Albert Maysles - una breve biografia

Albert Maysles
Una breve biografia
di Roberto Rippa

Albert e David Maysles (1932-1987) sono riconosciuti come i pionieri del cinema documentario americano (il cosiddetto “non fiction cinema” o “Reality Cinema”) e due tra le figure più eminenti del genere. La loro reputazione proviene dall’essere stati i primi a realizzare film in cui la vita umana si svolge davanti alla camera esattamente così com’è, senza sceneggiature, scenografie o narrazione che non siano quelle proposte dal nudo occhio della camera stessa.

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(Grey Gardens - foto Maysles Films)

Nato a Boston nel 1926 da una famiglia ebrea proveniente dall’Europa dell’est, Albert si laurea all’università di Syracuse e ottiene il master alla Boston University, dove insegna psicologia per tre anni.
Nell’estate del 1955, si reca in Russia con una camera 16 mm per filmare i pazienti di diversi ospedali psichiatrici. Il risultato Psychiatry in Russia è la prima incursione di Albert nel cinema. Diversi anni dopo, intraprende con il fratello David un viaggio in moto da Monaco a Varsavia, durante il quale filmano quello che diventerà il loro primo film a quattro mani: Youth in Poland, sulla rivolta studentesca in Polonia.

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(With Love From Truman - da sinistra: David Maysles, Truman Capote e Albert Maysles - foto Maysles Films)

Nel 1960, Albert è co-regista di Primary, film sulle elezioni primarie democratiche tra Kennedy e Humphrey. L’utilizzo di una camera a mano e del suono sincronizzato permette alla storia di raccontarsi da sola, nel momento stesso in cui si svolge.
Con il loro senso della “scena dietro la scena”, i fratelli Maysles girano Meet Marlon Brando (1965) e With Love From Truman (1966), in cui lo scrittore (1) approfondisce il tema di cronaca narrato nel suo saggio In Cold Blood (2).

Nel 1968 realizzano il loro film di riferimento Salesman, fedele ritratto delle vite di quattro venditori porta a porta di bibbie. Il film viene premiato dalla National Society of Film Critics ed è tuttora considerato il documentario americano per eccellenza, tanto da meritarsi, nel 1992, la citazione da parte della Libreria del Congresso come “film di rilevanza per il suo significato storico, culturale ed estetico”.

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(Salesman - foto Maysles Films)

Seguono Gimme Shelter (1970), eccezionale documentario sulla figura di Mick Jagger e dei Rolling Stones nel loro tour americano, culminato in un omicidio nel famoso concerto di Altamont (3), e Grey Gardens, che cattura su pellicola il curioso rapporto tra una madre e una figlia che vivono recluse in una cadente casa negli Hamptons (4). Entrambi i film, come già accadde per Salesman, vennero distribuiti nelle sale cinematografiche ottenendo un buon successo di pubblico e critica.

La loro casa di produzione Maysles Films Inc. ha nel tempo prodotto molte opere su artisti, compresi i frutti di una lunga collaborazione con i famosi Christo e Jeanne-Claude (5) le cui monumentali installazioni creative sono state immortalate in documentari come Christo’s Valley Curtain (1974), Running Fence (1978), Islands (1986), Christo in Paris (1990), nominati ai premi Oscar nella categoria documentari, e Umbrellas (1995), vincitore del premio del pubblico e del premio principale al Montreal Festival of Films on Art.

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(Meet Marlon Brando - foto Maysles Films)

Le incursioni dei Maysles in ambito musicale spaziano da What’s Happening! The Beatles in the USA (1964) a documentari dedicati a Leonard Bernstein, Seiji Ozawa, Vladimir Horowitz, Mstislav Rostropovich e Wynton Marsalis. Diversi tra questi film hanno ottenuto premi Emmy (6). Nel 1994, Albert ha realizzato un ritratto aggiornato di quella che viene considerata la più grande band rock‘n’roll di tutti i tempi: Conversations With the Rolling Stones. Il film è stato trasmesso dalla rete VH-1.

Albert ha lavorato con Susan Froemke e Deborah Dickson a Abortion: Desperate Choices (1992), che esamina uno dei temi più discussi nel mondo intero. Nel 1996 gira Letting Go: A Hospice Journey, che narra le storie di tre pazienti malati terminali. Poi collabora con Susan Froemke e Bob Eisenhardt alla reliazzazione di Concert of Wills: Making the Getty Center (1997). Girato nel corso di dodici anni, il film è una cronaca della costruzione del centro museale di Los Angeles dal concepimento alla costruzione. In anni più recenti, Albert si è riunito nuovamente con Froemke and Dickson per il progetto - commissionato dalla rete via cavo HBO - Lalee’s Kin: The Legacy of Cotton, sulla lotta di una famiglia residente sul delta del Mississipi contro la povertà e l’analfabetismo.

Nel 1994, la “International Documentary Association” ha attribuito ad Albert Maysles il suo premio alla carriera, il “Career Achievement Award”, seguito nel 1997 dal premio “John Grierson” della S.M.P.T.E (Society of Motion Picture and Television Engineer) e nel 1998 dal “President’s Award”, assegnato per la prima volta a un documentarsita, della “National Society of Cinematographers’”. Tra gli altri - numerosissimi - riconoscimenti, quello attribuito dalla Eastman Kodak, che ha definito Albert Maysles “uno dei cento migliori direttori della fotografia al mondo” (7).

Nel 2001, Albert ha ottenuto il “Cinematography Award for Documentaries” al Sundance Festival per Lalee’s Kin: The Legacy of Cotton che, sempre nel 2001, verrà candidato agli Oscar.

Nell’estate del 2003, Albert ha ottenuto di filmare il Dalai Lama in visita a New York. Il progetto relativo è in fase di montaggio.

Con Antonio Ferrera (8), Albert Maysles sta attualmente lavorando a un documentario sull’ultima opera artistica di Christo e Jeanne-Claude The Gates - A Project for New York City (1979-2005), in questo momento in fase di post produzione per essere trasmesso dalla televisione la prossima primavera. Con il montatore Matthew Prinzing, il duo ha anche completato un documentario sul film di Wes Anderson The Life Aquatic with Steve Zissou. Il documentario è compreso nella prestigiosa edizione in DVD del film edita per il mercato americano da Criterion.

Albert, sempre con Ferrera, sta anche lavorando a un documentario autobiografico il cui titolo di lavorazione è Hand-Held and from the Heart (9) e, da solo, a un ritratto della ballerina e coreografa newyorchese Sally Gross.

Non è tutto: Albert sta lavorando come operatore alla camera per un documentario di Aaron Brookner e Benn Shulberg sul famoso autore e sceneggiatore Budd Shulberg
(10).

Appassionato insegnante, Albert tiene anche corsi e master in tutto il mondo. Solo nella primavera dello scorso anno ha tenuto seminari presso la famosa Danish Film School, presso la UCLA, la NYU, il MoMA (11), nonché ai festival del cinema di Chicago e Belfast. Nel 2005, all’età di 79 anni, gli è stato attribuito un premio alla carriera al Czech film festival AFO

Grey Gardens DVD
(Il DVD di Grey Gardens pubblicato da Criterion)

NOTE

(1)
Truman Capote (1924-1984), vero nome Truman Streckfus Persons, è uno tra gli scrittori americani più noti nel mondo. Dal suo racconto Breakfast at Tiffany’s, Blake Edwards ha tratto l’omonimo film nel 1961. Suoi i dialoghi del film Stazione Termini di Vittorio De Sica (1953). Il suo libro I cani abbaiano (The Dogs Bark, New York, 1973), raccolgie le sue memorie a riguardo di personaggi come Cocteau, Gide, Pound, Marilyn Monroe, Marlon Brando.

