Lo mejor de mí

Lo mejor de mí (Spagna, 2007)
di Roser Aguilar
(sezione Competizione internazionale)

Lo mejor de mí01

Il primo lungometraggio della regista di Barcellona Roser Aguilar, già allieva di Fernando Trueba e Joaquim Jordà, mette in scena le vicende di una coppia di recente formazione. Tomás, atleta professionista, e Raquel, giornalista in una radio, si vedono poco a causa dei rispettivi impegni. Da qui l'idea di convivere per proseguire il percorso insieme anche nella quotidianità. Quando Tomás si scopre sofferente di una grave malattia al fegato, Raquel decide di sottoporsi agli esami necessari per verificare la compatibilità del suo fegato con quello del suo compagno, in vista di un trapianto. La malattia mette in luce caratteristiche dell'uomo fino ad allora a lei poco evidenti e Raquel, pur combattuta, mentre si interroga sulla natura del loro rapporto, non desiste dal suo intento di salvarlo offrendogli una parte di sé.
Lo mejor de mí è efficace nel tratteggiare le personalità dei personaggi ma la storia è raccontata spesso in modo estremamente convenzionale, facendo ricorso a qualsiasi luogo comune del caso (la macchina fotografica regalata da Tomás a Raquel perché testimoni l'inizio della loro vita insieme che viene rubata proprio mentre lei inizia a interrogarsi sul loro rapporto). Girato senza particolari lungaggini ma sofferente di una confezione che appare eccessivamente televisiva, è un film che sa tenere in piedi la storia che racconta ma che alla fine ha soprattutto il merito di mettere in evidenza le interpretazioni dei due protagonisti e poco altro.

(Roberto Rippa) 

Lo mejor de mí (Spagna, 2007)
Regia: Roser Aguilar
Sceneggiatura: Roser Aguilar, Oriol Capel
Musiche: Jens Neumaier
Fotografia: Isaac Vila
Montaggio: Bernat Vilaplana
Interpreti principali: Marian Alvarez, Juan Sanz, Lluís Homar, Pablo Derqui, Alberto Jiménez
86'

 

Cinema mundi

Cinema mundi (Italia, 2007)
di Stefano De Luigi
(sezione Piazza Grande - selezione Play Forward)

Cinema mundi01

Presentato sulla Piazza Grande per la indubbia qualità delle immagini, Cinema mundi, del fotografo italiano Stefano De Luigi, è una prima parte di un cortometraggio per immagini fisse che vedrà la fine lavorazione nel corso del prossimo anno. Il fotografo ha girato il mondo producendo le sue immagini su set cinematografici di Russia, Cina e Iran. Il progetto continuerà presto in Argentina, in Nigeria, in Corea e a Bollywood.
L’autore parla, per lo specifico di questo lavoro, di una dichiarazione d’amore per il cinema.
Purtroppo, nonostante la bellezza delle immagini, non riesce a definire né quale sia l’oggetto di questo amore, né a raccontarne qualcosa di personale o particolare.
La sequenza è fatta di immagini di momenti di lavorazione dei diversi film, ma trattate quasi allo stesso modo e ricercando effetti di luce, momenti magici, alla fine appiattisce la sua ricerca regalandoci un’immagine globale e condivisa del cinema, della sua bellezza. Un set vale l’altro, un paese vale l’altro, un cinema vale l’altro, tutti belli e tutti bravi nella loro diversità. Attendiamo la fine del lavoro, che diventerà una pubblicazione, per vedere se l’opera riuscirà col tempo a prendere reale spessore ed a raccontarci l’inatteso, lo specifico del cinema mundi.

