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<wml xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><head><meta http-equiv="Content-Type" content="text/vnd.wap.wml;charset=ISO-8859-1"/></head><card id="main" title="KAYWA"><p><big>CINEMINO</big><br/></p><p><small>25.9.2007,&#xA0;18:47</small><br/><b><a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/visti/4-luni-3-saptamani-si-2-zile.html">4 luni, 3 saptamani si 2 zile</a></b></p><p>4 luni, 3 saptamani si 2 zile<br/>
(titolo italiano: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, Romania, 2007)<br/>
di Cristian Mungiu<br/>
[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/9/30/mob1314_1190739075.gif">image</a>]<br/>
Trama<br/>
Romania, 1987, appena due anni prima che il regime guidato per 34 anni da Nicolae Ceau&#x15F;escu venga rovesciato: Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano in una casa per studenti. Gabjta &#xE8; al quarto mese di gravidanza e ha necessit&#xE0; urgente di abortire in un Paese in cui l&#x2019;aborto &#xE8; vietato e quindi praticato clandestinamente.<br/>
La aiuta Otilia, che dall&#x2019;esperienza uscir&#xE0; profondamente traumatizzata.<br/>
Commento<br/>
(attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama<br/>
e del finale del film)<br/>
Il film si apre con le due ragazze che, nella stanza del dormitorio per studenti che abitano, conducono una conversazione priva di dettagli. Sono pochissimi minuti ma a Cristian Mungiu sono pi&#xF9; che sufficienti per dire molto della Romania sotto dittatura e non solo a livello di atmosfera. Tutto &#xE8; nascosto, molto &#xE8; non detto, la contrattazione &#xE8; una regola quotidiana cos&#xEC; come una sorta di sottile corruzione e il mercato nero impera per qualsiasi genere, dalle sigarette, al caff&#xE8; solubile alle caramelle.<br/>
Poco dopo ci &#xE8; chiaro cosa le due ragazze si apprestino a fare: una delle due, Gabjta, sta per sottoporsi a un aborto clandestino in un Paese in cui l'aborto &#xE8; fuorilegge dal 1966 mentre a Otilia pare essere stata affidata l&#x2019;intera organizzazione dell&#x2019;intervento: dall&#x2019;incontro con chi dovr&#xE0; praticarlo alla prenotazione di una stanza d&#x2019;albergo fino all&#x2019;assistenza dopo un intervento che, viste le condizioni, potrebbe essere fatale alla ragazza. Le ragazze sono studentesse del Politecnico, studio che permette loro di evitare i campi di lavoro e permetter&#xE0; loro, forse, di lavorare in fabbrica. Il dialogo &#xE8; scarno e sembra sottolineare il grigiore e lo squallore delle atmosfere e degli ambienti ma Mungiu dice molto con le immagini e non di rado gli scarni dialoghi pesano come macigni.<br/>
Otilia &#xE8; una vittima, la vera vittima, in quanto la sua amicizia e la sua lealt&#xE0; le costeranno molto pi&#xF9; di quanto sia lecito pensare. Mentre, nel tentativo di accontentare tutti, si muove per la citt&#xE0; debolmente illuminata, la presenza della dittatura &#xE8; suggerita da molti elementi: il fatto che per uscire dall&#x2019;albergo debba consegnare i documenti, la totale percezione di paura e di assenza di libert&#xE0;.<br/>
La scena dell&#x2019;incontro con l&#x2019;uomo che praticher&#xE0; l&#x2019;aborto, il momento della contrattazione del pagamento, con l&#x2019;uomo che sa di poter chiedere qualsiasi cosa vista la contingenza, &#xE8; una delle tante scene forti del film e, come le altre, &#xE8; condotta con assenza di dettagli ma con enorme forza.<br/>
La scena del feto abbandonato sul pavimento del gabinetto, una delle pi&#xF9; discusse ma certo non la pi&#xF9; scioccante, sembra suggerire l&#x2019;assenza di futuro che attende le due ragazze nella situazione che vivono. E questo s&#xEC; la rende agghiacciante, cos&#xEC; come la scena finale, con le due ragazze sedute al tavolo dello squallido ristorante dell&#x2019;albergo &#xE8; un urlo di solitudine e di disillusione.<br/>
Cristian Mungiu, classe 1968 e che quindi nel 1987 aveva l'et&#xE0; delle sue protagoniste, sembra conoscere bene il cinema di Fassbinder, soprattutto il tema dell&#x2019;amore come arma di ricatto capace di piegare chiunque, e firma qui un&#x2019;opera che spesso viene presentata come un racconto su un fatto preciso e circostanziato ma che in realt&#xE0; racconta, scena dopo scena, molto di pi&#xF9;.<br/>
Ottimi tutti gli interpreti con Anamaria Marinca, nel ruolo di Otilia, capace di strappare il cuore allo spettatore senza bisogno di ricorrere a istrionismi che qui sarebbero solo fuori luogo.<br/>
Palma d&#x2019;oro a Cannes.
(Roberto Rippa)<br/>
<br/>
4 luni, 3 saptamani si 2 zile<br/>
(titolo italiano: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, Romania, 2007)<br/>
Regia, soggetto, sceneggiatura: Cristian Mungiu<br/>
Fotografia: Oleg Mutu<br/>
Montaggio: Dana Bunescu<br/>
Interpreti principali: Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alexandru Potocean, Ion Sapdaru, Teodor Corban<br/>
113'<br/>
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