(2)
In Cold Blood (n italiano A sangue freddo, Garzanti editore, 2005), narra con stile letterario un fatto di cronaca reale: l’omicidio di una famiglia del Kansas ad opera di due ladruncoli. È considerato l’inventore di un genere: quello che applica alla cronaca lo stile del romanzo.

(3)
Altamont è un’autostrada nel nord della California che ospitò un festival musicale nel 1969, al quale parteciparono, tra gli altri, i Grateful Dead, i Jefferson Airplane e i Rolling Stones. Proprio questi ultimi assoldarono, come addetti alla sicurezza, alcuni membri della temibile gang degli Hell’s Angels, che seminarono terrore e uccisero uno spettatore nel corso del concerto.
Vedi filmografia per i dettagli.

(4)
Si tratta di Edith Bouvier Beale, prima cugina di Jacqueline Kennedy Onassis e della sua omonima figlia, detta “Little Edie”.

(5)
Christo, pseudonimo di Hristo Yavashev, e sua moglie Jeanne-Claude sono un duo di artisti noti nel mondo per le loro performance che consistono nell’impacchettare palazzi e opere architettoniche di grandi dimensioni e di valore storico. Tra le loro opere, l’impacchettamento del Reichstag di Berlino, del Pont-Neuf di Parigi e Running Fence, un telo dalle sembianze di un nastro lungo quasi 40 chilometri tra Sonona County e Marin County, in California.

(6)
Gli Emmy sono premi destinati alle produzioni televisive degli Stati Uniti, con particolare attenzione all’intrattenimento.

(7)
Albert Maysles, va ricordato, è operatore e quindi anche direttore della fotografia di ognuno dei suoi film.

(8)
Antonio Ferrera, laureato alla New York University in letteratura inglese e americana, arte e filosofia, ha prodotto e co-diretto con Albert Maysles, con cui collabora dal 1998, la serie With the Filmaker…Portraits By Albert Maysles. Prima di questa collaborazione, ha co-diretto Voices of Cabrini, che segue la ristrutturazione del progetto di abitazione popolare di Chicago, ormai un simbolo di grave degrado, e la cacciata della comunità afro-americana dalle abitazioni. Il suo Unaccompanied Children: Now I’m Nobody’s Child segue gli incredibili viaggi di Marie de la Soudiere e il suo lavoro con i “figli della guerra” ai quali applica un metodo di guarigione psico-sociale. Con Albert Maysles ha lavorato anche al documentario sulla lavorazione del film The Life Aquatic with Steve Zissou di Wes Anderson. Attualmente sta lavorando, con Albert Maysles e Stephen Apkon, a Krakauer in Krakow, sull’artista David Krakauer.

(9)
Letteralmente: “Portata a mano e dal cuore”. È evidente il riferimento alla camera.

(10)
Autore, soggettista e sceneggiatore. Tra le sue sceneggiature, troviamo On the Waterfront (Fronte del porto, 1954) di Elia Kazan, di cui è autore anche del soggetto, Nuremberg di Pare Lorentz (1946) e The Harder They Fall (Il colosso d’argilla, 1956) di Mark Robson con Humphrey Bogart, tratto da un suo romanzo. Comunista deluso dalla deriva del comunismo nello stalinismo, collaborò con la Commissione per le attività anti-americane.

(11)
Rispettivamente: University of California, Los Angeles, New York University, Museum of Modern Art, New York.

Intervista a Albert Maysles di Roberto Rippa (Cinemino)

Intervista a Albert Maysles di Jonny Leahan (IndieWIRE)

Intervista a Albert Maysles di Williams Cole (The Brooklyn Rail)

Maysles Films

Maysles Films - filmografia e distribuzione

Lucio Fulci

Lucio Fulci01

Nato a Roma nel 1927 e morto nella stessa città nel 1996, Lucio Fulci è una delle figure meno classificabili del cinema italiano. Dotato di una lingua tagliente, che certo non gli
avrà portato grandi amicizie nel suo ambiente, e di un sottile umorismo nero, inizia la sua avventura nel cinema – dopo l’abbandono degli studi di medicina e gli studi al Centro sperimentale di cinematografia – come sceneggiatore e assistente alla regia.
Nel 1959 debutta nella regia con il film I ladri, con Totò e Giovanna Ralli, prima commedia di una carriera che ha attraversato ogni genere del cinema, dal western al «musicarello» (facendo debuttare sul grande schermo Adriano Celentano con I ragazzi del Juke-Box nel 1959), dal giallo all’horror più truculento.

I ragazzi del Juke Box01

Dopo un lungo sodalizio con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, iniziato nel 1962 con I due della legione straniera e proseguito per diversi titoli, firma anche un western scritto da Fernando Di Leo: (Le Colt cantarono e fu...) Tempo di massacro (1966).
Risale al 1969 il suo primo giallo, Una sull’altra, il cui successo gli garantisce la possibilità di realizzare Beatrice Cenci (1969), un film cui tiene molto e che narra la vera storia di una donna che nel XVII secolo mette in atto un piano per uccidere il padre che abusa di lei.
Il film, e soprattutto il suo discorso sulla chiesa cattolica, mettono a repentaglio la carriera di Fulci, che riprenderà quota solo nel 1971 con il giallo Una lucertola con la pelle di donna, seguito l’anno dopo dalla commedia Nonostante le apparenze...e purché la nazione non lo sappia...all’onorevole piacciono le donne in cui un uomo politico non riesce a sottrarsi ai frequenti raptus che lo portano ad attaccarsi a qualsiasi gonna si avvicini, tanto da costringere i suoi famigliari ad affidarlo alle cure di un prete psicanalista.
Giacinto De Puppis, questo è il nome del personaggio, si presenta come appartenente
«al gruppo di sinistra di una corrente di destra del partito di centro». Ovvio che la
Democrazia Cristiana dell’epoca (per non dire l'allora Presidente del Consiglio Emilio Colombo che, malgrado il regista neghi la somiglianza, si rivede nel personaggio), sentendosi messa alla berlina, lo metta all’indice rendendo difficile l’attribuzione del visto di censura.

Non si sevizia un paperino07

Il successivo, Non si sevizia un paperino, certo uno tra i suoi capolavori, certo non gli porta le simpatie della chiesa con la sua storia che mette in scena un'Italia che pare ferma a trent'anni prima e soprattutto un prete di rara ambiguità.
Seguiranno quindi due film d’avventura, girati su commissione, Zanna Bianca (1973)
e Il ritorno di Zanna Bianca (1974).
Nel 1975 gira un altro western, I quattro dell'apocalisse, seguito dalle commedie Cav. Costante Nicosia, demoniaco: ovvero, Dracula in Brianza (1975) e il particolarmente spinto (per l'epoca) La pretora (1976), con Edwige Fenech protagonista nel doppio ruolo di una integerrima pretora e della sua libertina sorella.

La pretora01

Del 1977 è il film che Fulci considerava tra i suoi preferiti: 7 note in nero. Fortemente ispirato a Il gatto nero di Edgar Allan Poe, il film narra di una donna che sin da bambina, dopo avere assistito al suicidio della madre, ha visioni premonitrici. Quando inizia a «vedere» un omicidio, non capisce che la persona che sta per morire è proprio lei. Il finale è lo stesso del racconto di Allan Poe: murata viva, nel racconto una donna verrà salvata grazie al miagolio di un gatto murato per errore insieme a lei, mentre nel film sarà il carillon di un orologio a farla scoprire dalla polizia presente nella stanza.
Fulci porterà ancora il racconto sullo schermo nel 1981, con il film Black Cat.
Dopo un’ultima incursione nel western, nel 1978 con Sella d’argento, il regista firma il suo film a tutt’oggi forse più famoso nel mondo intero: Zombi 2, così titolato per sfruttare
il successo di Dawn of the Dead di George A. Romero, cui il coproduttore Dario Argento aveva proprio dato il titolo Zombi per l’Italia.

