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<wml xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><head><meta http-equiv="Content-Type" content="text/vnd.wap.wml;charset=ISO-8859-1"/></head><card id="main" title="KAYWA"><p><big>CINEMINO</big><br/></p><p><small>25.11.2007,&#xA0;12:26</small><br/><b><a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/mario-verger/hugo-the-hippo-prima-parte.html">Hugo the Hippo - prima parte</a></b></p><p>Dopo i classici dell&#x2019;animazione italiana di cui ha scritto nei numerosi articoli presenti in queste pagine, Mario Verger inizia a trattare per Cinemino anche i classici dell&#x2019;animazione straniera, partendo dall&#x2019;ungherese Hug&#xF3;, a v&#xED;zil&#xF3; (noto nel mondo come Hugo the Hippo), il cui autore &#xE8; J&#xF3;zsef G&#xE9;mes, accontentando cos&#xEC; anche le numerose richieste giunte in questo senso negli ultimi mesi. I suoi approfonditi studi sul film sono stati aggregati in un unico articolo che pubblichiamo in due parti conseguenti.<br/>
Hugo the Hippo<br/>
(Hug&#xF3;, a v&#xED;zil&#xF3;)<br/>
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di Mario Verger<br/>
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Prima parte<br/>
(leggi la <a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/mario-verger/hugo-the-hippo-seconda-parte.html">seconda parte</a>)<br/>
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[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1480_1196180766.gif">image</a>]<br/>
&#xAB;&#x2026;Questa &#xE8; la storia di Hugo l&#x2019;ippopotamo, familiarmente chiamato Hugo Hippo. Vi sono molte leggende sugli ippopotami ma questa che cambi&#xF2; la vita di Hugo &#xE8; una storia che comincia con una leggenda sugli squali&#x2026;&#xBB;<br/>
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I Love Hugo<br/><br/>
Negli Anni &#x2018;70, nei pressi di Villa Borghese, frequentavo la scuola elementare "Regina Elena" (una scuola borghese e di Sinistra dove, ricordo, studiavano anche i figli del filosofo Massimo Cacciari, allora per la prima volta parlamentare a Roma); istituto che ebbe tra i suoi alunni anche due grandi attori quali Raimondo Vianello e Vittorio Gassman. L&#x2019;indimenticabile maestra si chiamava Maria Pedrelli alla quale fu affidato il metodo Montessori a tempo pieno. Spesso, uscendo da scuola nel pomeriggio, non vedevo l'ora di farmi accompagnare da mia madre in un negozio fornitissimo di film di ogni genere, la Frollini Cinematografica (poi divenuta Mabj Cinematografia) che si trovava lungo Via Salaria non lontano da la Rinascente di Piazza Fiume. Andavo molto spesso da questa simpatica signora, Maria Bianco Frollini (ex-moglie del produttore Aldo Frollini, il primo che ide&#xF2; il sistema del Telecinema, il trasferimento da pellicola a video), la quale fu la prima in Italia a vendere televisori e poi film in 8mm ed in seguito in Super8. Entrambi avevano due figli: Goffredo che si occupa di apparecchiature video, e Simonetta la quale lavor&#xF2; nel cinema come aiuto regista di Lina Wertmuller.<br/>
Maria Bianco &#x2013; detta semplicemente Mabj &#x2013; era una vera e propria esperta di cinema e vantava celebrit&#xE0; tra i suoi clienti, come Visconti, Rossellini, Pirro e molti altri, fra i quali anche l&#x2019;attuale Premier della Sinistra, Walter Veltroni, allora bambino.<br/>
