Saturno contro
Saturno contro
di Ferzan Ozpetek

Una generazione di quarantenni che ha vissuto la sua giovinezza negli anni ottanta e novanta, in piena crisi delle ideologie ed esaltazione della realizzazione economica del singolo, si trova a fare i conti alla soglia della maturità con la necessità di riscoprire il senso del ‘gruppo’ in un momento come quello attuale in cui la crisi economica, lo spettro delle nuove malattie e il terrorismo internazionale hanno reso il senso della vita più precario e più fragile. La morte non è più soltanto un fantasma lontano e il bisogno di protezione e di immortalità non si cerca più soltanto nella realizzazione personale e nella sicurezza economica ma anche nella protezione degli altri che, in assenza della famiglia tradizionale ormai terremotata, si trova nell’amicizia e nella creazione di famiglie allargate e non istituzionali.In questa ottica i nostri personaggi si trovano a confrontarsi con il tema della SEPARAZIONE e con l’impossibilità di accettarla.Cosa succede se invece di nascondere, negare, rimuovere i cambiamenti sentimentali, ci si trovasse a tirare tutto fuori, a non nascondere più niente, a confrontarsi con i propri segreti, desideri, voglia di nuovi rapporti e sentimenti? Come si fa a NON SEPARARSI MAI, anche quando tutto intorno a te ti chiede di farlo?

(Ferzan Ozpetek durante la lavorazione del film)
La critica sembra non sapere come prendere Ferzan Ozpetek. Aveva lodato Il bagno turco, più o meno ignorato Harem suaré e quindi affilato le armi contro Le fate ignoranti, uno tra i film più discussi a livello popolare degli ultimi anni (il che rappresenta comunque un enorme risultato in un panorama cinematografico asfittico che produce il suo migliore risultato commerciale il 26 dicembre con il solito film di Natale) di più contro La finestra di fronte (sottovalutata opera sul tema della memoria) e Cuore sacro. Le fate ignoranti, croce e delizia - immaginiamo - per il regista in quanto punto di non ritorno nella sua carriera, spesso trattato dai parrucconi della critica alla stregua di un melodrammone dai facili effetti era in realtà un film più complesso di quanto potesse apparrire all’occhio distratto. Parlava di morte, di separazione, di solitudine ma anche di solidarietà, di amore, di un concetto di famiglia allargata che non poteva non lasciare il segno. E non solo: aveva anche il merito di fornire agli attori una serie di ruoli per loro spesso inediti (la bravissima Margherita Buy non moglie nevrotica come spesso i registi la vogliono vedere, un Gabriel Garko che per qualche minuto pareva addirittura recitare, Stefano Accorsi in un ruolo dalle sfumature più complesse di quelle su cui aveva potuto contare fino ad allora, la brava Rosaria De Cicco che si vorrebbe vedere più spesso e una Erika Blanc che faceva ritorno sul grande schermo dopo numerose partecipazioni in incolori prodotti televisivi).
Il gioco con gli attori riesce anche in Saturno contro, dove Ozpetek offre ruoli a una bravissima Isabella Ferrari (che negli anni è riuscita a fare dimenticare il suo passato di lolita alla corte di Boncompagni e non era facile), Ambra Angiolini (che sul grande schermo è credibile non perché sul piccolo ci stesse già a 15 anni a fare l’impunita ma proprio perché da questo è uscita indenne, con una credibilità che la rende oggi difficilmente inquadrabile), Stefano Accorsi (in un ruolo che gli offre la possibilità di uscire da una sorta di stato di appannamento in cui pareva essere scivolato nel tempo) e ancora Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Pierfrancesco Favino e l'habitué Serra Yilmaz.
Il tema della separazione in realtà sembra sottindere un discorso sull’amicizia come unico rifugio di salvezza dal male della vita. Per sviscerarlo, Ozpetek richiama gli attori de Le fate ignoranti (Buy, Accorsi, Yilmaz) e affianca loro alcuni volti nuovi per il suo cinema. Poi prende i personaggi e li immerge in un contesto che del film citato prende a prestito molti elementi e luoghi.