Zombi201

Quando Argento lo accusò di plagio, Fulci ribattè che il titolo Zombie è presente nel cinema sin dagli anni ‘40 (un titolo per tutti: I Walked With a Zombie, 1943, di Jacques Tourner).
Effettivamente, con l’originale il film ha poco a che vedere e anche la forma espressiva ne è molto distante. Grazie al suo stile visivo personale, alla violenza grafica inaudita ed efficace, Zombi 2 apre a Fulci le porte del genere horror, fino ad allora solo lambito, in cui eccellerà grazie a pellicole come Paura nella città dei morti viventi (1980), ...e tu
vivrai nel terrore! L’aldilà
(1981, noto anche come L’aldilà) e Quella villa accanto al cimitero, pellicole che lo rendono famoso in tutto il mondo.
Seguono due pellicole gialle più classiche, cui però non mancano i momenti di violenza
grafica che lo contraddistingono: l'interessante e violentissimo Lo squartatore di New York (di cui in Italia circola in DVD una versione tagliata) e il più convenzionale Manhattan Baby, entrambi del 1982.

Lo squartatore di New York01

Negli anni ‘80, a causa dei suoi problemi di salute e alla difficoltà nel trovare produttori che gli finanziassero i film, Fulci gira alcune pellicole di rapido consumo come I guerrieri dell’anno 2072 (1984), Murderock – Uccide a passo di danza (1984), che innesta una storia gialla in un film che ha come intento quello di porsi nella scia del successo di Flashdance di Adrian Lyne (campione di incassi dell'anno precedente), l’erotico Il miele del diavolo (1986), il povero Aenigma (1987) fino ad arrivare al distrastroso Zombi 3 del 1988.
Ben lontano dal progetto di uno Zombi 3D, per anni covato ma sempre accantonato per una questione di costi, accetta di dirigere il film, scritto da Claudio Fragasso, unicamente per ragioni «alimentari». Non gli riesce però di portarne a termine la lavorazione a causa delle ormai precarie condizioni di salute. La pellicola viene terminata da Fragasso e Bruno Mattei e risulta un pasticcio improbabile e brutto in cui spiccano per stile e perizia solo le scene girate da Fulci.
Alcuni film girati per la televisione privata, per una serie che avrebbe dovuto intitolarsi Lucio Fulci presenta... e mai trasmessa all'epoca, nonché alcuni titoli non degni della sua fama a causa anche della mancanza di denaro, concludono la carriera del regista.
Lucio Fulci muore a causa del diabete che da anni lo tormenta nel marzo del 1996, mentre sta lavorando a un rientro in grande stile con il rifacimento del classico di Mario Bava La maschera di cera, prodotto da Dario Argento (film che poi girerà l’addetto agli effetti speciali Sergio Stivaletti).

In ogni momento della sua carriera, anche nei momenti meno felici della lotta alla realizzazione di progetti con finanziamenti irrisori, Lucio Fulci è sempre riuscito a imprimere a ogni suo lavoro un'impronta personalissima (tanto che non è affatto difficile distinguere, in Zombi 3, le scene girate da lui e quelle girate da Mattei e Fragasso) che lo porta ad essere considerato un vero e proprio autore anziché un mestierante come tanti, anche degnissimi, suoi colleghi dell'epoca d'oro del cinema di genere italiano.

(Roberto Rippa)

Curiosità su Lucio Fulci

Lucio Fulci è co-sceneggiatore di Un giorno in pretura (1954), film in cui appare sullo schermo per la prima volta il personaggio di Nando Moriconi, che Alberto Sordi riproporrà lo stesso anno in Un Americano a Roma diretto come il precedente da Steno (nella vita Stefano Vanzina) e sceneggiato anch’esso da Fulci.

Sul set de I ragazzi del juke box, Adriano Celentano avrebbe dovuto cantare una canzone dal titolo Capri, amore e cha cha cha che però non convinse Fulci il quale, li per lì, si inventò con il co-sceneggiatore Piero Vivarelli la canzone Il tuo bacio è come un rock, che divenne uno tra i maggiori successi del cantante.

All’esame di ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Fulci ebbe come presidente della commissione d’esame Luchino Visconti (i membri erano, tanto per
dare un’idea, Michelangelo Antonioni, Pietro Germi e Antonio Pietrangeli).
Quando Visconti, durante l’esame, gli disse: «Lei che mi sembra preparato, ha visto Ossessione?». Fulci rispose elencandogli tutte le inquadrature che, secondo lui, Visconti aveva copiato da Renoir. La risposta di Visconti fu: «Bravo, lei è un candidato che ha coraggio» e Fulci fu ammesso.


Filmografia di Lucio Fulci

Le porte del silenzio (1991)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci
Musica: Franco Piana
Interpreti principali: John Savage, Sandi Schultz, Richard Castleman, Jennifer Loeb

Voci dal profondo (1991)
Soggetto: Lucio Fulci, Daniele Stroppa
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Piero Regnoli
Musica: Stelvio Cipriani
Interpreti principali: Duilio Del Prete, Karina Huff, Pascal Persiano, Lorenzo Flaherty

Demonia (1990)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Piero Regnoli
Musica: Giovanni Cristiani
Interpreti principali: Brett Halsey, Meg Register, Lino Salemme

Un gatto nel cervello (1990)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Giovanni Simonelli
Musica: Fabio Frizzi
Interpreti principali: Lucio Fulci, David Thompson, Malisa Longo

La Casa del tempo (1989, TV)
Soggetto: Lucio Fulci
Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Daniele Stroppa
Musica: Vince Tempera
Interpreti principali: Keith Van Hoven, Karina Huff, Paolo Paoloni, Al Cliver [Pierluigi Conti]

La dolce casa degli orrori (1989, TV)
Soggetto: Lucio Fulci
Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Daniele Stroppa
Musica: Vince Tempera
Interpreti principali: Jean-Christophe Bretigniere, Cinzia Monreale, Lino Salemme, Franco Diogene

Sodoma's Ghost (1988, TV)
Soggetto: Lucio Fulci
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Carlo Alberto Alfieri
Musica: Carlo Maria Cordio
Interpreti principali: Claus Aliott [Claudio Aliotti], Mary Salier [Maria Concetta Salieri], Robert Egon, Jessica Moore [Luciana Ottaviani]

Quando Alice ruppe lo specchio (1988, TV)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci
Musica: Carlo Maria Cordio
Interpreti principali: Brett Halsey, Ria De Simone, Pierluigi Conti

Zombi 3 (1988) (completato da Claudio Fragasso e Bruno Mattei)
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Fragasso
Musica: Stefano Mainetti
Interpreti principali: Deran Sarafian, Beatrice Ring, Richard Raymond

Aenigma (1987)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Giorgio Mariuzzo
Musica: Carlo Maria Cordio
Interpreti principali: Jared Martin, Lara Naszinski, Ulli Reinthaler

Il miele del diavolo (1986)
Soggetto e sceneggiatura: Ludovica Marineo, Vincenzo Salviani, Jésus Balcazar, Lucio Fulci
Musica: Claudio Natili
Interpreti principali: Brett Halsey, Corinne Cléry [Corinne Piccolo], Blanca Marsillach, Stefano Madia

Murderock – Uccide a passo di danza (1984)
Soggetto: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci
Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Roberto Gianviti, Lucio Fulci
Musica: Keith Emerson
Interpreti principali: Olga Karlatos, Ray Lovelock, Claudio Cassinelli, Cosimo Cinieri