La Signora Mabj mi prese particolarmente in simpatia e nell'arco di diversi anni riuscii ad acquistare da lei tutti i film Disney in Super8, in edizioni rarissime, di qualit&#xE0; assai superiore di quelli prodotti di straforo che si vedevano comunemente in commercio. Ricordo infatti che alcune pellicole si trovavano solo alla "Mabj" ma, essendo un negozio della Roma-bene, aveva dei prezzi piuttosto esosi; in particolar modo rammento un film d'animazione in 6 bobine da 120 mt. dal titolo Hugo l&#x2019;ippopotamo, esposto in alto nella vetrina di entrata nel negozio, di cui v'era una copia soltanto. Quando lo vidi, nel marzo del 1979, me ne innamorai completamente e ricordo la fatica che facevo per scrutarlo in ogni suo dettaglio, visto che per la mia altezza era ubicato molto in alto. Costava all'epoca ben 120.000 lire. &#xAB;Se metto da parte 1.000 lire al giorno&#xBB;, pensavo, &#xAB;in 5 mesi riesco a comprare il film&#xBB;; proposito che non riuscii a mantenere. Nello stesso periodo una TV privata trasmise Hugo l&#x2019;ippopotamo ma notai nel film colori smorti ed un segno "spoglio" che ben poco avevano a che fare con quell'accattivante scatola in Super8 in vendita da Mabj.<br/>
Da oltre un quarto di secolo mi reco spesso dalla "Signora Mabj" che mi riporta ai miei sogni di infanzia. Alla fine degli Anni 90, le raccontai l'episodio di Hugo l&#x2019;ippopotamo e di quanto mi dispiacque non averlo potuto acquistare durante l&#x2019;infanzia. Sepolto nei sotterranei del negozio, assieme a migliaia di altri film, rinvenimmo quella stessa ed unica copia, mai venduta e l&#xEC; giacente da quasi vent'anni. Mabj, che oltre ad essermi amica, aveva anche uno spiccato senso del commercio, mi propose, &#xAB;Beh, adesso 120.000 lire te le puoi permettere!&#xBB;. E per lo stesso prezzo comprai, un quarto di secolo dopo, la medesima copia del film che non potei acquistare da bambino. I Love Hugo!<br/>
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L&#x2019;eroe in funzione della fiaba: il ribaltamento dei canoni<br/>
L&#x2019;inizio &#xE8; eloquente: la cittadina al porto di Zanzibar coi variegati edifici in prospetto, &#xE8; descritta attraverso semplicissimi ma interessanti effetti multiplane di navi mercantili e barche a vela che scorrono lungo il mare, per alzarsi verticalmente in panoramica, fino a scoprire l&#x2019;intero paesaggio africano, con i gabbiani che volano in un altura celeste.<br/>
I titoli di testa su scena mostrano diversi animali, chiaramente ricavati da foto illustrate e tracciati a segno uniforme e grafico; pochi ed eloquenti i movimenti degli occhi, delle espressioni, ecc, mentre introduce con tono compassato e puramente didattico la voce narrante: &#xAB;&#x2026;Tutti conosciamo la differenza tra gli uomini e gli animali. Gli uomini prendono le medicine, fanno le guerre, leggono libri, gli animali no. Gli animali non si servono mai degli uomini per risolvere i loro problemi, invece gli uomini si servono continuamente degli animali, spesso senza curarsi di cosa sia meglio per loro. E questo &#xE8; l&#x2019;argomento di questa nostra storia&#x2026;&#xBB;.<br/>
Ad esempio il sole, che irradia i campi nel verde della Tanzania, &#xE8; ispirato agli effetti &#xAB;a trucco&#xBB; dei primissimi film del muto, se pur in apparenza seguendo una texture anni &#x2019;70 ma con riferimenti al retr&#xF2; e al liberty soprattutto quando il disco solare emette raggi costituiti da piccole decorazioni a forma di stelline animate.<br/>
Il tutto giocato, sin dalle primissime scene, fra il realistico e il simbolico: il piccolo Hugo si diletta con una simpatica libellula nel laghetto degli ippopotami ma, dove finisce la palude con la terra ferma, la panoramica prosegue risolvendosi in una singolarissima cartina geografica che indica, nella Tanzania, le due principali citt&#xE0; vicino l&#x2019;Oceano Indiano: Dar es Salaam e Zanzibar.<br/>
Quest&#x2019;ultima, nel racconto &#xE8; definita: &#xAB;pigra isola nell&#x2019;Oceano indiano. Qui, da tempo immemorabile, la popolazione coltiva i profumatissimi chiodi di garofano ed &#xE8; governata da un sonnolento sultano&#xBB;.<br/>
