Un burattino di nome Pinocchio – Regia di Giuliano Cenci
The Adventures of Pinocchio – Directed by Giuliano Cenci

Un burattino di nome Pinocchio-commenti01

Commenti dal mondo
Comments from all over the world

Da quando il composito articolo di Mario Verger su Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci è stato pubblicato su queste pagine, ha ottenuto una lunga serie di commenti, pubblici e non, da ogni angolo del globo. Persone che l'avevano visto anni fa e ancora lo cercano disperatamente, persone che non l'hanno mai visto ma che ne sentono parlare da tempo, persone che volevano semplicemente condividerne il ricordo. Insomma, la dimostrazione che il film di Giuliano Cenci ha lasciato su chi ha avuto la fortuna di poterlo vedere un'impressione indelebile.
Mario Verger ha risposto a tutti privatamente dando informazioni, documentandosi su dove il film fosse stato visto e quindi ha deciso di raccogliere alcune risposte e di pubblicarle qui. Iniziando da una persona che il film, e le persone che ne sono state responsabili, lo conosce bene.

Caro Mario,
…in particolare, sono rimasta colpita dalla tua tesi sul nostro film «Pinocchio», scritta con amore e sensibilità ad ogni piccolo dettaglio e sfumatura: credo proprio che neanch’io, figlia del regista, avrei potuto scrivere meglio di così…

Elena Cenci, figlia di Giuliano Cenci – Firenze, Italia

Ciao a tutti, è bello leggere i vostri commenti... sono la nipote di Renzo e sono sicura che anche lui, da lassù, sorriderà per questo. Anche mio padre (Alessandro) ci ha lavorato tantissimo come assistente alle macchine, ma purtroppo, come voi ben saprete, questo film non ha avuto la fortuna che meritava… peccato.
Giuliano, fratello di mio nonno, ancora se ne dispiace quando riparliamo di questo argomento… quindi ancora grazie a tutti voi che continuate ad apprezzare questo "sudato" lavoro.

Cristina Cenci, nipote di Renzo Cenci – Firenze, Italia

...Finalmente questa mattina ho trovato il coraggio di leggere... rimandavo sempre… e così mi si sono riaperti un "mare" di ricordi... ed ho pianto… La memoria, compagna di vita, a volte ci difende mettendo in un cassetto più nascosto cose che diventano "lontane"... Poi quando si riapre... eccolì lì, tutti... Ero molto piccola quando, nella mia famiglia, è iniziata questa "avventura"... tutta la mia infanzia è impastata in questa “storia e di questa storia”... è stato sicuramente bello ma anche tanto doloroso... Quando Ale parla delle riprese per la pre-animazione mi ricorda momenti divertenti in cui sia io che mia cugina Patrizia e, se non ricordo male, anche mio cugino Stefano facevamo queste "scenette" mimando il movimento che sarebbe stato poi di Pinocchio... tante scene, tanti momenti diversi del film dalla corsa giù per la discesa nel bosco fino alla casa della fata, al bindolo da girare al posto del ciuchino per guadagnare il bicchiere di latte per Geppetto!
Quanti ricordi... e poi non finirei più!!!! Comunque voglio ringraziarla per questa opportunità e voglio ringraziare mia nipote Cristina per averla trovata e per averla saputa cogliere!!! Se non altro per vedere riconosciute almeno alcune delle tante buone doti che aveva mio padre... e credo che questo se lo meriti proprio!! Grazie Ale per il buon lavoro fatto... un abbraccio a tutti...

Lucia Cenci, Figlia di Renzo Cenci – Firenze, Italia

È incredibile il culto di cui il Pinocchio di Cenci gode negli Stati Uniti. Un vero peccato che non si possa immaginare una sua pubblicazione a breve termine. […] Devo dire che è davvero meraviglioso a livello di immagine. Dalla prima visione sono rimasto molto colpito, non assomiglia a nulla che avessi già visto, davvero incredibile! Il Pinocchio di Disney davvero c'entra poco.
Il film mi ha assolutamente entusiasmato, è bellissimo, anche cattivo come è il libro di Collodi. Sono stupende le animazioni ma anche la cura con cui è stata trattata la storia è davvero mirabile. Naturalmente non mi sorprende che nessuno si curi di recuperarlo e pubblicarlo, troppo bello (e troppo fastidioso il confronto per la Disney???). Sono assolutamente entusiasta e presto vorrei farlo vedere ad amici amanti di cinema di animazione.