I guerrieri dell’anno 2072 (1984)
Soggetto: Elisa Briganti, Dardano Sacchetti
Sceneggiatura: Elisa Briganti, Dardano Sacchetti, Cesare Frugoni, Lucio Fulci
Interpreti principali: Jared Martin, Fred Williamson, Howard Ross [Renato Rossini], Eleonora Brigliadori, Claudio Cassinelli

Conquest
(1983)
Soggetto: Giovanni Di Clemente, Gino Capone
Sceneggiatura: Gino Capone, Josè Antonio de la Loma, Carlos Vassallo
Musica: Claudio Simonetti
Interpreti principali: Jorge Rivero, Andrea Occhipinti, Conrado San Martin, Gioia Maria Scola, Sabrina Sellers [Sabrina Siani]

Manhattan Baby (1982)
Soggetto e sceneggiatura: Elisa Briganti, Dardano Sacchetti
Musica: Fabio Frizzi
Interpreti principali: Christopher Connelly, Martha Taylor [Laura Lenzi], Brigitta Boccoli, Giovanni Frezza, Cinzia De Ponti

Lo squartatore di New York (1982)
Soggetto: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci
Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci, Dardano Sacchetti
Musica: Francesco De Masi
Interpreti principali: jack Hadley, Almanta Keller [Almanta Suska], Howard Ross [Renato Rossini], Andrew Painter [Andrea Occhipinti], Alexandra Delli Colli, Paolo Malco, Cinzia De Ponti, Daniela Doria, Zora Kerowa

Quella villa accanto al cimitero (1981)
Soggetto: Elisa Briganti, Dardano Sacchetti
Sceneggiatura: Dardano Sacchetti, Giorgio Mariuzzo, Lucio Fulci
Musica: Walter Rizzati
Interpreti principali: Katherine Mac Coll [Catriona Mac Coll], Paolo Malco, Ania Pieroni, Giovanni Frezza, Silvia Collatina, Dagmar Lassander

...e tu vivrai nel terrore! L’aldilà
(1981)
Soggetto: Dardano Sacchetti
Sceneggiatura: Dardano Sacchetti, Giorgio Mariuzzo, Lucio Fulci
Musica: Fabio Frizzi
Interpreti principali: Katherine Mac Coll [Catriona Mac Coll], David Warbeck, Sarah Keller [Cinzia Monreale], Veronica Lazar, Antoine Saint John, Michele Mirabella

Black Cat (1981)
Soggetto: Biagio Proietti (liberamente tratto da Il gatto nero di Edgar Allan Poe)
Sceneggiatura: Biagio Proietti, Lucio Fulci
Musica: Pino Donaggio
Interpreti principali: Patrick Magee, Mimsy Farmer, David Warbeck, Al Cliver [Pierluigi Conti], Dagmar Lassander

Paura nella città dei morti viventi (1980)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Dardano Sacchetti
Musica: Fabio Frizzi
Interpreti principali: Christopher George, Katherine Mac Coll [Catriona Mac Coll], Carlo De Mejo, Antonella Interlenghi, Giovanni Lombardo Radice, Daniela Doria, Janet Agren

Luca il contrabbandiere (1980)
Soggetto: Gianni De Chiara, Ettore Sanzò
Sceneggiatura: Gianni De Chiara, Ettore Sanzò, Giorgio Mariuzzo, Lucio Fulci
Musica: Fabio Frizzi
Interpreti principali: Fabio Testi, Ivana Monti, Guido Alberti, Enrico Maisto, Daniele Dublino

Zombi 2 (1979)
Soggetto e sceneggiatura: Elisa Briganti, Dardano Sacchetti
Musica: Fabio Frizzi, Giorgio Tucci
Interpreti principali: Tisa Farrow, Ian McCulloch, Richard Johnson, Al Cliver [Pierluigi Conti], Auretta Gay, Stefania D'amario, Olga Karlatos

Sella d’argento (1978)
Soggetto e sceneggiatura: Adriano Bolzoni
Musica: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Interpreti principali: Giuliano Gemma, Sven Valsecchi, Ettore Manni, Cinzia Monreale

Sette note in nero (1977)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Dardano Sacchetti
Musica: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Interpreti principali: Jennifer O'Neill, Gabriele Ferzetti, Marc Porel, Gianni Garko, Evelyn Stewart [Ida Galli], Jenny Tamburi [Luciana Della Robbia]

La pretora (1976)
Soggetto e sceneggiatura: Franco Marotta, Laura Toscano
Musica: Nico Fidenco
Interpreti principali: Edwige Fenech, Raf Luca, Gianfranco Dettori, Mario Maranzana, Carlo Sposito, Walter Valdi, Gianni Agus, Oreste Lionello

Il Cav. Costante Nicosia demoniaco...ovvero Dracula in Brianza
(1975)
Soggetto: Lucio Fulci
Sceneggiatura: Pupi Avati, Bruno Corbucci, Mario Amendola, Luci Fulci
Musica: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Interpreti principali: Lando Buzzanca, Rossano Brazzi, Sylva Koscina, Moira Orfei, Christa Linder, John Steiner, Francesca Romana Coluzzi, Ciccio Ingrassia, Valentina Cortese

I quattro dell’apocalisse (1975)
Sceneggiatura: Ennio De Concini (dai racconti di Francis Brett Harte)
Musica: Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera
Interpreti principali: Fabio Testi, Lynn Frederick, Michael J. Pollard, Donald O'Brian, Tomas Milian

Il ritorno di Zanna Bianca (1974)
Soggetto: Alberto Silvestri, Roberto Gianviti
Sceneggiatura: Alberto Silvestri, Roberto Gianviti, Lucio Fulci
Musica: Carlo Micheli
Interpreti principali: Franco Nero, Virna Lisi, John Steiner, Yanti Somer, Werner Pochat

Zanna Bianca (1973)
Soggetto: tratto liberamente White Fang di Jack London
Sceneggiatura: Roberto Gianviti, Piero Regnoli, Peter Welbeck, Guy Elmes, Tom Keyes, Guillaume Roux
Musica: Carlo Rustichelli
Interpreti principali: Franco Nero [Franco Sparanero], Virna Lisi [Virna Pieralisi], Fernando Rey, John Steiner

Non si sevizia un paperino (1972)
Soggetto: Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Gianni Clerici
Musica: Riz Ortolani
Interpreti principali: Florinda Bolkan [Florinda Soares Bulcão], Barbara Bouchet [Barbara Goutscher], Tomas Milian [Tomás Quintín Rodriguez], Irene Papas, Virginio Gazzolo

All’onorevole piacciono le donne -
Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia
(1972)
Soggetto: Lucio Fulci, Alessandro Continenza
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Alessandro Continenza, Ottavio Jemma, Luciano Cirri
Musica: Fred Bongusto
Interpreti principali: Lando Buzzanca, Lionel Stander, Laura Antonelli, Corrado Gaipa, Renzo Palmer, Agostina Belli, Anita Strindberg

Una lucertola con la pelle di donna (1971)
Soggetto: Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, José Luis Martinez Molla, André Tranché
Musica: Ennio Morricone
Interpreti principali: Florinda Bolkan [Florinda Soares Bulcão], Jean Sorel, Stanley Barker, Anita Strindberg, Alberto De Mendoza

Beatrice Cenci
(1969)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Musica: Angelo Francesco Lavagnino, Silvano Spadaccino
Interpreti principali: Tomas Milian, Adrienne La Russa, George Wilson, Antonio Casagrande

Una sull’altra (1969)
Soggetto: Lucio Fulci, Roberto Gianviti
Sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, José Luis Martinez Molla
Musica: Riz Ortolani
Interpreti principali: Jean Sorel, Marisa Mell, Elsa Martinelli, Alberto De Mendoza, Riccardo Cucciolla