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L&#x2019;esposizione della storia &#xE8; lentissima: la lunga marcia cantata dal buon popolo di Zanzibar il quale imbarca, nel porto della Tanzania, pesanti casse di chiodi di garofano sulle grandi navi per le esportazioni in tutto il mondo. Alle onde destrutturate in armoniche forme rosate in movimento, si passa alle plumbee nuvole disegnate con vari toni di indaco, grigio e blu per dar spazio al branco di terribili teppisti-squali, in uno stile senza tempo fra l&#x2019;antico e il moderno: a met&#xE0; fra pirati e nazisti, adornati, in differenti gradi gerarchici, con elmetti da feldmarescialli con tanto di teschi, catene di metallo pesante e simboli da veri teppisti metropolitani: la sequenza, alternata al disegno lineare delle nuvole, &#xE8; corroborata da realistici effetti subacquei ottenuti con filtri deformanti: ed ecco che il fondale sottomarino appare come una frastornante pop music anni &#x2019;70 che d&#xE0; vita all&#x2019;incalzante canzone, &#xAB;Zig-Zag&#xBB;.<br/>
La pacifica cittadina &#xE8; saccheggiata e le esportazioni del Sultano Majid sono in pericolo, per questo gli sovviene l&#x2019;idea che la cattura di tutti gli ippopotami pu&#xF2; fronteggiare l&#x2019;emergenza squali.<br/>
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Hugo e Jorma: l&#x2019;amicizia tra l&#x2019;uomo e l&#x2019;animale<br/><br/>
Si sa che da sempre i bambini, al contrario degli adulti, hanno particolare predisposizione ad allacciare amicizie con gli animali, fino a farne degli affettuosi e inseparabili compagni di gioco.<br/>
Il piccolo Hugo, rimasto solo, cadendo nelle acque della Baia di Kurasami, stringe amicizia con un piccolo amo: non &#xE8; infatti un pesce quello pescato dal piccolo Jorma, bens&#xEC; un cucciolo d&#x2019;ippopotamo&#x2026; Allietati, nella versione italiana, dal coro dei 4 + 4 di Nora Orlandi, li troviamo entrambi a giocare nella maniera pi&#xF9; povera ma divertente: con un semplice foulard colorato, Jorma fa il torero e il piccolo nuovo amico il toro; e corrono, corrono, tanto da contendersi, tirandolo l&#x2019;uno dalla parte opposta all&#x2019;altro, quell&#x2019;unico pezzo di stoffa dal quale hanno entrambi ricavato un gioco d&#x2019;infanzia, fino a culminare in un tenero abbraccio tra il bambino e il piccolo ippopotamo rosa. Verso sera, dispiaciuto, Jorma dice che deve congedarsi per fare i compiti, ma il piccolo Hugo, rimasto senza famiglia, continua a seguirlo. Al calar del tramonto, il bambino lo informa che a casa sua per gli ippopotami non vi &#xE8; certo posto, promettendogli che il giorno dopo giocheranno nuovamente assieme.<br/>
Simpatica, nella casa del bambino, l&#x2019;idea di lui e famiglia i quali al mattino fanno colazione coi i corn flakes (una famiglia all&#x2019;americana per intenderci), nonch&#xE9; curiosa l&#x2019;idea grafica dei cereali &#x2018;Jungle Pops&#x2019;&#x2026;<br/>
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[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1454_1195933320.gif">image</a>]<br/>
Alla scuola, vi sono bambini bianchi, biondi e ricchi (che vengono in bici) ed altri neri e meno ricchi, a piedi, i quali, tutti insieme invece, vivono in allegria le lezioni scolastiche di Mr. Bow-wow; un signorile maestro in cappotto a collo di pelliccia e papillon protagonista anche di una simpatica sequenza cantata, attorniato in casa da gufi, struzzi e serpenti a sonagli, i quali danno vita e forma ai pi&#xF9; originali effetti visivi dai colori psichedelici&#x2026; fino a recarsi al mattino a scuola a bordo della sua lussuosa auto, o meglio del suo struzzo personale. La scuola &#xE8; una delicata e graziosa capanna, con al centro una simpatica