Giacomo l'idealista
di Alberto Lattuada
(Omaggio a Alberto Lattuada. In collaborazione con la 20. Settimana della Critica)

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(foto dal set - Fert storica)

Un giovane professore caduto in miseria a causa del fallimento di un’azienda gestita
male dal padre, viene accolto presso alcuni nobili che gli offrono un lavoro. Nel castello dei signorotti vive anche la sua fidanzata che, essendo stata violentata dal figlio dei nobili, viene allontanata dalla madre del violentatore per mattere a tacere lo scandalo.
La ragazza poco dopo cerca di ritornare al paese per riunirsi al suo innamorato, ma sulla strada del ritorno la sorprende una bufera di neve. Giungerà priva di forze e morirà tra le braccia dell‘amato.

Fortunatamente non c’è solo The Fine Art of Love – Mine Ha Ha di John Irvin a ricordare a Venezia l’appena scomparso (luglio 2005) Alberto Lattuada (lì autore del soggetto, inedito, di un film che invece pare un omaggio a David Hamilton e al suo Bilitis del 1977, con le sue ninfette vestite prevalentemente di veli e riprese fuori fuoco) bensì anche questo suo, primo, film del 1943, tratto dall’omonimo romanzo(1887) di Emilio De Marchi e sceneggiato dal regista con Emilio Cecchi
e Aldo Buzzi. Questa prima opera del regista milanese mostra già il suo pensiero antiborghese e polemico nei confronti della chiesa, una regia colta e raffinata nonché un interesse per la psicologia femminile che sarà sempre visibile nella sua opera. L‘esistenza del film ha, in sé, del miracoloso: fu messo infatti insieme nonostante le difficoltà della guerra in corso, la censura fascista e la relativa inesperienza della troupe.
La carriera di Lattuada, fino a quel momento, includeva una prova da co-sceneggiatore e aiuto regista di Piccolo mondo antico (Soldati 1941), ed egli si rivolse infatti a molti suoi colleghi di quello stesso lungometraggio per Giacomo,
ivi inclusi lo sceneggiatore Emilio Cecchi, il produttore Carlo Ponti, l’operatore Carlo Nebiolo (promosso a direttore della fotografia) e l’attore Massimo Serato. Il film offrì inoltre il primo ruolo importante alla ex modella Marina Berti.

(Roberto Rippa)

Giacomo l'idealista
(Italia, 1943)
Regia: Alberto Lattuada
Sceneggiatura: Emilio Cecchi, Aldo Buzzi, Alberto Lattuada (dal romanzo omonimo di
Emilio De Marchi)
Musiche: Felice Lattuada
Fotografia: Carlo Nebiolo
Montaggio: Mario Bonotti
Interpreti principali: Massimo Serato, Marina Berti, Andrea Checchi, Giulio Tempesti, Giacinto Molteni, Tina Lattanzi, Domenico Viglione Borghese
90'

Alberto Lattuada su Wikipedia (italiano)
Biografia di Alberto Lattuada raccolta da Philippe Pelletier (francese)