA) di Ari Sandel, nominato come miglior cortometraggio e il film in concorso internazionale Half Nelson (USA) di Ryan Fleck che ha ricevuto una nomination per il miglior attore protagonista.

È finita!

Locarno Donato01
(foto di Donato Di Blasi)

Il cinquantanovesimo festival di Locarno si è chiuso ieri sera con l'assegnazione dei premi e la proiezione di L'orchestra di piazza Vittorio e relativo concerto.
È stata una bella edizione, lo snellimento del programma ha giovato (come ha giovato anche alla seconda edizione della Mostra di Venezia dell'era Müller), Locarno ha confermato la sua vocazione di festival capace di rivolgersi al grande pubblico, con il programma della piazza Grande, e a cinefili e non solo (concorso, cineasti del presente e sezioni collaterali). Questo senza dimenticare la retrospettiva dedicata a Aki Kaurismäki con la sezione "Carte blanche", che ha permesso al regista di portare al festival alcune tra le sue pellicole preferite e a noi di rivedere sul grande schermo film diretti da Ozu, Bresson, Fassbinder, Ray, De Sica, Eisenstein, Chanine, e molti altri.
E il nuovo direttore Frédéric Maire può dirsi soddisfatto del suo primo festival, soddisfazione condivisa dal pubblico che lo applaudiva calorosamente ad ogni sua presentazione.

Locarno Donato02
(foto di Donato Di Blasi)

Il palmarès può accontentare o deludere ma permette di far notare un programma di alto livello.
Ora si possono lasciare alle spalle le polemiche (le consuete del quotidiano Blick - per esempio - puntuali e inevitabili come i mali di stagione), i panini il cui costo, durante il festival, segue la quotazione del tartufo bianco d'Alba (così come le bottigliette d'acqua minerale), si spera di dimenticare i vari dolori causati dalle scomode sedie di piazza, Fevi, Sala e Altra sala, si cerca di tamponare i malesseri causati dalla glaciale aria condizionata del Palavideo e si attende con ansia la sessantesima edizione, che avrà inizio il primo agosto 2007.

Locarno Donato03
(foto di Donato Di Blasi)

Per festeggiare il sessantesimo, verranno organizzate, in collaborazione con vari cineclub, proiezioni dei film che via Locarno hanno trovato il loro pubblico.

Locarno Donato04
(foto di Donato Di Blasi)

E speriamo che questo festival, tutti i festival, permettano, nell'era della globalizzazione e della concentrazione dei poteri economici, ai film presentati di trovare una via verso il pubblico.
È quello che ci auguriamo che accada per tutti e, in particolare, per quelli che noi di CInemino abbiamo amato di più: Chand kilo khorma baraye marassem-e tadfin
di Saman Sakour (il nostro preferito per il concorso), So lange du hier bist di Stefan Westerwelle, Mnogotochie di Andrei A. Eshpai, Chahar Shanbeh Souri di Asghar Farhadi, Half Nelson di Ryan Fleck, Ça rend heureux di Joachim Lafosse, Le dernier des fous di Laurent AchardLa traductrice di Elena Hazanov, lo stesso vincitore Das Fräulein di Andrea Staka ma anche gli altri, quelli che magari in questi giorni e in queste pagine abbiamo maltrattato perché, si sa, i gusti sono gusti (e poi c'è anche chi il gusto non sa nemmeno cosa sia).

Locarno Donato05Grazie a tutti coloro che hanno collaborato alla sezione dedicata al festival di questo blog, a chi ha commentato i nostri post, a chi ha sparso la voce sulla nostra esistenza.

