Tutta la vita davanti (Italia, 2008)
di Paolo Virzì

Tutta la vita davanti01

Trama

Le vicissitudini di una neolaureata nell'universo del lavoro precario. Marta è una ragazza colta, curiosa e taciturna, che trova lavoro nel call-center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile e si avventura così in nuovo mondo fantasmagorico di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate.

Commento

Brutta la vita dei precari: stipendi da fame, contratti pronti a essere sciolti in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, condizioni di lavoro umilianti e, non bastasse, anche l’umiliazione della richiesta di identificazione con l’azienda. Virzì, nel raccontare la discesa agli inferi (e, forse, ritorno) del precariato della neo-laureata (cum laude) Marta, usa qualsiasi stereotipo per enfatizzare il tono da commedia ma il risultato è che i personaggi e le situazioni sono spaventosamente credibili. Lo sono le discussioni sul Grande fratello (ovviamente quello di Endemol, non quello immaginato da Orwell) sull’autobus, lo sono i jeans a vita bassa che lasciano scoperti i tanga e i tatuaggi sul fondoschiena, i filosofi che mantengono la puzza sotto il naso anche quando lavorano come autori di pessimi programmi televisivi, il cinismo che entra obbligatoriamente a far parte della vita delle persone, il sindacato che pare in ritardo massimo sulla situazione attuale, le canzoncine auto-motivanti tanto simili agli stacchetti televisivi in un film che mostra come la (bruttissima) televisione assomigli sempre più alle nostre (brutte, nel senso anche di inestetiche) vite. Come se la televisione si fosse assunta da anni e anni il compito di prepararci e (in)educarci proprio a questo. Ma ancora più vera è la sensazione costante di mancanza di futuro, in una vita che non può avere domani ma essere vissuta solo giorno per giorno, condizione sottolineata dal titolo ironico e dalla presenza costante della canzone cantata da Doris Day “Que Sera Sera (Whatever Will Be, Will Be)"
Come già in Ferie d’agosto del 1996, Paolo Virzì gioca con le caratterizzazioni: il capo delle ragazze che è una donna sola e infelice anche lei senza futuro rifacendosi comunque sulle ragazze che lavorano sotto di lei, il venditore talmente impegnato a essere il numero uno da rischiare la vita (una vita normale, si intende), la ragazza colta che sembra perdere di vista la sua vita nella routine quotidiana, il sindacalista idealista ma fondamentalmente inutile, la ragazza che capisce quanto sia più remunerativo vivere di marchette piuttosto che di telefonate a potenziali acquirenti di scadenti robot da cucina. Però la caratterizzazione spinta non toglie mai la sensazione di realtà, di aderenza a una realtà molto presente.
La commedia quindi funziona ma lasciando sempre una pesante sensazione di amaro in bocca.
Volendo muovere una critica al film, si può dire che vuole chiudere in qualche modo, spesso incongruo, ogni situazione del film togliendo credibilità e aggiungendo zucchero a una vicenda fino ad allora congruamente amara.
Per quanto riguarda gli interpreti, Sabrina Ferilli nel ruolo del cattivo ma in fondo solo e fragile capo delle ragazze del call-center trova il suo migliore ruolo dopo quello interpretato in “Ferie d’agosto”, Isabella Ragonese e la sorprendente Michela Ramazzotti si fanno notare per bravura, Elio Germano si ritaglia con grande efficacia un ruolo da commedia. Una commedia d’altri tempi sul nostro tempo.

(Roberto Rippa)

Tutta la vita davanti (Italia, 2008)

Regia: Paolo Virzì
Soggetto: liberamente tratto dal romanzo Il mondo deve sapere - Romanzo tragicomico di una telefonista precaria di Michela Murgia
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Paolo Virzì
Musiche: Franco Piersanti: Davide Bassan
Fotografia: Nicola Pecorini
Montaggio: Esmeralda Calabria
Interpreti principali: Isabella Ragonese, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Elio Germano, Sabrina Ferilli
117'