(Donato Di Blasi) 

Cinema mundi (Italia, 2007)
Regia, sceneggiatura, fotografia: Stefano De Luigi
Musiche: Vittorio Cosma
Montaggio: Carlotta Cristiani
7'

Palmarès

Locarno Logo0701


Concorso internazionale

La Giuria ufficiale del 60. Festival internazionale del film di Locarno composta da:
• Walter Carvalho, direttore della fotografia e regista, Brasile
• Saverio Costanzo, regista, Italia
• Irène Jacob, attrice, Francia
• Jia Zhang-Ke, regista, Cina
• Romuald Karmakar, regista, Germania
• Bruno Todeschini, attore, Svizzera/Francia
ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Pardo d’oro

Ai no yokan (The Rebirth) di Masahiro Kobayashi, Giappone

Masahiro Kobayashi01

Premio speciale della giuria

Memories (Jeonju Digital Project 2007)
di Pedro Costa, Harun Farocki, Eugène Green, Corea del Sud

Premio per la migliore regia

Philippe Ramos
per il film Capitaine Achab, Francia/Svezia

Pardo per la migliore interpretazione femminile

Marian Álvarez
per il film Lo mejor de mí di Roser Aguilar, Spagna

Pardo per la migliore interpretazione maschile
Assegnato ex aequo agli attori

Michel Piccoli
per il film Sous les toits de Paris di Hiner Saleem, Francia

e

Michele Venitucci
per il film Fuori dalle corde di Fulvio Bernasconi, Svizzera/Italia

Menzione speciale a:
CHO Sang-yoon, direttore della fotografia del film Boys of Tomorrow
di NOH Dong-seok, Corea del Sud

Locarno macchie01

Concorso Cineasti del presente

La Giuria
• Khalil Joreige, regista, Libano
• Diego Lerman, regista, Argentina
• Laila Pakalnina, regista, Lettonia
• Annamaria Percavassi, direttrice del Trieste Film Festival / Alpe Adria Cinema, Italia
• Marc-Olivier Wahler, critico d’arte e direttore del Palais di Tokyo a Parigi, Svizzera
ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Pardo d’oro Cineasti del presente C.P.Company:

Tejút (Milky Way) di Benedek Fliegauf, Ungheria/Germania

Premio speciale della giuria Ciné Cinéma del Concorso Cineasti del presente:

Imatra di Corso Salani, Italia

Menzione speciale a :
Tussenstand (Stages) di Mijke de Jong, Paesi Bassi

Locarno macchie01

Pardo per la migliore opera prima

La Giuria
• Raja Amari, regista, Tunisia/Francia
• Kornél Mundruczó, regista e attore, Ungheria
• Francisco Villa-Lobos, produttore, Portogallo
ha deciso di assegnare il Pardo per la migliore opera prima a

Tagliare le parti in grigio di Vittorio Rifranti, Italia
(film presentato nel Concorso Cineasti del presente)

Locarno macchie01

Pardi di domani

La Giuria
• Alia Arasoughly, regista e Direttrice Generale di Shashat, Palestina
• Christopher Buchholz, attore e regista, Germania
• Jukka-Pekka Laakso, Direttore Festival di Cortometraggi di Tampere, Finlandia
• Lyes Salem, attore e regista, Algeria/Francia
• Andrea Staka, regista, Svizzera
ha deciso di assegnare i seguenti premi ai cortometraggi:

Concorso internazionale
Pardino d’oro

Valuri (Waves) di Adrian Sitaru, Romania

Pardino d’argento

Bende sira (Ich bin dran) di Ismet Ergün, Germania/Turchia

Concorso nazionale svizzero
Pardino d’oro

René di Tobias Nölle, Svizzera

Pardino d’argento

Latitude 2023 di Florence Guillermin, Svizzera

« Prix Action Light » per la miglior speranza svizzera

Icebergs di Germinal Roaux, Svizzera

Premio Film e Video per il sottotitolaggio

Il neige à Marrakech di Hicham Alhayat, Svizzera

Locarno macchie01

Premio «Cinema e Gioventù 2007» – Pardi di domani

La Giuria di «Cinema e Gioventù» per la sezione Pardi di domani, composta da Christel
Berthoud, Camilla Boschetti, Sebastiano Conforti, Michele Foletti, Ada Franciolli,
Giacomo Hug, Théo Kummer, Lisa Lurati, Daniele Nerini, Mélodie Nyffeler, Laura Pallù,
ha assegnato i seguenti premi:

Miglior cortometraggio per il Concorso internazionale Pardi di domani

Hoy no estoy di Gustavo Taretto, Argentina

Menzione speciale a:

Braedrabylta (Wrestling) di Grimur Hakonarson, Islanda

Per il Concorso nazionale svizzero:
Miglior cortometraggio per il Concorso nazionale svizzero

Ménagerie intérieure di Nadège de Benoit Luthy, Svizzera

Menzione speciale a

The little samurai di Lorenz Merz, Svizzera

Locarno macchie01

Prix du public UBS
Il vincitore del premio del pubblico «Prix du Public UBS» è il film:

Death at a Funeral di Frank Oz, Stati Uniti / Gran Bretagna

Locarno macchie01

Premio Giuria dei Giovani

La Giuria designata tra i partecipanti all’iniziativa « Cinema e Gioventù » e composta
da: Althea Araya, Camilla Belfiore, Christine Birbaum, Pedro Carol, Simone D’Archino,
Alida Franchi, Nicola Guscetti, Loïc Lardé, Federico Lazzari, Nicolas Pontiggia, Caterina
Righenzi, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

Primo Premio

Anthony Hopkins, regista del film Slipstream, Stati Uniti

Secondo Premio

Peter Payer, regista del film Freigesprochen, Austria/Lussemburgo

Terzo Premio

Amor Hakkar, regista del film La maison jaune, Francia/Algeria

Premio « L’ambiente è qualità di vita » (chf 3.000)

Claudio Del Punta per il film Haïti chérie, Italia

Menzioni speciali

Ai no yokan (The Rebirth) di Masahiro Kobayashi, Giappone

e

Sous les toits de Paris di Hiner Saleem, Francia

Locarno macchie01

Premio Netpac (per la promozione del cinema asiatico)

La Giuria
• Xie Fei, Cina
• Intishal al Timini, Iraq / Paesi Bassi
• Lorna Tee, Taiwan
Ha deciso di assegnare il Premio Netpac ex aequo ai film:

Little Moth di Tao Peng, Cina

e

An seh (Those Three) di Naghi Nemati, Iran

Locarno macchie01

Premio FIPRESCI (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica)

La Giuria
• Gabriele Barrera, Italia
• Elise Domenach, Francia
• Gerhard Midding, Germania
• Charles-Stéphane Roy, Canada
• Valentin Rabitsch, Svizzera
Ha deciso di assegnare il premio della critica internazionale (FIPRESCI) al film:

Capitaine Achab di Philippe Ramos, Francia/Svezia

 

Il palmarès completo sul sito ufficiale del Festival

Las vidas posibles

Las vidas posibles
di Sandra Gugliotta

Las vidas possibles01

Trama

Carla e Luciano formano una coppia felice. Quando Luciano, che lavora come geologo, parte per un lavoro in un piccolo paese della Patagonia e smette di dare notizie di sé, Carla decide di partire a cercarlo.

Commento
(attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama
e del finale del film)

Costruito come fosse un thriller psicologico, Las vidas posibles è un film che racconta su più livelli. Carla, che non riesce più a raggiungere telefonicamente il marito, parte per il paese della Patagonia dove lui era diretto per lavoro. Qui incontra un uomo identico a lui che, dopo qualche difficoltà, riesce ad avvicinare. Lui sembra non riconoscerla e gli abitanti del paese le dicono che lui abita lì da sei anni, ad eccezione di una pausa misteriosa che confonde le acque allo spettatore. Mentre la regista e sceneggiatrice Sandra Gugliotta confonde gli indizi, i due iniziano una relazione. Accompagnato da suoni continui e insinuanti il film restituisce allo spettatore l'inquietudine della protagonista, immersa in un paesaggio meraviglioso che qui appare però inquietante e soffocante grazie alla stupenda fotografia di Lucio Bonelli. Poco importa, alla fine, sapere se l'uomo nasconda qualcosa, se sia stato vittima di un'amnesia o se si tratti unicamente della proiezione di una donna che non vuole accettare una realtà troppo dolorosa (e il film svela il mistero), Las vidas possibles accompagna lo spettatore in un mistero che tratta semplicemente delle vie che la psiche umana può scegliere di percorrere per sospendere momentaneamente l'accettazione di un dolore troppo forte.
Ottimamente interpretato da German Palacios e Ana Celentano, il film di Sandra Gugliotta si insinua lentamente e pone domande la cui risposta non può mai essere scontata.

