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<wml xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><head><meta http-equiv="Content-Type" content="text/vnd.wap.wml;charset=ISO-8859-1"/></head><card id="main" title="KAYWA"><p><big>CINEMINO</big><br/></p><p><small>28.4.2008,&#xA0;18:06</small><br/><b><a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/cartoni-ditalia/il-cinema-di-animazione-astratto-in-italia.html">Il cinema di animazione astratto in Italia</a></b></p><p>Mario Verger
Cartoni d&#x2019;Italia
un secolo di cinema di animazione italiano
con prefazione di Bruno Bozzetto
&#xA0;
Capitolo I
Il cinema di animazione astratto in Italia
Il Cinema di Animazione in Italia nasce dalla pittura. Gi&#xE0; in Europa con le grandi Avanguardie, in Francia con Toulouse-Lautrec che aveva dato ai suoi quadri una forma caricaturale di tipo espressionista, e in Italia, col Futurismo, si era cercato di suggerire sempre di pi&#xF9; l&#x2019;idea del moto. Esempio migliore furono Balla nella pittura, con la dinamica del movimento e Boccioni nella scultura, con la ricerca della cinetica nelle linee di forza. Durante il periodo del Manifesto Futurista di Marinetti, sulla base delle teorie cinetiche, i fratelli Ginanni Corradini, in arte Arnaldo Ginna e Bruno Corra, realizzarono dei film di cinepittura che costituiranno il primo tassello della storia del cinema disegnato in Italia.
[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2008/4/30/mob1731_1209398086.gif">image</a>]<br/>
(Arnaldo Ginna)
Arnaldo Ginna fu il primo ad intravedere nel mosaico bizantino gli accenni agli &#x201C;accordi cromatici&#x201D; della pittura astratta. Sulla pittura musicale gi&#xE0; si trovano cenni nel saggio di Bruno Corra, Il Pastore, il gregge e la zampogna del 1912, all'interno del quale vi sono diversi riferimenti alla &#x201C;musica cromatica&#x201D; ed ai suoi stretti rapporti col cinematografo che daranno vita a quella che sar&#xE0; di l&#xEC; a breve definita come &#x201C;Cinepittura&#x201D;. Si allude specialmente ad una sinfonia cromatica che i fratelli Ginanni Corradini dipinsero fotogramma per fotogramma sulla pellicola cinematografica, come faranno in seguito Len Lye e Norman McLaren. Gi&#xE0; in Europa diversi artisti, fra cui L&#xE9;opold Survage, realizzarono esperimenti astratti cinepittorici. Ginna e Corra visualizzarono la musica di Chopin e di Mendelsshon. Questi spezzoni, non altro che film astratti di carattere sperimentale risalenti posteriormente al 1910, si intitolano: Accordo di colore, ispirato ad un accordo cromatico di un quadro di Segantini (mt. 180), Studio di effetti tra quattro colori, Canto di primavera, dalla celebre musica di Mendelsshon &#x201C;mixata&#x201D; con un brano tratto da un valzer di Chopin; e Les fleurs, ispirato ad una poesia di St&#xE9;phane Mallarm&#xE9;.<br/>
Riporto a tal proposito ci&#xF2; che scrisse Corra nel suo volume riguardo alla &#x201C;musica cromatica&#x201D; e agli esperimenti di cinepittura da lui condotti assieme al Ginna: &#xAB;I frutti di questo periodo di esperimenti, dal Giugno all'Ottobre ultimi scorsi, con quattro rotoletti di pellicola dei quali uno soltanto supera i duecento metri di lunghezza, sono qui, dentro il mio cassetto, chiusi nelle loro scatole, etichettati, pronti per il museo futuro [&#x2026;]; il primo contiene lo svolgimento tematico di un accordo di colore tolto da un quadro di Segantini, &#x2013; quello in cui si vedono delle case in fondo, e, sul davanti, una donna coricata in un prato &#x2013;, l'erba del prato, tutta commista di fiorellini, &#xE8; resa, per mezzo del complementarismo, con un brulicare svariato di colori, il prato &#xE8; vivo, vibra di tutto, sembra coperto da una esalazione d'armonia, vi si vede la forza creatrice della Primavera materiata in un febbrile zampillo di luci-, questo accordo cromatico ci impression&#xF2; e lo svolgemmo integralmente in centottanta metri di film; il secondo &#xE8; uno studio di effetti tra quattro colori a due a due complementari, rosso, verde, azzurro e giallo; il terzo &#xE8; una traduzione e riduzione del Canto di Primavera di Mendelsshon intrecciato con un tema preso da un Valzer di Chopin; il quarto, forse il pi&#xF9; interessante, &#xE8; una traduzione in colori della famosa e meravigliosa poesia di St&#xE9;phane Mallarm&#xE9; Les Fleurs&#xBB; (1).<br/>