Roberto Rippa – Cinemino

Caro Mario,
credimi: per me è un onore discutere con te; allora: ti scriverò qui la storia della mia conoscenza del capolavoro di Cenci.
Premetto che io sono un ragazzo di quasi 18 anni (festeggio i 18 anni il 25/01/07). Durante la mia cara infanzia, ormai abbandonata, grazie a mia zia ho potuto apprezzare per la prima volta questo film d'animazione tutto italiano. Il periodo risale alla prima metà degli anni Novanta e il mio vecchio videoregistratore riproduceva il nastro della VHS (la VHS di Pinocchio di mia zia è della Stardust ed è datata su per giù 1990-91). Fin da piccolo il film mi piaceva molto e mia madre oggi mi rammenta che alcuni dialoghi del film li sapevo a memoria quando ero bambino. […] I miei più sinceri complimenti per ciò che sei riuscito a realizzare e grazie per aver portato a conoscenza di tutti informazioni e curiosità uniche e inedite sul Giuliano Cenci, uomo e regista d'animazione.
Un giusto tributo al padre del capolavoro assoluto del cinema d'animazione italiano.
A presto e ti ringrazio per l'attenzione Mario! ^_^
Saluti e abbracci.

Alessio da SAVA (TA)

Indubbiamente i Cenci non hanno mai avuto un così attento esame del loro appassionato Pinocchio.
Complimenti e buon lavoro.

Prof. Claudio Bertieri – Critico Cinematografico

La mia famiglia è italiana, ma viviamo in Inghilterra.
Il film ce l’ho a casa, ma in una videocassetta vecchissima. Credo che fu registrata da TV nei tardi anni 80. Mi sembra che mio padre lo registrasse in Italia e tornò dopo per darmelo come regalo.
Grazie ancora.
Sinceramente

Sam – Inghilterra

I am writing from Indiana, USA. I have seen this cartoon many years ago and was having trouble finding it for sale anywhere. I'm so glad that you have contacted me with a link. I'm finding it really awesome that you write me and you're from Italy, that is very neat.
I really enjoyed this film because it is the only one I have found that was spot on to the book. […] I saw this version of Pinocchio years ago when I was about 8 or 10. We rented it from a video store and taped it. I lost that tape but I watched it many many times. I was hoping to find it again, thanks to you I have.
When I first watched this particular version of Pinocchio I was pre teen, about 8-10 yrs old I think. I really enjoyed this cartoon because it was really different from any other version I’ve seen. I use to have a record of the Pinocchio story long time ago, it wasn't this particular version but I had a record of it way back when I was about 7 or so. I am now 31. I have seen the Disney version and of course that version is off course and way too happy go lucky. I really enjoyed this version above all for its trueness to the book.
getting off the subject to say I am quite an internationalist, that is true. […] I must say I am very impressed with your work. You seem to be a bit famous: famoso (in spanish) is there a way you could get the interview translated into english?
Thanks again

Zanna, Indiana, USA

I am writing from Brooklyn, New York, and yes I have seen this extraordinary film many times as a child, and used to own the video. However it became destroyed in the VCR. I have looked all over New York and in Italy as well and have been unable to find it. […] I am 24 years old and have seen the film as a child many times, it was given to me as a gift. I am Italian born here in Brooklyn, New York. My parents were both born in Sicily, my mom from Sciacca and my dad from Catania. As far as my sensations I love the film, and the Disney version does not even compare. I believe that the Disney version of the film leaves out the true meaning of the film, and "sugarcoats" the film to make it more of a happy fairytale. As far as my profession is concerned, I am a private teacher for autistic children that are between the ages of 2 and 7 years old so no, I am not in the movie business. I have obtained my Bachelor of Science degree in Psychology, and my Master's Degree in Early Childhood, Special Education.
Ciao for the moment,

Dear Professor Mario Verger
molti ringraziamenti!!!

Ms. Pinuccia Lombardo – Teacher for Autistic children, Brooklyn, New York, United States

I come from England. I saw Giuliano Cenci's Pinocchio when I was about 5 years old, so around 1990. I may have seen it earlier Because it was on a tape which had been recorded from the TV when my brother was little (so around 1986). I only recently thought about it again (as you often do with childhood memories) and I decided I really wanted a copy of it!
Thank so much for your email and I hope the rest of your research goes well! I would be interested to know what else you are studying at the moment.
Best wishes

Emilie Giles – England

I remember this being the best Pinocchio ever made, thank you for these moments in Congo.

