Entourage

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La serie che meglio fa comprendere il dietro le quinte di Hollywood attraverso il personaggio di un giovane attore emergente.
Vincent Chase, l’attore in questione (lo interpreta Adam Grenier, visto anche in The Devil Wears Prada), è il nuovo nome caldo di Hollywood e si gode il momento circondato dai suoi amici di sempre, trasferitisi in California con lui da New York: Turtle è una sorta di tuttofare anche se la sua attività principale pare essere quella di spendere i soldi di Vince e di godere del riflesso della sua fama mentre Eric, da par suo, ha qualche ambizione in più e opera come manager di Vincent cercando di trarre il massimo profitto in termini di esperienza dai suoi rapporti con l’agenti, stampa e addetti stampa, nel tentativo di costruirsi una professionalità. A completare il quadro, Johnny Drama (uno strepitoso Kevin Dillon), il non troppo brillante fratello maggiore di Vince, attore da tempo disoccupato dopo alcune partecipazioni in serie TV di secondo piano, costantemente alla ricerca di una nuova occasione anche se poco disposto a preparvisi. Vince è un ragazzo viziato, generoso ma anche reso arrogante dalla sua posizione privilegiata, e la sua vita comprende come attività principali lo spendere soldi e il correre dietro (senza farsi venire il fiatone) a qualsiasi ragazza bazzichi la zona. Non legge i copioni (ne null’altro), delegando il compito a Eric, che spesso si sente frustrato nel suo ruolo in quanto trattato con sufficienza dall’agente di Vince, Ari.
E veniamo ad Ari Gold (interpretato dal bravissimo Jeremy Piven, già in Ellen e in The Larry Sanders Show), forse il personaggio più forte dell’intera serie: agente potente, avvezzo agli splendori e alle miserie della Hollywood che davvero conta, diretto al limite della volgarità ma anche ambiguo tanto quanto la sua posizione richiede, è il personaggio che meglio rende possibile capire i meccanismi dell’industria del cinema di cui tutti conosciamo solo la parte pubblica. Suo il compito di mostrarci come funziona un’agenzia che tratta gli attori più famosi e come funziona la gestione di un attore in procinto di diventare tra i più famosi al mondo. Ed è il personaggio forse più esilarante della serie.
Prodotta da Mark Wahlberg per la rete HBO (Sex & the City, Six Feet Under, Carnivàle, per citare tre delle sue serie più famose degli ultimi anni), Entourage appare come un lavoro che non prende a prestito nulla dalla fantasia, restando in equilibrio tra commedia (si ride molto ma mai in maniera facile) e realtà (vale più questa serie come descrizione dell’ambiente in cui è ambientata, che qualsiasi trattato). Nel corso della progressione della serie, assistiamo alla salita di Vince all’Olimpo della celebrità, grazie al ruolo di protagonista in Aquaman, fittizio film di James Cameron dedicato a un supereroe acquatico, e alla difficoltà di coniugare ragioni commerciali (necessari per mantenere il suo nome tra quelli ricercati dall’industria) e ambizioni di partecipazioni in pellicole più autoriali (il do ut des tipico dell’ambiente: tu fai il protagonista nel film di cassetta e io ti produco la pellicola d’autore in bianco e nero – tanto poi lo ricolorerò artificialmente per non tenere lontano dalla sala il pubblico più giovane) e ai dibattimenti di Eric, sempre più avvezzo ai modi di Hollywood, sempre più teso a diventare un credibile professionista e poco disposto a farsi costringere nel ruolo del mantenuto da Vince.
Dopo una prima stagione, risalente al 2004 e composta da soli otto episodi e una seconda di quattordici, la terza, attualmente in onda negli Stati Uniti, si comporrà di ventiquattro.
Entourage ha il pregio, raro, di migliorare man mano che avanza candidandosi alla palma di migliore serie degli ultimi anni.
Numerose le apparizioni di personaggi reali di Hollywood, registi, agenti, attori, che giocano con i loro stessi ruoli nell’industria.