Sempre il Corra descrive nel medesimo testo anche un altro progetto di film &#x2013; di cui possedeva soltanto gli abbozzi e per il quale si avvalse della collaborazione di Balilla Pratella, in cui faceva comprendere al pubblico l'importanza della &#x201C;musica cromatica&#x201D; e di altri esperimenti di cinepittura della lunghezza di 200 mt. quali L'arcobaleno e La danza, entrambi tratti dal quadro &#x201C;Musica della danza&#x201D;. &#xAB;&#x2026;E ora non mi resta pi&#xF9; che ragguagliare il lettore intorno alle ultimissime prove. Sono due films lunghe circa duecento metri: la prima &#xE8; intitolata L'arcobaleno, i colori dell'arcobaleno costituiscono il tema dominante che compare a quando a quando in forma diversa, e sempre pi&#xF9; intensamente sino a scoppiare in fine con una violenza abbarbagliante, al principio la tela &#xE8; grigia, poi a poco a poco in questo sfondo grigio si manifesta come un sommovimento lievissimo di palpiti iridati i quali sembrano salire dalle profondit&#xE0; del grigio, come bolle in una sorgente e, giunti alla superficie, scoppiano e svaniscono &#x2013; tutta la sinfonia &#xE8; fondata su questo effetto di contrasto tra il bigio nuvolare dello sfondo e l'arcobaleno, lottanti tra loro &#x2013;, la lotta si accentua, l'iride affogato sotto turbini sempre pi&#xF9; neri rotolanti dal fondo verso l'avanti, si dibatte, riesce a divincolarsi, sprazza, per comparire di nuovo e ritornare pi&#xF9; violentemente attaccando alla periferia, sino a che in un improvviso crollo polveroso tutto il grigio si sgretola e l'iride trionfa in un turbinare di girandole che alla loro volta in fine scompaiono, seppellite sotto una valanga di colori; la seconda &#xE8; intitolata La danza, i colori predominanti sono il carminio, il viola e il giallo che vengono continuamente riuniti tra di loro e disgiunti e scagliati verso l'alto in un piroettare agilissimo di trottole&#xBB; (2).<br/>
Mario Verdone cos&#xEC; scrive (3): &#xAB;Fin dal 1907, mi dice Ginna in uno dei frequenti colloqui con lui, avuti per preparare il presente studio, avevo capito le possibilit&#xE0; cinepittoriche del cinema, ma nel 1908-1909 non esisteva una macchina per fare riprese a tempo, un fotogramma per volta. &#x201C;Pensai&#x201D;, aggiunge, &#x201C;di dipingere direttamente sulla pellicola. Feci venire pellicola vergine senza nitrato d'argento, sola celluloide e buchi, e dipingevo direttamente sulla pellicola. L'ottico Magini mi faceva venire la pellicola da fuori. Ma le case erano restie. 'Di che se ne fa?', si chiedevano&#x201D;...&#xBB;.<br/>
Il film Vita futurista, infatti, nacque da un'iniziativa di Arnaldo Ginna, anche sotto gli incoraggiamenti di Marinetti.<br/>
Ginna, che gi&#xE0; si era interessato alla pellicola con la sua &#x201C;Cinepittura&#x201D;, produsse il film per conto proprio. Dopo aver comperato una Path&#xE9; a manovella d'occasione, gir&#xF2; le prime scene che fece sviluppare in uno stabilimento fuori Porta del Popolo.<br/>
Il film, interpretato da Marinetti e da altri futuristi, era giunto a 1000 mt. di pellicola ed era composto di brevi e diverse sequenze ciascuna delle quali incentrate su un problema sociale od avvenirista. Durante il montaggio Ginna not&#xF2; che, nel secondo episodio, la pellicola era cosparsa di tanti puntini bianchi stampati sulla pellicola stessa. Egli scopr&#xEC; che il fatto era dovuto alla polvere depositata sul negativo e intravide la possibilit&#xE0; di ravvivare l'intera sequenza con effetti speciali cromatici dipingendo, ad uno ad uno, ciascun puntino bianco con tinte rosa. Questo episodio, pi&#xF9; o meno involontariamente, divenne un brano corredato di azione e di colore, nonch&#xE9; un nuovo esempio di cinepittura misto, stavolta, ad immagini dal vero. Estremamente interessante &#xE8; anche, dello stesso film, il quinto episodio: Danza dello splendore geometrico, in cui Ginna apport&#xF2; per questa sequenza oltre che le sue esperienze cromatiche anche l'uso di dissolvenze.<br/>
Questi, i primi esperimenti astratti di cinepittura ad opera dei due fratelli Ginanni Corradini e, per cos&#xEC; dire, l&#x2019;inizio della Storia del Cinema di Animazione in Italia.
[<a href="http://cinemino.kaywa.com/files/images/2008/4/30/mob1732_1209398272.gif">image</a>]<br/>
(Vita futurista)
La riproduzione parziale di parti dell&#x2019;opera &#xE8; permessa a condizione che vengano riportati i seguenti dati: &#xAB;Cartoni d&#x2019;Italia &#x2013; un secolo di cinema di animazione italiano&#xBB;, di Mario Verger, con prefazione di Bruno Bozzetto, Cinemino, 2008 Testo &#xA9; Mario Verger, 2008. Tutti i diritti riservati.
Note
(1)<br/>
Da &#x201C;Musica cromatica&#x201D;. Il Pastore, il gregge e la zampogna di Bruno Corra, vol. I, Libreria Beltrami, 1912
(2)<br/>
Ibidem
(3)<br/>
MarioVerdone, Cinema e letteratura del futurismo, Ed. Bianco e Nero, Roma 1968, p. 27.&#xA0;</p><p><small><a href="http://cinemino.kaywa.com/mobile/cartoni-ditalia/il-cinema-di-animazione-astratto-in-italia.html">Comments</a>&#xA0;(0)
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