Palmarès

PALMARÈS DEL 59° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM LOCARNO

CONCORSO INTERNAZIONALE Giuria Ufficiale
La Giuria Ufficiale del 59° Festival Internazionale del Film Locarno, composta da:
ANN HUI – regista – Cina (Presidente)
EDO BERTOGLIO – fotografo e regista – Svizzera
ANTONIO CAPUANO – regista – Italia
PETER ROMMEL – produttore – Germania
NOBUHIRO SUWA – regista – Giappone

Dopo aver visionato tutti i 21 film in concorso, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

PARDO D'ORO
Gran Premio del Festival, Gran Premio della Città e della Regione di Locarno, (90.000 CHF suddivisi in parti uguali tra il produttore e il regista) è attribuito al film:
DAS FRÄULEIN di Andrea Staka – Svizzera/Germania

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Andrea Staka ritira il suo premio (foto Donato Di Blasi)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
Premio dei Comuni di Ascona e di Losone (30.000 CHF suddivisi in parti uguali tra il produttore e il regista) attribuito al film che meglio interpreta lo spirito di comunicazione tra popoli e culture:
HALF NELSON di Ryan Fleck - Usa

PARDO PER LA MIGLIORE REGIA
Premio della Città e della Regione di Locarno, (30.000 CHF suddivisi in parti uguali tra il produttore e il regista) al secondo miglior film attribuito a:
LAURENT ACHARD
per il film
LE DERNIER DES FOUS - Francia/Belgio

PARDO PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE
attribuito all’attrice:
AMBER TAMBLYN
per il film
STEPHANIE DALEY di Hilary Brougher - Usa
3
PARDO PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE
attribuito all’attore:
BURGHART KLAUSSNER
per il film
DER MANN VON DER BOTSCHAFT di Dito Tsintsadze - Germania

Menzione speciale a:
BODY RICE di Hugo Vieira da Silva - Portogallo
“per la sua stimolante e originale espressione cinematografica e la sua coraggiosa creatività”.

Hugo Vieira da Silva01
Hugo Vieira da Silva (foto Festival di Locarno)

CONCORSO CINEASTI DEL PRESENTE
La Giuria Cineasti del Presente composta da:
EMMANUELLE ANTILLE – regista e video-artista – Svizzera
TANIA BLANICH – direttrice del “Program for Media Artists”, Fondazione Rockefeller – Stati Uniti
HERNAN MUSALUPPI – produttore – Argentina
RAFI PITTS – regista – Iran/Gran Bretagna
HEIDRUN SCHLEEF – sceneggiatrice – Germania/Italia
ha attribuito i seguenti premi:

PARDO D’ORO CINEASTI DEL PRESENTE C.P. COMPANY
(per un valore di 30.000 CHF)
La casa di moda italiana C.P. Company, che ha accompagnato per dieci anni lo sviluppo del Concorso Video, continua anche quest’anno la propria azione in difesa dell’innovazione sul grande schermo finanziando il nuovo Pardo d’oro del Concorso Cineasti del presente.
La Giuria Cineasti del presente ha attribuito il premio al film:

VERFOLGT di Angelina Maccarone - Germania
“Per la grande sensibilità sottintesa e l’intelligenza con cui esplora la complessità delle relazioni umane”.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA CINECINEMA AUTEUR DEL CONCORSO
CINEASTI DEL PRESENTE
Il canale televisivo francese CINECINEMA AUTEUR, che da tempo sostiene la diffusione del cinema d’autore presso il vasto pubblico, collabora attivamente per la prima volta con il Festival Internazionale del film di Locarno. Il canale garantisce al film che riceverà il Premio speciale della Giuria del nuovo Concorso Cineasti del presente l’acquisto da parte della rete stessa per 30'000 CHF e la messa in onda.
La Giuria Cineasti del presente ha attribuito il premio al film:

CHAND KILO KHORMA BARAYE MARASSEM-E TADFIN di Saman Salour – Iran
“per aver portato una profondità di linguaggio contemporaneo nel cinema iraniano, mischiato di una forte visione del passato”.

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Saman Salour (foto Festival di Locarno)

La Giuria Cineasti del presente ha inoltre attribuito una Menzione speciale al film:
TARACHIME di Naomi Kawase – Giappone/Francia
“Per averci condotto in un mondo - profondamente personale ma anche universale - di emozioni con concisione e precisione”.