campanella scolastica, nella quale quotidianamente i bambini seguono attenti le lezioni di geografia, matematica e scienze: dai viaggi sulla luna alla storia del petrolio; una bambina &#xE8; chiamata dal Maestro Bow-wow ad illustrare la sua ricerca scientifica sulle eruzioni vulcaniche esibendo un enorme plastico del monte Kilimangiaro, e ci&#xF2; determina una nuova serie di trovate esilaranti fra i ragazzi e il piccolo Jorma la cui attenzione all&#x2019;esterno del simpatico e gradevole edifico &#xE8; richiamata dal suo piccolo amico Hugo, venuto appositamente a salutarlo. Mr. Bow-wow chiede a Jorma di mostrare la ricerca, la quale non ha portato per via del divertimento trascorso il giorno prima in compagnia del suo nuovo amico: cosicch&#xE9; viene al bimbo l&#x2019;idea immediata di convincere il maestro che la sua &#xE8; proprio una ricerca sugli ippopotami che vivono nella loro Baia, contrariamente a quanto invece si sa. Ma non ci vuole molto per convincere il maestro: Hugo &#xE8; gi&#xE0; in classe ed &#xE8; subito amico di tutti i bambini di scuola!<br/>
E Jorma e Hugo diventano amici per la pelle.<br/>
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La cattura degli ippopotami: il &#xAB;colonialismo&#xBB; animale<br/><br/>
Interessante &#xE8; che la caccia di ippopotami si svolge lungo le terre di Dar es Salaam, sempre attraverso la logica che gioca fra simbolo e realt&#xE0;: cos&#xEC; un bimbo con le ali d&#x2019;angioletto, da una nuvola soffia deviando la direzione della nave a vapore con la spedizione capitanata da Aban Khan; mentre il lungo tragitto che segna il chilometraggio compiuto, viene graficamente affiancato da un leone che osserva correndo su un gran giro di ruota; vi sono scene puramente didascaliche e lineari le quali &#x201C;spezzano&#x201D; ogni ritmo e incuriosiscono lo spettatore, come ad esempio il treno fermo, con a bordo Aban Khan, che attende la carovana di elefanti che passano.<br/>
Interessante &#xE8; la figura, fatta uscire come in un gioco di prestigio dal Mago reale che affianca Aban Khan, di un gigantesco robot Cow Boy, che cavalca un altrettanto cavallo meccanizzato, il quale, con un enorme lazo riesce a catturare la dozzina di ippopotami (come non trovare in un cow boy americano, chiari e lampanti riferimenti al colonialismo inglese?).<br/>
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Da notare che Hugo era stato inizialmente catturato, ma il padre, Re George, che correva con lui, si &#xE8; mosso per liberare il figlioletto tanto da essere preso al suo posto&#x2026; V.di i riferimenti con la logica del lungometraggio Disney, nella quale spesso &#xE8; evidenziato il sacrificio dei padri verso i figli&#x2026; Come anche la caccia agli ippopotami intrappolati in enormi gabbie formate da grandi canne di bamb&#xF9;, rievoca molto l&#x2019;idea della cattura degli animali del circo in Dumbo.<br/>
Come gi&#xE0; sottinteso, la cattura dei dodici ippopotami &#xE8; avvenuta grazie all&#x2019;enorme Cow-Boy meccanico ma il potente e mefistofelico Aban Kjhan non si &#xE8; accorto pi&#xF9; di tanto del pi&#xF9; piccolo, erede al trono del regno di Dar es Salaam. E con la vittoria degli ippopotami sugli squali si d&#xE0; il via all&#x2019;allegra banda musicale, con la quale, sulle note del motivo trainante del film, viene data vita alle pi&#xF9; brillanti e allegre trovate fra trombe, coriandoli e stelle filanti nel festante popolo di Zanzibar.<br/>
Il piccolo ippopotamo divenne per tutti l&#x2019;eroe degli eroi: la mascotte del popolo, tanto da essergli attribuito unanimemente il simpatico nome di &#xAB;Hugo, che nella lingua di Zanzibar significava &#x201C;eccolo l&#xE0;&#x201D;&#xBB;.<br/>
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Hugo&#x2019;s world<br/><br/>