(Roberto Rippa)

La mia intenzione era quella di lavorare intorno all'idea dell'ambiguità. Ho provato a costruire una storia di cui sono possibili diverse letture, nessuna delle quali è totalmente vera o totalmente falsa. Tutte le ipotesi sono plausibili senza che una elimini l'altra.
(Sandra Gugliotta)

Las vidas posibles (Argentina-Germania, 2007)
Regia e sceneggiatura: Sandra Gugliotta
Musiche: Sebastian Escofet
Fotografia: Lucio Bonelli
Montaggio: Juan Pablo Di Bitonto
Interpreti principali: German Palacios, Ana Celentano, Natalia Oreiro, Marina Glezer, Osmar Núñez, Guillermo Arengo
80'

Trigon films 

Ai no yokan

Ai no yokan
(titolo internazionale The Rebirth, Giappone, 2007)
di Masahiro Kobayashi

Ai no Yokan01

Praticamente privo di musica e di dialoghi (scelta curiosa per un regista che è stato un cantante folk ed è un apprezzato sceneggiatore), Ai no yokan è un film che nel trattare un tema profondo, rancore, perdono, senso di colpa – un uomo (interpretato dal regista stesso) rimasto vedovo causa morte per malattia della moglie, perde anche la figlia per mano di una compagna di scuola. Trasferitosi su un’isola per riprendere in mano la sua vita, entrerà lentamente in contatto con la madre dell’assassina della figlia, che lavora come cuoca nell’albergo in cui lui abita - sceglie di non accettare nessun compromesso con lo spettatore o con il linguaggio cinematografico.
Interessante non solo a livello visivo, con la reiterazione di gesti e situazioni come unica forma di comunicazione tra i due personaggi, il cibo come solo punto di contatto e rumori come unico commento sonoro alle immagini, il film sembra voler immergere lo spettatore nello stesso silenzio dei protagonisti, nella stessa ripetitività di un quotidiano fatto di pochi gesti, sempre uguali. Junichi, padre della ragazza uccisa, e Noriko, madre dell’assassina, alla fine riusciranno ad aprirsi attraverso piccoli gesti uscendo forse dal vuoto in cui si sono rifugiati dal dolore.

(Roberto Rippa)

Il regista

Nato a Tokyo nel 1954, Masahiro Kobayashi debutta come cantante folk per poi dedicarsi alla sceneggiatura. Nel 1982 si aggiudica il premio Kido per la sceneggiatura del film The Yellow Monkey That Has No Name. Estimatore di François Truffaut, nel 1996 dirige il suo primo lungometraggio, Closing Time. Nel 1999 fonda la sua casa di produzione e realizza tre film, tutti premiati a Cannes: Kaizokuban Bootleg Film (1999) e Aruku, hito (2001) nella sezione Un certain regard e Koroshi (2000) nella Quinzaine des réalisateurs.
Nel 2003 presenta a Locarno Amazing Story, quinto episodio della serie Perfect Education. Bashing, nominato alla Palma d'oro a Cannes nel 2005, viene premiato a Teheran e al Filmex di Tokyo.