Operazione San Pietro (1967)
Soggetto e sceneggiatura: Adriano Baracco, Ennio De Concini, Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Adriano Bolzoni
Musica: Ward Swinger
Interpreti principali: Lando Buzzanca, Jean-Claude Brialy, Heinz Ruhman, Uta Levka

Il lungo, il corto, il gatto (1967)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Marino Girolami, Amedeo Sollazzo
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Giusi Raspani Dandolo, Ivy Holzer, Ivano Staccioli

Come rubammo la bomba atomica
(1967)
Soggetto e sceneggiatura: Sandro Continenza, Roberto Gianviti, Amedeo Sollazzo
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Julie Menard, Youssef Wahby, Eugenia Litrel

(Le Colt cantarono e fu...) Tempo di massacro (1966)
Soggetto e sceneggiatura: Fernando Di Leo
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Franco Nero [Franco Sparanero], George Hilton [Jorge Hill Acosta y Lara], Lynn Shayne, Nino Castelnuovo, Tom Felleghy

Come svaligiammo la banca d’Italia (1966)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, Amedeo Sollazzo
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lena Von Martens, Mirella Maravidi, Mario Pisu, Luisa Rispoli

I due parà (1965)
Soggetto: Vittorio Metz, Amedeo Sollazzo
Sceneggiatura: Vittorio Metz, Amedeo Sollazzo, Lucio Fulci
Musica: Piero Umiliani
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Linda Sini, Maria Silva, Monica Randall, Umberto D'Orsi

002 operazione Luna (1965)
Soggetto e sceneggiatura: Vittorio Metz, Amedeo Sollazzo
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Linda Sini, Maria Silva, Monica Randall

Come inguaiammo l’esercito (1965)
Soggetto: Adolfo Brescia, Franco D'Este
Sceneggiatura: Roberto Gianviti, Amedeo Sollazzo
Musica: Enzo Leoni
Interpreti principali: Remo Germani, Alicia Brandet, Gina Rovere, Umberto D'Orsi, Luigi Pavese

I due pericoli pubblici (1964)
Soggetto e sceneggiatura: Castellano e Pipolo [Franco Castellano e Giuseppe Moccia], Lucio Fulci
Musica: Piero Umiliani
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Margaret Lee, Linda Sini, Riccardo Garrone

002 agenti segretissimi (1964)
Soggetto: Vittorio Metz
Sceneggiatura: Vittorio Metz, Amedeo Sollazzo, Lucio Fulci
Musica: Piero Umiliani
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Ingrid Schoeller, Carla Calò

I due evasi di Sing Sing (1964)
Soggetto: Marcello Ciorciolini
Sceneggiatura: Marcello Ciorciolini, Lucio Fulci
Musica: Ennio Morricone
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Arturo Dominici, Gloria Paul, Alicia Brandet

I maniaci (1964)
Soggetto e sceneggiatura: Castellano e Pipolo [Franco Castellano e Giuseppe Moccia], Vittorio Vighi, Mario Guerra, Lucio Fulci
Musica: Ennio Morricone
Interpreti principali: Walter Chiari [Walter Annichiarico], Enrico Maria Salerno, Barbara Steele, Raimondo Vianello, Gaia Germani, Umberto D'Orsi, Sandra Mondaini, Franco Fabrizi, Aroldo Tieri

Gli imbroglioni
(1963)
Soggetto e sceneggiatura: Mario Guerra, Vittorio Vighi, Lucio Fulci, Castellano e Pipolo [Franco Castellano e Giuseppe Moccia]
Musica: Carlo Rustichelli
Interpreti principali: Walter Chiari [Walter Annichiarico], Antonella Lualdi, Raimondo Vianello, Dominique Boschero, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Aroldo Tieri

Uno strano tipo (1963)
Soggetto: Vittorio Metz
Sceneggiatura: Vittorio Metz, Lucio Fulci
Musica: Detto Mariano [Mariano Detto]
Interpreti principali: Adriano Celentano, Claudia Mori, Donatella Turi, Luigi Pavese, Carlo Campanini

Le massaggiatrici (1962)
Soggetto e sceneggiatura: Oreste Biancoli, Vittorio Metz, Italo De Tuddo, Antoinette Pellevant
Musica: Lallo Gori
Interpreti principali: Sylva Koscina, Cristina Gajoni, Valeria Fabrizi, Marisa Merlini, Ernersto Calindri

I due della legione straniera (1962)
Soggetto: Antonio Leonviola, Roberto Bianchi Montero
Sceneggiatura: Antonio Leonviola, Roberto Bianchi Montero, Dino Di Palma, Arnaldo Marrosu, Giancarlo Del Re, Lucio Fulci, Bruno Corbucci, Gianni Grimaldi
Musica: Luis Enriquez Bacalov
Interpreti principali: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Rosalba Neri, Alighiero Noschese, Maria Teresa Vianello, Aldo Giuffrè

Colpo gobbo all’italiana (1962)
Soggetto: Mario Carotenuto
Sceneggiatura: Bruno Corbucci, Gianni Grimaldi, Beppe Costa
Musica: Piero Umiliani
Interpreti principali: Mario Carotenuto, Andrea Checchi, Hélène Chanel, Gina Rovere, Aroldo Tieri

Urlatori alla sbarra (1960)
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Addessi, Lucio Fulci, Vittorio Vighi, Piero Vivarelli
Musica: Piero Umiliani
Interpreti principali: Adriano Celentano, Mina, Joe Sentieri, Elke Sommer, Chet Baker, Gaicomo Furia, Mario Carotenuto

I ragazzi del Juke-Box (1959)
Soggetto e sceneggiatura: Lucio Fulci, Piero Vivarelli, Vittorio Vighi
Musica: Eros Sciorilli
Interpreti principali: Tony Dallara, Elke Sommer, Betty Curtis [Roberta Corti], Antonio De Teffè, Fred Buscaglione, Adriano Celentano, Gianni Meccia

I ladri (1959)
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Coscia, Nanni Loy, Ottavio Jemma, Marino Onorati, Vittorio Vighi, Lucio Fulci
Musica: Carlo Innocenzi
Interpreti principali: Armando Calvo, Totò [Antonio De Curtis], Giacomo Furia, Giovanna Ralli, Roberto De Simone


Bibliografia consigliata

Nocturno – Dossier L’opera al nero – Il cinema di Lucio Fulci (no. 3, settembre 2003).
Editore Cinema Bis Communication S.r.l., Milano. Per informazioni: www.nocturno.it

Il terrorista dei generi, a cura di Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore,
Editore Un Mondo a Parte, Roma, 2003. Per informazioni: www.unmondoaparte.it

Fernando Di Leo

Fernando Di Leo01
(Fernando Di Leo, a sinistra, con Mario Adorf)

Fernando Di Leo (San Ferdinando di Puglia 1932 – Roma 2003) inizia a lavorare nel cinema come sceneggiatore di numerosissimi film come i coevi: Una pistola per Ringo (1965), Il ritorno di Ringo (entrambi diretti da Duccio Tessari), Per un pugno di dollari (1964, Sergio Leone), Per qualche dollaro in più (1965, sempre di Sergio Leone) per i quali non viene accreditato (né, spesso, pagato) nonché decine di altri.
Di Tempo di massacro (1966, regia di Lucio Fulci) è anche autore del soggetto. In queste sceneggiature, più strutturate del solito, Di Leo inserisce elementi psicologici e culturali che fino ad allora erano stati trascurati da un genere che veniva considerato e trattato come «di consumo». Il suo debutto come regista avviene nel 1963 con l’episodio Un posto in Paradiso del film Gli eroi di ieri... oggi... e domani... che nel titolo cita il famosissimo Ieri, oggi, domani (dello stesso anno e anch’esso a episodi) di Vittorio De Sica. Segue il dramma bellico Rose rosse per il führer in cui è impossibile non notare l’antimilitarismo del regista.
Nel 1969 dirige il dittico Brucia, ragazzo, brucia e Amarsi male, entrambi pr odotti dalla Ferti (società di produzione di Fernando Di Leo e Tiziano Longo). Il primo, che tratta del piacere femminile, viene sequestrato per oscenità mentre il secondo, che nelle intenzioni
dovrebbe approfondire i temi del precedente, appare meno riuscito e va incontro a un insuccesso al botteghino.