Hugo, un po&#x2019; pony e un po&#x2019; elefantino, &#xE8; un piccolo e grazioso ippopotamo color rosa. Cos&#x2019;altro bisogna aggiungere su un personaggio la cui tenerezza conquista immediatamente la simpatia dello spettatore?<br/>
Jorma &#xE8; un tipico e simpatico bimbo dell&#x2019;East Africa, con la camicia in cui sono ben definiti bottoni e colletto, nonch&#xE9; pantaloni a bretella, chiari e alla &#x201C;zuava&#x201D;. Il disegno del bambino &#xE8; lineare e realistico, i tratti del viso ben definiti ed armonici; come anche quelli degli altri ragazzini che rivelano conoscenza del disegno dal vero ed introspezione psicologica.<br/>
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Il maestro Bow-wow, calvo e con piccoli occhialetti a cerchio alla John Lennon, lo vediamo spesso in cappotto a collo di pelliccia e papillon, dal tono sobrio e intellettuale, sempre pronto a legger libri perfino in groppa al suo struzzo personale quando al mattino si reca a scuola.<br/>
Il Sultano Majid, personaggio realmente esistito (1), il quale ha impiantando la pi&#xF9; grossa industria di chiodi di garofano del mondo, sta studiando un modo per la cattura del terribile gruppo di squali radunando nella sua lussuosa reggia tutti i suoi ministri. Lo vediamo ridondante col suo ornamentale carillon (da notare che &#xE8; il suo fedele ghepardo a girare la manovella al padrone&#x2026;) all&#x2019;interno della sua reggia arabeggiante e vagamente indiana; occhi piccoli e labbra accentuate dal disegno lineare e spoglio, barba ai lati adornante il viso in parte coperto dal grosso turbante a diadema e pennacchi, nonch&#xE9; vestito con vistosi abiti dai colori pi&#xF9; variegati, sempre accompagnandosi al suo fedele ghepardo Nimara (da notare che ha il collare con un foulard a piuma uguale a quello del Sultano).<br/>
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[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1458_1195933509.gif">image</a>]<br/>
Il Gran Visir Aban Khan, ministro della giustizia e delle finanze di Sua Maest&#xE0; il Sultano di Zanzibar, viaggia in una lussuosa e dorata Rolls-Royce e vive in un suo personale palazzo, tetro e diroccato. Dagli occhi cerchiati e dalla carnagione verdastra dalla bile, Aban Khan &#xE8; un personaggio oblungo, sinistro e mefistofelico; molto ricordano, i clich&#xE9;s del Sultano goffo e buono col Gran Visir alto e femmineo, i personaggi gi&#xE0; improntati un quarto di secolo addietro in Italia da Anton Gino Domeneghini ne La Rosa di Bagdad.<br/>
Vi sono inoltre ministri o scienziati &#x201C;bianchi&#x201D; e &#x201C;neri&#x201D;: ad esempio, uno, con baffetti hitleriani, di formazione geopolitica, e l&#x2019;altro, con tanto di copricapo faz e costumi tradizionali. Come anche il curioso personaggio del Mago reale, con occhiali da sole e baffi arricciati alla francese; un indovino con abiti e cappello da mago, pi&#xF9; simile ad un prestigiatore con tanto di bacchetta magica, il quale d&#xE0; vita a stranissime performance, come trasformare la testa del Sultano Majid in quella di un grosso maiale, o far uscire dalle maniche un nutrito gruppo di conigli bianchi i quali infestano l&#x2019;intera sala, o trasformarla ancora in un ambiente ghiacciato simile all&#x2019;Antartide&#x2026; Questi, del Sultano, i suoi non eccelsi ministri&#x2026; Ma &#xE8; lo stesso Majid, osservando di notte gli astri brillare, che intravede in una costellazione stellata a forma d&#x2019;ippopotamo la soluzione alla minaccia economica di Zanzibar&#x2026;<br/>
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J&#xF3;zsef G&#xE9;mes: un&#x2019;arte al servizio della comunit&#xE0;<br/><br/>