(Roberto Rippa)

DVD

Regione 1:

Entourage - The Complete First Season

Entourage - The Complete Second Season

Entourage - Season Three, Part 1

Entourage - Season 3, Part 2

Entourage - The Complete Fourth Season

Regione 2:

Entourage : Complete HBO Season 1 [2004]

Entourage: Complete HBO Season 2

Weeds

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La serie prodotta dalla rete Showtime e creata da Jenji Kohan (sorella del David co-creatore della sitcom Will & Grace), di cui presto si concluderà la seconda stagione, vede Nancy (la bravissima Mary Louise Parker) rimanere vedova e, nel tentativo di non modificare il tenore di vita della sua famiglia, trasformarsi in spacciatrice di Marijuana. Ma non è questo a rendere la serie provocatoria quanto i legami familiari e le dinamiche tra gli abitanti di un quartiere residenziale californiano, che porta il nome di Agrestic, che pare inventato da Tim Burton (ricordate le casette linde di Edward ScissorhandsEdward manidiforbice ?) e in cui abita anche Celia, non esattamente l’amica ideale se non fosse per il fatto che è l’unica in zona a parlare chiaro mentre le altre donne sono troppo prese dallo sparlare alle spalle e gli uomini a agire nell'ombra in ogni senso.
Shane, il figlio minore di Nancy, è un ragazzo più maturo della sua età ma non riesce a scendere a patti con la scomparsa di suo padre e continua a guardare e riguardare i vecchi video di famiglia, il maggiore, il sedicenne Silas, è troppo preso dalle sue tempeste ormonali per occuparsi d’altro. In casa di Celia (la bravissima Elizabeth Perkins , premiata con un Emmy nel 2006 proprio per questo ruolo) le cose non vanno molto meglio: la figlia minore, la cicciotta Isabelle (che lei chiama con poca sensibilità “Isa-belly” – belly significa pancia), mangia cioccolato in cui la madre nasconde potenti lassativi per “ripulirla” e la maggiore è, prima di sparire misteriosamente nel corso della prima stagione, l’oggetto di concupiscenza da parte del figlio maggiore di Nancy.
Il cinismo di cui sono impregnati i rapporti tra i personaggi della serie è debitore alle serie create negli anni ’70 da Norman Lear (ricordate All in the Family, in italiano Arcibaldo, in cui il personaggio protagonista era amatissimo a dispetto del suo essere reazionario fino ai limiti estremi, Good Times, in cui si raccontavano le vicende di una famiglia afro-americana installata in un povero quartiere-ghetto a Chicago, o Maude, l’autoritaria e cinica donna interpretata da Bea Arthur? Sono tutte serie andate in onda alla televisione italiana fino ad almeno la metà degli anni ’80) e come queste cerca la provocazione in maniera non facile (soprattutto per una serie americana) né gratuita, strappando la risata in un modo che fino a pochi anni fa sarebbe stato giudicato inconcepibile.
Giusto per dare un’idea del tono della serie, nel primo episodio Celia è convita che sua figlia adolescente abbia deciso di perdere la verginità con il figlio maggiore di Nancy e quindi decide di spiarla nella sua camera da letto nascondendole una mini videocamera in un orso di pezza. Quando guarda il video, capisce di essere stata scoperta in quanto la figlia le mostra il dito indice sottolineando il gesto con un invito colorito prima di lasciare spazio alle immagini del marito colto nell’atto di cornificarla. Celia, per niente scomposta dalla visione, chiosa l’avvenimento con la frase: “Avrei dovuto abortirti”.
La seconda stagione vede Nancy fare un salto di qualità creando un consorzio dedito alla produzione in proprio. Peccato che l’unico uomo capace di susictare il suo interesse sia un agente della DEA, che conosce la sua attività segreta.
Di Weeds esiste in DVD la prima stagione, mentre la pubblicazione della seconda è prevista per il mese di luglio 2007.

(Roberto Rippa)

Weeds02
(Mary Louise Parker, al centro, con Elizabeth Perkins)

DVD

Regione 2:

Weeds - Series 1 [2005]

Regione 1:

Weeds - Season One

Weeds Season 2

Weeds Season 3