My name is Amour Jerry Itadi (no not Italian but African).
About Pinocchio, I watched it in Congo-Brazza that is where I grew up, where I was born. My father used to bring back video tapes and books any time that he was going to Europe so it is among those trips that he brought back this film.
For a European Cartoon it was extremely well made, the story richer than Disney's Pinocchio. The hero was closer to a normal kid prone to do mistakes, his adventures were so fantastic and yet so close to home you could not help but believing that out there existed a talking cat and a talking fox, a Green Fisherman or a boy-donkey named Lucignolo (I think that was his name).
My sisters and I had been fascinated by these adventures.
We built quite a collection on VCR back then wether it was Japanese cartoons, French, American or even Russian (from Mikhail Barishnikov).
Pinocchio kept a special place in our shelves and today in our heart with lock in it the most magic moment of all his transformation into a boy and the vision of how he looked like. Accompanied of course by the Italian song at the start of the credit. There was only one Pinocchio, I never went to watch any other adaptation because I am sentimental, if someday I find this film on dvd I will buy for my kids and buy a copy for my other siblings to give to their kids.
Childhood is not anytime it is at the heart of what makes you the adventurous or the wise man that you are today.
Thank you for mail Mario hope I answered your question contact me if you need anything.
truthfully

Jerry Amour Itadi – Congo, Central Africa

I rented and taped this movie from our public library as a kid and must have watched it over 100 times. I love this movie. To see this article with the wonderful photos practically made me cry (and I'm a guy).


Thank you for your reply. I am from the USA. When I saw Pinocchio as a child (around 6 years old) I was in the state of Illinois. I am 29 years old and I now live in Washington D.C. area.
I saw the English-dubbed version, so I hope to get a copy in that language. I think I really have fond memories of this film because the artwork was so European and I love the painted backgrounds. The story was also much more serious and dark, compared to the sugar-coated American version. It was as if you had just finished a long journey everytime you finished watching the film. There was also quite a range of emotions felt throughout the film. No matter how many times me and my younger sister saw it (probably around 100), we never got tired of it. Unfortunately, our beta copy is at our parents' house and we don't even have a beta player anymore. It is my hope that I can find a good English language Region 1 DVD somewhere online.
Sincerely,

Rick Chen – Washington D.C. area, USA

Il film di Cenci è BELLISSIMO ed è un peccato che sia andata così...
ed è anche una VERGOGNA che non esca in dvd in edizione restaurata ma lo si possa vedere solo in divx (di pessima qualità) perché non lo danno più nemmeno in tv... in Italia quando uno è bravo e onesto va così, invece se uno è cane e opportunista ha successo... comunque... VIVA IL PINOCCHIO DI CENCI!!!!!!

Dario

Un burattino di nome Pinocchio, che vidi per la prima volta quando ero molto piccola, è un vero capolavoro! L'unica vera versione animata fedele al libro di Collodi, con disegni superbi, doppiatori bravissimi e musiche appropriatissime!
I fratelli Cenci hanno fatto un lavoro eccellente! Grazie di cuore

Alessandra

J'ai vu ce merveilleux film il y a 20 ans... comment faire pour le revoir, surtout en Italien, car celà ajoute beaucoup de charme?
Je vous remercie
Grazie
Thanks a lot
Danke schoen

Pierre – France

Scrivo perché ho bisogno di un'informazione! Quando ero piccola mi ricordo benissimo di aver visto questo film di animazione, ora ne sono alla disperata ricerca per farlo vedere ai miei allievi a scuola. Penso che sia l'unico che renda giustizia al capolavoro di Collodi!
Grazie mille e complimenti!

Giulia

Caro Mario,
le scrivo dal Canton Ticino (Svizzera). Penso di aver visto per la prima volta il film quando ero molto piccola, non mi ricordo di preciso l'età. Mi ricordo che divenne uno dei miei cartoni preferiti e visto che a quel tempo l'avevo registrato, lo guardavo e riguardavo molto spesso. Mi ricordo che alcune parti mi facevano paura, altre ridere e altre ancora piangere... ma ad essere sincera non riesco a ricordarmi esattamente quali. Come le ho già scritto penso che sia l'unica animazione che fino ad ora renda veramente giustizia al capolavoro di Collodi, ed è per questo che lo sto cercando per poterlo rivedere assieme ai miei allievi. Non solo per la sua bellezza e comprensibilità, ma anche per poter condividere con loro una parte della mia infanzia, una parte che mi è molto cara e che ha lasciato in me una traccia molto forte, visto che a distanza di vent'anni lo cerco ancora. Spero di avere presto sue notizie così finalmente riuscirò a rivedere "Un burattino di nome Pinocchio" e ritornare per qualche ora bambina.

Saluti

Giulia Stucchi
– Insegnante, Canton Ticino, Svizzera

Questo articolo onora finalmente un film che per certi versi era caduto quasi completamente nel dimenticatoio... se non fosse per il contributo di tutti coloro che ne ricordano la visione per la maggior parte credo in tenera età
L'apoteosi definitiva della storia di Pinocchio in versione animata che è alla base dei miei ricordi di bambino. Ascoltavo senza fine un nastro audio inciso registrato dalla TV (è ancora là... non è stato cancellato... semplicemente incredibile!).
Quando anni dopo rintracciai il VHS... fu un'emozione unica... talmente forte che ancora oggi conservo quella videocassetta che riporta la versione originale italiana con la sigla cantata da Renato Rascel. Indimenticabile...
Sarò sempre infinitamente grato ai fratelli Cenci e a Renato Rascel per aver dato vita a quest'opera formidabile che mi ha tanto appassionato in tenera età e ad oggi mi lascia ancora dei ricordi stupendi.