Il Regista dell&#x2019;Animazione &#xE8; l&#x2019;ungherese J&#xF3;zsef G&#xE9;mes, famosissimo autore della prestigiosa Pann&#xF3;nia Filmstudio (2).<br/>
Di lui, il sito ufficiale della Pann&#xF3;nia Filmstudio, in una mini-biografia cos&#xEC; lo presenta:<br/>
&#xAB;Born in 1939 in Budapest. He joined Pannonia Film, the largest animation film company in 1965. He took a degree at the Academy of Applied Arts in directing and designing in 1966. He started directing animated films in 1968. His first short film, Concertissimo gathered many awards at different film festivals and since then his films have consistenly attracted both critical and popular acclaim&#xBB;.<br/>
G&#xE9;mes non ha certo bisogno di presentazioni: &#xE8; uno pi&#xF9; acclamati pilastri della &#x201C;scuola&#x201D; ungherese ed i suoi film (3) sono stati premiati nei pi&#xF9; importanti festival internazionali con grandi riconoscimenti anche da parte del vasto pubblico.<br/>
I disegni originali di Hugo the Hippo sono stati invece impostati da Graham Percy, un noto illustratore di libri per bambini della Nuova Zelanda. Anche se laureatosi nel 1967 al prestigioso Royal College of Art di Londra, le sue delicate illustrazioni non possono che scorgere ispirazione dal suo paese d&#x2019;origine di rara bellezza e variet&#xE0; paesaggistica: montagne glaciali, fiumi impetuosi, laghi limpidi e profondi, tanto che lo stile &#x201C;freddo&#x201D; e &#x201C;incontaminato&#x201D; di Hugo non pu&#xF2; che trarre diretto spunto dalla patria natia del suo autore.<br/>
[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1459_1195933637.gif">image</a>]<br/>
La bravura di G&#xE9;mes in Hugo the Hippo &#xE8; stata soprattutto nel saper coniugare in un unico film l&#x2019;arcaico gusto del primo cinematografo di Melies; il fascino dei vecchi cartoon dei Fleischer; la deliziosit&#xE0; sentimentale di Disney; la forza del grafismo realistico di Guszt&#xE1;v; l&#x2019;originalit&#xE0; di vedute di Bakshi; la poesia d&#x2019;oriente di Domeneghini; e il sapore lineare e liberty di Yellow Submarine di Dunning.<br/>
Come ha scritto anni fa Mario Pintus sul grande maestro ungherese dell&#x2019;animazione J&#xF3;zsef G&#xE9;mes, &#xAB;&#x2026;Ma c&#x2019;&#xE8; un autore che esprime la pluralit&#xE0; di un&#x2019;arte realmente intesa al servizio della comunit&#xE0;, e che rappresenta meglio di ogni altro la potenzialit&#xE0; del cinema di animazione ungherese: J&#xF3;zsef G&#xE9;mes. Quasi tutti i suoi lavori, frutto di una tecnica creativamente semplice ed umoristica, sono gustosi gioielli grafici cui si accompagna un&#x2019;ironia impietosa e graffiante, e le storie si risolvono in un segno grottesco che acuisce la realt&#xE0; dei contenuti. [&#x2026;] Fra le cose pi&#xF9; impegnative di G&#xE9;mes ricordiamo ancora Hugo the hippo (Hugo l&#x2019;ippopotamo, 1973), un lungometraggio per l&#x2019;infanzia realizzato su commessa della Brut Production americana per la regia di Bill Feigenbaum, ma completamente coordinato e realizzato dall&#x2019;autore magiaro in un segno molto dolce che contraddistingue la semplice linearit&#xE0; dei personaggi e ben si adatta al sapore di favola della storia&#xBB; (4).<br/>
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Hugo the hippo: uno straordinario film&#x2026; a ritmo d&#x2019;ippopotamo<br/><br/>