Ai no yokan (Giappone, 2007)
Regia, sceneggiatura, musiche: Masahiro Kobayashi
Fotografia: naoki Nishikubo
Montaggio: Maoki Kaneko
Interpreti principali: Masahiro Kobayashi, Makiko Watanabe, Harumi Nakayama
102'

Capitaine Achab

Capitaine Achab (Francia-Svezia, 2007)
di Philippe Ramos
(sezione Competizione internazionale)

Capitaine Achab01

Liberamente ispirato al protagonista di Moby Dick.
Girato da un regista di padre francese e madre portoghese, ambientato negli Stati Uniti, coprodotto da Francia e Svezia e presentato in prima mondiale in Svizzera (italiana). Regista che in ogni caso si dichiara cittadino di Nantucket, il porto dal quale salpa il Pequod, la baleniera che va alla caccia di Moby Dick, per la passione che ha sempre ispirato in lui la vicenda di Achab e della balena bianca (che in realtà è un capodoglio).
Nel 2003, con il medesimo titolo, aveva già presentato un cortometraggio maggiormente incentrato sulla figura di Achab cacciatore.
Il romanzo Moby Dick, al di là di essere un libro puramente di avventura, ha sempre presentato diverse chiavi di lettura, in particolare religiose e filosofiche, tanto che il messaggio intrinseco del romanzo non è stato compiutamente svelato nonostante se ne siano date diverse interpretazioni.
A differenza del romanzo di Melville e dell'adattamento cinematografico diretto nel 1956 da John Huston, che si sviluppano interamente nell'ambiente marinaio della caccia alla balena, il film si incentra in gran parte sull'infanzia del futuro capitano, che appare da adulto quando è già stato ferito dal cetaceo e solo nell'ultimo capitolo prende il mare.
Mancano completamente ricostruzioni di episodi di caccia alla balena: per darne il senso sono stati inseriti spezzoni e adattamenti di vecchi documentari.
Il criterio di interpretazione del libro di Melville che sembra darne Ramos è il rapporto tragico e ossessivo di Achab con le donne, un rapporto di amore/odio e ricco di contrasti. La balena bianca stessa vuole essere rappresentata come un sinuoso corpo femminile, e così il film si apre con il primo piano di un pube femminile nudo, ma si tratta della madre morta, probabilmente nel darlo al mondo.
E del rapporto col padre, che occupa il primo capitolo della pellicola, oltre ai contrasti in tema di caccia si pone in risalto la controversa relazione con la seconda giovane moglie di lui, i cui strascichi Achab porterà con sé per tutta la vita.
In seguito in quasi tutti gli episodi appaiono figure di donne che hanno lasciato un impronta importante nella vita del protagonista.
Il film si chiude con Achab come Ulisse attratto dalle sirene, ma a differenza di quest'ultimo lui va incontro all'accecante bianco della sua ossessione, per raggiungere, giusto per non tradire la produzione in parte scandinava, il Valhalla dei cacciatori di balene.

(Sergio Citterio)

Capitaine Achab (Francia-Svezia, 2007)
Regia, sceneggiatura e montaggio: Philippe Ramos
Fotografia: Laurent Desmet
Interpreti principali: Denis Lavant, Virgil Leclaire, Dominique Blanc, Jacques Bonaffé, Jean-François Stévenin
100'

Dust Bowl Ha! Ha!

Dust Bowl Ha! Ha! (Canada, 2007)
di Sébastien Pilote
(sezione Pardi di domani)

Dust Bowl Ha! Ha!01

Sincero, toccante racconto di un uomo cinquantenne che, mentre tenta disperatamente di mantenere la sua dignità in seguito alla perdita del lavoro, si sente schiacciato sotto il peso di un mondo che non ha più giustizia per i più deboli.
Uno tra i cortometraggi più belli tra quelli presentati a Locarno negli ultimi anni e la certezza di un autore da tenere d'occhio.

Sébastien Pilote ha studiato cinema all'Università del Québec. Tra i corti da lui sceneggiati e diretti, Wiper (2001), On débarrasse (2002), Bébé à bord (2002).