I ragazzi del massacro
(I ragazzi del massacro)

I ragazzi del massacro (1969), tratto anch’esso come Milano Calibro 9 da Scerbanenco, è un film sul sottobosco della delinquenza giovanile di Milano e periferia.
Un gruppo di ragazzi stupra (una tra le violenze carnali più disturbanti viste al cinema) e uccide la sua insegnante. Il commissario che indaga cerca di capire chi possa nascondersi dietro questo atto. Il film mette in evidenza lo stile personale del regista. La bestia uccide a sangue freddo del 1971 è una pellicola girata su commissione sull’onda del successo ottenuto in quegli anni da Dario Argento (1) e considerato poco riuscito dallo stesso Di Leo.
È dell’anno seguente Milano Calibro 9 che, unitamente al già citato I ragazzi del massacro e a La mala ordina del 1972, è parte integrante di un’ideale trilogia sulla Milano di Scerbanenco (2).
Nel 1973, il regista compie la sua terza incursione nel cinema drammatico-erotico, visto dalla parte della donna, con La seduzione, storia di un uomo sedotto sia dalla sua ex compagna, Lisa Gastoni, sia dalla figlia adolescente di lei, Jenny Tamburi. La caratteristica di tutti i film del genere firmati da Di Leo, e contrariamente a tutti i film del genere dell’epoca, è che affidano alla donna, con i suoi desideri, il ruolo di protagonista, lasciando all’uomo la parte del comprimario.

La seduzione01

Nel 1973, Di Leo torna alle amate atmosfere noir con Il Boss che, come racconta Nocturno, vive una disavventura giudiziaria dai toni piuttosto esilaranti in quanto il ministro democristiano per i rapporti con il Parlamento, Giovanni Gioia, si sente in qualche modo diffamato dal film e ne chiede il sequestro ritirando poi, in un secondo tempo, la denuncia.
Nel 1974, a differenza dei «poliziotteschi» in voga all’epoca, in Il poliziotto è marcio (grande titolo che gli costa quasi un nuovo sequestro) l’agente Luc Merenda (attore francese specializzato in ruoli di tutore della legge senza macchia e senza paura) appare dapprima come un eroe e poi viene mostrato per quello che davvero è, un uomo al soldo della malavita.
Colpo in canna (1975) e i coevi I padroni della città e Gli amici di Nick Hezard (1976) spingono più sul pedale della commedia.

I padroni della città01

Soprattutto I padroni della città, forse il più riuscito con il suo ritratto del sottobosco della malavita romana e con il personaggio di Vittorio Caprioli, «Napoli», borseggiatore della vecchia generazione. Sorretto da una solida sceneggiatura e da alcune mirabili interpretazioni, il film presenta scene d’azione efficaci e un finale (una caccia al topo in una fabbrica abbandonata) che tiene lo spettatore con il fiato in gola. Dal canto suo, Gli amici di Nick Hezard è chiaramente ispirato a La stangata (The Sting, 1973, di George Roy Hill) ma la sua povertà produttiva e l'inadeguatezza del protagonista contribuiscono a renderlo un film poco riuscito.

Colpo in canna01
(Ursula Andress in Colpo in canna)

Avere vent’anni (1978), ultimo capitolo del regista sul desiderio femminile, pare non sia stato visto da nessuno nella sua forma originale (3), almeno fino alla pubblicazione del DVD da parte di Raro Video e Nocturno, a causa dei sequestri e dei successivi rimontaggi che fanno sì che sia circolato in più versioni. Nel film, interpretato dalle due stelline della commedia erotica del tempo Gloria Guida e Lilli Carati, due ragazze viaggiano avventurosamente per l’Italia e verranno punite con una morte terribilmente violenta proprio per la loro ostentazione (per l’epoca) di indipendenza e per la loro consapevolezza nella ricerca del piacere.

Avere ventanni01

Negli anni ‘80 Di Leo affronta come molti altri la crisi del cinema di genere e si barcamena con pellicole di minor valore ma in cui è possibile notare l’immutatezza del suo tocco d’autore: Razza violenta, avventuroso costruito sul modello di Rambo, la serie televisiva in sei epidosi L’assassino ha le ore contate, destinata a Raiuno ma mai trasmessa per problemi tra produttore e televisione nazionale, e il suo ultimo Killer Vs. Killers (1985) di cui, come dice Di Leo stesso, il produttore non chiese mai la nazionalità e che quindi è circolato solo all’estero.
Fernando Di Leo è scomparso a Roma il primo dicembre del 2003.

(Roberto Rippa)

Note:

(1)
L'uccello dalle piume di cristallo (1970), Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, entrambi del 1971, sono grandi successi commerciali di Dario Argento, che hanno dato il via a una lunga serie di gialli italiani che, tentando di emularne le atmosfere e più semplicemente richiamandone i titoli, tentavano di ripeterne il successo.

(2)
Se nei titoli di testa di Milano calibro 9 si legge che il film è tratto da Scerbanenco (ma è in realtà solo ispirato a un suo racconto), nel caso de La mala ordina non c'è alcun riferimento allo scrittore malgrado il film tragga spunto proprio dal racconto Milano by calibro 9, che curiosamente dà il titolo al (quasi) omonimo film di Di Leo, ispirato invece dal racconto Stazione Centrale: ammazzare subito.

(3)
Gran parte dei titoli di Di Leo sono ora disponibili in DVD presso Raro Video.

 

Filmografia di Fernando di Leo

Killer Contro Killers
(1985)
Razza violenta (1984)
Vacanze per un massacro (1980)
Avere vent’anni (1978)
Gli amici di Nick Hezard (1976)
Diamanti sporchi di sangue (1977)
I padroni della città (1976)
La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori (1975)
Colpo in canna (1974)
Il poliziotto è marcio (1974)
Il boss (1973)
La seduzione (1973)
La mala ordina (1972)
Milano calibro 9 (1972)
La bestia uccide a sangue freddo (1971)
I ragazzi del massacro (1969)
Amarsi male (1969)
Brucia, ragazzo, brucia (1969)
Rose rosse per il Führer (1968)
Gli eroi di ieri, oggi, domani (1964)

Bibliografia su Fernando di Leo

Il mensile Nocturno si è occupato in più occasioni di Fernando Di Leo. È consigliata la lettura del dossier Calibro 9 – Il cinema di Fernando Di Leo che contiene, oltre a una lunghissima e accuratissima intervista, schede sui suoi film divisi per argomento o periodo nonché una serie di annotazioni che ne contestualizzano l’opera.
(Nocturno 14, settembre 2003, Cinema Bis Communication s.r.l., Gorgonzola (MI))

Nocturno 14

Blake Edwards

Blake Edwards01
(Blake Edwards con l'Oscar alla carriera attribuitogli nel 2004)