PARDO PER LA MIGLIOR OPERA PRIMA
La Giuria Migliore opera prima composta da:
LISANDRO ALONSO – regista – Argentina
CHRISTIAN BAUTE – produttore – Germania/Francia
JOÃO PEDRO RODRIGUES – regista – Portogallo
ha assegnato il premio:
PARDO PER LA MIGLIORE OPERA PRIMA
Premio della Città e della Regione di Locarno (30.000 CHF suddivisi in parti uguali fra il produttore e il regista) alla migliore opera prima presentata nelle due competizioni al film:
L’ANNÉE SUIVANTE di Isabelle Czajka - Francia
“Il film offre uno sguardo nuovo sulla periferia, grazie al quale l’economia e il rigore della narrazione ci hanno particolarmente convinto. Isabelle Czajka ha saputo mettere in scena con forza e semplicità il destino individuale di un adolescente”.

Menzione speciale al film:
SO LANGE DU HIER BIST di Stefan Westerwelle - Germania
“In un mondo giovanilistico, il regista costruisce uno spazio personale su un gesto d’amore e d’intimità tra due universi, che ci sorprende per la sua forza emozionale e il suo senso di recitazione”.

PARDI DI DOMANI
La giuria ufficiale dei “Pardi di Domani” composta da:
JACQUELINE ADA – capo settore cooperazione alla Direzione degli affari europei e internazionali al Centre National du cinéma (CNC) – Francia
JAN CVITKOVIC – regista – Slovenia
JOSÉ DUBEY – distributore e film marketing – Svizzera
THANASSIS KARATHANOS – produttore – Grecia/Germania
CLARA KHOURY – attrice – Israele
ha attribuito i seguenti premi:
PARDI DI DOMANI - SVIZZERA:
Pardino d’oro, Premio SRG SSR idée Suisse
(del valore di 6.000 CHF) al film svizzero:
NACHTFLATTERN di Carmen Stadler
“Per il suo sguardo attento sulla relazione di una coppia nei loro momenti di dubbio e in quelli di tenerezza”.
Pardino d’argento, Premio Kodak sotto forma di pellicola cinematografica messo a disposizione dalla Eastman Kodak un valore di 6.000 CHF) al film svizzero:
ASCHENBRÜDER di Markus Heiniger, Steve Walker
“Divertente commedia diretta in modo intelligente e interpretata con talento”.
PREMIO ACTION LIGHT per la migliore speranza svizzera
sotto forma di buoni in prestazioni tecniche del valore complessivo di 33.000 CHF offerte da Action Light, Avant-première, Cinétec, Film Demnächst, Fujifilm (Svizzera), Lee Filters, Schwarz Film, Sound Design Studio, Swiss Effects e Titra Film, è stato attribuito a:
LA VÉRITÉ VRAIE di Tania Zambrano-Ovalle
“Per il talento nel descrivere la storia di un bambino che scopre le menzogne degli adulti”.
Menzione speciale a:
NOUVEL ORDRE di Gregory Bindschedler, Jean-Daniel Schneider, Ausonio Tavares de Sousa
“Potente atmosfera, scene folgoranti, il film segna furtivamente lo spirito dello spettatore”.

PARDI DI DOMANI – A EST DEL MEDITERRANEO:
Pardino d’oro, Premio SRG SSR Idée Suisse
(del valore di 6.000 CHF) al film:
BUBACHKI (Bugs) di Igor Ivanov - Macedonia
“Per il suo ritratto filmico e sensibile della solitudine di un bambino in seno a una famiglia problematica”.
Pardino d’argento, Premio Kodak sotto forma di pellicola cinematografica messo a disposizione dalla Eastman Kodak (per un valore di 6.000 CHF) al film:
WEST BANK STORY di Ari Sandel - Usa
“Per il trattamento originale del soggetto e il suo messaggio d’amore e di pace”.