Dust Bowl Ha! Ha! (Canada, 2007)
Regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio: Sébastien Pilote
Musiche: Pierre Lapointe
Fotografia: Sébastien Pilote, Guillaume Tremblay
Interpreti principali: André Bouchard, Monique Gauvin, Nicolas Gagnon, Gérald Pilote
14'

RCBanner01

Il neige à Marrakech

Il neige à Marrakech (Svizzera, 2007)
di Hicham Alhayat
(sezione Pardi di domani - Svizzera)

Il neige à Marrakech01

Tra i tanti validi cortometraggi presentati nella competizione svizzera della sezione Pardi di domani, spicca per ironia e gusto questa terza prova del regista e attore svizzero-marocchino Hicham Alhayat.
Un uomo anziano e, si suppone, giunto quasi alla fine del suo cammino vorrebbe coronare il suo sogno di sciare sulle alpi svizzere. L'impossibilità di realizzare l'aspirazione, convince il figlio a mettere in piedi una messinscena: accompagnato il padre, dopo averlo addormentato, in una località sciistica del Marocco, per convincerlo costruirà con la complicità della gente del posto un'ambientazione elvetica, completa di musica popolare, bandiere dei cantoni e una fondue dalla strana consistenza.
Lui, dal canto suo, mangia la foglia e quando il figlio spiega un paesaggio poco convincente come francese, dicendo che si trovano sulla frontiera, l'anziano trova subito un altro sogno da coronare: quello di vedere la Tour Eiffel. Per il figlio sarà l'inizio di una nuova, rocambolesca, avventura.
Ben diretto e ben scritto, Il neige à Marrakech condensa in pochi minuti una storia divertente, piena di trovate e di ritmo.

(Roberto Rippa) 

Il neige à Marrakech (Svizzera, 2006)
Regia e sceneggiatura: Hicham Alhayat
Musiche: Abdessamad Miftah Elkheir
Fotografia: Pascal Montjovent
Montaggio: Julien Sulser, Laurent Nègre
Interpreti principali: Atmen Kelif, Abdeljabbar Louzir, Abdessamad Miftah Elkheir, Majdoline Drissi
15'

An seh

An seh
(titolo internazionale: Those Three, Iran, 2007)
di Naghi Nemati
(sezione Competizione cineasti del presente)

An seh01

Trama

Essi, Yousef e Darius, detto La tartaruga, sono militari di carriera impegnati in un'esercitazione in una innevata regione montana. I tre, dai caratteri e dalle storie diverse, sono uniti nella difficoltà di sottostare agli ordini di un comandante dispotico e prepotente.
Approfittando di un momento di nebbia, uno tra loro decide di scappare, inseguito in momenti diversi dagli altri due. Convinti di poter raggiungere un luogo abitato, si addentrano sempre di più in un paesaggio ricoperto di neve e frustato da un forte vento. Il trio incontra dapprima una famiglia proveniente dall'Azerbaigian con merce di contrabbando e quindi una donna incinta abbandonata da un passatore dopo averla derubata dei suoi averi. Giunti al villaggio, lo trovano disabitato e distrutto da un terremoto.

Commento

Film di grande intensità, An seh (Those Three) mette in scena tre personaggi profondamente diversi tra loro uniti da un'improvvisata avventura. Il lungo e insidioso cammino che affrontano rappresenta l'occasione per delinearli attraverso pochi ma efficaci dialoghi, dove nulla viene dato per scontato ma nulla è detto per caso. Le immagini sono quasi accecanti e i suoni, molto presenti, fanno sentire tutta la violenza della natura, quella natura che avrà il potere di sopraffare gli incauti militari.
Film bellissimo fatto di pochi, importanti, elementi, racconto narrato per sottrazione del superfluo, di rara poesia e insieme di brutalità, An seh parla di un tentativo di conquista della libertà negata e incolla lo spettatore allo schermo con la forza delle immagini, delle parole e della sua, violenta, poesia.