Stefano – Roma, Italia

Salve,
sono uno dei tanti fan di questo film, glielo confermo.
Sono del '74 e vidi per la prima volta questo film in TV credo tra il '78 e l'80 su una delle reti Rai che allora ricordo lo davano abbastanza spesso (per lo meno ci fu un periodo abbastanza fitto credo). Un film fantastico: ho sempre avuto (e credo proprio dia!) la sensazione di vivere sulla propria pelle tutte quelle avventure/disavventure che hanno reso celebre il personaggio di Pinocchio ed il suo creatore Collodi. Le voci dei vari personaggi e quindi anche il doppiaggio sono stati certamente fondamentali e hanno dato una forza incredibile al tutto (basti notare l'accoppiata dell'"azzeccatissima" voce narrante di Renato Rascel con le musiche di sottofondo (*) ivi compresa la sigla iniziale da lui cantata).

(*) tratte credo proprio dal famoso sceneggiato Rai del '71 (mi pare), ossia "I racconti di Padre Brown" interpretato proprio da Renato Rascel e con la partecipazione voglio ricordare del bravo Arnoldo Foà). Ne ho rivisti e registrati gli episodi abbastanza recentemente ritrasmessi su Rai Tre.

La registrazione su cassetta audio dalla TV fu un'idea di mia madre (lo ricorda bene anche lei), io allora ero un bimbo di 4/5 anni, e ricordo in maniera molto intensa quel film grazie soprattutto a quel nastro audio che (magicamente) mi aveva ipnotizzato e lo riascoltavo in continuazione... credo abbia avuto su di me una sorta di effetto stile "imprinting" un pò come quello che hanno i pulcini alla schiusa dell'uovo. Complice ovviamente la mia giovanissima età che comportava una psiche pura e innocente ossia ancora libera quasi totalmente da sovrastrutture psicologiche degne di nota che per forza di cose si vanno formando nel prosieguo della nostra vita. Ero insomma uno di quei bambini che a quell'età assorbono come spugne tutto ciò che gli gira intorno e sui quali senza dubbio bisogna porre molte attenzioni proprio perché implicitamente deboli e indifesi.
Credo insomma ci sia buona parte del mio DNA psichico in quel film. Vere e proprie colonne della mia psiche... quel film e... visti gli anni... anche quei famosissimi robottoni di Go Nagai che aprirono la strada in Italia ad un nuovo genere fantascientifico in versione animata (Goldrake, Mazinga, ecc.) Senza dubbio quindi due contraltari chiari e definiti... da un lato il Pinocchio, quello classico e italiano al 100%, con il suo contesto fiabesco e tradizionale pieno zeppo di messaggi educativi a non finire per un bimbo come me che Pinocchio l'ha conosciuto così per la prima volta e che 3/4 anni dopo ne ha finalmente letto il libro. Dall'altro i robot ultramoderni con messaggi più immediati e smaliziati all'insegna della lotta tra il bene e il male e dell'adorazione della nostra forza e stima interiore (a detta dello stesso Nagai infatti egli per i suoi robot si ispirò liberamente agli antichi Dei mitologici).
Quindi direi due concetti/punti di riferimento distinti nella forma ma accomunati nella sostanza da una ferrea morale che per me, ripeto, ha significato veramente molto (e non solo per me credo).
Perché le scrivo tutto questo? Semplice! Da un lato la sorpresa e la voglia di ringraziarla per un degno articolo che senza dubbio è meritatissimo vista la preziosità e il valore che l'opera ha per me e, credo, per molte altre persone. Dall'altro perché, di conseguenza, sentivo la necessità di sdebitarmi in qualche modo verso coloro che erano stati in grado di farmi passare delle ore stupende ed incantate da fanciullo trasmettendomi nel contempo gli insegnamenti e le emozioni che Collodi ha inciso nel libro.
Per la presente […] è chiaramente dedicata a lei e a tutti coloro che hanno lavorato al film o che comunque hanno avuto a che fare con esso in maniera attiva e positiva.
Finisco col dirle che ormai per me Renato Rascel è senza dubbio come un secondo padre (da commozione...) anche se nella realtà non l'ho mai conosciuto personalmente.
Un caro saluto,