William Blake McEdwards nasce il 26 giugno 1922 in Oklahoma. Nipote del regista J. Gordon Edwards (autore
di film come The Queen Sheba del 1922), Blake Edwards inizia a lavorare come attore prima e autore radiofonico dopo. Lavora quindi come sceneggiatore alla Columbia, dove inizia un sodalizio con il regista Richard Quine (Sound Off, 1952, Rainbow ‘Round My Shoulder e Cruisin’ Down the River, entrambi
del 1953), e come produttore associato per la televisione. Nel 1955 gli viene offerta l’opportunità di girare il suo primo film Bring Your Smile Along, che gli vale un contratto con la Universal per cui gira i suoi primi grandi successi commeciali: la commedia con Tony Curtis Mister Cory (Le avventure di Mister Cory,
1957) e Operation Petticoat (Operazione sottoveste, 1959) con Cary Grant. Risale al 1958 l’invenzione della serie TV Peter Gunn in occasione della quale nasce il lungo sodalizio con l’autore di colonne sonore Henry Mancini.
Nel 1961 gira il suo capolavoro Breakfast at Tiffany’s (Colazione da Tiffany, premio Oscar per la migliore colonna sonora), tratto da un romanzo di Truman Capote, seguito da Days of Wine and Roses (Il giorno del vino e delle rose, 1962). Nel 1963, Blake Edwards ci introduce allo scoppiettante personaggio dell’Ispettore Clouseau in A Shot in the Dark (Uno sparo nel buio), immediatamente seguito da The Pink Panther (La pantera rosa, 1964), usciti entrambi, ma in ordine inverso, nel 1964. Nel 1965 gira The Great Race (La grande corsa), grande successo con un cast che annovera, tra gli altri, Jack Lemmon, Tony Curtis, Natalie Wood e Peter Falk. Nel 1968 gira The Party, capolavoro comico d'improvvisazione che, malgrado le continue liti, lo vede dirigere ancora Peter Sellers. Al 1969 risale Darling Lili (la cui protagonista Julie Andrews sposerà nello stesso anno), un poco riuscito film drammatico massacrato dalla Paramount in fase di montaggio, che rappresenta un vero e proprio passo falso da cui si risolleverà solo nel 1979 grazie a 10, cui segue nel 1981 il riuscito S.O.B. (acronimo che sta per Son of a Bitch), feroce satira di Hollywood.
I seguiti della Pantera Rosa (Revenge of the Pink PantherLa vendetta della Pantera Rosa, 1978, The Pink Panther Strikes AgainLa Pantera Rosa colpisce ancora, 1976, e The Return of the Pink PantherIl ritorno della Pantera Rosa, 1975) offrono risultati altalenanti comunque non all’altezza dei due titoli capostipite. Meno riusciti ancora sono Curse of the Pink Panther, girato nel 1983 montando materiale edito e non con Peter Sellers, scomparso tre anni prima, con scene girate ex novo, e Trail of the Pink Panther del 1982, in cui Sellers non appare. Un ulteriore tentativo di sfruttare il personaggio con The Son of the Pink Panther (Il figlio della Pantera Rosa, 1993), con Roberto Benigni protagonista, si risolve in un fallimento. Negli anni ‘80 gira diverse commedie, tra le meno riuscite della sua intera carriera: Blind Date (Appuntamento al buio, 1987), Sunset (1988), Skin Deep (Skin Deep – il piacere è tutto mio, 1989) e Switch (Nei panni di una bionda, 1991).
Nel 1995 torna agli antichi fasti con la commedia Victor/Victoria con Julie Andrews nel ruolo di una donna che, nella Parigi degli anni ‘20, finge di essere un uomo travestito da donna per ottenere successo nei cabaret della città. Il film è un grande successo di critica e pubblico e porta all’attrice una candidatura all’Oscar (la terza dopo quella per Mary Poppins, che otterrà, e The Sound of Music, in italiano Tutti insieme appassionatamente).

(Roberto Rippa)

Jacques Tati

Jacques Tati

Jour de fête01
(Jour de fête)

Jacques Tati, nato come Jacques Tatischeff il 9 ottobre 1909 in quella che ora si chiama Yvelines, Francia, si ispira da subito all’arte dei grandi mimi.
Dal 1931 fino all’immediato dopoguerra calca le scene dei teatri di varietà ottenendo grande successo con le sue trovate visive, ispirate anche a Charlot, il personaggio inventato da Charlie Chaplin.
Già nel 1932 appare in un cortometraggio, Oscar, champion de tennis, diretto da Jack Forrester. Segue, nel 1934, un altro cortometraggio: On demande un brute (in italiano Bruto cercasi) diretto da Charles Barrois.
Nel 1935 co-dirige e co-sceneggia (con il clown Rhum) il suo primo cortometraggio Gai dimanche cui segue la partecipazione come attore e sceneggiatore a Soigne ton gauche di René Clément.
Nel 1947 dirige il celebre L’école des facteurs (in italiano La scuola dei portalettere), in cui appare già il personaggio del postino, figura poi al centro del lungometraggio Jour de fête del 1949, da lui scritto (con Henri Marquet) e diretto. Tati, in questo film, basa le sue trovate sulla parodia dei gesti e dei tic comuni.

Les vacances de M. Hulot01
(Les vacances de M. Hulot)

Les vacances de M. Hulot (Le vacanze di Monsieur Hulot, 1953) lo vede, ancora muto (pronuncia solo il suo cognome) protagonista di una storia che ha al centro la società consumista e la tecnologia (le auto, gli elettrodomestici) ma, al contrario di Chaplin in Modern Times (Tempi moderni, 1936) lui passa attraverso qualsiasi novità non perdendo il suo atteggiamento serafico finendo anzi con il rendere le vacanze agli altri turisti meno monotone. Qui Hulot è come non mai la quintessenza dell’uomo comune, caratterizzato da un animo candido e cortese.

Mon oncle01
(Mon oncle)

Mon oncle (Mio zio, 1958) amplifica il tema ponendo Hulot a confronto con la sorella, borghese e snob, che vive in una casa modernissima piena di ogni diavoleria ultratecnologica.
Lei si mette in testa di farlo fidanzare con una vicina nel corso di una festa che, naturalmente, Hulot trasformerà in un disastro. Anche il cognato tenterà di omologarlo alla società corrente dandogli un lavoro nella sua fabbrica di tubi ma anche l’esito di questa esperienza sarà disastroso.Suo nipote, intanto, trova in lui la fantasia e la svagatezza che nella vita quotidiana della sua famiglia manca totalmente.

Playtime01
(Playtime)

Nel 1967 ritroviamo Hulot, in Playtime, tentare di prendere contatto con un funzionario che continua ad apparire per poi scomparire nei meandri di in un palazzo tutto vetrato che imprigionerà anche lui come in un labirinto. Dopo una visita a una fiera campionaria, piena di oggetti moderni e ridicoli, si ritroverà travolto da un’orda di turisti americani a vagare per Parigi.
Traffic (Monsieur Hulot nel caos del traffico, 1971) lo vede disegnare un’innovativa vettura piena di soluzioni innovative che va presentata a una fiera ad Amsterdam. Il viaggio verso l’Olanda verrà intrapreso con tre mezzi: un camion
contenente la vettura, una berlina con i dirigenti dell’azienda costruttrice e un’automobile sportiva. Il traffico infernale unito a una serie di contrattempi faranno sì che il viaggio si complichi oltremisura, con Hulot che tenta, senza successo, di porre rimedio agli inconvenienti. Questa volta Hulot diventa il cantore della modernità, facendone comunque sottilmente oggetto di satira.
Segue l’ultima apparizione della sua carriera Parade (Il circo di Tati, 1974), cronaca realizzata per la tv di un suo spettacolo in cui ripercorre, attraverso i suoipersonaggi, la sua carriera.
Jacques Tati è morto a Parigi il 4 novembre del 1982.