(Roberto Rippa)

Il regista

An seh02

Naghi Nemati è nato in Iran nel 1977. Laureatosi in regia presso il Soureh College di Isafahan, inizia a realizzare cortometraggi dal 1993. I suoi cortometraggi Umbrella for the Kids (1997), The Lost Homework (1999), The Children's Songs (2000), The Free Line (2004), With Him (2005) e One Day, One Man (2006) vengono presentati in diversi festival nazionali e internazionali.
An seh è il suo primo lungometraggio.

Questo lungometraggio trae vantaggio da una forma e un contenuto minimalisti. I tre uomini che mette in scena sono smarriti in mezzo alla natura e cercano di riconquistare la libertà individuale. La scenografia implica un fondale bianco che materializza un ambiente visivo molto particolare e in armonia con tutti gli altri elementi del film, soprattutto la narrazione e l'universo sonoro. In qualche modo, le condizioni climatiche della regione, rigide e ostili, entrano in risonanza con l'atmosfera strana del film e con questi personaggi misteriosi costretti a confrontarsi con la supremazia della natura.
(Naghi Nemati)

An seh
(titolo internazionale: Those Three, Iran, 2007)
Regia e sceneggiatura: Naghi Nemati
Fotografia: Hooman Behmanesh
Montaggio: Naghi Nemati, Majid Mostafavi
Interpreti principali: Yousef Yazdani, Dariush Ghazbani, Esmail Movahedian, Javad Saremi, Fatemeh Mir Soleimanifard
80'

RCBanner01

Extraordinary Rendition

Extraordinary Rendition (UK, 2007)
di Jim Threapleton
(sezione Competizione internazionale)

Extraordinary Rendition01

Trama

Un uomo sta facendo jogging per le strade di Londra quando viene fermato da un uomo che gli chiede un'indicazione. Poco dopo si ritrova sul fondo di un auto, rapito da un manipolo di violenti, misteriosi uomini.
Imprigionato in un container industriale in un porto, viene torturato e umiliato prima di giungere in un'ignota località, dove le torture si fanno, se possibile, ancora più violente e frequenti.

Commento

Il protagonista del film, un giovane insegnante, è una tra le tante vittime (1'100, pare) dell'Extraordinary Rendition, vergognoso e liberticida programma speciale post 11 settembre 2001 della CIA mirato a una pretestuosa lotta al terrorismo attraverso la sospensione dei diritti umani, anche i più elementari.
L'uomo è sospettato su basi alquanto fragili, l'incontro con un uomo sospetto, e non ha alcuna possibilità di difendersi.
Riportato a Londra dopo la terrificante esperienza, stenterà a riprendere in mano le redini della sua vita.
Scritto con gli attori stessi nell'ambito di un workshop il film ha potuto godere dell'aiuto di Amnesty International, che ha messo in contatto il protagonista del film Omar Berdouni con Maher Arar, informatico canadese che ha subito lo stesso trattamento del personaggio del film ed è stato detenuto in Siria per quasi un anno.
Extraordinary Rendition ha il potere di catapultare con le sue immagini (bella la fotografia di Duncan Telford che aumenta la sensazione generale di claustrofobia), sicuramente meno violente rispetto alla realtà, gli spettatori nell'incubo del protagonista (e quindi delle vittime reali del trattamento speciale della CIA), che non ha diritto alcuno di difesa, torturato e drogato da persone senza nome e costretto a firmare una falsa confessione che metta il cuore in pace ai suoi persecutori.

(Roberto Rippa)

Il regista

Jim Threapleton è nato a Londra nel 1974. Dopo essersi laureato in storia dell'arte all'università di Manchester, lavora per cinque anni come aiuto regista. Firma quindi nel 2000 il suo primo cortometraggio, The Tell-Tale Heart e lavora per la televisione e la pubblicità.
Extraordinary Rendition è il suo primo lungometraggio.

Extraordinary Rendition (UK, 2007)
Regia e sceneggiatura: Jim Threapleton
Musiche: James Edward Barker
Fotografia: Duncan Telford
Montaggio: Brian Hovmand
Interpreti principali: Omar Berdouni, Andy Serkis, Ania Sowinski
77'

Entries  1 - 10 /46