Stefano – Roma, Italia

I have looked at your website and it is amazing; while my translator may have misinterpreted bits, what I could read and understand of it seem fantastic.
I come from the UK, and when I was a very young girl, about 6, my parents would record films/cartoons from around the world that would be on the television late at night; Russian versions of Alice through the looking glass, Australian Billabong cartoons that I've yet to find - and this version of Pinocchio. I remember watching it over and over again, enjoying ever second - never even seeing the Disney version.
As I grew up, the tape disappeared, and therefore I never managed to watch it again. Though I was heartbroken, I managed to remember most of it, my favourite parts - where Pinocchio turned into a donkey, when the blue fairy made him carry a jug of water, when he was swallowed by a large sea-creature - stayed in my mind for ages. I thought it was lost to me forever, because nobody I knew had ever seen the film, and I was beginning to think I was making it up. It was only recently that I found out that actually, it wasn't an English film, so of course I turned to the internet, yet still couldn't find it. I had come to the conclusion (mistakenly) that it was Czechslovakian, due to images I'd seen that seemed familiar to me - not quite perfect, but close enough. Until I found, on youtube, an Italian version with the title "Un burattino di nome Pinocchio", and realized it was exactly the same film.
Living in England, we'd had voice-overs, and as I'd only seen it when I was very small, I didn't really manage to capture the name of the film, so I'd had no idea what I'd been looking for other than "Pinocchio". Watching it again on Youtube has reminded me exactly how much I love it; the beautiful artwork combined with (in the English version, at least) a very didactic element, showing the effects of what happens when children misbehave. There are moments I don't recall, and I wonder if that's my memory or the fact we had an abridged version, but either way, it still brings joy to me. The only wish I have now is that it were possible to get a high quality version of it in English (as that will always be how I remember it, plus I don't know any Italian) on DVD, so that I might be able to share it with others.
I have no question in my mind that on some level it influenced me as I grew up, the messages are very strong in comparison to the Disney-ified versions of cartoons we have in the UK; and no doubt it the lessons that Pinocchio learnt as he grew into a human, I learnt as well.

Katherine Martin – England, UK

Ringrazio moltissimo Mario Verger per i suoi articoli su questo capolavoro d'animazione che non ricordo di aver mai visto.
La mia famiglia gestisce un cinema in provincia di Catania e io mi occupo di educazione all'immagine nella scuola dell'obbligo con progetti didattici sull'animazione, sarebbe meraviglioso far conoscere questo film ai bambini di oggi.
Cosa si può fare? Si potrebbe provare a contattare qualche distributore sensibile e attento al cinema d'animazione (penso a Mikado e Lucky Red) per permettere che questo film esca in una nuova riedizione cinematografica o almeno in una edizione critica in dvd. Chi detiene i diritti di questa opera bellissima?
Mi auguro che questo film viva ancora sul grande schermo per la gioia di chi ama l'arte dell'animazione, grazie ancora Mario Verger.

Rosario Scollo - Catania, Italia

This movie brings back so many memories for me. As a child, I watched it over and over with my little brother. We are both in our 30's now and we still remember the wonderful film full of sadness, hardships, death and life lessons. Even my father remembers it and he would like to see it again. I have an old old video that my parents recorded from the television that is not in the best condition. Maybe it will be released on DVD someday. I would definitely buy it.
Kim – England, UK

I remember this movie from my childhood. Although, it was dubbed in English. Do you know where I can find a copy for my nephew for Christmas?
Thank you,

Andrea – England, UK

Caro Mario,
mi complimento per l'ottimo lavoro, approfondito e competente, che hai svolto specialmente sull'opera della famiglia Cenci; nessuno si era mai occupato così a fondo di questi artisti e con il loro aiuto ha colmato questo vuoto.
Grazie per aver riportato alla luce questa testimonianza creativa, che ha il sapore di un'epoca pionieristica tanto lontana dalla nostra.

Luca Boschi, Critico Cinematografico – Pistoia, Italia

Grandissimo Mario!
Come sempre un articolo impeccabile e devo dire che le informazioni, le curiosità e il lavoro che c’è dietro poteva realizzarlo solo il nostro Mario Verger.
Grazie e spero di leggere altri 100000000000000000 articoli sul Pinocchio di Cenci e anche sull’interessantissimo campo dell’animazione in generale (come quella giapponese).

