La masseria delle allodole
di Paolo e Vittorio Taviani

La masseria delle allodole

Trama

1915. In una piccola città della Turchia la guerra sembra lontana, lontane le persecuzioni contro la minoranza armena. È armena la famiglia Avakian, che apre la sua bella casa per il funerale del suo patriarca. Anche il Colonnello Arkan, rappresentante della autorità turca, viene a rendere omaggio. “Grazie di questo gesto di pace…” gli mormora Aram, a nome della famiglia. Dopo molti anni tornerà dall’Italia il figlio maggiore Assadour, che esercita a Padova la professione di medico: a lui il padre ha lasciato la vecchia Masseria delle Allodole. Aram con la moglie Armineh, vivace ed esuberante, la zia Hasmig, il piccolo Avetis e le sue sorelle si preparano ad accoglierlo con impazienza, mentre Nunik, giovane ed esuberante, vive con angoscia la sua relazione nascosta con Egon, un giovane ufficiale turco. Un amore pericoloso, impossibile. Egon appartiene al partito dei “Giovani Turchi” che si sta organizzando segretamente per realizzare il mito della “Grande Turchia”. La famiglia Avakian sembra non avvertire la tempesta che si sta avvicinando: festeggia il restauro della masseria ballando al suono del kocharì. Ma nel maggio l’Italia si schiera al fianco della Francia contro l’Austria e l’Impero Turco. Le frontiere vengono chiuse. Assadour cerca inutilmente, affannosamente, di partire. Deve rimanere in Italia mentre in Turchia il partito dei Giovani Turchi ordina il massacro degli armeni. Rifugiatosi ingenuamente nella Masseria delle Allodole, Aram e tutti i maschi, anche i bambini, vengono raggiunti dai soldati e trucidati. Le donne e Avetis, sopravvissuto perché travestito da femmina, si incamminano in una marcia forzata verso il deserto, dove sono condannate a morire.

Trama

Il fatto che sia stato portato sullo schermo essenzialmente solo due volte (dopo Ararat di Atom Egoyan del 2002), dà la misura di quando quello del genocidio amerno, avvenuto all’inizio dello scorso secolo, sia un tema rimosso o quantomeno ostico per il cinema (per tacere del fatto che oggi in Turchia anche solo citarlo può portare alla condanna a tre anni di reclusione per anti-patriottismo).
Oggi sono i fratelli Taviani ad assumersi il compito di raccontare il tema, basandosi - pur liberamente - sul libro omonimo della scrittrice italo-armena Antonia Arslan (pubblicato in Italia da Rizzoli).
Il risultato è un film dal sapore epico, toccante , che presenta la violenza del caso suggerendola più che mostrandola inutilmente (vedi Passion di Gibson, dove la macelleria sostituisce il vero dolore trasformando un film in un cartone animato), dimostrando un tocco personale nel raccontare un capitolo tra i più bui della nostra storia, unitamente all’Olocausto.
Mentre è mirabile l’intento e grande parte del risultato, è impossibile non notare quanto la confezione appaia televisiva, secondo un costume ormai consolidato - e tutto italiano - che ne attenua un poco il valore visivo.
Un film comunque necessario, scritto a quattro mani dagli stessi registi, e sostenuto da un cast internazionale in cui spiccano Mariano Rigillo, Paz Vega, Tchéky Karyo e la bentornata sui nostri schermi (dopo La sconosciuta di Tornatore del 2006) Ángela Molina.

(Roberto Rippa)


A proposito del film

...Questo nostro film nasce da un senso di colpa. Tre anni fa, quasi per caso, abbiamo scoperto la tragedia armena... sapevamo, credevamo di sapere... Un eccidio di uomini, donne, bambini nel 1915 in nome della ‘grande Turchia’. Decenni sono passati da allora, il popolo armeno attende ancora giustizia e noi – come milioni di altri – quasi ignoravamo tutto questo.

...Da tempo sentivamo il bisogno di avvicinarci con il nostro cinema a quella che è la tragedia più cupa dei nostri tempi: gli eccidi tra popoli fratelli, tra etnie che convivono, qui in Serbia, nel Kosovo, in terre divise da noi solo da un tratto di mare, e in Africa, in Asia...

...L’occasione fu la lettura del bel libro di Antonia Arslan ‘La masseria delle allodole’, un romanzo particolare, qualcosa come una indiretta autobiografia. Antonia è italiana di origine armena, e nel libro ha raccontato l’olocausto della sua famiglia. Romanzo, documento. Per noi due ha segnato l’incontro tra gli eventi del passato e quelli del nostro presente. Ma, come sempre, non ci interessava – e non ne saremmo stati capaci – disegnare un quadro storico. Ci interessava seguire alcune creature, i loro destini particolari, unici, e proiettarli poi in un grande evento collettivo, che si rivela nel suo orrore oggi, ma che affonda le sue radici nel passato. ... Nunik, Armineh, Aram: gli armeni... e Nazim, Arkan, Egon, Yussuf: i turchi... il racconto ha avuto inizio...

...Parlare bene dei propri attori è come fare un complimento a se stessi! Ma il film – davvero – deve molto alla interpretazione di un gruppo di attori bravi, molto bravi, che con passione hanno dato vita ai loro personaggi. Sono italiani, spagnoli, francesi, tedeschi... e, purtroppo, non possiamo avvalerci della presa diretta – lo sapevamo in partenza – ma la rinuncia era calcolata: volevamo scegliere in Europa i volti, le personalità che più corrispondevano alla nostra fantasia durante la scrittura del film. D’altra parte il nostro paese non è oggi l’Europa?

...Anche noi siamo convinti della necessità che la Repubblica turca entri nell’Unione europea, ma anche della necessità che si pronunci pubblicamente sulla verità storica della tragedia armena, così come Germania e Italia hanno affrontato il loro passato criminale.


... Stiamo parlando della Turchia e ci piace ricordare il nostro incontro col pubblico e la critica turca: il festival di Istambul volle dedicare al nostro cinema una retrospettiva ed a ogni proiezione si rinnovava il rapporto di amicizia tra noi e gli spettatori.
(Paolo e Vittorio Taviani)

La masseria delle allodole02
(Fossa comune di armeni durante il genocidio del 1915. Immagine da Wikipedia.org)

La masseria delle allodole (italia, 2007)
Regia e sceneggiatura: Paolo e Vittorio Taviani
Soggetto: Antonia Arslan (dal suo libro omonimo)
Musiche: Giuliano Tavani
Fotografia: Giuseppe Lanci
Montaggio: Roberto Perpignani
Interpreti principali:
Paz vega, Moritz Bleibtreu, Alessandro Preziosi, Ángela Molina, Mohammad Bakri, Tchéky Karyo, Mariano Rigillo, Hristo Shopov
117’

01 Distribuzione

Il genocidio armeno su Wikipedia

Zatik - Associazione di amicizia italo-armena

Il giorno 20 aprile avrà luogo una conferenza intitolata "Il genocidio degli Armeni e le leggi che sanzionano il negazionismo" nell'Aula Magna del Liceo di Lugano 1, alle ore 18.00.