PARDI DI DOMANI – SVIZZERA E A EST DEL MEDITERRANEO:
Il Premio Film e Video per il sotto-titolaggio
offerto dalla Film und Video Untertitelung Gerhard Lehmann AG sotto forma di sottotitolaggio in tre lingue dell’Europa centrale è stato attribuito a:
BIR DAMLA SU (Une goutte d’eau) di Deniz Gamze Ergüven - Francia
“Per la sua visione di una donna che rompele tradizioni e si batte per la sua libertà”.
Menzione speciale a:
DEFTERI FISI di Vardis Marinakis - Grecia
“Coraggioso film sulla paura e sulla gioia, sulla posizione dell’uomo nell’universo, un’ode
all’essenza stessa della vita”.

PREMI DEI PARDI DI DOMANI DELLA GIURIA «CINEMA E GIOVENTÙ»
La Giuria di "Cinema e Gioventu'" per i “Pardi di Domani” ha attribuito il Premio Cinema e Gioventù offerto dal Dipartimento Cantonale dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport TI, di un valore globale di 3.000 CHF da dividersi fra un film svizzero e uno della Monografia, a:
per la categoria Pardi di Domani - Svizzera a:
ASCHENBRÜDER de Steve Walker, Markus Heiniger
“Abbiamo apprezzato l’eccellente recitazione, la fluidità dell’immagine cosi’ come il ritmo della narrazione, che sostengono l’aspetto comico del film. Il delicato soggetto è trattato con abilità e tatto, suscitando differenti livelli di emozione, grazie a uno humour fine che dona al film un’atmosfera gradevole”.
per la categoria Pardi di Domani – A Est del Mediterraneo a:
RAM ZA SLIKU MOJE DOMOVINE (Cadre pour la photo de mon pays) di Elmir
Jukic – Bosnia-Erzegovina/Slovenia
“Attraverso dei fatti realmente accaduti il film mette in luce la scissione di un popolo a
causa di una guerra civile. La tematica molto delicata della pulizia etnica nella ex
Yugoslavia è ben trattata anche dal punto di vista stilistico. Nonostante una sensazione
di impotenza di fronte a questi episodi, espressa attraverso lo sguardo di uno dei
protagonisti, bisogna sottolineare il coraggio di riportare all’attualità la problematica
balcanica non risolta affinché ciò che è successo resti per sempre nella memoria di tutti”.
Menzione speciale a:
YASMINE TUGHANI (La chanson de Yasmine) di Najwa Najjar - Palestina
“Per la scelta di rappresentare senza ricorrere alla violenza e senza alcuna accusa il malessere della popolazione civile palestinese”.

PREMIO GIURIA DEI GIOVANI La Giuria dei Giovani composta da
Betti Giulia, Biadici Luana, Boschetti Camilla, Kisslin Lea, Lurati Lisa, Mandry Douglas,
Pallu’ Laura, Torricelli Fulvia, Tosetti Giulia, Zurbuchen Anna
ha attribuito i seguenti premi:
Primo Premio (6.000 CHF), offerto dal Dipartimento cantonale dell’educazione, della
cultura e dello sport, a:
DAS FRÄULEIN di Andrea Staka - Svizzera/Germania
“Questa storia - che dipinge il ritratto femminile di tre generazioni sradicate, confrontate
sia nel loro quotidiano che nei loro ricordi - è filmata con poesia e franchezza”.
Secondo Premio (4.000 CHF) offerto dal Dipartimento cantonale dell’educazione, della cultura e dello sport, a:

CHAHAR SHANBEH SOURI (FIREWORKS WEDNESDAY) di Asghar Farhadi - Iran
“Un film coinvolgente, che svincola dall’essere testimoni passivi della vicenda. Trattando di una problematica comune a tutte le culture, porta ad un’identificazione tale da permettere di toccare l’intento sociale del regista con un’intensità notevole”.