Il contrasto pi&#xF9; evidente &#xE8; che il film &#xE8; lentissimo, eppure, al contempo, la trama cambia di continuo: un film unico nel suo genere. Vediamo: la sceneggiatura &#xE8; lenta e diluita in tempi cinematografici assai lunghi; qui &#xE8; la storia in termini di racconto a sviluppare la trama e a far emergere il protagonista, e non viceversa come di consueto accade. Spesso alle animazioni di Hugo sono alternate riprendendo qua e l&#xE0; singolari spunti di immagini ricavate da materiale fotografico (gli animali della foresta nei titoli iniziali, lo struzzo di Mr. Bow-wow, come la marcia dei babbuini nella seconda parte, sembrano &#x2013; con certo contrasto col restante del film &#x2013; direttamente lucidati da certi libri sulla natura con relative foto di giraffe, leoni e rinoceronti&#x2026; Mentre altre volte semplici grafici prospettici e moduli geometrici con simpatiche decorazioni annesse rendono ugualmente in modo realistico ed eterogeneo, l&#x2019;idea del continente africano.<br/>
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[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1460_1195933743.gif">image</a>]<br/>
Come anche le scenografie, senza esser dipinte con relative sfumature, sono tracciate a linee rette segmentate a definizione degli alberi e colorate direttamente con uniformit&#xE0; cromatica sugli stessi fogli di celluloide che fanno da sfondo; alcune, pi&#xF9; semplificate, sono ricavate dalle masse destrutturate delle foglie non sfumate ma suddivise in zone dalle differenti tonalit&#xE0; di verde che fanno da contorno; altre, pi&#xF9; precise, sembrano anch&#x2019;esse prese da montaggi e foto di villaggi africani.<br/>
Segno grafico di contorno, lineare e &#x2018;spoglio&#x2019;: &#x201C;slavo&#x201D; potremo dire per certi aspetti; vagamente liberty e decorativo per altri ma compensato a volte da un alto grado di realismo nelle fisionomie e nella dinamica del movimento.<br/>
La variet&#xE0; cromatica &#xE8; altrettanto singolare: colori tenui, quasi smorti, ma tonali e altrettanto armonici col restante dell&#x2019;opera; le sfumature nelle scenografie sono date dai diversi toni delle ombre gi&#xE0; in partenza circoscritte a segno. Ancor pi&#xF9; curiosi i personaggi: lineari al massimo ma stranamente, nonostante alcune volte perfino impersonali, quasi del tutto realistici; anche la struttura dell&#x2019;animazione &#xE8; assai singolare: &#x201C;fissi&#x201D; talvolta lunghi ma con rapidi sventolii di azione in primissimo piano, nonch&#xE9; grande abilit&#xE0; nelle animazioni e nella struttura dei personaggi (ad esempio l&#x2019;interno del palazzo del Gran Visir con Aban Khan che scende le scale; come anche i bimbi della scuola: poche e essenziali linee ma l&#x2019;effetto ritratto &#xE8; perfetto); altrettanto uniche le sequenze cantate (la pi&#xF9; incredibile &#xE8; quella del maestro di scuola che esce a bordo di uno struzzo &#x2013; realistico nel design e nei movimenti, su base fotografica &#x2013; che lascia, in lontananza, l&#x2019;abitazione: una dignitosa villetta africana simile alle vedute in prospetto dei progetti architettonici&#x2026;<br/>
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La storia poi &#xE8; quanto mai stravagante in una girandola di invenzioni, la quale sembra venga ad inventarsi, sequenza per sequenza, senza che lo spettatore possa immaginarsi il prosieguo; senza tacere su particolari visivi quantomai accomodati: vedasi il palazzo dell&#x2019;emittente televisiva con le fattezze del sultano e le antenne che sbucano lateralmente; come anche il nido di uccelli poggiato in p.p.p. su di un antenna, il tutto fra grattacieli linearmente tracciati a riga e squadra con un po&#x2019; di finestrelle rettangolari ad arricchimento della composizione estetica della scena; come ancora nelle svariate avventure di sogno di Hugo e i bambini, nelle quali si assiste a trasformazioni a dir poco scoppiettanti.<br/>
Di stranezze, seguendo per esteso l&#x2019;intero film, se ne trovano a migliaia e per di pi&#xF9;, visionando i particolari che lo compongono, scena per scena!<br/>