Alessio da SAVA (TA)

Ciao Mario!!!
Io mi chiamo Fabrizio, sono di Napoli e il 15 luglio compio 28 anni Allora ti dico che io sono un fan dell'animazione giapponese quindi considera che a me Pinocchio da piccolo non è mai piaciuto sopratutto il film della Disney, davo solo qualche punto allo sceneggiato Rai ma, che resti fra noi, perdeva colpi di brutto (Pinocchio diventa un bambino vero SOLO NEL FINALE e NON DURANTE IL FILM) finché non mi imbatto in una tv privata locale (si esatto una tv locale e non la Rai) dove sento il ritornello della canzone cantata da Renato Rascel e mia mamma, sua fan, mi fa: "FERMO lì!!!! Fammi sentire solo la canzone" ma appena il film iniziò a prender vita non riuscivo a cambiare canale.
Rimasi rapito da quelle immagini, da quella fluidità di animazione (all'epoca potevo avere sei anni credo pero capii subito che non era un cartone giapponese perché considera che ne vedevo milioni e poi si capiva anche dalle scritte in italiano come il cartello "Paese","Scuola"), e sopratutto aveva una colonna sonora bellissima, fu l'unico film di animazione a farmi letteralmente piangere dalla commozione....
Purtroppo non ho più avuto la possibilità di vederlo e per anni ho rimpianto di non averlo registrato, ma una sera mi imbatto in questa canzona su youtube e mi riprese una voglia di vedermi questo film che non saprei come descriverti, con mio grande rammarico però sapevo che era impossibile, ma mi accorsi che il film era su un canale youtube INTERO MA IN INGLESE!!! Tu lo sapevi che era stato tradotto? E cosi, anche se in inglese, ho potuto riprovare l'emozione che provai da piccolo......
Ora ti lascio spero in un'edizione in dvd...
Ciao e grazie!!!

Fabrizio Garofalo – Napoli, Italia

Caro Mario,
grazie per avermi segnalato questa belle intervista a Italo Marazzi, splendida persona, oltre che collega di insegnamento alla Scuola Internazionale dei Comics.
Anche se il web ha qualche elemento di immaterialità (e la carta ci dà sempre più impressione di consistenza e stabilità nel tempo), la rete è importantissima per divulgare in tempi veloci profili come quello che hai redatto di Italo (e a suo tempo di Cenci, Minuti, Kremos, Gibba e così via) e "allargare il giro" di interesse.
Segnalerò nel mio blog questa tua nuova impresa, complimentoni e alla prossima!

Luca Boschi, Critico Cinematografico – Pistoia, Italia

Caro Mario,
Mi è stata raccontata come una delle storie più straordinarie d’amicizia e di lavoro la realizzazione di UN BURATTINO DI NOME PINOCCHIO. Un gruppo di amici pieni di voglia e di un entusiasmo che arrivava a programmare, periodicamente, la “giornata del brodo”. Che, per essere perfetto, alla fiorentina, deve contenere non mi ricordo più quanti tagli diversi di carne di quanti animali nonché quanti sapori vegetali, e deve rimanere a cucinare non ricordo più quanti giorni. Mi raccontava se non ricordo male Italo Marazzi (co-autore dell’impostazione grafica con Giuliano Cenci che il film lo firma da solo… o forse era – nome? – Nencioni che per loro procacciava denari, simpaticissimo e molto estroverso mentre i Cenci erano più riservati) che l’evento-brodo era programmato come una particolare fase di lavorazione perché implicava progetto, acquisizione di materiali superselezionati, lavorazione e consumo: un consumo che, assumendo necessariamente le derrate, tra liquido e lesso, dimensioni pantagrueliche, doveva coinvolgere nell’assunzione intere famiglie: evento più che gradevole, alla fine, di certo ma che mi veniva venduto come un “lavorare per mangiare”… Erano scesi a Venezia il 4 aprile del 1971 i Cenci con Marazzi (e Nencioni? Continuo a non ricordare bene). Perché a nome e per conto dell’Istituto per lo Studio e la Diffusione del Cinema d’Animazione (ISCA) io avevo provato a legittimare esibendoli in una Galleria d’Arte i disegni che servivano a fare cartoni animati, corti o lunghi che fossero. L’avevo chiamata la 1ª MOSTRA MERCATO DEL RODOVETRO D’ANIMAZIONE e mi aveva impegnato assai realizzarla. Con la collaborazione dei vari autori per nulla conosciuti dal grosso pubblico, nemmeno quelli che facevano già Caroselli amati come LA LINEA di Osvaldo Cavandoli, TACA BANDA dei Gavioli, I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA di Marco Biassoni, o UNCA DUNCA di Bruno Bozzetto. Ogni “rodovetro” (triacetato di cellulosa trasparente fabbricato qui da noi inizialmente dalla Rodiatoce, da cui il nome)  era completo e firmato. Anzi, con licenza qualcuno l’ho perfino firmato io dato che gli amici si erano dimenticato di farlo… I Cenci, che stavano finendo la lavorazione del film (mi veniva da dire che stavano finendo i soldi… la produzione è durata 5 anni…), erano entrarti da poco in contatto con l’ISCA, ma si erano fatti facilmente coinvolgere nella Mostra, mandando non troppo materiale ma nobilitato in parecchi esemplari da una riproduzione fotografica della scenografia dato che gli originali erano ancora conservati con cura. Proprio parlando della scenografia Renzo, il fratello tecnologico del disegnatore Giuliano, mi raccontava che per cercare di ottenere nei paesaggi una resa tridimensionale, non solo, come nella più classica tradizione, veniva raccomandato di costruire il disegno attentamente decorato in chiaroscuro col sapore del “trompe l’oeil”, ma poi lui poneva il cartoncino con l’immagine disegnata non in piano davanti alla macchina da presa ma leggermente arcuata. La leggera sfocatura che si otteneva così a destra ed a sinistra (immaginiamoci una postura concava) simulava con attendibilità quello che la Disney continuava a gestire con una costosissima e delicatissima apparecchiatura costituita da piani paralleli e sovrapposti in prospettiva: la “multiplane camera”. Il solito talentaccio all’italiana… In quegli anni io collaboravo con l’organizzazione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Che oltre al “festival” settembrino, aveva le sezioni del documentario e dei film per ragazzi. Ovvero manteneva queste due rassegne che si svolgevano tra luglio e agosto premiando i film in funzione di precise categorie. Come ogni due anni, alla vernice della rassegna delle arti visive, proponeva il Festival del Film sull’Arte: Venezia aveva inventato la rassegna cinematografica approfondendo tematicamente tutte le sfaccettature possibili. Feci ben presente alla direzione di allora dell’esistenza di un lungometraggio italiano d’animazione. Esistevano quindi tutti i presupposti perché l’anteprima di UN BURATTINO DI NOME PINOCCHIO avvenisse proprio durante la Mostra del Cinema per Ragazzi. Ma ci fu un qualche inceppamento. Causa la distribuzione, mi pare, che chiedeva un elemento di richiamo in più. E che venne identificato in una canzone che Renato Rascel, simpatico attore, autore regista, ma soprattutto sensibile musicista, avrebbe potuto comporre ed eseguire sui titoli di testa. Questo portò ad una dilazione nell’uscita del film. Non è un caso che il visto di censura dati 17 settembre 1971 mentre la prima proiezione pubblica poté avvenire solo il 21 dicembre dell’anno successivo. 

