Death Proof
(titolo italiano: A prova di morte, USA, 2007)
di Quentin Tarantino

Death Proof01

Trama

Mike è uno stuntman non più in attività che gira per gli Stati Uniti su un’automobile, una Dodge del 1969, con il posto di guida rinforzato per gli stunt cinematografici. Mike uccide in spettacolari incidenti le ragazze che convince a salire sull’auto, incidenti da cui lui esce totalmente illeso.
Giunto ad austin, in texas, prende di mira un gruppo di ragazze che conosce in un bar. Dopo averle uccise investendo in uno scontro frontale la loro auto, viene ritenuto innocente a causa della grande quantità di alcol trovato nel sangue delle vittime.
Trasferitosi in Tennessee per proseguire con i suoi intenti criminosi, incontra tre ragazze da trasformare nelle sue prossime vittime. Questa volta, però, potrebbe avere sbagliato obiettivo.

Commento
(attenzione, il testo che segue contiene elementi rivelatori della trama
e del finale del film)


Duel di Spielberg realizzato da Russ Meyer, momentaneamente più interessato ai piedi femminili che ai seni ipertrofici, prodotto da Roger Corman negli anni ‘70 (ma Corman con l’ottantina di milioni di dollari, 30 spesi solo per la promozione, di film ne avrebbe girati 200). Death Proof è essenzialmente questo.
Tarantino qui non smette i panni dell’autore che cita (anche il Dario Argento de L'uccello dalle piume di cristallo), come nei suoi primi tre film (ma già per Jackie Brown, il suo omaggio alla blaxploitation, si era dovuto affidare a un soggetto di Elmore Leonard per evitare di scivolare nell'eccesso di ricalco dei film di Jack Hill) e indossa quelli del regista di genere che non sente di dover seguire alcuna logica nel mettere in scena la sua storia. E che copia apertamente. Tutti, anche sé stesso. E ci guadagna, perché Death Proof è un film scatenato e divertentissimo, pieno di quella ironia che il regista sa infondere alle sue opere più riuscite.
Kurt Russell, qui più Snake Plissken che mai, è un misterioso cascatore, Stuntman Mike, che, per motivi a noi sconosciuti, si diverte a dare la caccia con la sua auto "a prova di morte" (ma solo della sua) a giovani ragazze per poi ucciderle. Centra il suo obiettivo una prima volta in Texas con un gruppo di ragazze dopo una serata annegata nell’alcol e la fa franca con la polizia in quanto il risultato pare un incidente causato dall’ubriachezza delle ragazze.
Quando ci riprova tempo dopo in Tennessee, sbaglia ragazze e se la vedrà molto brutta.
Death Proof, in italiano, A prova di morte, è stato pensato per essere proiettato unitamente a Planet Terror di Robert Rodriguez in un omaggio dichiarato al cinema Grindhouse, ossia al cinema di genere a basso costo che veniva proiettato, spesso due film diversi di seguito, negli spettacoli di mezzanotte nei cinema o nei drive-in americani. Il progetto Grindhouse comprendeva anche finte anticipazioni di finti film girate, oltre che da Tarantino e Rodriguez, da Eli Roth, Edgard Wright e Rob Zombie. Vista la tiepida accoglienza ottenuta dal film negli Stati Uniti, i fratelli Weinstein della Miramax decidono di separare i due film e mandare l’episodio di Tarantino, cui sono stati aggiunti 27 minuti ai 90 del montato originale (e non si rimpiange la versione più corta), a Cannes e quindi in distribuzione per l’Europa (Planet Terror dovrebbe invece uscire a fine luglio in Italia e a fine agosto in Svizzera).
Effettivamente l’opera in sé soffre di questa separazione in quanto fa perdere un po’ di compiutezza alla pellicola graffiata appositamente, alla colonna sonora che salta, alle cadute di fotogrammi, espedienti attuati per accomunare il film a quelli dell’epoca che omaggia.

Death Proof03

Death Proof è denso di (divertentissimo) dialogo (come i film a basso costo che non potevano permettersi lunghe scene di azione a causa dei costo) e mette in scena l’azione tutta negli ultimi 15 minuti.
Death Proof è divertimento fine a sé stesso, intrattenimento puro e, a differenza di molto cinema di genere americano degli anni ‘70, può contare su una serie di interpreti di pregio tra cui spiccano Rosario Dawson, Rose McGowan e la bellissima Sydney Poitier (quasi omonima del celebre padre - l’attore di In the Heat of the Night, La calda notte dell’ispettore Tibbs - il cui nome è Sidney) e la vera stuntwoman (per Uma Thurman nei due capitoli di Kill Bill e di Sharon Stone per Catwoman) Zoë Bell.

Come consuetudine per Tarantino, la colonna sonora, comprende estratti da colonne sonore di film italiani quali un brano di Ennio Morricone da L'uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento, uno dei fratelli De Angelis da Roma violenta, nonché uno di Stelvio Cipriani da La polizia sta a guardare di Roberto Infascelli e quindi il tema composto da Franco Micalizzi per Italia a mano armata.

Il brano che accompagna i titoli di coda, Chick Habit cantata da April March, è la versione realizzata nel 1995 in inglese di un brano composto trent'anni prima da Serge Gainsbourg per France Gall, Laisse Tomber Les Filles, pure presente sui titoli di coda nella versione di April March.

(Roberto Rippa)

 

I trailer dei finti film girati per Grindhouse:

Cowgirls in Sweden (non presente nell'edizione americana originale del film), diretto da Quentin Tarantino;
They Call Him Machete, diretto da Robert Rodriguez;
Thanksgiving, diretto da Eli Roth;
Don't, diretto da Edgard Wright;
Werewolf Women of the SS, diretto da Rob Zombie.

Death Proof02
(Quentin Tarantino sul set)

Death Proof
(titolo italiano: A prova di morte, USA, 2007)
Regia, soggetto, sceneggiatura e fotografia: Quentin Tarantino
Montaggio: Sally Menke
Interpreti principali: Kurt Russell, Rosario Dawson, Vanessa Ferlito, Jordan Ladd, Rose McGowan, Sydney Poitier, Tracie Thoms, Mary Elizabeth Winstead, Zoë Bell, Michael Parks
127' (riedizione) / 90' (versione originale per Grindhouse)

DVD

Grindhouse Presents, Death Proof - Extended and Unrated (Two-Disc Special Edition)


Grindhouse - Sito ufficiale
I falsi trailer per Thanksgiving, Werewolf Women of the SS e Don't (YouTube)

RCBanner01