Se nelle sue prove migliori il regista è sempre riuscito a trattare di sentimenti profondi parlando al cuore e senza scivolare nel facile melodramma, qui questo equlibrio appare a tratti più difficile, non aiutato da un certo formalismo visivo che in alcune situazioni sembra quasi didascalico con il risultato di appesantire la storia.
Da vedere comunque, magari superando il pregiudizio sui film italiani che hanno come protagonisti dei quarantenni in crisi, qui ci si può trovare molto di più.
Bravi gli interpreti, con Margherita Buy e Milena Vukotic una spanna sopra gli altri.
(Gregorio Cannavacciolo)
Ozpetek sa dipingere efficaci affreschi sul tema dell'amicizia (almeno questo ha fatto ne Le fate ignoranti). Anche Saturno contro parla di amicizia, di amicizia come rifugio e salvezza dal male della vita (dalla morte, la separazione più estrema da chi si ama), di come il concetto di famiglia sia diverso da quello che alcuni fingono di difendere a spada tratta, di come l'amore non conosca regole scritte né schemi fissi da seguire (come nel caso della separazione tra i personaggi di Margherita Buy e Stefano Accorsi, con lei pronta a capire dopo l'iniziale perplessità) e lo sa fare bene perché va all'essenza delle cose e non si lascia mai tentare dalla via d'uscita facile per le storie che racconta. Il problema di Saturno contro è che questi elementi ci sono ma che si lascia anche tentare da ogni luogo comune cinematografico possibile per raccontare un dramma: l'ospedale (e qui va bene), la casa vuota sul mare, il pianto sugli scogli, il manifesto pubblicitario ammainato per sottolineare la fine di una vicenda. E qui va meno bene. Ciò che funzionava perfettamente ne Le fate ignoranti (di cui Saturno contro riprende le atmosfere e qualche volto), sembra non funzionare affatto qui. Qualche personaggio è troppo abbozzato e finisce con l'essere solo di contorno, e non sembrerebbe questa l'intenzione, qualche vicenda viene lasciata in sospeso quando meriterebbe qualche riga di sceneggiatura in più. La facilità che Ferzan Ozpetek ha in passato dimostrato di avere nello scrivere le sue storie, anche le pagine meno facili, qui pare latitare e il tutto si fa pesante, poco probabile, e il personaggio di Margherita Buy che pare riuscire a capire il tradimento del marito tanto da non provare astio nei confronti della sua rivale, è meno credibile di quella che nel film precedente si buttava in un mondo a lei sconosciuto, quello della seconda vita del marito scomparso.
Ozpetek è anche un capace direttore di attori (e non attori), tanto da potersi permettere scelte sulla carta azzardate (chi non ricorda, nel film più volte qui citato, un Gabriel Garko nell'unico ruolo in cui sia apparso credibile nella sua carriera?) ma qui sembra concentrarsi unicamente su pochi personaggi: quello interpretato da Ennio Fantastichini (sempre bravissimo), quello di Ambra Angiolini (cui regala le scene migliori, in cui se la cava decisamente bene), quelli secondari di Lunetta Savino (bravissima sempre), Filippo Timi, Michelangelo Tommaso e Milena Vukotic, infermiera resa amara da anni d lavoro. Stefano Accorsi non fa una grande figura recitando per l'ennesima volta lo stesso ruolo, Isabella Ferrari fa poco più di un'apparizione e l'osannato Luca Argentero ha giusto le due espressioni due che il ruolo richiede.
Deludente proprio perché si sarebbe tentati di attendersi di più da un film che una confezione da fiction televisiva e qualche situazione molto riuscita persa in una storia raccontata altrimenti con un eccesso di convenzione. E 110 minuti sono troppi.
(Roberto Rippa)
Saturno contro
(Italia, 2007)
Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Ferzan Ozpetek, Gianni Romoli
Musiche: Neffa
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Montaggio: Patrizio marone Shore
Interpreti principali: Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Ambra Angiolini, Luca Argentero, Filippo Timi, Michelangelo Tommaso, Isabella Ferrari
110'
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