4 luni, 3 saptamani si 2 zile
(titolo italiano: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, Romania, 2007)
di Cristian Mungiu

4 luni, 3 saptamani si 2 zile01
Trama

Romania, 1987, appena due anni prima che il regime guidato per 34 anni da Nicolae Ceauşescu venga rovesciato: Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano in una casa per studenti. Gabjta è al quarto mese di gravidanza e ha necessità urgente di abortire in un Paese in cui l’aborto è vietato e quindi praticato clandestinamente.
La aiuta Otilia, che dall’esperienza uscirà profondamente traumatizzata.

Commento
(attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama
e del finale del film)

Il film si apre con le due ragazze che, nella stanza del dormitorio per studenti che abitano, conducono una conversazione priva di dettagli. Sono pochissimi minuti ma a Cristian Mungiu sono più che sufficienti per dire molto della Romania sotto dittatura e non solo a livello di atmosfera. Tutto è nascosto, molto è non detto, la contrattazione è una regola quotidiana così come una sorta di sottile corruzione e il mercato nero impera per qualsiasi genere, dalle sigarette, al caffè solubile alle caramelle.
Poco dopo ci è chiaro cosa le due ragazze si apprestino a fare: una delle due, Gabjta, sta per sottoporsi a un aborto clandestino in un Paese in cui l'aborto è fuorilegge dal 1966 mentre a Otilia pare essere stata affidata l’intera organizzazione dell’intervento: dall’incontro con chi dovrà praticarlo alla prenotazione di una stanza d’albergo fino all’assistenza dopo un intervento che, viste le condizioni, potrebbe essere fatale alla ragazza. Le ragazze sono studentesse del Politecnico, studio che permette loro di evitare i campi di lavoro e permetterà loro, forse, di lavorare in fabbrica. Il dialogo è scarno e sembra sottolineare il grigiore e lo squallore delle atmosfere e degli ambienti ma Mungiu dice molto con le immagini e non di rado gli scarni dialoghi pesano come macigni.
Otilia è una vittima, la vera vittima, in quanto la sua amicizia e la sua lealtà le costeranno molto più di quanto sia lecito pensare. Mentre, nel tentativo di accontentare tutti, si muove per la città debolmente illuminata, la presenza della dittatura è suggerita da molti elementi: il fatto che per uscire dall’albergo debba consegnare i documenti, la totale percezione di paura e di assenza di libertà.
La scena dell’incontro con l’uomo che praticherà l’aborto, il momento della contrattazione del pagamento, con l’uomo che sa di poter chiedere qualsiasi cosa vista la contingenza, è una delle tante scene forti del film e, come le altre, è condotta con assenza di dettagli ma con enorme forza.
La scena del feto abbandonato sul pavimento del gabinetto, una delle più discusse ma certo non la più scioccante, sembra suggerire l’assenza di futuro che attende le due ragazze nella situazione che vivono. E questo sì la rende agghiacciante, così come la scena finale, con le due ragazze sedute al tavolo dello squallido ristorante dell’albergo è un urlo di solitudine e di disillusione.
Cristian Mungiu, classe 1968 e che quindi nel 1987 aveva l'età delle sue protagoniste, sembra conoscere bene il cinema di Fassbinder, soprattutto il tema dell’amore come arma di ricatto capace di piegare chiunque, e firma qui un’opera che spesso viene presentata come un racconto su un fatto preciso e circostanziato ma che in realtà racconta, scena dopo scena, molto di più.
Ottimi tutti gli interpreti con Anamaria Marinca, nel ruolo di Otilia, capace di strappare il cuore allo spettatore senza bisogno di ricorrere a istrionismi che qui sarebbero solo fuori luogo.
Palma d’oro a Cannes.

(Roberto Rippa)

4 luni, 3 saptamani si 2 zile
(titolo italiano: 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, Romania, 2007)
Regia, soggetto, sceneggiatura: Cristian Mungiu
Fotografia: Oleg Mutu
Montaggio: Dana Bunescu
Interpreti principali: Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alexandru Potocean, Ion Sapdaru, Teodor Corban
113'

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