Terzo Premio (2.000 CHF) offerto dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, a:
SUZANNE di Viviane Kandas - Francia
“Un film armonioso ed efficace che illustra con splendide immagini la storia di un’ultima rinascita”.
La Giuria dei Giovani ha inoltre attribuito il Premio speciale “L’Ambiente è qualità di vita”, destinato al film che meglio iinterpreta il concetto “l’ambiente è la qualità della vita”, offerto dal Dipartimento Cantonale del Territorio per un valore di 3.000 CHF a:
AGUA di Veronica Chen - Argentina/Francia
“Colpisce il profondo legame tra i personaggi e l’acqua, perfettamente rappresentato dalle affascinanti e innovative riprese subacquee. E’ inoltre significativo il percorso del protagonista Goyo, che partendo da un paesaggio completamente privo d’acqua e dalla solitudine che si era imposto si riavvicina e riappacifica man mano con il suo elemento, ma anche con la società”.

La Giuria dei Giovani ha inoltre assegnato due menzioni speciali a:
HALF NELSON di Ryan Fleck - Usa
“Abbiamo particolarmente apprezzato la sensibilità con cui il regista ha trattato il tema delicato della solitudine, da cui il protagonista si protegge con l’uso di droghe.
Siamo stati anche sedotti dalla relazione tra questo professore disilluso e questa giovane donna di colore, che alla fine si rivela benefica per l’uno e per l’altra“.

e

MNOGOTOCHIE (Ellipsis) di Andrei A. Eshpai - Russia
“Alcuni dei principali elementi della cultura letteraria e filmica russa si risolvono qui, in un film poetico, che si sviluppa attraverso immagini danzanti tra natura ed arte”.

Gli altri premi:

www.pardo.ch

L'Orchestra di Piazza Vittorio

L’Orchestra di Piazza Vittorio
di Agostino Ferrente
(Sezione Piazza Grande)

Lorchestra di piazza vittorio01

Piazza Vittorio Emanuele II, comunemente chiamata Piazza Vittorio, si trova a Roma, zona Esquilino. Della zona si dice che gli italiani costituiscano una minoranza degli abitanti e questo la rende spesso luogo di manifestazioni, organizzate ovviamente dalla destra, contrarie alla presenza di stranieri.
Mario Tronco, compositore di colonne sonore nonché pianista della Piccola orchestra Avion Travel, in quella zona ci abita e considera quella mescolanza una ricchezza e non una minaccia. Decide quindi di fondare con Agostino Ferrente e Dina Capozio (anche loro abitanti nella zona) l’associazione Apollo 11, che ha come scopo iniziale quello di acquisire un ex teatro (l’Apollo) diventato poi una sala a luci rosse, ormai chiusa, impedendo che venga trasformata in una sala bingo, nonché a formare un’orchestra formata da musicisti di varie provenienze che vi si possa esibire. Il film di Ferrente testimonia la nascita dell’idea, i primi sudatissimi successi (l’acquisto della sala da parte del comune), le difficoltà (il trovare i musicisti e il convincerli a partecipare al progetto) e quindi le prime prove, che porteranno al primo concerto vero e proprio in pubblico.

Agostino Ferrente fa un lavoro titanico (come quello dell’associazione), riuscendo a raccontare in un’ora e mezza cinque anni di sforzi, di difficoltà, di rapporti umani, di creazione, divertendo moltissimo (il film è spesso esilarante) e facendo riflettere su come non possa esistere arte senza che a priori esista un confronto.
Un discorso a parte meriterebbe la musica, che presenta una mescolanza di vari stili (i musicisti, una trentina, dell’orchestra provengono da Tunisia, Italia, Stati Uniti, Senegal, Cuba, Ecuador, Ungheria e, prima, anche da alcuni Paesi dell’India. Alcuni tra loro sono musicisti di strada, altri musicisti diplomati che magari campano lavano i vetri delle auto).
L’orchestra ha infiammato la piazza Grande a chiusura della proiezione del film.
Il film, da non perdere, verrà pubblicato in DVD.

