Charlie Wilson's War
Charlie Wilson's War
(La guerra di Charlie Wilson, USA, 2007)
di Mike Nichols
Il rappresentante del Texas al Congresso degli Stati Uniti Charles Wilson appare come una personalità politica di secondo piano, amante dell’alcol, occasionalmente della cocaina e sempre delle belle donne.
Quando la sua ricca sostenitrice Joanne Herring lo coinvolge nel suo progetto di liberazione dell’Afganistan dalle truppe sovietiche, Wilson, aiutato in questo da un agente speciale della C.I.A., si troverà ad affrontare la situazione più delicata della sua carriera e non solo.
Commento
Tratto dal libro di George Crile pubblicato nel 2003, Charlie Wilson's War: The Extraordinary Story of the Largest Covert Operation in History (1), il film del tedesco di nascita ma americano di adozione Mike Nichols (vero nome Michael Igor Peschkowsky) narra di una delle operazioni governative più segrete degli Stati Uniti (che pure in quanto a operazioni segrete non si può dire si siano mai risparmiati), nonché una tra le più rilevanti della storia recente, tanto da avere conseguenze ancora oggi a più di venti anni di distanza.
Charles Wilson non trascura nessuno dei piaceri che la vita da scapolo gli offre: lo vediamo a inizio film in un idromassaggio con un losco compare, due spogliarelliste, una playmate di Playboy, un bicchiere di vino in mano (la sua familiarità con la cocaina lo renderà oggetto di un'indagine da parte di Rudolph Giuliani). La sua vita politica consiste essenzialmente nel fare alcuni interessi del secondo distretto dello stato che rappresenta a Washington, e che lo adora, fare parte di un paio di commissioni. Questo fino a quando una sua ricca e potente sostenitrice, Joanne Herring, lo spinge a coinvolgersi con ciò che sta succedendo in Afganistan, invaso dalle truppe sovietiche senza potere difendersi, causa inadeguatezza delle armi. Dopo una visita a un campo profughi, si decide ad impegnarsi nella non facile causa e a coinvolgere la C.I.A. in un progetto che, forzatamente, dovrà restare segreto. La soluzione al fatto che gli Stati Uniti non possano fornire armi di loro produzione viene da Israele, munito di armi di produzione sovietica che giungeranno in Afganistan grazie alla connivenza, che sa di fantapolitica, del regime militare del Pakistan.
Il ruolo di Charles Wilson sarà determinante nel riuscire dapprima a fare aumentare la somma stanziata per la causa dagli Stati Uniti da un ininfluente importo di 5 milioni di dollari l’anno a un miliardo e quindi a risolvere il conflitto.
Suona come fantapolitica, ma questa è una storia vera, documentata, che cambierà l’assetto del mondo con un’onda lunga che non accenna a diminuire di intensità.
Il finale è noto: gli afgani riusciranno a sconfiggere le truppe sovietiche ma i Mujaheddin (letteralmente "combattenti", spesso tradotto come "guerrieri santi") inizieranno a combattersi tra di loro, dando vita a una guerra civile. Si trasformeranno quindi nei Talebani di oggi, con le conseguenze note.
Nichols (2) riesce mirabilmente a illustrare la labirintica trama politica non trascurando mai di privilegiare un tono da commedia che riesce a strappare più di una risata. Inciampa forse solo nella scena della visita al campo profughi, zeppa di luoghi comuni cinematografici fino ad allora evitati, in un film che riesce altrimenti sempre a mantenere brillantemente un equilibrio dall’inizio alla fine, grazie alla rigorosa sceneggiatura di Aaron Sorkin (Studio 60 on the Sunset Strip e West Wings in televisione, The American President, 1995, di Rob Reiner al cinema).
Tom Hanks è credibile nel ruolo del congressista ingenuo, bolso e gaudente e anche Julia Roberts sotto la parrucca platinata di Joanne Herrings, si ritaglia un ruolo di contorno efficace. Per una volta di più, però, è Philip Seymour Hoffman a rubare la scena a tutti ogni qualvolta appare sullo schermo, e il ruolo (per cui è candidato a un Oscar come migliore attore non protagonista, che riceverà sicuramente) di stratega della C.I.A. glielo permette molto spesso.
(Roberto Rippa)
Note:
(1)
Pubblicato in Italia con il titolo Il nemico del mio nemico. Afghanistan 1979-1989. La guerra segreta del deputato Wilson da Il Saggiatore nel 2005 (traduzione di Aldo Magagnino)
(2)
Milke Nichols ha debuttato come regista nel 1966 con Who's Afraid of Virginia Woolf? (Chi ha paura di Virginia Woolf?). L'anno successivo dirige The Graduate (Il laureato) per cui ottiene un premio Oscar come migliore regista. Tra i molti film diretti: Carnal Knowledge (Conoscenza carnale, 1971), Working Girls (Una donna in carriera, 1988) e Closer (2004), in cui ha diretto per la prima volta Julia Roberts.
Charlie Wilson's War(La guerra di Charlie Wilson, USA, 2007)
Regia: Mike Nichols
Soggetto: George Crile dal suo libro Charlie Wilson's War: The Extraordinary Story of the Largest Covert Operation in History
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Musiche: James Newton-Howard
Fotografia: Stephen Goldblatt
Montaggio: John Bloom, Antonia Van Drimmelen
Interpreti principali: Tom Hanks, Amy Adams, Julia Roberts, Philip Seymour-Hoffman, Terry Bozeman, Brian Markinson
97’
Collegamenti:
Biografia di Charles Wilson (Wikipedia)
Sito ufficiale di Joanne Herring
Invasione sovietica dell'Afganistan (Wikipedia)





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