(Roberto Rippa)

Sito ufficiale

Kevin Smith

Kevin Smith01
(foto da www.viewaskew.com)

Nato il 2 agosto 1970 a Red Bank, nel New Jersey, regista, sceneggiatore e attore, ha due grandi passioni, che lega strettamente tra loro: il cinema e i fumetti.
Si iscrive alla Vancouver Film School, che lascia dopo quattro mesi e quindi torna nel New Jersey, dove inizia a lavorare in un negozio di articoli a poco prezzo. Ispirato dal successo del film a basso costo Slacker di Richard Linklater, contatta un suo ex compagno della Vancouver Film School, Scott Mosier, per realizzare un progetto cinematografico e fondare la casa di produzione View Askew.
Nel 1994 riesce a mettere insieme la somma di 27,000 vendendo la sua collezione di fumetti e indebitandosi con le sue dieci carte di credito. Le riprese del film, il pluri-premiato Clerks, vengono effettuate di notte nello stesso negozio dove Kevin lavora.
Il film viene presentato al Sundance Film Festival ed è un grande successo, con la Miramax che decide di comperarlo per la distribuzione in tutti gli Stati Uniti, cosa che permette a Kevin di ricomprare la sua collezione di fumetti e di pensare a nuovi progetti. L'anno seguente scrive e dirige Mallrats (Generazione X per l'Italia) nel cui cast appare anche il fumettista Stan Lee in un cammeo.
Il film non ripete il successo del precedente ed il regista si scusa pubblicamente durante la cerimonia degli Independent Spirit Awards del 1995.
Nel 1996 esce Chasing Amy (In cerca di Amy) terzo capitolo della cosiddetta 'trilogia del New Jersey', così chiamata poiché, oltre agli onnipresenti personaggi di Jay e Silent Bob, tutti i film sono ambientati nello stesso luogo e i personaggi hanno a che fare con i fumetti e fanno continui riferimenti ai personaggi degli altri film.
Il film, diversamente da quanto era accaduto al precedente, lo ripropone all'attenzione della critica e dl pubblico.
Nel 1999 dirige Dogma, film controverso (ed estremamente divertente) che tratta di angeli, religione cattolica e vede Alanis Morissette nel ruolo di Dio.
Nel 2000 Clerks diventa una serie animata.
Nel 2001 gli alter ego di Kevin Smith e Jason Mewes, Jay e Silent Bob, sono protagonisti di Jay and Silent Bob Strike Back (Jay e Silent Bob: Fermate Hollywood!).
Parallelamente al cinema è stato sceneggiatore di alcune serie di fumetti della DC Comics ed ha scritto alcuni albi della serie Marvel Knights.
Nel 2002 sottoscrive un accordo con la Marvel Comics per scrivere le storie dell'Uomo Ragno. E' proprietario di un negozio di fumetti a Red Bank, la cittadina dove è nato, chiamato 'Jay & Silent Bob's Secret Stash'.
Jersey Girl, girato nel 2004 con un alto budget, non ha rappresentato un'esperienza soddisfacente per il regista, che immediatamente dopo si è dedicato alla stesura della sceneggiatura e alla direzione di Clerks II, che segue i protagonisti del primo film a dodici anni di distanza.

Kevin Smith02
(Il pupazzo raffigurante Kevin Smith nei panni di Silent Bob)


View Askew, la casa di produzione di Kevin Smith

Roger Corman

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Senza ombra di dubbio una tra le più eclettiche figure legate al cinema americano, Roger Corman nasce a Detroit il 5 aprile 1926.
Dopo aver studiato ingegneria, lavora per pochi giorni alla General Electric, che lascia senza indugio alcuno per dedicarsi al cinema, grande passione coltivata nell'adolescenza.
Parte dalla vera gavetta, lavorando alla 20th Century Fox dapprima come tuttofare e quindi come lettore di sceneggiature. Dall'attività di lettore di sceneggiature altrui alla stesura delle proprie, il passo è breve e decisamente fortunato visto che non tarda a vendere una delle sue prime.
Nel 1955 sceneggia e dirige il suo primo film, il western Five Guns West (Cinque colpi di pistola).
Autentico cultore del cinema a basso costo, dirige da lì un film dopo l'altro. Il tempo medio di lavorazione di un suo film è di venti giorni e il cast tecnico estremamente ridotto per contenere i costi. Per fare un esempio, The Little Shop of Horrors (La piccola bottega degli orrori, 1960), assurto al culto anche grazie al fatto che costituisce il debutto nel cinema per Jack Nicholson, viene girato in due giorni e una notte.
Convinto del fatto che dietro un buon film ci debba essere un solido soggetto, si dedica a una serie di pellicole basate su racconti di Edgar Allan Poe, di cui riesce a dare versioni cinematografiche visivamente molto personali ed efficaci.
Nel 1967 Jack Nicholson gli sottopone il soggetto di The Trip (Il serpente di fuoco), il suo film più psichedelico, incentrato sul viaggio allucinogeno di un uomo (Peter Fonda), sotto gli effetti dell'LSD.
Corman, con l'intenzione di girare un'opera credibile, decide di assumere questa droga, sottolineando però il suo distacco filosofico nei confronti di questa esperienza. Tuttavia la A.I.P., casa produttrice del film, di molti tra i suoi primi, ritiene opportuno inserire nei titoli di coda una voce che dichiara condanna per l'uso di droghe.
Amareggiato e deluso da questa ingerenza, Corman smette di fare il regista (con rare eccezioni, come The Red Baron - Il barone rosso o Frankenstein Unbound - Frankenstein oltre le barriere del tempo) e si dedica esclusivamente a produrre nuove leve di registi, cui impone i suoi particolari ritmi di lavorazione e la sua visione del contenimento della spesa. È forse proprio la sua attività di produttore a rendergli i maggiori onori: sotto la sua supervisione debuttano nel cinema registi come Francis Ford Coppola (Dementia 13, 1963), Martin Scorsese (Boxcar Bertha, America 1929, sterminateli senza pietà, 1972), Curtis Hanson (Sweet Kill, 1972), Joe Dante (Hollywood Boulevard, 1976, Piranha, 1978), Ron Howard (Grand Theft Auto, Attenti a quella pazza Rolls-Royce, 1977), Tarô Rin (Ginga tetsudô Three-Nine, 1979), Jonathan Demme (Caged Heat, Femmine in gabbia, 1974) e Raoul Ruiz (The Territory, 1981).
Non vanno trascurati i suoi meriti in quanto distributore con la sua New World Pictures, tra i film da lui distribuiti negli Stati Uniti (in un'epoca in cui i film stranieri non trovavano spazio in quel particolare mercato) troviamo titoli come Adèle H. (Adele H. - Una storia d'amore, 1975, regia di François Truffaut), Amarcord (1973) di Federico Fellini, Mon oncle d'Amérique di Alain Resnais (1980), Dersu Uzala di Akira Kurosawa (1975), Die Blechtrommel (Il tamburo di latta, 1979, Volker Schlöndorff) e Höstsonaten (Sinfonia d'autunno, 1978, di Ingmar Bergman).
Difficile non sorridere pensando alla schizofrenia dell'attività della New World Pictures di Corman che nel 1975 manda contemporaneamente nelle sale Caged Heat ("Femmine in gabbia"), sua produzione, e Dersu Uzala di Kurosawa.

(Roberto Rippa)

Vista la complessità della filmografia di Roger Corman, in quanto regista, produttore, soggettista o sceneggiatore, vi rimandiamo, per i dettagli, a IMDb.

Bibliografia consigliata

How I Made a Hundred Movies in Hollywood and Never Lost a Dime
di Roger Corman (con Jim Jerome), Dell Publishing, novembre 1991.
Tradotto da Giovanna Pecoraro e pubblicato in Italia da Lindau nel 1998 con il titolo Come ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro.

DVD

Roger Corman Collection

RCBanner01