(Roberto Rippa)

Agostino Ferrente, 1971, ha frequentato il DAMS di Bologna e quindi il gruppo Ipetesi cinema diretto da Ermanno Olmi. Lavora come curatore di programmi radiofonici e televisivi destinati agli italiani all'estero prima di lavorare come aiuto regista per Silvano Agosti e Nico Cirasola, con cui co-sceneggia Albània Blues (2000).
Il suo primo cortometraggio, Poco più della metà di zero è del 1993 cui seguono, Opinioni di un pirla (1994) e Intervista a mia madre (1999).
Fonda con Dina Capozio e Mario Tronco l'associazione Apollo 11, che trasforma un ex teatro e sala a luci rosse in uno spazio culturale destinato a diventare un crocevia romano della cultura.
Nel 2003 e 2005 realizza i documentari musicali Gli Avion Travel in seduta di registrazione e L'alluvione del '43 di Pino Marino.

Lorchestra di Piazza Vittorio (Mario Tronco)
(Mario Tronco)

L'Orchestra di Piazza Vittorio
(Italia, 2006)
Regia: Agostino Ferrente
Immagini: Greta De Lazzaris, Alberto Fasulo, Simone Pierini, Giovanni Piperno, Sabrina Varani
Montaggio: Desideria Rayner
Beta digital PAL
93'

L'Orchestra di Piazza Vittorio

Discografia

Il blog dell’Orchestra di Piazza Vittorio

Intervista a Mario Tronco

Associazione Apollo 11

Ça rend heureux

Ça rend heureux
di Joachim Lafosse
(Sezione Competizione internazionale)

Ça rend heureux01

Trama

A Bruxelles, Fabrizio, un regista disoccupato, non sta vivendo il suo momento migliore: il suo rapporto di coppia si sta concludendo tra liti cui non sono estranei i problemi professionali e il suo primo film non ottiene alcun successo di pubblico.
A completare il quadro, giunge la notizia che, non dovesse trovare un lavoro entro sette mesi, perderà il diritto al sussidio di disoccupazione. Grazie al suo amico Kris e all’infatuazione per la cameriera di un pub, Fabrizio trova la voglia di girare un nuovo film. Formato un cast tecnico di professionisti del cinema tutti disoccupati, inizierà una nuova avventura nel tanto amato cinema.

Commento

Questo Effetto notte belga mette in scena una storia vera: il regista Joachim Lafosse è stato davvero vittima dell’insuccesso commerciale del suo primo lungometraggio Folie privée (ben accolto dalla critica, premiato in vari festival e presente in concorso a Locarno nel 2004), i manifesti del film che nel film gli vediamo affiggere nel tentativo di attirare pubblico nelle sale sono proprio quelli di Folie privée.
Alternando finzione a esperienza vissuta, Lafosse costruisce, sceneggiandolo insieme ai suoi attori, un film a tratti esilarante, spesso commovente che è un vero e proprio inno d’amore al cinema, inno d’amore raccontato attraverso la descrizione dei rapporti tra i vari personaggi e la rappresentazione delle difficoltà nel costruire un film partendo da zero.
Alla fine riesce a realizzare un film paradossalmente meno autoreferenziale di quanto avrebbe potuto essere, denso di ironia e intelligenza.

Joachim Lafosse, 1975, si diploma all'Institut des arts de diffusion di Louvain-la-Neuve, presso Bruxelles. Nel 2001 realizza il suo primo cortometraggio, Tribu, che gli vale riconoscimenti a vari festival e una menzione speciale al Festival di Locarno. Dopo avere lavorato anche come regista teatrale, gira nel 2003 il suo primo lungometraggio Folie privée (premio CICAE come migliore film europeo e candidato al Pardo d'oro a Locarno). Alla Mostra del cinema di Venezia 2006 (settembre) verrà presentato Nue proprieté, con Isabelle Huppert e Jérémie Rénier.

(Roberto Rippa)

Ça rend heureux
(Belgio-Italia, 2006)
Regia: Joachim Lafosse
Sceneggiatura: Joachim Lafosse, Samuel Tilman, Fabrizio Rongione, Kris Cuppens, Vania Leturcq, Mariet Eyckmans, Catherine Salée
Fotografia: Ana Samoilovich
Montaggio: Sophie Vercruysse
Interpreti: Fabrizio Rongione, Kris Cuppens, Catherine Salée, Mariet Eyckmans, Dirk Tuyppens, Cédric Eekout
35mm
85’

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