Eppure, proprio per l&#x2019;originalit&#xE0; cui ho poc&#x2019;anzi accennato, &#xE8; da considerarsi un film pregiato, elegante sotto molti aspetti, mentre per altri, a dir poco unico&#x2026; Vale inoltre la pena ricordare nella versione italiana le musiche rimbastite da Sandro Tuminelli e Cino Tortorella; come importante l&#x2019;apporto del famoso coro dei 4+4 di Nora Orlandi; come anche validissimi i personaggi e doppiatori che vi hanno preso parte fra i quali Leo Gullotta e Sandro Noto; Riccardo Rossi, ancora bambino che d&#xE0; la voce a Jorma, Giorgio Gusso e Paolo Lombardi; Germano Longo, Laura Boccanera, Roberto Del Giudice e molti altri, oggi affermatissimi doppiatori, alcuni dei quali allora agli esordi&#x2026;<br/>
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[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1462_1195933802.gif">image</a>]<br/>
Il piccolo Hugo: un principe dal cuore d&#x2019;oro<br/>
Hugo &#xE8; un principe, &#xE8; l&#x2019;erede al trono del reame degli ippopotami. Eppure mai se ne fa vanto, ha la sincerit&#xE0; di un bambino; lo troviamo a scodinzolare vicino a mamma ippopotamo, in posa fotografica accanto al babbo, re degli ippopotami; non cerca lustri davanti agli animali della giungla selvaggia. Insomma, Hugo ha il candore e l&#x2019;innocenza di un bambino, tanto che diventa amico del piccolo Jorma, e con lui, di tutti gli altri bambini della cittadina della Tanzania. Per questo, ciascuno spettatore, adulto o bambino che sia, pu&#xF2; immedesimarsi, aiutato dal disegno semplice e lineare e dai colori delicati e innocenti: Hugo l&#x2019;ippopotamo &#xE8; l&#x2019;archetipo della parte pi&#xF9; sincera e innocente che c&#x2019;&#xE8; in ognuno di noi.<br/>
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Mario Verger &#x2013; Regista di Film d&#x2019;Animazione<br/>
Mario Verger &#x2013; Director of Animation Film<br/>
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(<a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/mario-verger/hugo-the-hippo-seconda-parte.html">continua</a>)<br/>
Note:
(1)<br/>
Dar es Salaam chiamata in precedenza Mzizima, &#xE8; la pi&#xF9; grande citt&#xE0;, principale centro<br/>
economico ed ex capitale della Tanzania. Nel 1866 il Sultano Seyyid Majid di Zanzibar le diede il suo nome attuale, una frase in lingua araba che significa &#x201C;Porto di Pace&#x201D;. Si veda anche il sito: <a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/exturl/http/www.zanzibar-web.com">www.zanzibar-web.com</a>, &#xAB;The Exotic Islands of Zanzibar&#xBB; nel quale viene fatta la storia delle memorie di Zanzibar con tutti i suoi sovrani.
(2)<br/>
Della Pann&#xF3;nia Film celebre &#xE8; la serie di &#x201C;Guszt&#xE1;v&#x201D; iniziata nel 1964 (68 episodi in 1964, ed altri 52 episodi negli anni 70) per la regia di Istvan Kovacs, Marcell Jankovics, Jozsef Nepp and Bela Ternovszky. Questa serie fu il debutto per la maggioranza della seconda generazione di animatori ungheresi, compreso J&#xF3;zsef G&#xE9;mes, Tam&#xE1;s Szab&#xF3; S&#xED;pos, B&#xE9;la Ternovszky ed altri.
(3)<br/>
Fra i suoi film pi&#xF9; importanti ricordiamo: The Greedy Weasel (1964); Concertissimo (1968); Parade; Event; Funeral (1970); Infantilism; Contest; With Joint Efforts; Hugo the Hippo (1973); Cantinflashow (1974-75); Friend Hedgehog (1976); Heroic (1982); Willy the Sparrow (1988); The Princess and the Gobelin (1991); New Iliad (1993); Tiny Herpes (1997)
(4)<br/>
Mario Pintus - Francesco Guido, Il cinema disegnato, Stampacolor, Sassari, 1992, p. 189
[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2007/11/30/mob1463_1195933859.gif">image</a>]&#xA0;</p><p><small><a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/mario-verger/hugo-the-hippo-prima-parte.html">Comments</a>&#xA0;(0)
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