Prof. Carlo Montanaro – Critico Cinematografico

RISPOSTA DI GIULIANO CENCI AL CRITICO CINEMATOGRAFICO PROF. CARLO MONTANARO:

1) Il sig. Italo Marazzi, che è tutt'ora mio ottimo amico, al quale ho sempre dato atto di essere un grande animatore, effettivamente ha collaborato con me alla realizzazione delle animazioni del mio film "Un burattino di nome Pinocchio", ma la sua collaborazione al film finì qui. Marazzi non è mai stato co-autore della impostazione grafica del film, né co-autore di qualsiasi altra cosa, limitandosi ad eseguire, peraltro ottimamente, le direttive che io, in qualità di unico regista e di sceneggiatore, impartivo a lui così come a tutti gli altri collaboratori.  Tanto per chiarire meglio il concetto, durante tutta la lavorazione del film non sono mai esistite (perché implicitamente insite nella mia persona) le figure del direttore di produzione e del direttore artistico. Pertanto avevo tutto il diritto di firmare il film da solo, quale unico autore.
2) Il Prof. Montanaro ha dato molto rilievo al cosiddetto "evento brodo" che gli veniva venduto come "lavorare per mangiare". Queste frasi, che personalmente ritengo offensive, mi hanno portato a conoscenza di cose per me assolutamente nuove! Se vi furono festeggiamenti o abbuffate a base di brodo di carne all'epoca del Pinocchio, non ne ho mai saputo assolutamente niente, e sfido chiunque a testimoniare di avermi visto prendere parte ad una di tali "mangiate"; tra l'altro, alla carne di manzo io preferisco di gran lunga la carne di tacchino!
3) Il sig. Nencioni, persona che stimo e con il quale ho sempre avuto ottimi rapporti, non è mai stato un "procacciatore di denari". Se il Prof. Montanaro invece di affermare tante cose a vanvera si fosse documentato un po' meglio su come sono andate effettivamente le cose, sicuramente la sua serietà professionale ne avrebbe tratto miglior giovamento! I denari, infatti, ce li siamo procurati in questo modo: circa il 50% presentando in un cinema di Firenze un certo numero di scene del futuro film, realizzate a spese mie e di mio fratello, a tantissimi privati che erano ricchissimi imprenditori, impresari e professionisti come avvocati, ingegneri, architetti, medici, ecc. Il resto del denaro occorrente riuscimmo abbastanza facilmente a reperirlo man mano che i mass media parlavano dei progressi della produzione del film. Addirittura, quando stavamo finendo la lavorazione, al prof. Montanaro "veniva da dire che stavano finendo i soldi.". Chissà da  cosa avrà arguito che "stavano finendo i soldi"? Figuriamoci!!! Proprio in quel periodo abbiamo dovuto respingere altri possibili finanziatori che ci chiedevano di poter entrare a far parte della nostra Società perché ormai tutte le quote residue erano state abbondantemente coperte dal maggiore dei nostri finanziatori che fu l'ing. Rota. Tutti i giornali dell'epoca parlarono di queste cose, e mi meraviglia molto che un critico cinematografico come il Prof. Montanaro abbia messo in gioco la sua serietà raccontando su CINEMINO un sacco di "panzane".
4) Quanto poco informato sia stato il Prof. Montanaro nel fare le sue affermazioni lo dimostra anche questa sua testuale frase:  ". la produzione è durata  5 anni. erano entrati da poco in contatto con l'ISCA.". Per chi non lo sapesse, l'ISCA era l' Istituto per lo Studio e la diffusione del Cinema di Animazione, e fu fondato negli anni '60 a Milano, sotto la direzione di Massimo Maisetti. Il Prof. Montanaro dunque dovrebbe gentilmente spiegarmi perché mai, secondo lui, addirittura quasi un decennio dopo avrei dovuto cercare di "mettermi in contatto" con tale Istituto quando, se fosse stato bene informato, avrebbe dovuto sapere che proprio io, Giuliano Cenci, insieme a Bozzetto, ai Gavioli, ai Pagot, Cavandoli ecc., ero stato uno dei soci fondatori dell'ISCA!!!
5) Dulcis in fundo, ci sarebbe mancato anche che fosse stato a causa della ritardata concessione di un visto censura (ad un film che oltretutto aveva già ricevuto dal Ministero del Turismo e Spettacolo l'attestato di "FILM PER RAGAZZI"!) a fare uscire in ritardo di un anno nei cinema il nostro film. No, egregio Prof. Montanaro; la prossima volta si documenti meglio prima di fare certe affermazioni! Furono ben altri i motivi della uscita del film in ritardo di una anno; credo che ormai, i veri motivi di questo ritardo, li conoscano anche i gatti, tanto sono stati "sbandierati" in tutte le salse, ma visto che lei ancora non li conosce, li ripeterò ancora una volta a suo esclusivo uso e consumo. Entro la prima decade di settembre (il giorno preciso non lo ricordo) dell'anno 1971 io mi trovavo a Roma perché avevo presentato in anteprima alla stampa il mio film "Un burattino di nome Pinocchio"; stavo facendo i bagagli per tornare a Firenze quando mi giunse in albergo una telefonata del dott. Goffredo Lombardo, direttore generale della TITANUS. Mi precipitai subito da lui che testualmente mi disse: "Cenci, ho visto in anteprima il suo film e me ne sono innamorato". Per farla breve mi sottopose un contratto di distribuzione mondiale del film, sollecitandomi a firmarlo seduta stante, perché era sua intenzione fare uscire il film per Natale di quell'anno ed eravamo terribilmente in ritardo. Allora io ero amministratore unico della società produttrice del film, ed avrei potuto firmare senza dover interpellare nessuno; purtroppo però, per un eccessivo ed errato senso di rispetto verso i miei finanziatori, chiesi una dilazione di tre giorni di tempo per sottoporre anche alla loro approvazione tale contratto, sicuro comunque che non avrebbero detto di no ad una prospettiva del genere. Purtroppo i finanziatori, tutte persone inesperte di cinema, rifiutarono perché il contratto non prevedeva il minimo garantito. Stupidamente, anziché infischiarmi (come sarebbe stato logico) del loro rifiuto, e tornare a Roma a  firmare quel fantastico contratto, mi ritenni moralmente vincolato a rifiutarlo con conseguente, inevitabile, "sputtanamento" del film (come si usa dire in gergo tecnico-cinematografico), cosa questa che implicò non solo il ritardo di un anno, ma addirittura l'uscita del film tramite i distributori "indipendenti regionali" che, mancando di coordinazione nelle uscite, e privi anche dei necessari mezzi finanziari per lanciare adeguatamente il film sul mercato, finirono con il determinare inevitabilmente il mancato successo.
Questa è la verità e la prossima volta, prima di presentare come fatti reali cose che invece sono solo parto di pura fantasia, consiglio vivamente a chi ha tendenza a sputare sentenze con troppa facilità su questioni che non conosce, a pensarci bene e soprattutto a documentarsi meglio.

Giuliano Cenci